C’è sempre un momento, dopo ogni ascesa, in cui la strada smette di salire. È un istante strano, quasi spiazzante. Perché finché inseguiamo qualcosa, lo sguardo è perennemente rivolto in alto, il cuore batte al ritmo dell’attesa e ogni curva disegna un picco emozionale dal significato preciso. Poi arriva la cima, la rivelazione. E stordente sensazione stordente di aver raggiunto ciò che stavamo cercando… forse.
La nostra salita si era conclusa lassù, al Passo Rombo. dove la montagna divide e unisce, dove le motociclette custodiscono storie intime e intense. Lì avevamo ritrovato il senso più autentico della passione. Per un attimo avevamo creduto che il viaggio fosse al termine, al cospetto dei nostri idoli. Ma gli idoli, quelli veri, hanno sempre in serbo una nuova direzione da indicare. E così, lasciandoci alle spalle il Top Mountain Motorcycle Museum e le sue meraviglie, abbiamo seguito la strada scendendo dolcemente nel cuore della Ötztal.

Obergurgl e Hochgurgl emergono in questo scenario, adagiati ai piedi di alcune delle vette più elevate delle Alpi Venoste e dell’Ötztal. Attorno a loro si sviluppa un paesaggio dall’aspetto selvaggio e primordiale, modellato dall’acqua e dal ghiaccio, rifugio climatico perfetto tanto per il corpo quanto per la mente. Non soltanto una tregua dal caldo, ma da tutto ciò che appesantisce il quotidiano. Oggi la chiamano coolcation, neologismo che identifica la crescente tendenza a cercare una vacanza al fresco anziché al caldo, l’altitudine invece della spiaggia affollata. Ma come spesso accade, le mode arrivano semplicemente a dare un nome a qualcosa che esiste da sempre. Perché il comprensorio di Gurgl, sospeso tra i 1.900 e i 2.500 metri, è da tempo un luogo dove si sale per respirare meglio. Non soltanto aria più fresca, ma pensieri più leggeri.
Scesi dal Passo Rombo, sembra che qualcuno abbia abbassato il volume del mondo.
Qui la cucina alpina viene reinterpretata con sensibilità contemporanea e un’attenzione maniacale alla qualità delle materie prime. Il territorio diventa racconto attraverso piatti capaci di unire tecnica, creatività e profondo rispetto per le tradizioni locali, trasformando ogni cena in un’esperienza che da sola merita il viaggio. A completare il quadro contribuisce una delle più importanti cantine dell’intera regione, con bottiglie attentamente selezionate dal sommelier Maximilian Steiner e provenienti dalle principali aree vitivinicole del mondo. Una collezione pregiata, costruita in anni di ricerca e passione, che si tramuta in esperienze di degustazioni guidate, abbinamenti gastronomici e una carta dei vini di straordinaria profondità.
Ammorbiditi e coccolati da un’ospitalità sontuosa, non resta che esplorare questo Eden, sintonizzarsi sulle sue stesse frequenze e lasciarsi guidare dall’appagamento che la sua natura è in grado di donare. Non immaginatevi però una montagna “agghindata” a scenografia per fantasiose attività portate in quota. Qui si cammina, si pedala, si scala o al più si salta in sella per una passeggiata a cavallo tra scenari pazzeschi. Tutto senza fronzoli, lasciando al binomio uomo-natura il compito di dettare il ritmo delle giornate.
La Hohe Mut è uno dei punti più rappresentativi della destinazione. È raggiungibile tramite una cabinovia in due sezioni che collega direttamente Obergurgl ai 2.670 metri della stazione.
La salita è uno dei tanti servizi inclusi nella Ötztal Summer Card , una sorta di lasciapassare per l’intera valle che comprende anche l’utilizzo gratuito dei trasporti pubblici, l’ingresso ad un’ampia selezione di musei, piscine, attrazioni e l’accesso scontato a numerose attività. Appena scesi si è attraversati da un brivido che unisce stupore e un’ossequiosa reverenza. Non è soltanto per l’altitudine… si ha la percezione di trovarsi come su una sorta di “isola” intorno ad un mare di vette oltre i tremila metri. Le montagne non delimitano l’orizzonte, lo costruiscono.
Il rifugio domina la cresta della Hohe Mut e accoglie escursionisti e viaggiatori con quel mix tutto tirolese tra autenticità e attenzione ai dettagli. Ci si può rilassare seduti sulla meravigliosa terrazza esterna o godersi il calore degli interni in legno. La proposta gastronomica valorizza le specialità regionali e gli ingredienti locali senza rinunciare a una certa raffinatezza, accompagnata da una carta dei vini sorprendentemente ricca per un rifugio d’alta montagna. L’esperienza culinaria però trova la sua espressione più autentica nel ricco zaino picnic preparato dalla cucina del rifugio e stracolmo di prodotti locali di qualità sopraffina. Seduti sul prato attorno ad una tovaglia imbandita, consumiamo un pranzo eccelso nel più incantevole degli scenari.
