All’inizio, eravamo 4 amici al bar. Con la birra che reintegra e distende muscoli e pensieri. Un’intera giornata a faticare per salire a piedi e scendere veloci sulla tavola, abbozzando slide fino a capire quale sia la tecnica migliore per affrontare quei tre tornanti. La mente corre e si pensa già a cosa migliorare nel prossimo weekend, che poi magari ci si riesce ad organizzare per una corner session infrasettimanale, chi lo sa… La musica assordante rimbalza da una parte all’altra del bar. E questa è sempre una certezza.

Agli eventi di longboard, da sempre, si sperimenta. Si affina la tecnica e si cercano spunti dai riderz più cazzuti. Funziona così: un’accozzaglia di ragazzi giunti da tutta Italia (e non solo) scende a bomba sulla tavola lungo una strada chiusa al traffico, cercando di arrivare in fondo, possibilmente tutti interi.

L’abbigliamento, comunque, a fine giornata è a brandelli. Chiappe brasate e gomiti sbucciati sono all’ordine del giorno. Si condividono l’asfalto, le cazzate che si sparano sui furgoni delle risalite e poi il pogo alla festa serale. Nascono nuove amicizie. Anche questa è una certezza.

In una manciata di anni all’home spot ci siamo triplicati. Si suda, si sale e si scende con frenesia. Ci si confronta su come alzare le velocità in uscita di curva. Ci si prepara agli eventi della nuova stagione, tra cui tre date di Campionato.

Nelle serate pre-gara il clima è teso. C’è chi festeggia, incurante del possibile hangover (molti), chi si isola per andare a letto presto (pochi) e chi ride (tutti). La musica rimbomba forte ben oltre la mezzanotte. Terza certezza della storia.

Adesso è tempo di correre. Gli sguardi sono tesi. I consigli si tengono ben stretti e si nasconde il set up della propria tavola dagli occhi indiscreti. Sulla griglia di partenza si scazza per contendersi la postazione migliore per pushare più possibile prima della controcurva.

Di ogni batteria da quattro riderz solo i primi due passano al turno successivo. Sorpassi e controsorpassi fino al traguardo. I più forti, spesso i soliti tre, hanno già staccato tutti con i tempi. E si attende la finale.

Poi si alza l’asticella. Decolliamo. Negli eventi all’estero, come quelli che abbiamo appena affrontato, si ha a che fare con le rockstar del longboard. Li si guarda con un mix di curiosità e rispetto. La fame di adrenalina attanaglia lo stomaco. Tutti gli stomaci, anche i loro. Il nostro obiettivo è migliorarsi e andare a prenderli. Al party serale si vedono personaggi e cose mai viste…

Lo Skateboarding entra ufficialmente alle Olimpiadi con la disciplina Street. Di riflesso, lo Skateboard Downhill viene riconosciuto nel mondiale WORLD SKATE. Dopo più di dieci anni a cadere e rialzarsi sull’asfalto dell’home spot, la nazionale Italiana ITSB chiama. Nel 2022 siamo volati in Argentina per affrontare gli atleti più forti al mondo nei WORLD SKATE GAMES. Con il 2° posto di Roberto Marasca nella categoria Street Luge e il 4° posto di Giulia Bottazin, a pochi centimetri dal podio della categoria Women, ci siamo fatti sentire.

Il Team ITSB è sempre più affiatato: il 25 febbraio si è spostato sui 2.5 kilometri di fine asfalto del tracciato di Tagaytay, nel cuore delle Filippine. Dopo il warm up nelle giornate del 22 e 23 febbraio per poter testare fondo e traiettorie. Sabato 24 febbraio è stata la giornata dedicata alla Crono, per stabilire le batterie di partenza di domenica 25 febbraio, quando gli atleti si sono sfidati fino alla grande finale.

Chi sono le sette rockstar italiane convocate dal C.T. Matteo Dell’Orto? Nella categoria Street Luge avremo Roberto Marasca. Nel Downhill Skateboard Stefano Barbizzi, Bernardo Iandelli, Alessandro Federico, Alessio Damato, Marcus Aldinucci e il giovane Marco Zeni (classe 2004), che in virtù del suo impegno e dei risultati ottenuti è stato nella selezione italiana, con grande entusiasmo, per la prima volta.

E il podio? Tutto italiano. Stefano Barbini si è portato a casa l’oro.

Un team, una Nazionale, che apre ai giovani per portare freschezza e creare esperienza in vista dei WORLD SKATE GAMES previsti in Italia per la prossima estate. Lì, giocheremo in casa. Il tifo assordante rimbalzerà senza sosta da una parte all’altra della tribuna. E questo, ancora una volta, è certo.