Islanda, terra di ghiaccio e fuoco. Un luogo quasi mistico, dove la natura è ancora selvaggia e, se non la rispetti, ti presenta il conto. Il Mare del Nord, i paesaggi lunari, i vulcani, le montagne. E poi vento, pioggia, freddo. Una terra dura, capace però di regalare scorci che ti lasciano senza fiato.

Puoi scegliere di viverla easy noleggiando un SUV grazie al quale sentirti comodo, al sicuro, riparato, al caldo. Oppure puoi fare come noi: infilarti casco, giacca e guanti, salire in sella ad una moto e partire per un’esperienza epica, indimenticabile. Perché è proprio qui, in Islanda, che Norton ci ha dato la possibilità di mettere alla prova la nuovissima Atlas, una moto che sembra nata proprio per affrontare avventure come questa.

Tra pioggia incessante, folate di vento che ti colpivano con la forza di un ceffone e freddo invernale, abbiamo percorso centinaia di chilometri di curve e controcurve su strade che sembravano disegnate, sterratoni velocissimi che si estendevano a perdita d’occhio nella tundra desolata e pure qualche passaggio fuoristradistico croccante…

 

La prima notizia? Norton Atlas ha sopportato tutto stoicamente, uscendo brillantemente da qualsiasi situazione, come una vera globetrotter.

UN PO’ DI STORIA

Riavvolgiamo il nastro per un attimo. Pensi a Norton e la mente va alla sportivissima Manx che dominava i TT negli Anni 60. Oppure alla stupenda Commando 750 guidata da Keanu Reeves in Belli e Dannati. Ma se parliamo di avventure, il ricordo non può che andare alla Poderosa, la Norton 500 M18 utilizzata da un giovane Ernesto Guevara nel suo celebre viaggio lungo il Sudamerica (guardatevi I Diari della motocicletta, imperdibile).

E poi c’è la Atlas, un nome già noto in casa Norton.

 

La prima Atlas, infatti, è stata un modello storico di Norton, presente a listino dal 1962 al 1968. Era l’erede della celebre Dominator 650 SS ed è nata su richiesta dell’importatore americano, che chiedeva una moto con qualche cavallo in più. Successivamente è stata prodotta anche per il mercato europeo con le dovute modifiche a impianto elettrico, strumentazione e filtro dell’aria. Curiosamente, il nome non è ispirato al celebre Titano della mitologia greca, né al libro che tanto odiavamo alle medie, ma ad un missile americano usato all’epoca dalla NASA. Un caso? Io non credo…

LA NORTON ATLAS OGGI

La Norton Atlas oggi si presenta in una veste completamente diversa. È una crossover moderna, con linee molto personali, che strizza l’occhio anche ai neofiti che desiderano avvicinarsi al touring grazie ad un motore che non mette mai in crisi e ad una dotazione tecnica di prim’ordine. La moto è compatta, con un interasse veramente raccolto. Dà l’idea di agilità e conferma la sensazione fin dai primi chilometri.

A colpire a prima vista è proprio l’estetica, con quelle sovrastrutture che partono dal cupolino abbracciando il serbatoio e arrivano tese fino al posteriore, senza soluzione di continuità. È una scelta estetica molto piacevole, che ha anche risvolti pratici. La linea, infatti, risulta pulita, molto elegante e british nel suo minimalismo. Allo stesso tempo, è stretta tra le gambe e non c’è niente che intralci durante la guida, sia da seduti che in piedi. Per migliorare il comfort di guida sono stati studiati addirittura dei condotti che portano l’aria calda dal radiatore distante dalle gambe del pilota.

Il frontale è molto aggressivo, evidenziato dalla striscia led della luce diurna che circonda il doppio faro (anche questo a led) con illuminazione adattiva, coadiuvata da altri due faretti di profondità con funzione cornering.

Il cupolino (facilmente regolabile in altezza con due comodi pulsanti) è dominato da un praticissimo TFT touch da 8” con navigazione integrata turn by turn. Di facile lettura, molto intuitivo, fornisce tutte le info necessarie e può essere utilizzato anche tramite un pratico joystick. È possibile intervenire sulle impostazioni del quickshifter, della funzione hold e sui riding mode. Si connette allo smartphone grazie all’app dedicata Norton Rider per garantire una esperienza di guida veramente immersiva. Tramite l’app possiamo avere sott’occhio le statistiche di viaggio, aggiornare il software della moto grazie alla tecnologia SOTA (Software-Over-The-Air) e vedere i promemoria per le manutenzioni.

