L’avevamo lasciato a Marsiglia, alle prese con un sogno africano da realizzare, correre l’Africa Eco Race, e un traghetto francese con destinazione Tangeri sul quale imbarcarsi (tranquilli: se vi siete persi l’inizio di questa incredibile storia, lo trovate QUI). Ebbene, il nostro Andrea “Crazy Vigno” Vignone si è effettivamente imbarcato! E se volete sapere cos’è successo dopo… Bè, non vi resta che continuare a leggere.
I nostri eroi hanno raggiunto Tangeri dopo tre travagliati giorni di navigazione, tra venti di burrasca e metri di onda che hanno messo a dura prova buona parte dei piloti ancor prima di toccare il suolo africano. Giusto il tempo di scaricare bagagli & mezzi e riposarsi un po’ ed è già il 24 gennaio: è il momento per l’organizzazione di dare il via alla conta dei partecipanti e alle verifiche tecniche preliminari.
Ancor prima del via eravamo già certi che quest’anno ne avremmo viste delle belle, con Jacopo Cerutti che punta alla terza vittoria consecutiva e quella vecchia volpe del deserto di Alessandro Botturi che proverà a mettergli metaforicamente i bastoni tra le ruote, alla ricerca a sua volta della terza affermazione all’Africa Eco Race. E poi c’è la batteria degli outsider capitanata da Gaultier Paulin (sì proprio lui, il fenomeno proveniente da motocross e supercross) su Yamaha Ténéré 700 e David Frétigné su Honda 450, che puntano direttamente al colpo grosso.
Ma la vera emozione, ora possiamo dirlo, è seguire live tappa dopo tappa l’avventura di Crazy Vigno che, sostenuto da Sponsorizza Passioni, il progetto di Escort Advisor che supporta le passioni degli italiani, e al fianco di Stefano Dogliotti, ha appena portato a termine le prime cinque tappe di gara, quelle che si svolgono tra gli incredibili scenari desertici e i panorami mozzafiato del Marocco.

Il gelo e la neve della prima tappa Tangeri-Bousaid
Come da tradizione, all’Africa Eco Race le sorprese non mancano mai. Certo che dal deserto non ti aspetteresti un benvenuto del genere… Il vero protagonista della prima tappa, infatti, è stato proprio il meteo, con piogge torrenziali, freddo cane e neve che hanno pesantemente condizionato il prologo del 25 gennaio e la prima tappa del 26, annullando di fatto la prova speciale.
Durante la diretta Instagram della scorsa settimana (alla quale ne seguiranno altre dai prossimi bivacchi, potete restare aggiornati seguendo gli aggiornamenti daily sui profili di Wheelz e di Crazy Vigno per scoprire le date!) Andrea ci ha raccontato: “Non ho mai trovato condizioni del genere nel deserto. Al mattino le dune erano coperte di neve. Mi sono salvato solo grazie a quattro strati di abbigliamento tecnico e a una genialata della mia fidanzata, che prima della partenza mi ha messo nella borsa dei sacchetti di plastica. Come ai vecchi tempi, quelli dei pionieri. Sono stati provvidenziali!“.
Comunque, i nostri si sono sorbiti qualcosa come 800 e passa chilometri in sella. Dal buio e la pioggia del mattino sono passati al gelo e alla neve sui Monti dell’Atlante, per poi tornare a condizioni più vivibili solo dopo metà tappa. Condizioni che, se non altro, hanno permesso ai piloti di asciugare i vestiti prima dell’arrivo al bivacco. È stato certamente un assaggio d’Africa fuori schema per tutti. Per Andrea, c’è l’emozione della prima volta in una competizione del genere. E anche la gioia, dopo i controlli serali a Ramona, la sua Gas Gas ES 700 preparata da Motosystem, nel constatare che non ha mangiato un filo d’olio e che, dal punto di vista meccanico, tutto è in perfetto ordine.
E per chi come lui corre nella categoria Malle, anche questa è una bella fiaba della buonanotte…

La spallata della seconda tappa Bousaid-Tagounite
Finalmente si fa sul serio. Tappa di 425 km, speciale originale di 381 km, poi ridotta a circa 218 a causa del maltempo dei giorni precedenti, che ha creato grossi problemi al tracciato. Il nostro Andrea parte carico, guida sciolto. La speciale alterna passaggi tecnici a tratti sabbiosi decisamente insidiosi, ma Ramona va alla grande e Vigno con lei.
Ma l’abbiamo detto, no? All’AER gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Ed eccolo, l’imprevisto che nessuno vorrebbe vivere: al km 150 un’ostacolo segnalato come facile dal roadbook si rivela, invece, una trappola per il nostro pilota. Uno doppio scalino preso a velocità forse un filo sostenuta lo disarciona dalla moto. È un gran botto.
Andrea picchia forte a terra e resta incosciente per un po’. Si riprende dopo una manciata di minuti, aiutato dal compagno Stefano Dogliotti e da altri piloti riparte. E, nonostante il dolore e un forte colpo alla spalla, riesce ad arrivare alla neutralizzazione e a finire la tappa. “Per fortuna l’airbag (il Tech Air Off Road) e il casco (un S-M10 di Alpinestars – ndr) hanno fatto egregiamente il loro dovere, scongiurando danni peggiori“, ci racconta Crazy Vigno.
Ma la serata è dura. Il dolore alla spalla non lo molla e l’intontimento dovuto alla caduta si fa sentire. Il morale non è certo alle stelle e c’è da fare i conti con la paura di veder svanire il suo sogno. Ma Andrea non è certo uno che molla. Invece di assecondare il dolore, pensa a sistemare la moto per la tappa successiva e si fa coraggio in attesa che la direzione medica gli dia il benestare per continuare la gara.
Il medico lo rivolta come un calzino: non c’è niente di rotto, la testa sembra a posto (o comunque non peggio di quando è partito!). Un bel massaggio, un po’ di tape magico e un antidolorifico. Ma sopratutto l’autorizzazione a partire per il giorno successivo. La sua AER non finisce qui ed è tutto quello che serve per risollevare il morale. Una bella notte di riposo e domani ci si vede al via, l’avventura continua…

