Questo voleva essere un articolo celebrativo per colui che è stato il mito both genders più transgenerazionale dagli Anni 70 a oggi, tra una ciuffata alla Grease e una piroetta a La Febbre del Sabato Sera. Ma poi è arrivato Sanremo e il nostro eroe si è trasformato improvvisamente in John Stravolta, umiliato sul palco dell’Ariston con Il ballo del qua qua e perseguitato per la pubblicità occulta delle fulgide scarpe antinfortunistiche. Gliene hanno dette di ogni, si è parlato addirittura di mito sgretolato.

Ma noi non ci stiamo e lo vogliamo redimere. In fin dei conti il buon John oggi spegne 70 candeline e in qualche modo dovrà pur assicurarsi delle entrate che gli permettano di mantenere le proprie passioni, no? Tra tutte, oltre a tre adorati velivoli che pilota personalmente, parliamo di circa 30 auto “in garage” di cui 20 da collezione, incluse una Rolls Royce Phantom V del 1960, una Jaguar XJ6, una Mercedes-Benz 280SL, una Mustang Boss 302 del 1970 e una Lincoln del ‘56. Non ci è dato sapere di più, ma a noi basta così.

Noi ti assolviamo, John. E per il tuo compleanno vogliamo festeggiarti con una carrellata dei mezzi iconici dei tuoi film.

Grease

Ford Deluxe Cabrio

Randal Kleiser scelse questa creatura dell’Ovale Blu del 1948 per alcune scene del suo celeberrimo musical, Grease. La Cabrio compare in tre mise differenti: prima come ammasso di ruggine, poi rosso fiammante – Grease Lightning, “fulmine alla brillantina” – e infine bianca con fulmini argentati bordati di rosso per la sfida fra lo stesso Travolta e il rivale d’amore Leo Balmudo, interpretato da Dennis Stewart. Insomma, la Ford Deluxe Cabrio è stata sicuramente iconica e bramata da tutti i giovani ciuffati degli Anni 70 e 80.

PULP FICTION

Chevelle Malibu

Ah, quante scene ci riporta alla mente quest’auto. Oltretutto, negli ultimi anni, i meme con Mia Wallace e Vic Vegas all’interno della Chevelle Malibu hanno letteralmente invaso le bacheche di tutti i social network. Sapevate che la Chevrolet di Pulp Fiction, del 1964, era di proprietà di Quentin Tarantino? La utilizzò per risparmiare sui budget di scena, ma… l’auto venne rubata sul set. Tranquilli, venne anche ritrovata dopo 19 anni. Il nuovo proprietario, tale Hemenez, l’aveva acquistata nel 2001 da un collezionista privato e non aveva idea né che la macchina avesse un numero di identificazione duplicato, né tanto meno che fosse stata rubata. Soprattutto, non sapeva chi fosse Tarantino né aveva mai visto Pulp Fiction. Ayyy, que mal! Quentin riebbe la sua auto, mentre Hemenez rimase deluso, amareggiato e ingiustamente non risarcito. Quantomeno, l’auto non se la sono ripresa Vic e Jules. Anche perché sappiamo come sarebbe andata a finire, no?

Ezechiele, 25:17. Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi.

Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà, conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare, e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te!

Codice: Swordfish

Tuscan Speed Six

Si tratta di una delle ultime creazioni su quattro ruote del marchio inglese TVR, fondato da Trevor Wilkinson nel 1947 per la produzione di auto sportive. Un brand con una storia inizialmente un po’ sfigata, passatemi il termine, che cadde lentamente in disgrazia finché non passò nelle mani dell’imprenditore britannico Les Edgar, che nel 2013 avviò un processo di rilancio dell’azienda. Erede del nuovo secolo della celebre Tuscan degli Anni 60, la Tuscan Speed Six è spinta da un 6 in linea da 3.6 lt denominato Speed Six, appunto. Con una potenza iniziale di 360 cavalli, il motore venne presto portato a 4 litri, raggiungendo i 380 cv nella versione entry level e 400 cv in quella più veloce e potente.

Trading Paint

La Nascar misteriosa

Un John Travolta così spericolato non lo avevate mai visto. Film adrenalinico del 2019, Trading Paint è una chicca del genere automobilistico, ambientato nello specifico nel mondo delle corse su terra, dove Sam Munroe (John Travolta), detiene il primato assoluto delle vittorie. Il nostro John qui racconta che su 20 piloti in tutto film lui era l’unico non professionista. Si è indubbiamente impegnato moltissimo e, come ha affermato, ha mangiato pane e film sulle corse a colazione per un bel pezzo. Della macchina, però, non è dato sapere nulla più…

Svalvolati on the road

Softail Screamin’ Eagle Fatboy

Come superare una crisi di mezz’età? Facendo un viaggio in moto con gli amici, of course. E sei sei in America, con che moto lo vuoi fare? Un’Harley, of course. In Svalvolati on the Road il nostro John scorazza per le strade americane in sella ad una Softail Screamin’ Eagle Fatboy nera con le fiammazze rosse. La replica della moto venne utilizzata da Travolta per presentarsi alla prima del film e venne poi battuta all’asta raggiungendo la cifra di 70.000 dollari, devoluti per finanziare la ristrutturazione del Teatro Marion a Ocala, Florida, aperto nel 1941.

Chicca di chiusura. Sulla scia del successo Travol-gente di La febbre del sabato sera, John fece customizzare al customizer hollywoodiano George Barris (il papà della Batmobile, per intenderci) una Pontiac Firebird del 1971. L’esclusivissima auto venne personalizzata come show car per l’attore stesso nel 1979. Non solo.

Incapace di resistere alla tentazione, dopo il successo di Travolta in Urban Cowboy, Barris rinnovò nuovamente gli interni della Travolta Fever Firebird. E, come inno al crescente apprezzamento dell’America per i cowboy e la musica country, eccola riaccessoriata con sobrissimi sedili in vera pelle di vacchetta, una distesa di pelle marrone nell’abitacolo e, dulcis in fundo, una sella a cavalcioni sulla console centrale.

Un po’ too much, forse. Ma come si fa a non amare le americanate?