Cos’ha twistato recentemente il mondo del tatuaggio? Ah, la risposta potrebbe includere una lista lunghissima cose. Ma a me non piacciono le liste. Quindi vi dico cos’ha twistato la mia curiosità sul mondo dei tattoo negli ultimi 30 giorni. Si chiama Abstract Tattoo Hard Painting e voglio che alziate le mani se ne avevate già sentito parlare (tranquilli, vi vedo dalla fotocamera del vostro device. Non mentite).

Come ci sono arrivata?

L’instagram è un luogo meraviglioso, cari lettori. E proprio tramite l’Instagram ho scoperto il profilo di @marcoencre, aka Marco Pepe, artista residente a Napoli che mi ha aperto un mondo fatto di forme nuove, colori e movimenti, dove la pittura nella più classica accezione del termine incontra l’arte del tatuaggio. Good bye stencils di carta con disegni già definiti. Welcome freehand con pennelli (and more) che creano flow armonici sul corpo, in un mix tra astrattismo e surrealismo che prende vita sulla pelle.

Ho iniziato a tatuare nel 2011, precedentemente ho lavorato nel mondo della fotografia e dell’illustrazione digitale ma ho sempre avuto una grande passione per l’arte, la pittura, soprattutto per il 900, ammirando particolarmente il surrealismo e l’astrattismo. Sono stato sempre affascinato dal mondo del tatuaggio e ho cercato di mixare queste due passioni nel mio lavoro. Il mio primo approccio al mondo del tatuaggio è stato durante la visita ad una Tattoo Convention.

Questa tecnica di tatuaggio è una traduzione sul corpo di quello che generalmente Marco realizza su tela. È fondamentale che ogni lavoro abbia una forte connotazione pittorica e un dettaglio iper realistico dell’effetto delle vernici. Disegnare direttamente sulla pelle, o meglio dipingere, gli dà la possibilità di creare un flow unico che segue perfettamente l’anatomia della zona del corpo, oltre a permettergli di avere un numero infinito di dettagli da ricreare. A volte impercettibili, ma molto importanti e che nascono dalla somma del passaggio del pennello sulla pelle del cliente e il movimento che il cliente stesso in quel momento, magari involontariamente, compie. Ogni lavoro diventa praticamente unico.

Credo che il corpo da dipingere sia ancora più bello e coinvolgente della tela stessa. Mi spiego meglio: quando si dipinge una tela si ha una superficie generalmente piatta e siamo noi ad indirizzare il movimento pittorico in una determinata maniera. Quando invece si ha a che fare con il corpo, è esso a guidarci e a creare una determinata linea, una certa curva, e per me è una fonte di ispirazione continua e senza limiti. Mi permette di creare disegni che magari non avrei potuto immaginare fino ad un attimo prima. Dipingere con i pennelli su un corpo è una sensazione bellissima: mi sincronizzo con il respiro del cliente creando così una connessione emotiva che ad ogni singola curva, muscolo, osso mi fa accelerare o frenare. E da questo mix di cose vengono fuori illustrazioni e grafiche uniche che spesso suscitano una forte emozione nel cliente.

Dopo aver disegnato con i pennelli e lo stencil liquido, mentre il prodotto asciuga, Marco riguarda la zona del corpo facendo muovere e girare il cliente in diverse posizioni, per assicurarsi che anche durante il movimento il flow dipinto resti bello e coinvolgente. Una volta approvato il disegno, si procede in modo classico con macchinetta, aghi e colori.

Quanto è popolare questo tipo di stile di tattoo?



Negli ultimi tempi il tatuaggio astratto, anche grazie ai social, ha iniziato a riscuotere una discreta popolarità. Credo che sia ancora un prodotto destinato a una piccola nicchia, poiché per molti è ancora tanto difficile riuscire ad esprimere o a vedere un concetto attraverso un’immagine astratta che non faccia parte del nostro bagaglio visivo quotidiano.

La maggior parte dei miei lavori, in realtà, si trova un po’ in giro per il mondo e, grazie alla visibilità che ci offrono i social, tanti miei clienti vengono dal nord Europa, dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra. Questo mi ha dato modo di lavorare nel tempo su tematiche sempre diverse tra loro e ampliare il ventaglio dell’offerta. Ho notato che spesso quando abbiamo a che fare con una cultura differente, differenti sono anche le richieste e questo mi permette di offrire un bagaglio culturale variegato acquisito negli anni precedenti.

È tempo di arrivare al dunque. Musica in sottofondo, rigorosamente in una playlist che spazia dal glam rock tra gli Anni 60 e fine Anni 90. Tra i brani che non mancano nella Tattoo Music Chart di Marco ci sono sicuramente Stairway to Heaven dei Led Zeppelin e pezzi come Don’t Stop Believin’ dei Journey. Si inizia con il progetto.

Quando comincio un nuovo progetto di tatuaggio astratto faccio una serie di domande al cliente, alcune delle quali sono prestabilite, una serie di richieste che ho perfezionato negli anni per cercare di arrivare al nocciolo del concetto che vuole rappresentare nella maniera più semplice possibile. La richiesta è fondamentale, così come lo è la parte in cui traduco ciò che mi viene richiesto in modo astratto. In questo momento creativo il cliente si affida tantissimo al mio modo di interpretare la sua idea, naturalmente prima di procedere al disegno sul corpo gli mostro una serie di tavole e di dipinti per mostrargli il modo in cui mi piacerebbe illustrare la sua richiesta. La personalità del cliente entra in gioco soprattutto quando dipingo la pelle con i pennelli, perché è lì che si instaura un rapporto e il feeling che guida i miei movimenti.

Inutile dire che l’anatomia del corpo influisce tantissimo sul risultato finale. Nella sua visione di tatuaggio ci deve essere una sensazione di coinvolgimento visivo quasi a 360°, per evitare l’effetto “stickers“. Il tatuaggio deve essere una continuazione della zona anatomica.

Il mio lavoro è la somma di tre elementi fondamentali: la prima è l’ispirazione che viene da tutto ciò che mi circonda. Vivendo in una città metropolitana quotidianamente vedo determinati colori e forme, come quelle della Street Art, ad esempio. Questa parte influenza tantissimo i colori che vado ad utilizzare nei miei lavori. Un altro elemento fondamentale per me è l’arte del novecento: movimenti pittorici, forme, strutture e grafiche che fanno riferimento a quel periodo. Il terzo elemento, forse il più importante, è proprio la richiesta del cliente. Quando muovo il pennello e do’ vita a un movimento pittorico, questo assume un significato, ma la forma di ciò che disegno può cambiare proprio in funzione della richiesta che mi viene fatta.

A questo punto vi starete chiedendo quali sono le tempistiche per la produzione di un tatuaggio simile. La risposta è “grossomodo le stesse che per altri tatuaggi”. Il tatuaggio astratto si differenzia nella tempistica di preparazione, poiché dipingere sul corpo richiede svariati passaggi, come ad esempio la squadratura della zona anatomica, trovare il flow adatto a quella zona e, successivamente, dipingerla. Queste operazioni possono richiedere in media dai 30 minuti, all’ora o l’ora e mezza. Ovviamente tenendo conto che disegnare direttamente sul corpo un soggetto astratto porta con sé il bello di alcuni dettagli dati dall’involontarietà di un movimento, che però deve anche funzionare con la zona. A volte, quindi, è necessaria qualche piccola correzione e questo può prendere un po’ di tempo in più.