Per la terza tappa Tagounite-Assa ci vuole benzina…
Da buon ligure, Vigno è fatto di una pasta poco comune: quella di chi non molla mai. E così all’alba del 28 gennaio stringe i denti e, nonostante i postumi della caduta del giorno precedente, si presenta allo start di tappa carico e determinato come se nulla fosse accaduto. Ad attenderlo oggi ci sono ben 514 km di cui 440 di prova speciale.
Andrea parte calmo, si gestisce. Il dolore alla spalla e al braccio si fanno sentire, ma via via che il roadbook scorre, la mente si libera, i muscoli si scaldano e trova un ottimo ritmo. Si diverte quel demonio di Crazy Vigno. E pensare che ieri sera non sapeva nemmeno se sarebbe stato capace di partire!
La giornata sembra andare alla grande, “una godura” per usare le sue parole. Ma ormai l’avrete capita quella cosa degli imprevisti, no? A 15 km dall’arrivo rimane a secco. E questo avvenimento merita una piccola parentesi. Perché se è vero che stiamo parlando di una gara, lo è altrettanto che non si tratti di una gara qualsiasi. Tempo pochi minuti e un altro pilota si ferma per allungargli quel po’ di benzina utile ad arrivare a fine tappa. Perché l’AER è così: lo spirito dakariano delle origini, quello dei pionieri, oggi vive qui.
Andrea arriva al bivacco con il sorriso nel casco, le energie necessarie per i controlli alla moto e la testa che pensa già alla tappa di domani. Sarà battaglia!

La polvere e i sassi della quarta tappa Assa-Khnifiss
Tappa pirotecnica quella del 29 gennaio all’Africa Eco Race. Il Bottu, uno dei favoriti, rimane in panne a causa di un guasto elettrico e riuscirà ad arrivare al bivacco solo grazie a Charlier, che lo traina prima con una corda e poi addirittura a braccio! Scossone alla classifica, con il forte pilota Yamaha che scivola al nono posto.
E il nostro Crazy Vigno? Si è divertito pure oggi, ovviamente. La spalla va sempre meglio, lui sente sempre più sicuro, Ramona non perde un colpo. “Avevo due stracci messi male e ieri sera li ho usati per far arrivare meno polvere al filtro. Si si, lo so che non si dovrebbe fare, ma alla fine, contro ogni previsione, è stata una buona idea. Qui funziona così, la Malle è bella anche per questo!“.
Nonostante una tappa di 484 km, nervosa, difficile, sassosa (ma lui è ligure e i sassi se li mangia a colazione, tanto da riuscire a recuperare posizioni proprio in quei settori) e molto navigata, Andrea è riuscito non solo a portare a casa la giornata, ma pure a dare gas, tanto da conquistare un GRANDE 17° posto nell’assoluta e un 1° posto di classe!

Quinta tappa Khnifiss-Dakhla a gas aperto
Oggi poca navigazione, quella del 30 gennaio è una tappa da autentici smanettoni. 395 km di piste dove seguire il cap e via a cannone a 150 km/h. Cose da pazzi… O da Crazy Vigno! Un’ottima 28° posizione nell’assoluta e un 2° di classe ci confermano che Andrea ci sta prendendo gusto.
E se siete ansiosi di sapere quale inconveniente da AER abbiamo all’attivo in questa quinta tappa, eccone ben tre. Una piccola “pascolata” al km 40, ma fin qui tutto bene. Un guanto perso al refueling, ma del resto succede anche ai migliori. E poi una di quelle esperienze da far impallidire il vecchio Jake Blues: udite udite, una vera, autentica e imprevedibile invasione di cavallette. Ma anche questo è Africa Eco Race.
Dakhla attende tutti per un utilissimo rest day, giusto giusto per dare un po’ di tregua alla spalla, recuperare energie e coccolare la Gas Gas con un bel tagliando. Next stop? L’avventura continua tra le dune infinite di una Mauritania che sarà tutta da navigare. E a noi non resta che darvi appuntamento alla prossima diretta.











