In Sardegna c’è un tizio che regala corsi di moto ai bambini, customizza moto pezzo per pezzo senza rendering e sta portando la prima vera fiera motociclistica sull’isola. Manuel Pirina non lo fa per Instagram. Lo fa perché l’ultima linea di resistenza è fare le cose bene.
Nel 2021, in un’intervista che pochi hanno notato, Elio (quello delle Storie Tese) disse una cosa che dovrebbe essere stampata e appesa in ogni garage d’Italia: “L’ultima linea di resistenza è fare le cose bene“.
Era una risposta a chi gli chiedeva come resistere alla superficialità del mondo contemporaneo. E Elio, da musicista cresciuto negli anni in cui suonare significava prove infinite in cantina, rispose con quella frase che suona quasi anacronistica: fare le cose bene. Non velocemente, non approssimativamente, non “tanto va bene così“. Bene. Con cura, tempo, passione.
Ora, Elio probabilmente non conosce Manuel Pirina. Ma se lo conoscesse, gli stringerebbe la mano.

Quando l’edge è aspettare di poter correre
Manuel Pirina, classe 1990, San Teodoro, Sardegna. La sua storia inizia con un’attesa forzata. La famiglia non ama le moto, non può permettersi uno sport così costoso. Manuel non gli fa una colpa, ma quel limite – dover aspettare i 22 anni, la maggiore età, i primi stipendi – gli entra dentro e ci resta.
Quando finalmente si conquista quel privilegio, parte dalle pit-bike. Corre 5 campionati italiani. Nel 2016 passa al motard e vince 2 regionali. Si ferma due anni, riparte nel 2021 con il campionato italiano S4. Categoria dura, durissima. Fa 3 anni di italiano, una tappa europea.
Ma c’è un problema: la Sardegna. L’isola bellissima, l’isola estrema. Per ogni gara significa traghetto, ore di viaggio, arrivare in piste che scopri il giorno stesso delle libere mentre gli altri si sono preparati per settimane. E poi c’è l’handicap dei privati: attrezzatura non al livello dei team ufficiali, budget risicati, logistica da incubo.
Manuel capisce che così non può andare avanti. E decide di lasciare le gare. Ma non le moto.
Extreme Garage: dove “estremo” è fare bene
L’officina nasce come spazio personale. Poi arrivano gli amici. Poi gli amici degli amici. Uno dopo l’altro, tutti con la stessa richiesta: “Mi dai una mano?“. E così l’Extreme Garage di San Teodoro diventa un’attività vera.
Ma Manuel non è uno che monta pezzi comprati su internet. Manuel è uno che parte dal pieno. Tornio, levigatrici, ore di lavoro su ogni dettaglio. E quando si tratta di scegliere un colore per una customizzazione? Niente rendering al computer. Lui usa la pellicola da wrapping, la applica sulla moto, la guarda, la valuta. Se funziona davvero – a vista, nel mondo reale – allora passa alla verniciatura.
L’investimento economico e di tempo rispetto a un rendering non si conta. Ma per Manuel esiste un solo modo di fare le cose: bene. Con passione. È l’ultimo atto di resistenza di cui parlava Elio. In un mondo dove “basta che sia fatto“, Manuel fa le cose bene. Anche quando nessuno lo guarda, anche quando costerebbe meno fare diversamente.
Il motoclub che non doveva esistere
Accanto all’officina cresce altro. Manuel diventa tecnico FMI e istruttore autorizzato. Insieme a Janet, la sua compagna, fonda il motoclub Terra Sarda (perché l’orgoglio sardo non passa mai in secondo piano). Janet è la presidente del club, perché si sa che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna che dice all’uomo che pantaloni mettersi la mattina. Il motoclub ha dunque una sede vera con una clubhouse punto di ritrovo per appassionati dove oltre alle moto ci sono biliardo, calcio balilla, spillatrici… Tutto quello che serve per trascorrere ore in compagnia anche quando non si è in sella.
