Roberto Muriglio è un pilota, un istruttore di guida e un imprenditore.

È nato tra i motori perché erano loro a dare da mangiare alla sua famiglia.

A differenza di molti piloti Roberto non ha cominciato a correre da piccolo. È a quindici anni che è salito per la prima volta su un go kart, per gioco ci dice. Così è scattata la scintilla. Da allora non ha più smesso di gareggiare.

Col tempo è riuscito a trasformare la sua passione nel suo lavoro e oggi racconta la sua storia a Wheelz Mag.

“Fare il pilota è l’unica cosa che veramente mi mette a mio agio. Perché sono in macchina, ho il mio casco e sono isolato dal mondo. E so che l’unica cosa che devo fare è andare sempre più forte. Trovare il limite.”

“Sono cresciuto in una famiglia dove “le macchine ci davano da mangiare”… Andare con papà in officina, tutti i giorni, dopo scuola, era la normalità.
Mi ha fatto una sorpresa. Mi ha portato sui go kart e da lì è nato tutto: la seconda volta che abbiamo provato insieme abbiamo vinto una piccola competizione sotto la pioggia. E da lì abbiamo cominciato a correre sul serio”

“Da ragazzino, quando andavo in pista con papà e c’erano delle modifiche da fare o un setup da cambiare per migliorare le prestazioni, mio papà mi diceva sempre “Ma va… ma va bene così!”. Mi sono sempre dovuto adattare alla situazione differente di pista, di gomma, di carcassa… E per questo ho una gran capacità di adattamento che mi permette di capire il mezzo sin da subito e di andare veloce da subito”. 

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