Corpo e spirito si godono l’appagamento, mentre lo sguardo fissa incantato la Hohe Mut Sattel, la “sella” panoramica oltre la quale si stagliano imponenti ghiacciai. Un sentiero piuttosto agile la attraversa, conducendo lungo pendii erbosi a ridosso delle vette e delle masse glaciali. La natura di questo angolo di Ötztal si mostra nella più pura delle sue forme: la vegetazione si dirada, le rocce diventano protagoniste e il ghiacciaio appare sempre più vicino. Il passo, invece di accelerare, rallenta, lasciando spazio all’irresistibile desiderio di sedersi per terra e contemplare. Tempo, calma, silenzio… si ritorna in contatto con ciò che spesso ci manca. Non poteva esserci ricompensa migliore. L’idea di rientrare tramite la cabinovia perde decisamente appeal osservando il sentiero proseguire fino alle spettacolari propaggini del ghiacciaio. Da lì si perde poi quota, immergendosi nella vallata sottostante. Il corso del torrente che la solca indica la via attraverso brulli prati alpini. I pensieri scorrono al ritmo pacato ma costante dei nostri passi, mentre chiudiamo l’anello rientrando a Obergurgl.
Pedalare rappresenta un’alternativa ideale per sintonizzarsi sulle frequenze paradisiache di questo territorio. Non aspettatevi bike park brandizzati né particolari infrastrutture. Non mancano però eccellenti servizi quali noleggi, punti di ricarica e-bike e una navetta che permette di muoversi attraverso la valle o raggiungere la cabinovia di Kirchenkar, a lato del Top Mountain Motorcycle Museum, la quale offre il trasporto in quota della bici.
Spinti da un irrefrenabile desiderio di libertà, imbocchiamo direttamente da Obergurgl il tracciato one-way fino alla Langtalereckhütte. Una quindicina di chilometri a tratti impegnativi, dove ad ogni strappo richiesto corrisponde una vista grandiosa. Il primo tratto conduce alla Schönwieshütte, lungo sentieri che si aprono velocemente tra panorami alpini suggestivi. Procedendo, i saliscendi si fanno più continui lungo piste di ghiaia fine. La fatica, mitigata solo in parte dalla pedalata assistita, diviene entusiasmo travolgente nei veloci tratti in discesa. Si ammortizzano le asperità con le braccia leggermente piegate mentre alti sui pedali si cerca di guadagnare centimetri per farsi travolgere dal vento. Il tratto finale assume una dimensione quasi epica, in un paesaggio dai contorni sempre più aspri.
La sagoma del rifugio si staglia sull’ampio vallone a strapiombo, dove i ghiacci del Gurgler Ferner, tra i più importanti dell’area, brillano come diamanti illuminati dal sole. Impressiona sapere che, fino a pochi decenni fa, il ghiacciaio si estendeva praticamente fin sotto al rifugio. Nonostante il progressivo arretramento degli ultimi decenni, la sua massa continua comunque ad affascinare. Parcheggiando momentaneamente la bici, i più temerari possono camminare per circa un’oretta fino a raggiungere il Piccard Brücke, ponte sospeso lungo 142 metri che mette in comunicazione i due versanti della valle. Costruito nel 2017, è intitolato alla memoria di Auguste Piccard, che nel 1931 raggiunse per la prima volta la stratosfera (circa 15 chilometri di quota) a bordo di un aerostato. L’impresa riuscì ma il rientro fu decisamente turbolento e si concluse con un atterraggio di fortuna proprio nei pressi del Gurgler Ferner. Chissà cosa ha pensato durante la sua ascesa… e chissà cosa ha provato dopo averla completata…

Persi in metaforici parallelismi, ci accomodiamo sulla terrazza del Langtalereckhütte, sorseggiando solennemente un fresco bicchiere di apfelsaft gespritzter, il tradizionale succo di mela “sporcato” con l’acqua frizzante. L’equilibrio tra le dosi lo rendono dissetante e appagante mentre il suo profumo si fa dolce e sempre più intenso al palato. La nostra lunga estate è appena iniziata… siamo pronti ad assaporarla fino all’ultima goccia!
INFO
Per scoprire la destinazione e conoscere l’offerta turistica di tutta l’Ötztal, visitare i siti ufficiali www.gurgl.com/en e www.oetztal.com/en