Il motore è tutto nuovo, un 585 cc raffreddato a liquido, capace di sviluppare una potenza di 69 cv a 9300 giri, ma soprattutto un’interessante coppia di 57,5 nm con un’erogazione lineare su tutta la curva di utilizzo, con particolare attenzione ai bassi e medi regimi. È stato fatto un grosso lavoro sull’affidabilità, intervenendo sul rivestimento dei cilindri e sull’impianto di raffreddamento, oltre ad una doppia pompa dell’olio.

Niente è lasciato al caso: il cambio a 6 marce, dotato di quickshifter bidirezionale, è estraibile come sulle moto da gara per garantire manutenzioni più pratiche e veloci. Il comparto sospensioni è di prim’ordine: conta infatti su una forcella Kayaba regolabile in compressione e rebound, e su un mono, sempre Kayaba, regolabile in precarico tramite un pratico registro esterno.

La frenata è garantita da un doppio disco anteriore flottante ByBre da 310 mm e un posteriore da 270 mm. A livello di dotazione elettronica non manca veramente niente. Con piattaforma inerziale BOSCH a sei assi, ABS e cruise control cornering, traction control con sensore di piega, controllo impennata e slittamento. Presenti poi ben cinque riding mode: Urban, Rain, Tour, Sport, Enduro.

La moto viene commercializzata in due versioni: Atlas, dedicata agli avventurosi che vogliono mettere le ruote anche sullo sterrato e Atlas GT, che invece è pensata per gli amanti del bitume che vogliono concedersi lunghi viaggi in tutta comodità.

Si differenziano soprattutto per le ruote (Atlas che monta un cerchio anteriore da 19”, mentre Atlas GT monta il 17”) e per l’altezza della sella, che passa da 845 mm per la Atlas a 815 mm per la GT. Noi abbiamo provato Atlas con allestimento Apex (che sarà disponibile per entrambe le versioni) con una dotazione molto ricca che comprende cupolino regolabile, manopole riscaldate, escursione maggiorata delle sospensioni, faretti cornering, funzione hold, frenata combinata e sistema di monitoraggio pressione pneumatici. Non mancano ovviamente accessori irrinunciabili come il set valigie Norton, con le laterali da 25 lt ciascuna e bauletto da 34 lt, le barre di protezioni laterali e la piastra sottocoppa rinforzata.

I prezzi? A partire da € 9.250 la Atlas (€ 10.525 per la più completa Apex). Mentre per i listini della GT dovrete aspettare ancora qualche giorno!

LA PROVA

Ok, bella è bella. Ma come va questa Atlas? Devo dire che mi ha decisamente sorpreso, considerate anche le premesse della giornata. Le condizioni meteo infatti già alla partenza lasciavano presagire che sarebbe stato un test bello impegnativo, con pioggia e vento tipicamente islandesi.

Tra le gradite sorprese la posizione in sella. Nonostante la Atlas sia compatta e io sia alto 1.85, ho trovato che la triangolazione sella-pedane-manubrio sia decisamente azzeccata: mi sono sentito subito comodo, con tutti i controlli al loro posto (a proposito, comodissimo il tasto per cambiare i riding mode direttamente sul blocchetto) e un bel manubrio largo che aiuta nelle manovre a bassa velocità.

L’altezza della sella non è delle più contenute, ma essendo la moto molto stretta nella parte centrale, si tocca con i piedi senza problemi. Dopo aver montato supporti per smartphone ed action-cam e aver concluso un piccolo briefing, finalmente partiamo. Tempo una decina di minuti per uscire dal traffico di Reykjavik e ci tuffiamo lungo una strada tutta curve che si inerpica verso il nord-ovest dell’isola. L’asfalto islandese, seppur bagnato, offre un grip inaspettato, e dopo aver scaldato un po’ le gomme iniziamo a divertirci sul serio.

