Millie Hull è stata una donna rivoluzionaria, che ha cambiato non solo le regole del mondo del tatuaggio, ma anche quelle dell’estetica femminile nella prima metà del Novecento.
Conosciuta ai suoi tempi come “l’unica tatuatrice donna di New York”, fu la Regina indiscussa di Bowery Street.
Nata nel 1897, non era bella, non era avvenente, non era charmante. E, insomma, nei primi anni del ‘900, se non eri una di queste cose, il mondo dello showbiz non ti spalancava proprio le porte per simpatia. Ma l’alternativa c’era ed era molto in voga a quei tempi: il circo.
Eh sì, le donne circensi andavano fortissimo. Così Mildred, che per tutti noi è Millie, a 13 anni decide di unirsi alla carovana di artisti viaggianti diventando ballerina di burlesque. Ma c’era un’altra cosa che andava alla grande a quei tempi, nel mondo circense. I tatuaggi. Se non eri freak per natura, potevi diventarlo. E uomini e donne tatuate erano un’attrazione decisamente popolare.
Finì così sotto le mani, anzi sotto la tattoo machine, di Charlie Wagner, leggenda del tatuaggio americano di fine Ottocento/inizio Novecento, nonché colui che nel 1904 brevettò la prima macchina per tatuaggi con bobine in posizione verticale. Fu un successo e portò un notevole miglioramento nella progettazione delle macchinette, tant’è che la maggior parte delle tattoo machines costruite oggi usa ancora questo allineamento.
L’incontro con Wagner accese in lei la scintilla della curiosità e presto si ritrovò ad imparare a tatuare sulla sua propria pelle, affinando la tecnica. E delle sue sedute con Wagner, racconta che:
“Lui vide l’opportunità di prosciugarmi finanziariamente. Ebbi qualche momento di debolezza a causa dei tatuaggi, ma soprattutto soffrivo di anemia finanziaria. Il procacciatore del circo mi disse che ero una femminuccia, uguale alle altre ragazze. Perché, se mi fossi tatuata dappertutto, avrei potuto guadagnare 80 $ a settimana con il circo e quello sarebbe stato solo l’inizio. Le cifre mi facevano girare un po’ la testa…”
“Iniziai dalle braccia. Altre due sedute e coprii tutte le gambe fino al collo del piede. A distanza di giorni, feci due sedute sulle cosce… Poi ci sono state altre quattro sessioni, delicate, scrupolose, sui fianchi e sulla schiena. E infine il colore ha preso il sopravvento sul mio petto”.

È così diventata una delle “donne tatuate di Wagner”, proprio come Mae Navermark e Betty Broatbent. Ma Millie Hull era una super tosta e con quel qualcosa in più. Inizia così il suo percorso formativo con Wagner, che la porterà ad aprire il suo negozio di tatuaggi, il famoso Tattoo Emporium.
Nel 1936 il corpo tatuato di Millie finì anche sulla copertina di Family Circle, rivista che forniva consigli economici alle donne. Essere su quella cover, ricoperta di tatuaggi e come prima tatuatrice donna di New York, fu un risultato incredibile, soprattutto in considerazione del periodo storico.
NEW YORK CITY: LA MECCA DEL TATTOO
New York City era la Mecca dei tatuaggi, anche quando questi furono vietati, per più di un trentennio, fino alla seconda metà dei Novanta.
Nel 1961, infatti, il Dipartimento della Salute di New York City dichiarò che era “illegale per chiunque tatuare un essere umano”, a causa della crescente epidemia di epatite B. Il divieto spinse i tatuatori a nascondersi e molti continuarono a lavorare in silenzio nelle loro case, spesso prendendo clienti a orari strani della notte. Il divieto di tatuare fu revocato nel febbraio 1997.
Alla fine del XIX secolo Bowery Street, casa di un’intera schiera di artisti influenti, diventa un vero e proprio punto di riferimento per il panorama Tattoo, rifugio di soldati e marinai, trasformandosi nella culla del tatuaggio moderno. L’elenco dei tatuatori che lavoravano a NY era notevole. Molti erano solo di passaggio, ma finirono per stabilirsi in città. La scena era dominata prevalentemente da uomini, fino a quando Millie Hull non fece il suo ingresso.

Proprio qui aprì infatti il suo negozio e fu la prima (e una delle poche donne) a farlo all’epoca. A quel tempo per gli uomini era consuetudine andare dal barbiere e farsi tatuare dopo aver tagliato i capelli. Non è difficile immaginare il perché: i tatuatori avevano poche possibilità di esercitare in luoghi puliti, alcuni si trovavano a tatuare sotto i portici o nei sottoscala… Quindi, i barbieri decisero di affittare degli spazi creando dei Tattoo Corner all’interno del proprio negozio.
E fu in uno di quei barber shop che Millie Hull divenne la madre del tatuaggio moderno.
Negli Anni Quaranta c’era già una buona quantità di ragazze che si sottoponevano alla pratica del tattoo, ma i loro tatuaggi non potevano essere visibili. Questo rese Millie molto popolare fra le clienti, più a suo agio a farsi tatuare in parti private del corpo da una donna piuttosto che da un uomo. Paragonando la figura della tatuatrice a quella dell’infermiera, anche molti uomini iniziarono a farsi tatuare da lei, convinti che una donna fosse più pulita e delicata di un uomo.