E poi arriva la parte che rende tutto questo davvero estremo. Manuel ricorda le difficoltà che ha avuto ad iniziare a correre. Quel muro economico che gli ha rubato dieci anni. E decide: non voglio che sia così anche per altri bambini.
Così il motoclub inizia a organizzare sessioni di allenamento per bambini. Gratuite. Tutto fornito: moto, materiali, insegnante (lui stesso). Altri insegnanti vorrebbero che i corsi fossero sempre a pagamento, perchè altrimenti “si svende la propria professionalità” – dicono – ma Manuel se ne frega. Perché lui sa cosa significa non poter correre solo perché non hai i soldi.
Oggi si presentano fino a 45 bambini al giorno. Gli altri soci del motoclub (perché le cose non si fanno mai da soli) con Janet in prima fila aiutano a vestire e svestire i piccoli. Manuel gira, gira, gira. Accompagna ciascuno di quei bambini a prendere confidenza con le minimoto. Ore di lavoro, sotto il sole sardo, senza volere una lira.
Il motoclub ha 2 minimoto e 2 pit-bike a disposizione. E un socio ha già deciso: se tra quei bambini emerge un talento, ci sarà qualcosa di più per lui. Perché fare del bene è contagioso.
La Sardegna che manca al continente
Come ogni motoclub, anche Terra Sarda organizza raduni: l’ultimo, nel 2025, ha contato 450 moto. Ma Manuel e il motoclub vogliono andare oltre. Vogliono portare in Sardegna quello che fino ad ora non si è mai visto: una vera fiera dedicata alle moto.
22-23-24 maggio 2026: MAREMOTO San Teodoro Bikers Days. Non più solo un raduno, ma una fiera biker vera. Street food, espositori, concerti, gare di abilità, rumore, lentezza. E un aperitivo vista mare che pochi altri motoclub possono vantare.
La grande novità? Per la prima volta, MAREMOTO sarà tappa sarda dell’IMC – Italian Motorcycle Championship, organizzato da Terre di Moto e Editrice Custom. L’IMC è senza dubbio la più importante manifestazione italiana dedicata alle customizzazioni. Le tappe in Italia sono numerose, ma la Sardegna mancava all’appello. Fino ad ora. Perché Manuel e gli altri soci di Terra Sarda nel 2026 la porteranno lì.
Sì perché la Sardegna è estrema per bellezza. Ma è estrema anche per le difficoltà logistiche che chiunque dall’isola voglia imporsi sul territorio nazionale deve superare. Traghetti, costi, distanze. È più facile arrendersi che insistere.
Ma Manuel non si è arreso quando doveva aspettare i 22 anni per correre. Non si è arreso quando avrebbe potuto montare pezzi aftermarket invece di tornire tutto dal pieno. Non si è arreso all’idea che altri bambini non possano provare le moto se non hanno i soldi. E non si arrende ora che vuole portare in Sardegna una fiera che il continente ha dato per scontata da anni.
Fare le cose bene quando nessuno guarda
Alla fine, questa è una storia sull’edge. Ma non quello che ti aspetti. L’edge non è Manuel che corre in S4. Non è la customizzazione più estrema che esce dalla sua officina. Non è nemmeno organizzare una fiera con 450 moto. L’edge è fare le cose bene. Quando costerebbe meno farle male. Quando nessuno ti guarda. Quando potresti usare un rendering invece di una pellicola vera. Quando potresti far pagare i corsi ai bambini invece di regalarli.
L’edge è quella frase di Elio che Manuel probabilmente non conosce, ma che vive ogni giorno. Perché in un mondo dove tutto è approssimativo e veloce, fare le cose bene è l’atto più rivoluzionario che esista. E Manuel lo fa. In Sardegna. Dove tutto è più difficile, più lontano, più estremo. Ci vediamo alla MAREMOTO San Teodoro Bikers Days il 22-23-24 maggio a San Teodoro, Sardegna.


