La modalità Rain è (giustamente) un po’ castigata, ma basta passare alla Urban o alla Tour e viene fuori il carattere della Atlas. Carattere che in Sport si fa quasi arrogante, complice anche il sound coinvolgente che proviene dallo scarico. La cavalleria non mette mai in difficoltà, basta non esagerare con il gas soprattutto in mappa Sport. Il traction control comunque svolge egregiamente il suo lavoro.

La moto scende veloce in piega, l’interasse corto la rende agilissima e molto precisa nei cambi di direzione. Una volta impostata la traiettoria, la mantiene fedelmente grazie anche ad un’ottima taratura degli ammortizzatori, comodi ma ben sostenuti. Ottima anche la frenata. Un paio di volte mi sono fatto prendere la mano arrivando bello allegro in inserimento di curva, ma anche pinzando forte, Atlas non si è scomposta minimamente. E, grazie alla frenata combinata, sono riuscito a chiudere la traiettoria senza alcuno sforzo.

Dopo una meritata pausa caffè e qualche stop per le foto di rito (siamo pur sempre in Islanda no?), siamo ripartiti su velocissime statali dove abbiamo potuto dare sfogo ai cavalli della Norton. Abbiamo apprezzato la stabilità alle alte velocità e la protezione aerodinamica, anche se ammetto che il vento ci ha fatto parecchio dannare: a tratti dovevamo avanzare a moto inclinata per compensare le folate, come in un’inattesa session di windsurf.

Arriva l’ora di pranzo e ad accoglierci c’è una location era pazzesca: una bolla di plexigass nel bel mezzo di una landa desolata che neanche in una scena di Dune… Dopo un primo scambio d’impressioni sulla moto davanti al fuoco e una zuppa per scaldarci le ossa infreddolite, è arrivata la parte veramente divertente. Finalmente abbiamo portato le ruote fuori dall’asfalto.

E anche qui la Atlas ha saputo dire la sua. Mappa Enduro, che toglie l’ABS e il traction control al posteriore, e via su lunghi sterrati dove poter far spazzolare il posteriore. La posizione di guida in piedi è veramente azzeccata: mi sono trovato subito a mio agio e, nonostante la ruota anteriore da 19”, non mi sono mai trovato in difficoltà.

Gli sterrati islandesi sono velocissimi e sono fatti di una particolare terra nera di origine vulcanica, con sassi e rocce qua e là, che le ottime Kayaba della Atlas hanno digerito senza problemi. Le sovrastrutture strette facilitano lo spostamento in sella, l’unico appunto forse lo farei sulle fiancatine, che sono tanto eleganti quanto lisce e non permettono di stringere ottimamente la moto tra le ginocchia quando si guida in piedi e si deve controbilanciare sulle curve. Ma basta un inserto adesivo in gomma e problem solved.

Ovviamente in tutto ciò la pioggia e il vento non ci hanno mai mollato. Stanchi, infreddoliti, bagnati, ma con quel sorriso che solo un bel tour in moto sa regalare. La Atlas non ha battuto ciglio per tutta la giornata, mai un’indecisione. Si è comportata benissimo sulle curve di montagna, sulle lunghe statali ventose e sui velocissimi sterrati. Il test non poteva essere più probante. Promossa a pieni voti!

STYLE GUIDE

Per poter affrontare un’avventura epica e bagnata come quella in sella alla Norton Atlas, oltre ad una buona dose di coraggio, ci vuole anche l’abbigliamento giusto. Grazie a Dainese e AGV, marchi leader nell’abbigliamento e protezioni motociclistiche, ho potuto pensare solo a guidare e a godermi la moto e i paesaggi islandesi, senza preoccuparmi di pioggia e freddo.

