Si avvicinano i titoli di coda di quest’estate equatoriale, capace sì di sfiancare il fisico, ma non di sedare quella felicità rara e preziosa che accompagna la ricerca di nuove idee per viaggiare.

Serotonina pura, che si libera quando proviamo a lasciare fuori quel tripudio lampeggiante di immagini e suoni provenienti da ogni angolo del mondo per ascoltare un’ispirazione che pulsa nelle profondità del nostro io. E c’è qualcosa di eroico nell’avere il coraggio, e forse la capacità, di ascoltarsi senza ricorrere a scorciatoie o ispirazioni preconfezionate, da assemblare distrattamente scorrendo il dito lungo un destino tessuto dagli algoritmi.

Con l’avvicendarsi di una stagione più vivibile, torna così a farsi strada l’idea di un appagante city break, provando però a stare lontani dalle solite bucket list intercettate chissà dove, per andare a cercare una scintilla carica di fascino e interesse. C’è voglia di qualcosa di nuovo, di intimo e non roboante. Luoghi di dimensione modesta, magari anche non semplicissimi da raggiungere, il cui mirabolante corso della storia ha posto di fronte a sorprendenti sliding doors, capaci di cambiarne per sempre il destino.

Borghi e cittadine che hanno offerto, quasi inconsapevolmente, il proprio contesto paesaggistico, culturale e sociale alla dimensione artistica di scrittori, artisti e musicisti capaci di incidere in maniera leggendaria il proprio nome nella storia. Non si tratta di aver dato “solo” i natali a personalità eccezionali. Accade quando il percorso artistico e personale di un individuo finisce per ispirarsi, plasmarsi e fondersi con le caratteristiche più intime di un determinato luogo, fino a diventarne parte.

Un viaggio attraverso piccole città europee, dunque, tra memoria e scoperta, per provare a cogliere da vicino e respirare a pieni polmoni quell’immaginario dal quale sono nati alcuni dei miti più straordinari della nostra cultura.

AIX-EN-PROVENCE E PAUL CÉZANNE

Aix-en-Provence si scopre passeggiando tra le architetture barocche del centro storico, le facciate eleganti dei palazzi e le fontane che scandiscono le sue piazze. Il cuore della città è il Cours Mirabeau, il grande viale alberato costeggiato da caffè, ristoranti e dimore storiche. Poco distante, i mercati portano in strada colori e profumi della Provenza, tra prodotti locali, fiori e specialità come i Calissons d’Aix, i caratteristici dolci a base di mandorle e melone candito. È proprio nelle atmosfere dei suoi vicoli che si comincia a percepire l’aura di un gigante dell’arte come Paul Cézanne.

 

Come raggiungerla

Aix-en-Provence è facilmente raggiungibile dall’Italia in treno o in aereo. La stazione TGV di Aix-en-Provence si trova a circa 15 km dal centro ed è collegata alla città con servizi di autobus. L’aeroporto di Marsiglia rappresenta invece lo scalo aereo più comodo: dista circa 25 km ed è collegato ad Aix-en-Provence via treno o autobus.

 

Sulle tracce di Cézanne

Cézanne nacque ad Aix nel 1839 e, dopo gli anni trascorsi a Parigi, mantenne sempre un rapporto privilegiato con la sua città natale e con il paesaggio provenzale. La Montagne Sainte-Victoire, le colline e la campagna circostante divennero soggetti ricorrenti della sua pittura, fino a trasformarsi in una delle immagini più riconoscibili della sua opera.

Il modo migliore per seguirne le tracce è quindi attraversare una geografia fatta di luoghi di vita, lavoro e osservazione: dal centro cittadino fino agli spazi nei quali il pittore trovò alcuni dei suoi soggetti più importanti.

Le esperienze da vivere

Il punto di partenza è l’Atelier des Lauves, lo studio nel quale Cézanne lavorò negli ultimi anni della sua vita. Conserva ancora mobili, oggetti e strumenti di lavoro, permettendo di entrare nell’ambiente quotidiano nel quale nacquero alcune delle sue ultime opere.

