Vi siete mai chiesti cosa possano mai avere in comune un armadio e un garage? Ok, in qualche caso (e mi costituisco), le dimensioni… Ma molto più frequentemente, lo stile. C’è chi traduce il proprio carattere grintoso in un trionfo di toni fluo e linee aggressive. Chi vive di futuro e silhouette avveniristiche. Chi ha fatto dello streetwear e dei mezzi agili e urban la propria religiosa passione. E poi ci sono gli estimatori di quello stile intramontabile che potremmo generalmente definire modern-classic.

Alla base dei gusti di queste creature quasi mitologiche, che si aggirano per la città con capispalla frutto di millimetrica selezione, pezzi che si tramandano da generazioni e accessori rari, ci sono la ricerca dell’unicità, l’attenzione a una qualità nella quale è sempre più difficile imbattersi. E sì, forse anche un pizzico di nostalgia. Ma sono esattamente questi gli ingredienti di una ricetta estetica e stilistica in grado di resistere indenne a mode passeggere e tendenze fugaci. Insomma, chi decide di distinguersi per lasciare un’impronta definita e duratura, non punta sulla provocazione estemporanea: più saggiamente, sceglie la classe.

 

Vale per il guardaroba, ma anche per le due ruote.

Esattamente come un capo vintage di ricerca, le modern-classic uniscono il fascino senza tempo delle moto del passato con il comfort e le prestazioni di quelle contemporanee. Le linee essenziali, il rispetto della tradizione, i dettagli curati e una meccanica esposta raccontano bene il gusto per l’autenticità che si fonde con la praticità nell’uso quotidiano. Chi sceglie una modern-classic esprime uno stile personale e ricercato, fatto di semplicità, attenzione ai dettagli e un certo gusto per ciò che non passa di moda: un modo di vivere la moto come parte del proprio stile, con un’eleganza informale che richiama il passato, ma resta impressa nel presente.

Ok, tutto bello. Ma quindi dove si va a fare shopping? Per questa puntata di Style ho coinvolto Stefano Sala, attore e grande estimatore del vintage di livello. Insieme siamo siamo andati alla scoperta dei migliori Vintage Shop di Milano. Luoghi di culto per gli amanti del genere, che si discostano completamente da chi propone usato al chilo o second-hand a pochi euro per puntare invece su una selezione d’alta qualità e sulla ricerca continua di pezzi da intenditori. Sono shops in cui è ancora possibile imbattersi in capi rari e da collezione, con una certa attenzione a chicche dal mood motorcycle heritage. Per farlo, abbiamo scelto due moto della stessa famiglia, che incarnano perfettamente questo spirito intramontabile, elegante e contemporaneo: Suzuki GSX-8T e GSX-8TT.

Perché? Bè, Suzuki GSX-8T e GSX-8TT sanno reinterpretare in chiave contemporanea l’estetica delle moto classiche, combinando richiami al passato e un’impronta decisamente moderna. GSX-8T punta su un’eleganza essenziale e sofisticata, con proporzioni pulite e dettagli che evocano il mondo delle moto d’epoca. Stefano non ha avuto dubbi nello scegliere proprio lei per la nostra fashion-ride. GSX-8TT, invece, si ispira alle café racer e alle moto da viaggio di matrice rétro. Precisamente lo stile per cui la sottoscritta ha un vero debole…

Entrambe condividono una forte attenzione al design, pur raccontando due modi diversi di vivere lo stesso universo stilistico: più raffinato e minimalista sulla 8T, più grintoso sulla 8TT. Il risultato è un linguaggio estetico che guarda alla tradizione senza copiarla, rivolgendosi a chi cerca una moto riconoscibile, contemporanea e capace di esprimere personalità anche attraverso i dettagli. Pronti? Andiamo.

