Abbiamo iniziato l’anno con una storia Sparkling e frizzante, quella di Vivian Bales, mentre questo mese abbandoniamo glitter e scintillii per addentrarci nel dark. Non quello dell’oscurità, ma del dietro le quinte, di ciò che non si vede o non si sa. Non abbastanza, quanto meno.

Oggi è l’8 marzo. E oggi, nel 1909, nella cittadina di Waterlooville nasceva Beatrice Shilling, pilota di moto, auto ma, soprattutto, ingegnere per la Royal Air Force che diede un contributo epocale al suo paese durante la II Guerra Mondiale. Una donna straordinaria, insignita dell’Ordine dell’Impero Britannico.

L’interesse nello smontare e riassemblare le cose nasce già in tenera età, quando Tilly investiva tutte le sue mance in accessori per il Meccano e in piccoli attrezzi per costruire e riparare oggetti. La curiosità e l’innamoramento per la meccanica la porterà poi a mettere le mani sulla sua prima moto, all’età di 14 anni. Arriva quindi la prima esperienza lavorativa presso una società di ingegneria gestita da Margaret Partridge, che nella vita di Tilly avrà un ruolo di supporto rilevante.

A 17 anni, sotto incoraggiamento della madre, si iscrisse alla WES (Woman Engineering Society), pur continuando a lavorare per Mrs Patridge, dimostrandosi una valida collaboratrice, attiva soprattutto nell’installazione di impianti elettrici civili, industriali e generatori di corrente, accumulando così parecchia esperienza.

E proprio qui entra in gioco la figura di Margaret Partridge che, colpita dall’attitudine di Beatrice, la convinse a iscriversi alla facoltà di ingegneria della Victoria University di Manchester. Tilly ricevette anche il supporto della WES, che la aiutò nella preparazione all’esame di ammissione e mise a sua disposizione un prestito senza interessi per il pagamento delle tasse scolastiche. Nel 1932 arriva la laurea, con lode, alla quale fece seguito un Master in Ingegneria Meccanica.

Pensate che, nella tessera universitaria, il suo cognome era preceduto da “Mr” perché non era ancora previsto che una donna potesse diventare ingegnere…

Le moto, la Gold Star

In tutto questo tempo Tilly non ha abbandonato la sua passione per le due ruote e si procurò una Norton 500 M30 da GP con la quale aveva iniziato a correre per i colori del club universitario. Non ci sorprende sapere che, ovviamente, manutenzione ed elaborazione della moto erano frutto del suo ingegno. Dal monocilindrico monoalbero ricavò un bombardone iper competitivo per correre sul circuito di Brooklands.

L’autodromo, situato vicino alla cittadina di Weybridge, ad una ventina di chilometri a sud di Londra, era il più popolare in Inghilterra non soltanto perché era stato il primo al Mondo ad essere costruito, nel 1907, ma anche perché, con le sue curve sopraelevate, consentiva di raggiungere velocità non prevedibili in altre piste. Brooklands era il campo di gioco sul quale si confrontavano i migliori piloti britannici.

Ma a lei poco importava che nel playground ci fossero fior fior di talenti e iniziò a frequentare il circuito facendosi rispettare sia per la competenza di guida, sia per quella tecnica e meccanica. Durante una gara riuscì anche a battere Noel Pope, uno degli assi di Brooklands e pilota ufficiale della Brough Superior, nonché pluri-recordman della pista.

Ma ciò che la portò sotto i riflettori fu la conquista, nel 1934, della Gold Star, riconoscimento riservato ai piloti che, in moto, riuscivano a superare la media di 100 miglia orarie sul giro. Beh, Tilly fu la terza donna a guadagnare l’onorificenza e compì l’impresa con la sua Norton M30, alla quale aveva applicato un compressore volumetrico, raggiungendo una media di 106 miglia orarie e qualificandosi anche come la più veloce di tutte sull’ovale di Brooklands.