Altrettanto importante è la Bastide du Jas de Bouffan, proprietà della famiglia Cézanne dal 1859 e luogo nel quale il giovane artista iniziò a dipingere la campagna circostante e la Montagne Sainte-Victoire.

Per ritrovare il paesaggio più autentico della sua pittura bisogna invece raggiungere le Carrières de Bibémus. Le antiche cave di roccia ocra furono per Cézanne un vero atelier all’aperto: forme, colori e geometrie delle rocce entrarono in numerose tele. Un percorso guidato permette di attraversare il sito e raggiungere la piccola capanna in pietra utilizzato dal pittore.

Completa il percorso il Musée Granet, con una sezione dedicata a Cézanne e alla sua evoluzione artistica.

 

Info: www.aixenprovencetourism.com/en/ | france.fr 

BAYREUTH E RICHARD WAGNER

Nel nord della Baviera, Bayreuth conserva la doppia anima della raffinata città dei margravi e della capitale musicale costruita attorno al mito del compositore Richard Wagner. Il centro storico ospita il Markgräfliches Opernhaus, capolavoro del teatro barocco e patrimonio UNESCO, insieme al Neues Schloss e ai giardini dell’Ermitage. Ma è il Grüner Hügel, la collina sulla quale sorge il Festspielhaus, ad aver legato indissolubilmente il nome della città a quello di Wagner. Qui il compositore trovò il luogo ideale per trasformare la propria concezione rivoluzionaria del teatro musicale in realtà.

 

Come raggiungerla

Bayreuth è raggiungibile in auto attraverso l’autostrada A9, tra Monaco e Berlino, e la A70. In treno il collegamento più pratico passa generalmente da Norimberga, da dove partono collegamenti regionali per Bayreuth. L’aeroporto di Norimberga è anche lo scalo aereo più comodo per chi arriva dall’Italia.

 

Sulle tracce di Wagner

Autore di opere come Lohengrin, Tristano e Isotta e I Maestri Cantori di Norimberga, Wagner rivoluzionò il teatro musicale fondendo musica, parola e scenografia in una nuova idea di opera d’arte totale. La monumentale tetralogia dell’Anello del Nibelungo rappresenta forse la massima espressione di questa concezione.

A Bayreuth Wagner trovò anche il sostegno di Ludwig II di Baviera, suo grande mecenate, e vi visse gli anni della maturità artistica. La sua residenza, Wahnfried, divenne il centro della sua vita privata e professionale, mentre il Festspielhaus trasformò la città nella sede del festival dedicato alle sue opere.

Le esperienze da vivere

Il Richard Wagner Museum occupa oggi Wahnfried. La villa conserva gli ambienti nei quali Wagner visse e lavorò, mentre l’esposizione racconta la sua vita, la carriera e la rivoluzionaria concezione del teatro musicale.

Da qui si può seguire il Walk of Wagner, itinerario che attraversa la città fino al Grüner Hügel e al Festspielhaus. Il celebre “teatro sulla collina” fu progettato dallo stesso Wagner per ospitare i Bayreuther Festspiele, inaugurati nel 1876 con l’esecuzione integrale dell’Anello del Nibelungo.

La particolare disposizione della sala, la cavea orchestrale nascosta e le dimensioni del palcoscenico furono studiate per soddisfare le esigenze artistiche del compositore e creare un’esperienza sonora innovativa. Ancora oggi il teatro è celebre per la sua acustica e può essere visitato anche al di fuori degli spettacoli attraverso visite guidate.

Per completare il percorso si può tornare nel centro storico e visitare il Markgräfliches Opernhaus, scoprendo il contrasto tra il fasto del teatro barocco e la radicale modernità del progetto wagneriano. Due edifici, due epoche e due modi completamente diversi di concepire il teatro.