GUENDJ, LO SPECIALISTA DELLA PELLE

Era il 1986 quando Susanna Ponte si innamora del Naviglio Grande. A quei tempi, Ripa di Porta Ticinese non era che una strada come tante, aperta alle auto, affacciata su un canale. Ma, secondo lei, con un grande potenziale inespresso. C’erano qualche bottega, niente più che un paio di locali… E poi, al civico 47, quello che di lì a poco sarebbe diventato Guendj, il suo Vintage Shop, ad oggi uno dei più longevi di Milano.

Passo indietro. Susanna, che ai tempi è poco più che ventenne, è appassionatissima di moda. Proprio per questo, è anche perfettamente cosciente che un certo tipo di moda non è e non sarà probabilmente mai accessibile a tutti. Ed è proprio questo a spingerla inizialmente verso il mondo del vintage. Anche se all’epoca acquistare abiti di seconda mano era tutt’altro che un trend, Susanna ci crede e ci crede da subito. Viene da una famiglia strettamente legata al mondo del cinema ed è proprio da quel bacino che inizia ad attingere per alimentare costantemente la sua proposta. Guendj diventa così un punto di riferimento per i giovani che cercano uno stile unico e personale a prezzi accessibili.

Negli anni la famiglia cresce, così come il business. Quel potenziale che Susanna aveva intuito negli Anni 80, oggi è pienamente esploso e il Naviglio Grande è una meta imprescindibile della movida e dello shopping più originale, sia per il pubblico meneghino, che per i turisti alla ricerca di pezzi di qualità. Quando Stefano e io arriviamo davanti a Guendj, ci accoglie Yari, il figlio di Susanna, che gestisce lo store assieme ai genitori. Yari ha ereditato dalla madre il “tocco magico” ed è in grado di riconoscere un capospalla autentico da un remake, seppur ben fatto, a distanza di chilometri. Oggi la selezione di Guendj procede sotto il suo occhio attento e propone quasi esclusivamente giubbotti e accessori in pelle. Il paradiso, per chi ama vintage e due ruote.

Chiedo a Yari quanto sia difficile, oggi, scovare ancora pezzi di una qualità del genere. “Non ti nego che trovare chicche vere è sempre più complicato. Ci sono in giro sempre meno capi iconici e trovare giubbotti Anni 80 e 90 in buone condizioni è come trovare una pepita d’oro nel Naviglio: possibile, ma molto, molto difficile, ecco. Se ne vale la pena, acquisto anche a prezzi importanti: dopodiché, se anche il tal giubbotto resta in negozio a lungo in attesa di chi può capirlo, per me va bene. Ho più tempo per ammirarlo”.

Entrare da Guendj ha un che di magico per chi cerca l’autenticità. Qui puoi trovare giubbotti military in eccellente stato di conservazione, chiodi originali dell’epoca e una selezione attenta di capispalla d’impronta racing. Ma puoi imbatterti anche in un Avirex Glenn Miller Air Force o in un raro montone Schott B3 RAF. C’è poi tutto il mondo degli accessori, tra i quali, in particolare, spiccano texani e boots. E c’è la linea Guendj, tra cui spiccano alcune limited edition come il chiodo in pelle verde, seguita direttamente dalla famiglia e creata con materiali selezionatissimi, anche su misura. Insomma, se siete a caccia DEL GIUBBOTTO dei vostri sogni, Ripa di Porta Ticinese 47 è l’indirizzo da segnare.

UNION FADE VINTAGE, LA MECCA DEI SELECTOR 

Stefano e io ci rimettiamo in sella alle nostre GSX 8T e 8TT, godendoci la guida scattante e agile che ci offrono anche nel traffico milanese di questa tiepida giornata d’autunno. Direzione? Via Morgagni 31. Ci avviciniamo alle vetrine di UNION FADE VINTAGE in religioso silenzio, perché non si tratta di un “semplice” vintage shop. Union Fade si avvicina più a un luogo di culto, una mecca. Entrare qui significa mettere piede in un mondo parallelo fatto di pezzi unici, selezionati a partire da una cultura storica e dell’immagine profondissima, radicata in anni e anni di passione, studio e ricerca sul campo.

