Ogni motociclista ha una storia. Cambiano il momento in cui tutto comincia, le strade percorse e lo spazio che le due ruote finiscono per occupare nella nostra vita. Metzeler Stories nasce per raccontare proprio questo: le persone dietro alla passione. Attraverso esperienze, percorsi e modi diversi di intendere la moto.

Quella di Riccardo Pozzato, 37 anni, comincia quasi per caso. O, almeno, così poteva sembrare in quel momento.

Perché prima di diventare motociclista Riccardo era soprattutto un appassionato di motori. Formula 1, supercar, qualche gara di moto guardata negli anni di Max Biaggi e del primo Valentino Rossi. Poi, una mattina del 2007, durante l’intervallo a scuola, arriva una telefonata di suo padre.

«Ti piacerebbe avere una moto?».

La risposta avrebbe finito per cambiare molto più dei suoi soli spostamenti.

Una Cagiva gialla davanti al liceo

Quella sera Riccardo va con il padre a ritirare il regalo per i suoi 18 anni: una Cagiva Planet 125 gialla. Ha già qualche anno e qualche graffio, ma ai suoi occhi è semplicemente la cosa più bella del mondo.

All’inizio ci sono probabilmente tutte le motivazioni che può avere un diciottenne: parcheggiarla davanti al liceo, divertirsi con gli amici, conquistare un po’ di attenzione. Ma la Planet diventa rapidamente qualcosa di diverso.

Riccardo si innamora della sua meccanica, derivata dalla sportiva Cagiva Mito, e del design firmato da Miguel Galluzzi. Ma soprattutto perde la testa per le sensazioni. Le prime scorribande in collina, il primo viaggio al mare e persino quei piccoli rituali che, anni dopo, riescono ancora a riportarlo esattamente lì: l’odore pungente del due tempi, il fumo azzurrognolo dello scarico nelle mattine d’inverno prima di entrare a scuola…

È la porta d’ingresso verso una passione che, da quel momento, comincia a occupare sempre più spazio.

Crescere insieme alle proprie moto

Dopo la Planet arriva una Ducati Monster 620, rimasta con lui per poco tempo, e successivamente un’Aprilia Pegaso 650 Strada. È quest’ultima la prima moto che Riccardo sente davvero “grande”: 48 cavalli, viaggi, vacanze, passi alpini e una sorprendente capacità di divertire nel misto stretto.

Cambiano le moto e cambia anche lui. Ma fino a quel momento le due ruote rimangono ancora una passione, qualcosa che appartiene alla sua vita privata.

Nel 2013 succede qualcosa. Riccardo studia Giurisprudenza quando riesce a entrare come stagista nell’ufficio marketing di Suzuki Italia. Due mondi apparentemente molto lontani finiscono improvvisamente per incontrarsi.

È lì che comprende una cosa fondamentale: la passione può diventare un lavoro.

«Vorrei poterlo raccontare al Riccardo adolescente»

Da quel momento vita professionale e motociclismo smettono di seguire due strade separate. Dopo Suzuki arrivano altre esperienze nel settore automotive e, successivamente, una scelta sempre più netta verso le due ruote. Prima come dipendente, poi come consulente freelance nel marketing e nella comunicazione, Riccardo lavora con costruttori e aziende dell’indotto, tra cui Vmoto, QJ Motor, Moto Morini, RCB e Zard.

Ed è guardando indietro che tutto assume una prospettiva diversa.

Quel ragazzo che nel 2007 ritirava una vecchia Cagiva gialla probabilmente non avrebbe immaginato che pochi anni dopo sarebbe entrato nei box della MotoGP, avrebbe guidato moto di ogni genere, girato sui circuiti che conosceva solo dalla PlayStation e vissuto EICMA dall’altra parte, trasformando ciò che sognava in una professione.

«Sono esperienze che vorrei davvero poter raccontare al Riccardo adolescente».

Oggi le moto accompagnano praticamente ogni momento delle sue giornate. Può essere una riunione di lavoro o il percorso da scegliere per il giro del weekend. Cambia il motivo, non cambia l’oggetto dei suoi pensieri.

La sua moto

Dopo la Pegaso arriva una BMW F 800 S, scelta che racconta già qualcosa dei suoi gusti: Riccardo ama le semicarenate, le sport tourer e, soprattutto, quelle moto un po’ strane e poco comuni.

Ma ce n’è una che negli anni è diventata qualcosa di diverso da tutte le altre. Oggi guida una Suzuki Katana e non ha dubbi nel definirla la sua moto.

Una vera ossessione, nata quando la vede per la prima volta a EICMA e rimasta intatta nonostante gli anni trascorsi insieme. Attorno alla Katana Riccardo ha costruito quasi un piccolo universo personale: è entrato in contatto con una community internazionale molto ristretta, fino al Giappone, e colleziona modellini, libri, memorabilia, portachiavi e magliette dedicate al modello.

Ancora oggi, quando la vede parcheggiata, gli fa battere il cuore.