 

Info: www.bayreuth-tourismus.de/en/ | www.germany.travel

HAWORTH E LE SORELLE BRONTË

Nel West Yorkshire, ai margini delle Pennine Moors, Haworth è un piccolo villaggio di strade in pietra, edifici in arenaria e pendii che si aprono verso una campagna aspra e suggestiva. La Main Street, con il suo andamento in salita e le case addossate l’una all’altra, conserva un carattere tipicamente ottocentesco, tra negozi indipendenti, caffè e pub. Ma è soprattutto il paesaggio circostante a rendere Haworth speciale: brughiera, sentieri e vallate costituiscono il naturale prolungamento del paese e hanno contribuito ad ispirare le tre sorelle Brontë, Charlotte, Emily e Ann, che qui trascorsero gran parte della loro vita e scrissero alcune delle opere più importanti della letteratura inglese dell’Ottocento.

 

Come raggiungerla

Due sono gli aeroporti che permettono di avvicinarsi ad Haworth: Leeds e Manchester. Haworth si trova a circa 13 km da Bradford e 5 km da Keighley, raggiungibili entrambe in treno. Da qui si può proseguire in autobus oppure salire sulla storica Keighley & Worth Valley Railway, una linea ferroviaria di circa 13 km che raggiunge Haworth con treni a vapore nei fine settimana e nei periodi di maggiore affluenza.

 

Sulle tracce delle Brontë

La famiglia Brontë si trasferì nel paese nel 1820, quando il padre Patrick divenne vicario della parrocchia, e il rapporto con questo luogo sarebbe rimasto centrale nella loro produzione letteraria.

Charlotte è l’autrice di Jane Eyre, Emily di Cime Tempestose e Anne di La signora di Wildfell Hall: romanzi nei quali il paesaggio, l’isolamento e la dimensione domestica diventano elementi fondamentali della narrazione. Oggi il villaggio e la brughiera permettono di ritrovare concretamente quei luoghi che contribuirono a costruire il loro immaginario.

Le esperienze da vivere

Il punto di partenza è il Brontë Parsonage Museum, la casa nella quale la famiglia visse dal 1820 e dove furono scritte le opere più celebri delle sorelle. La visita permette di entrare nella dimensione quotidiana delle Brontë e di conoscere la loro storia attraverso una delle più importanti collezioni dedicate alla famiglia.

Di fronte al Parsonage si trova la St. Michael and All Angels’ Church, dove Patrick Brontë fu vicario e dove sono sepolti diversi membri della famiglia. Da qui si può imboccare Main Street e poi proseguire verso la campagna, seguendo i sentieri che conducono nel cuore della Brontë Country.

L’esperienza più significativa è proprio la passeggiata verso la cascata Brontë e Top Withens, una fattoria in rovina isolata sull’Haworth Moor e tradizionalmente associata alla casa degli Earnshaw di Cime Tempestose. Il percorso permette di lasciare progressivamente il paese per immergersi nella brughiera che tanto contribuì all’immaginario di Emily Brontë.

 

Info: visithaworth.com | visitbritain.com

MONTREUX E FREDDIE MERCURY

Affacciata sulle rive del Lago Lemano, con le Alpi che fanno da sfondo, Montreux è una delle località più eleganti della Svizzera francofona. La lunga passeggiata sul lago, il centro storico raccolto e il clima particolarmente mite le hanno valso il soprannome di “Perla del Lago di Ginevra”. A rendere ancora più cosmopolita l’atmosfera contribuiscono il Montreux Jazz Festival, che dal 1967 richiama grandi nomi della musica internazionale, e una tradizione turistica che ha portato qui artisti e personaggi celebri da tutto il mondo. È proprio questa atmosfera, elegante ma al tempo stesso appartata, ad aver conquistato Freddie Mercury, che trovò a Montreux un luogo ideale per vivere e lavorare lontano dai riflettori.

 

Come raggiungerla

Montreux è facilmente raggiungibile in treno, grazie alla sua posizione sulla rete ferroviaria svizzera e ai collegamenti con Losanna, Ginevra e Berna. Per chi arriva dall’Italia, una delle soluzioni più comode è raggiungere Milano e proseguire verso la Svizzera, mentre in auto la città è collegata alla rete autostradale attraverso Losanna e Vevey. L’aeroporto internazionale di Ginevra dista circa un’ora e un quarto in treno.