CASCO AGV AX9

Per questo test ho optato per il leggerissimo AGV AX9 in Matt Carbon. Un casco adventure touring realizzato in un mix di fibra aramidica, carbonio e fibra di vetro. Leggerissimo, modulare, con frontino e visiera amovibili e regolabili. La visiera offre una visione a 190° orizzontali e 110° verticali, oltre all’indispensabile Pinlock® 70 MaxVision™. È progettato secondo il protocollo AGV Extreme Safety e supera ampiamente i requisiti della normativa ECE22.06. Ho potuto testarne anche la grande efficacia aerodinamica sulle ventose strade islandesi.

lo trovi qui

Per tenere le mani al caldo ho usato i Teyde Gore-Tex® Gloves, comodi guanti Adventure pensati per chi sta a lungo sulla moto nelle diverse condizioni metereologiche. Grazie alla membrana Gore-tex EpE, Teyde Gore-Tex® Gloves sono infatti completamente impermeabili, perfetti per un utilizzo intenso anche sotto la pioggia. Leggeri, traspiranti ed ergonomici, garantiscono un feeling e una sensibilità di guida notevoli senza scendere a compromessi con la sicurezza, grazie alla protezione Pro-tek delle nocche.
Non mancano il visor wiper e l'inserto touch screen per permettere al rider di utilizzare il telefono senza sfilare il guanto.

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GIACCA E PANTS MANGEN ABSØLUTESHELL

Visti il meteo e le diverse condizioni di guida che avrei affrontato, la scelta è ricaduta sul completo giacca + pantaloni MANGEN ABSØLUTESHELL PRO JACKET S/T e MANGEN ABSØLUTESHELL™ PRO - PANTALONI DA MOTO TOURING UOMO. Un abbinamento perfetto per affrontare strada e fuoristrada. Ergonomici, funzionali, ricchi di tasche e soprattutto completamente impermeabili. Hanno resistito a ben otto ore consecutive sotto la pioggia battente. Il tessuto Mugello li rende robusti ma flessibili, sembra di non averli addosso. Sono dotati di protezioni Pro Armor di livello 2 su spalle, gomiti e ginocchia. La giacca è predisposta per essere indossata sopra al dispositivo Airbag Smar Air, oltre a poter essere integrata di paraschiena di tipo G e protettore toracico Pro Armor Chest. Ovviamente sia giacca che pantaloni sono certificati secondo la norma EN 17092 classe AA. IL colore Black/Tidal Foam poi è bellissimo!

QUI LA GIACCAQUI I PANTS

MID LAYER E BASE LAYER

Sotto la giaccia, al posto della fodera termica, ho utilizzato la Destination Layer Jacket. Una giacca mid layer in Polartec® Power Air™, studiata per massima comodità nei viaggi in moto, in ogni condizione atmosferica e su ogni terreno. Può essere portata comodamente una volta terminato il viaggio anche lontano dalla moto (perfetto per la sera a Reykjavik). Il capo è antivento e ha due comode tasche sui lati.Non mancano il visor wiper e l'inserto touch screen per permettere al rider di utilizzare il telefono senza sfilare il guanto.

Per stare caldi e asciutti non si può prescindere da un intimo di qualità e, visto che gli strati superiori erano molto protettivi, la scelta migliore è stata la combinazione maglia+sottopantaloni della linea Base Layer Estivo. Estremamente traspiranti, espellono il sudore e l’umidità corporea grazie al tessuto Dryarn, oltretutto sono comodissimi grazie all’assenza di cuciture. Mi hanno mantenuto perfettamente asciutto. Non poteva mancare poi il caldissimo scaldacollo termico, che le mie cervicali ancora ringraziano.Non mancano il visor wiper e l'inserto touch screen per permettere al rider di utilizzare il telefono senza sfilare il guanto.

QUI IL MID LAYERQUI I BASE LAYER

STIVALI SEEKER GORE-TEX®

Ai piedi gli stupendi SEEKER GORE-TEX®. Lo stivale adventure touring Dainese. Il massimo del comfort e della protezione per i viaggi in moto su ogni terreno. Costruito in pelle premium con membrana impermeabile Gore-Tex® Performance, permette di raggiungere livelli superiori di resistenza e protezione dagli agenti atmosferici e vanta una calzata sicura e comoda in tutte le condizioni climatiche. Leggerissimo e protettivo, grazie anche alla presenza del para-tibia con tecnologia Pro-Armor. La chiusura è sicura e precisa grazie al QuickLacing System a doppia leva metallica. Le innovative suole asimmetriche Groundtrax® con differenziazione nella zona del cambio e del freno sono studiate per garantire stabilità, aderenza e trazione ottimali sia in moto che una volta scesi dalla sella, su ogni terreno.

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