Da M7 RR a SPORTEC™ 01

Il rapporto con Metzeler comincia invece con la BMW F 800 S. Appena acquistata, Riccardo sostituisce gli pneumatici e sceglie le allora nuove M7 RR. Da quel momento non abbandona più il marchio.

Ci sono caratteristiche che ritrova nelle diverse generazioni e che coincidono con il suo modo di guidare: un profilo rotondo e progressivo, la sensazione di sicurezza trasmessa dall’anteriore e, soprattutto, il comportamento sul bagnato.

Sulla Katana arrivano diversi treni di M9 RR, fino alla scelta, nel 2026, di passare alle nuove SPORTEC™ 01. Una scelta fatta praticamente a scatola chiusa.

Riccardo le acquista appena uscite, basandosi esclusivamente su ciò che aveva letto e sulla fiducia costruita negli anni con Metzeler. Le prime sensazioni richiedono però un breve periodo di adattamento: rispetto alle M9 RR percepisce delle differenze e gli serve un giro per comprenderne il comportamento.

Poi arriva ciò che cercava.

«Una volta giù, sembra su un binario»

Riccardo non cerca necessariamente lo pneumatico più rapido a scendere in piega. Preferisce una risposta progressiva e soprattutto una moto capace di restituirgli stabilità una volta impostata la traiettoria. Ed è proprio qui che le SPORTEC™ 01 lo conquistano.

«Una volta giù la moto sembra letteralmente su un binario».

Una sensazione che considera particolarmente importante sulla Katana, una moto fisicamente importante, e che ritrova anche quando cambiano le condizioni. Sul bagnato, ma anche viaggiando in coppia e con maggiore carico, apprezza la capacità dello pneumatico di mantenere un comportamento consistente.

A questo aggiunge la rapidità di riscaldamento, il profilo e l’interesse per la tecnologia DYNATREAD™, il sistema brevettato Metzeler che permette al disegno del battistrada di adattarsi dinamicamente alle sollecitazioni durante la guida. Quanto alla durata, Riccardo preferisce non sbilanciarsi: è ancora troppo presto per giudicarla. Ma sulla prossima scelta ha già qualche certezza.

«Quando è stato il momento di andare dal gommista non ho avuto un dubbio e credo che al prossimo treno confermerò la scelta».

La moto come espressione di sé

È proprio il suo modo di vivere la Katana a rendere SPORTEC™ 01 la scelta più adatta alle sue esigenze rispetto alla più specialistica SPORTEC™ 01 RS. Al di là delle misure disponibili, Riccardo cerca infatti uno pneumatico coerente con un utilizzo sport touring: gite in giornata affrontate a ritmo sostenuto, weekend, viaggi e, al massimo, una o due giornate in circuito durante l’anno.

Ed è forse proprio questa consapevolezza di ciò che cerca dalla moto a raccontare meglio il rapporto che Riccardo ha costruito con le due ruote. Alla domanda su cosa rappresentino per lui, infatti, la risposta va molto oltre la guida.

«La moto per me è espressione personale a livello creativo, professionale ed emotivo».

È diventata un lavoro, ma non ha smesso di essere una passione. È qualcosa che lo accende ogni giorno e, allo stesso tempo, un rifugio nei momenti più difficili. È il filo che collega il ragazzo davanti a quella Cagiva Planet gialla all’uomo che oggi ha costruito buona parte della propria vita intorno alle moto.

C’è stata fortuna, certo. Ma anche una decisione precisa: scegliere ciò che lo animava davvero, nonostante una laurea e un percorso che sembravano portarlo altrove. Forse il Riccardo adolescente sarebbe sorpreso da tutto quello che è successo dopo quella telefonata.

O forse gli basterebbe sapere che, diciannove anni dopo, quella moto davanti al liceo non è mai davvero ripartita senza di lui.

SPORTEC™ 01 — Sportività che incontra la strada

Nata dall’esperienza Metzeler nelle Road Race, SPORTEC™ 01 è pensata per supersportive, naked e sport crossover e per chi cerca prestazioni sportive senza rinunciare alla versatilità nell’utilizzo stradale. Il progetto punta a combinare grip sull’asciutto, comportamento sul bagnato, precisione e una risposta intuitiva anche quando cambiano le condizioni di guida.

Al centro c’è la tecnologia brevettata DYNATREAD™, che permette agli intagli del battistrada di modificare il proprio comportamento in funzione delle sollecitazioni: sotto carichi elevati, come in accelerazione e frenata, tendono a chiudersi aumentando la superficie di contatto, mentre nelle condizioni meno estreme continuano a favorire il drenaggio dell’acqua.

La configurazione a doppia mescola, con un elevato contenuto di silice sia all’anteriore sia al posteriore, contribuisce inoltre a garantire rapidità di riscaldamento e un comportamento equilibrato nelle diverse condizioni di utilizzo.

Per Riccardo, sulla sua Suzuki Katana, è soprattutto la stabilità a fare la differenza:

«Forse non sono le gomme più rapide a scendere in piega, però una volta giù la moto sembra letteralmente su un binario. La sensazione di stabilità che ti danno è eccezionale, anche sul bagnato e quando cambiano le condizioni di guida».

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