 

Sulle tracce di Freddie Mercury

Il legame tra Freddie Mercury e Montreux nasce nel 1978, quando i Queen arrivarono in città per registrare il loro settimo disco, intitolato Jazz, nei Mountain Studios. Il gruppo aveva già conquistato il mondo, ma trovò sulle rive del Lemano una dimensione più tranquilla, lontana dall’attenzione dei media. Mercury rimase affascinato dal luogo e i Queen decisero poco dopo di acquistare gli studi, dando inizio a un rapporto destinato a durare per anni. Freddie arrivò a considerare Montreux una sorta di rifugio personale, tanto da trascorrervi lunghi periodi. Qui i Queen registrarono sei album, compreso Made in Heaven, pubblicato dopo la morte di Freddie. 

Le esperienze da vivere

Il percorso sulle tracce di Freddie Mercury comincia dalla statua in bronzo che dal 1996 domina Place du Marché, direttamente sul lungolago. Alta tre metri e realizzata dalla scultrice ceca Irena Sedlecká, raffigura il cantante nella celebre posa con microfono e pugno alzato. Ancora oggi i fan lasciano sul piedistallo fiori, fotografie e messaggi.

La visita più importante è però Queen: The Studio Experience, all’interno dell’originale Mountain Studios, oggi parte del Casino Barrière. La sala di regia conserva l’aspetto dell’epoca in cui i Queen lavorarono qui e permette di ripercorrere la storia degli album registrati a Montreux attraverso fotografie, cimeli e apparecchiature originali. È inoltre possibile sperimentare il lavoro in studio remixando alcuni brani dei Queen. Particolarmente suggestiva è la Made in Heaven Room, dove si può vedere il punto esatto nel quale Freddie registrò la sua ultima canzone.

Per chi vuole approfondire il legame tra il cantante e Montreux c’è il Freddie Tour, che propone una visita guidata di circa un’ora sulle tracce di Mercury e dei Queen, con fotografie, aneddoti e audioguida; una versione Extended amplia il percorso fino a due ore e mezza.

 

Info: www.myswitzerland.com | www.montreuxriviera.com/en

CADAQUÉS E DALÌ

All’estremità orientale della penisola del Cap de Creus, Cadaqués conserva il carattere di un antico borgo di pescatori, con le case bianche raccolte intorno alla baia e un centro storico fatto di vicoli acciottolati che salgono verso la chiesa di Santa María. Intorno, la costa rocciosa alterna calette, promontori e un paesaggio modellato dal vento e dal mare, oggi protetto dal Parco Naturale del Cap de Creus. Nel Novecento questa particolare combinazione di luce, isolamento e paesaggio attirò numerosi artisti, da Picasso a Miró, fino a Salvador Dalí, che avrebbe legato per sempre il proprio nome a Cadaqués e alla vicina Portlligat.

 

Come raggiungerla

Cadaqués è raggiungibile in auto percorrendo l’AP-7 fino a Figueres e proseguendo verso Roses e poi sulla GI-614. Da Figueres, distante circa 33 chilometri, è possibile continuare in autobus; il viaggio dura circa un’ora. In alternativa si può raggiungere Figueres in treno da Girona o Barcellona, anche con i collegamenti ad alta velocità, e proseguire poi verso Cadaqués. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Girona, a circa un’ora, e Barcellona, a circa due ore e mezza.

 

Sulle tracce di Dalí

Il rapporto tra Salvador Dalí e Cadaqués comincia fin dall’infanzia, attratto da un paesaggio che sarebbe diventato una presenza costante nella sua opera. Nel 1930 scelse la vicina Portlligat come luogo in cui stabilirsi, acquistando una piccola baracca di pescatori che nei quarant’anni successivi trasformò progressivamente nella sua abitazione e nel proprio studio. 

Cadaqués divenne così parte integrante dell’immaginario del pittore, ma anche un punto di incontro per l’avanguardia artistica del Novecento. Picasso, Miró, Magritte, Max Ernst e altri artisti passarono da questo angolo dell’Empordà, contribuendo alla sua fama di luogo creativo e fuori dagli schemi.