Fun fact: nel 1938 si sposò con il matematico George Naylor, ma pare che quando lui le chiese la mano, lei gli impose, come condizione per il matrimonio, l’ottenimento della Gold Star, visto che anche lui correva a Brooklands in moto. Solo allora lo accettò come marito.

La Royal Air Force

Beatrice fu assunta dalla Royal Aircraft Establishment, l’agenzia di ricerca e sviluppo della Royal Air Force, nel 1936. Il suo primo incarico fu quello di redigere pubblicazioni tecniche per il Ministero dell’Aeronautica e per otto mesi scrisse manuali di riparazione dei propulsori aeronautici. Venne poi trasferita al reparto motori, per poi essere promossa a ufficiale tecnico responsabile di ricerca e sviluppo dei carburatori.

E qui arriva il plot-twist che pochi di voi sapranno.

Scoppia la II Guerra Mondiale e la Gran Bretagna si schiera in prima linea nella battaglia contro la Germania Nazista. Ok, questo lo sappiamo tutti.

Ma sapevate che i caccia Hurricane e Spitfire riportarono un grave problema sui motori Rolls Royce Merlin in dotazione? In fasi critiche del volo come una picchiata brusca e profonda, l’accelerazione negativa faceva sì che il carburante si proiettasse tutto nella parte alta della vaschetta del galleggiante. Il motore perdeva dunque alimentazione e si spegneva per 1,5”, per poi riprendersi regolarmente. Tuttavia, quell’attimo di interruzione poteva rivelarsi fatale in un duello aereo o in un momento in cui servivano tutti i 1200 cv a disposizione. Tra l’altro, i motori in dotazione agli inglesi erano ancora a carburatore, mentre quelli dei caccia tedeschi erano già alimentati a iniezione.

Fatto sta che Beatrice Shilling venne incaricata di risolvere il problema e, nel 1940, portò la soluzione inventando un piccolo disco di metallo dotato di un foro calibrato che regolava il flusso del carburante alla vaschetta, riducendolo, e permetteva l’alimentazione del motore anche nel corso di accelerazioni negative. Si rivelò efficacissima e la modifica fu adottata fino al 1943 sui motori Merlin con il nome, un po’ ambiguo, di “Orifizio di Miss Shilling”. Potevano trovarne uno migliore, ma tant’è…

Anyway, nel 1941 una piccola squadra venne arruolata per visitare tutte le basi della Royal Air Force e montare il disco creato dalla Shilling. La quale, a capo della spedizione, si spostava sempre con la sua Norton, diventando così nota per essere sempre in sella alla sua moto, con la cassetta degli attrezzi. 

Le corse in auto

Al termine della guerra Tilly e suo marito, che negli anni del conflitto fu pilota di bombardieri, si ricongiunsero e tornarono a correre, ma in auto.

Tra il 1959 e il 1962 gareggiarono con una Austin-Healey Sebring Sprite 888 HPA, la maggior parte delle volte a Goodwood, ottenendo diversi podi e una vittoria in gara. Nel 1967 Dan Gurney, pilota automobilistico statunitense, si rivolse a Beatrice per risolvere problemi di surriscaldamento della sua Formula 1 Eagle Mk1.

Nel frattempo, Tilly si dilettò anche in qualche gara di Regolarità con la sua Tandon 200 Kangaroo da Trial.

Insignita dell’Ordine dell’Impero Britannico nel 1948 per la fondamentale opera prestata durante la guerra, Beatrice Shilling continuò a lavorare al Royal Aircraft Establishment fino al 1969.

In pensione ovviamente non era previsto che si desse al giardinaggio, quindi continuò a correre in auto e, una volta obbligata a smettere, si diede al tiro a bersaglio.

THE GIRL WHO COULD FIX ANYTHING

Vi consiglio un libro: The Girl who could fix anything.

L’autrice americana Mara Rockliff e l’illustratore britannico Daniel Duncan si uniscono per dare uno sguardo inedito a un momento di svolta nella storia moderna e al ruolo di una donna straordinaria il cui ingegno, la cui perseveranza e il cui modo di usare la chiave inglese la resero diversa da chiunque altro.


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