Cosa c’è di più Juicy di un cocktail fatto bene?

Alcolico (se non guidate) o virgin, l’arte della mixology ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. Dunque dimenticatevi gli ombrellini di carta, i colori fluo da discoteca anni ’90 e quegli sciroppi dolciastri che facevano venire il mal di testa solo a guardarli.

La mixology contemporanea è una cosa seria. I bartender di oggi studiano come chimici, estraggono oli essenziali a freddo, lavorano su fermentazioni spontanee, chiarificano liquidi e calcolano il punto di diluizione del ghiaccio con la stessa maniacale pignoleria di un telemetrista del Motomondiale.

Entrare in un cocktail bar di livello, oggi, è un’esperienza immersiva. Si abbassano le luci, cambia l’acustica e ci si lascia avvolgere unicamente dal ritmo sincopato dei cobbler shaker. È un mondo affascinante fatto di bottiglie rare, storie secolari e gesti calcolati al millimetro, ma è anche un mondo che impone una regola ferrea, un patto non negoziabile che ribadiamo fino a rischiare di sembrare noiosi: alcool e volante – o manubrio, che sia – si escludono a vicenda, sempre.

Non esistono i “reggo bene”, non c’è spazio per il “tanto ci ho mangiato su” o per l’illusione che un caffè doppio a fine serata possa resettare la situazione. Guidare richiede un cervello lucido e reattivo. Bere bene, d’altra parte, richiede tempo, attenzione al palato e la lussuosa serenità di non dover prendere decisioni salvavita nel tragitto verso casa. Le due attività, per quanto entrambe edonistiche, semplicemente non possono abitare la stessa fascia oraria.

Per questo motivo, la Top Five che state per leggere va presa con il giusto libretto di istruzioni. Consideratela un suggerimento strategico per le vacanze, se siete in una di queste meravigliose città d’arte, oppure se in vacanza non ci andate e volete semplicemente godervi una serata urbana.

Risolta la pratica sicurezza, possiamo finalmente tornare a concentrarci sul bicchiere. L’Italia sta vivendo una vera e propria età dell’oro dietro al bancone. Non siamo più solo il Paese del vino eccellente e dell’amaro ghiacciato a fine pasto: sta crescendo una generazione di professionisti che detta legge a livello internazionale. Abbiamo imparato a valorizzare i nostri prodotti regionali, i botanicals della macchia mediterranea e i vermouth storici, integrandoli con distillati esotici e tecniche moderne.

Il risultato è un panorama liquido variegato, dove ogni locale ha un’identità forte, una firma riconoscibile fin dal primo sorso.Abbiamo attraversato l’Italia per mappare cinque indirizzi imprescindibili. Cinque locali, cinque banconi dietro ai quali non si servono semplicemente bevande. Prendetevi il vostro tempo, parcheggiate l’auto al sicuro, sedetevi comodi e preparatevi a ordinare.

Ecco a voi i cinque migliori cocktail bar d’Italia per questa estate, rigorosamente testati e approvati.

Morgana Lounge Bar, Taormina

La fuoriserie

Se questa lista fosse un garage, il Morgana di Taormina sarebbe senza dubbio una spider italiana d’epoca, di quelle con gli interni in pelle rossa e il vento che scompiglia i capelli. Nascosto nei vicoli di una delle capitali assolute del turismo di lusso, questo locale è un omaggio teatrale e cangiante alla Sicilia. Il design degli interni cambia ciclicamente, variando livrea a ogni stagione, ma il telaio rimane quello di un’ospitalità mediterranea impeccabile, calorosa e sartoriale.

Qui la Sicilia viene distillata e servita nel bicchiere, con uno sguardo sempre rivolto alle tendenze internazionali. Capperi di Salina, agrumi vulcanici, finocchietto selvatico e sale di Mozia vengono reinterpretati con tecniche contemporanee, dando vita a signature cocktail che sono un autentico omaggio liquido al territorio.

Atrium Bar, Firenze

L’ammiraglia d’epoca

Nel cuore di Palazzo della Gherardesca, all’interno del Four Seasons Firenze, l’Atrium Bar è l’equivalente di una granturismo d’epoca: lussuosa, imponente e avvolgente. Sotto l’immensa piramide di vetro, il tempo sembra rallentare. È il salotto buono della miscelazione fiorentina, dove il lusso è tangibile ma mai ostentato.

Qui regnano i grandi classici eseguiti alla perfezione. Il celebre Vintage Negroni Trolley, un carrello scenografico che porta la preparazione del cocktail direttamente al tavolo, è un’esperienza da non perdere. Dai signature cocktail stagionali alle prestigiose riserve di liquori, ogni sorso è un viaggio in prima classe.

Cà-ri-co, Milano

La track-car

Se l’Atrium è l’ammiraglia, Cà-ri-co è la sportiva preparata per la pista. Casual Roaming è il loro mantra. L’ambiente è industriale, minimale ed essenziale: nessun fronzolo, tutta l’attenzione è concentrata sulle prestazioni del palato. Il team lavora sull’estrazione dei sapori e sull’integrazione perfetta tra cucina e miscelazione, dove ogni boccone dialoga con il cocktail senza mai sovrastarlo.

La vera chicca è la Martini Room, uno spazio esclusivo dedicato all’esplorazione del cocktail per eccellenza.

Freni e Frizioni, Roma

La muscle car

Il nome racconta già tutto. Prima di diventare uno dei templi della mixology romana, questo spazio affacciato sul Tevere era un’officina meccanica. E quell’anima ruvida, viscerale e ad alto numero di giri è rimasta intatta.

Freni e Frizioni è la muscle car dei cocktail bar: chiassosa, aggregante e piena di energia, ma con una precisione assoluta dietro al bancone. Celebri i loro draft cocktail, serviti direttamente alla spina per ridurre i tempi di attesa senza sacrificare la qualità.

Nu Lounge Bar, Bologna

Il fuoristrada

Sotto gli storici portici di Bologna, a due passi da Piazza Maggiore, il Nu Lounge è un viaggio oltreoceano. Qui la cultura Tiki non è una semplice estetica, ma una vera filosofia della miscelazione, interpretata con grande tecnica.

Rum protagonisti, Mai Tai e Zombie rivisitati con equilibrio moderno, frutta tropicale fresca, spezie e sciroppi homemade danno vita a cocktail scenografici e sorprendentemente eleganti. Una sosta perfetta per evadere dalla città… senza nemmeno accendere il motore.

Privacy Preference Center