Le esperienze da vivere

Il cuore del percorso è la Casa-Museo Salvador Dalí di Portlligat, raggiungibile anche a piedi da Cadaqués attraverso un antico sentiero costiero di circa 1,5 km. La casa nacque dall’unione e dalla progressiva trasformazione di alcune baracche di pescatori: oggi conserva gli ambienti privati, lo studio, gli oggetti e gli spazi esterni nei quali Dalí viveva e lavorava. Un viaggio non solo nella dimensione artistica, ma anche in quella più intima del pittore.

Da Portlligat vale la pena proseguire verso il Cap de Creus, uno dei paesaggi più caratteristici della Catalogna e uno dei luoghi che più hanno influenzato l’immaginario di Dalí. Il percorso può arrivare fino al faro del Cap de Creus, che ospita l’Espai Cap de Creus, dedicato alla storia naturale e geologica del parco.

Tornati a Cadaqués, una passeggiata nel centro storico permette di ritrovare l’atmosfera del borgo che Dalí conobbe fin da bambino. Tra le case bianche e le strade che salgono verso Santa María, si può visitare anche il Museu de Cadaqués, che ospita esposizioni temporanee dedicate alla storia artistica della località e, in particolare, alla figura di Dalí.

RECANATI E LEOPARDI

Adagiata sulle colline marchigiane, tra l’Adriatico e i Monti Sibillini, Recanati è una città raccolta, fatta di palazzi storici, piazze e strade che seguono il profilo del crinale. Il centro conserva un patrimonio architettonico importante, ma è soprattutto il rapporto con il paesaggio a caratterizzarlo: dagli scorci verso la campagna fino al Colle dell’Infinito, ogni angolo sembra mantenere il legame con la figura che più di ogni altra ha segnato la storia della città: Giacomo Leopardi.

 

Come raggiungerla

Recanati si trova nell’entroterra della provincia di Macerata, a circa 20 chilometri dalla costa adriatica. In auto è raggiungibile dall’autostrada A14, uscendo a Loreto-Porto Recanati e proseguendo verso l’interno. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Loreto, collegata alla rete nazionale; da qui si può proseguire verso Recanati con i servizi di autobus locali.

 

Sulle tracce di Leopardi

Leopardi nacque qui nel 1798 e vi trascorse gli anni della formazione. Il suo “natio borgo selvaggio” è diventato uno dei luoghi più riconoscibili della letteratura italiana, trasformato dalla poesia in un paesaggio dell’immaginario collettivo. A Recanati la presenza di Giacomo Leopardi non è affidata soltanto a musei e monumenti: è disseminata nei luoghi che il poeta conosceva e che trasformò in materia letteraria. 

Il rapporto tra Leopardi e Recanati è quindi soprattutto un rapporto con i luoghi. Il Colle dell’Infinito, la piazza del Sabato del Villaggio, la casa di Silvia e la Torre del Passero Solitario costituiscono una sorta di geografia poetica nella quale realtà e letteratura finiscono per sovrapporsi.

Le esperienze da vivere

L’eterna poetica di Leopardi e il suo rapporto con la città si svelano passeggiando nei luoghi della sua geografia letteraria, lasciando che la memoria dei suoi versi risuoni nell’aria. Il punto di partenza è Casa Leopardi, nella piazza del Sabato del Villaggio, dove il poeta nacque e trascorse gli anni della giovinezza. La visita permette di entrare negli ambienti storici della famiglia e di conoscere la formazione di Leopardi attraverso la biblioteca e le collezioni legate alla sua vita.

Da qui si può raggiungere il Parco del Colle dell’Infinito, affacciato sulla campagna marchigiana, mentre il Centro Nazionale di Studi Leopardiani, situato nelle vicinanze, approfondisce la sua opera e il suo pensiero.

Per completare il percorso vale la pena visitare i Musei Civici di Villa Colloredo Mels, che ospitano una sezione leopardiana con libri, documenti, cimeli e opere legate al poeta. La stessa villa custodisce inoltre importanti dipinti di Lorenzo Lotto, offrendo un’interessante parentesi artistica all’interno del soggiorno.

 

Info: letsmarche.it | infinitorecanati.it

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