Opulento, trasversale, celebrativo. Simbolo del lusso e della vittoria. A proprio agio tanto sulle passerelle di moda quanto sulla strada, che faccia notizia al collo di un rapper o nel rendere unica un’automobile. Parliamo dell’oro, universalmente considerato il metallo più prezioso del globo, sebbene si trovi al quarto posto della classifica dopo rodio, iridio e palladio. Ma si sa, la fama è fama… Soprattutto quando è millenaria e guadagnata sul campo: dall’Antico Egitto al Giappone, dagli abiti della tradizione indiana a quella mediorientale, fino all’haute couture e allo street style.

Trovatemi, se ci riuscite, un altro elemento di contatto coerente tra i faraoni e Notorius B.I.G…

L’esercizio è riuscito egregiamente ai curatori della mostra Solid Gold, visitabile fino al 6 Luglio 2025 al Brooklyn Museum qualora vi trovaste a passare da New York. L’evento celebra il 200esimo compleanno dello storico museo con un viaggio incredibile nella storia dell’oro. Il percorso, che intreccia arte, moda, musica, cinema e design, si sviluppa attraverso più di 500 oggetti. Pezzi che spaziano dal ritratto bling bling di una mummia egizia a quello del celebre sopracitato rapper statunitense immortalato con una corona di plastica da 6 dollari, ovviamente dorata, dall’obiettivo del fotografo Barron Claiborne nel ’97.

E spazia poi dai paraventi giapponesi alle pale d’altare italiane del XIII e XIV secolo, dal piano a coda Lunar Moth intarsiato d’oro realizzato nel 1928 da Edward Steichen a una strabiliante varietà di gioielli, provenienti da “appena” tre millenni di storia dei preziosi.

Per arrivare alla moda, che dell’amato metallo, così incorruttibilmente sparkling, ha sempre e da sempre fatto un uso, non a caso, massiccio. In mostra ci sono autentiche opere d’arte firmate, tra i tanti, da pilastri dell’haute couture come Dior, Saint Laurent, Givenchy, Azzedin Alaïa e Galliano.

La moda orafa, quella che ha elaborato tecniche sempre nuove per intrecciare l’oro alle trame dei tessuti, ha segnato e contraddistinto la storia di tanti couturier dagli Anni 60 ad oggi. Come l’abito patchwork targato 1969 di Giorgio di Sant’Angelo ispirato dalle opere di Klimt, la pelle dorata nelle creazioni di Gianfranco Ferré tra la fine degli ’80 e i ’90 o l’iconico long dress J’Adore creato da Maria Grazia Chiuri e indossato nel 2018 da Charlize Theron nella famosissima pubblicità dell’omonimo profumo della maison Dior.

Insomma, una volta indossati gli occhiali da sole (con montatura gold, ça va sans dire) per resistere a tutto questo scintillio, è facile rendersi conto di quanto l’oro abbia giocato un ruolo fondamentale nel conferire un’aura di fascino quasi magnetico a tutto ciò che ha incontrato sul suo cammino.

E se quella tra l’oro e l’alta moda o l’arte nei secoli è una relazione stretta, da meno non è quella decisamente più recente, e per certi versi altrettanto simbolica, con lo street style. Prendiamo, per restare sul pezzo, il palco e il dietro le quinte del Festival di Sanremo appena concluso. Ho ancora in mente l’espressione furiosamente attonita del rapper Tony Effe privato della sua maxicatena-coperta di Linus (di un notissimo ed evidentemente più-riconoscibile-di-altri brand? Se vogliamo metterla così…) appena prima di salire sul palco per la sua esibizione, con conseguenti scambi al pepe nero davanti a qualunque microfono fosse a tiro. Ma anche quella serena e sicura di Guè Pequeno con l’altra catena, quella in oro e diamanti (valore stimato: 100.000 euro) mentre si esibisce nella Song più Street della kermesse.

Tra i fiori di Sanremo sono spuntati poi anche uno splendente Lorenzo Jovanotti, una Noemi e un Lauro a 24 karati, oltre alla coppia d’oro Coma_Cose, di Valentino egregiamente vestita. Ma questa è un’altra storia…

E nel mezzo del cammin di nostra fashion week abbiamo già avuto modo di notare come il gold non perda il suo fascino nemmeno nel futuro prossimo venturo. Definirlo un trend sarebbe alquanto riduttivo: il dato di fatto è che l’oro è davvero il bene rifugio di chi vuole mettere una marcia in più. E a dichiararlo non è solo la moda: è recentissimo, in casa Alfa Romeo, il lancio degli allestimenti INTENSA dedicati a Giulia, Tonale, Stelvio e Junior, dove un attento uso del metallo più prezioso su alcuni dettagli delle vetture identifica la versione più pregiata, il nuovo top gamma.

Gli accenti dorati, in questo caso, sono un omaggio alla vittoria e al nobile DNA Alfa, gli stessi che nei decenni hanno caratterizzato lavorazioni ispirate all’alta oreficeria e denominazioni da brividi lungo la schiena come Freccia d’Oro e Quadrifoglio Oro.

A bordo è evidente il richiamo all’heritage: lo si nota dalle cuciture a contrasto, dai materiali pregiati e dalle finiture, curate nei minimi particolari.

Il nuovo allestimento speciale INTENSA si traduce in cerchi in lega bicolor grigio scuro opaco-oro pallido con un disegno inedito ed estremamente valorizzante, pinze freno nere con la firma Alfa Romeo in oro chiaro e doppio terminale cromato per i modelli non elettrici. I nuovi sedili in Alcantara black sono impunturati a contrasto color cuoio, con il logo Alfa ricamato sui poggiatesta e traforatura a contrasto grigio antracite. Più preziosa anche la plancia, sempre in Alcantara e impunture cuoio, così come il nuovo volante bicolor.

Insomma, se il piacere di guida è sempre lo stesso, quello per gli occhi è decisamente superiore. Del resto, tutto ciò che l’oro tocca, diventa prezioso. Ah, non era così? Bè, da oggi, pare proprio di si…

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