Niente di ciò che trovi da Union Fade è qui per caso, per “convenienza” o perché “va di moda in questo periodo”. L’approccio di Cristian, il proprietario e colui che rende accessibile un livello qualitativo del genere, è più simile a quello di un archivio storico, una galleria che custodisce tutto ciò che vale la pena preservare dall’oblio del tempo. Non a caso, Union Fade è una tappa fissa di selector e designers, da Acne Studios a Dior, passando per Dolce&Gabbana e Gucci, che si affidano all’esperienza e alla cultura di Cristian per affinare e approfondire le proprie ricerche.

Dalle due vetrine di via Morgagni passano cultori dell’heritage made in USA, esperti del mondo denim delle origini (“si chiamano archeologi del denim” ci racconta), stylist a caccia di pezzi d’archivio introvabili altrove, oltre a celeb internazionali che sbarcano qui direttamente dal mondo del cinema e della musica. Tanto per citare un esempio recente, date un’occhiata all’IG di Bella Hadid: troverete una serie di scatti d’autore dal mood vintage-rodeo i cui outfit provengono proprio da qui… Ma non è l’unica a subire il fascino di Union Fade. Da questa porta sono passati Sombr, giovane cantautore newyorkese, produttore e fenomeno social del momento, i Black Keys, che sono clienti fissi, i Jonas Brothers, oltre a nomi italiani del calibro di Cristiano De André e Levante.

Ma come nasce la passione di Cristian per il denim in particolare e per il vintage in genere? “Il denim è sexy”, dice. “È una passione che ho sempre avuto da che ho memoria. Già da ragazzino chiedevo a mia madre, che faceva la sarta, di crearmi pezzi customizzati in denim”. Cristian “inventa” una professione e diventa consulente specializzato proprio sul denim. Pubblica libri, tiene conferenze e crea eventi dedicati al jeans come Denim Boulevard che si teneva una manciata d’anni fa in via Thaon di Revel, in quello che all’epoca era il motoquartiere di Milano.

Da qui e per cinque anni inizia la sua collaborazione con Premièr Vision Paris, la più importante fiera di tessuti al mondo che si tiene, ça va sans dire, proprio a Parigi. Per loro conto, inizia a viaggiare in tutto il mondo alla ricerca di jeans di qualsiasi tipo e qualsiasi marca, ampliando all’inverosimile la propria cultura in merito. Sarà proprio quell’archivio, conservato gelosamente durante il Covid, a creare la base per fondare Union Fade Vintage. Insomma, l’avrete capito. Se cercate IL DENIM definitivo, quello che amerete per sempre, quello da conservare come una reliquia, ora sapete esattamente a chi rivolgervi.

THISORDER, TRA VINTAGE, TOAST E BRAND EMERGENTI

Puntiamo le nostre Suzuki GSX verso la prossima e ultima tappa della giornata. Si chiama THISORDER ed è in via Ramazzini 6. L’atmosfera qui è radicale, sofisticata, ma assolutamente autentica e da veri intenditori. THISORDER non è solo un vintage shop, ma un vero e proprio concept store al quale, durante la recente ristrutturazione, è stato aggiunta una zona break, il Thisorder Cafè, che offre una piacevolissima pausa pranzo, ma anche un buon caffè o un cocktail a chiunque abbia voglia di una sosta in un ambiente veramente accogliente.

THISORDER nasce nel 2025 da un’idea di Gianluca Iovine Marega, co-fondatore di East Market, insieme alla compagna Tamara D’Anna, nei locali che un tempo erano occupati dalla Burago, (l’azienda che produceva le macchinine giocattolo, ricordate?) e si sviluppa su un concetto semplice all’apparenza, ma complesso nella sostanza: creare un vintage store con una chiave più contemporanea, che metta insieme il nuovo e il vecchio con una nuova coerenza stilistica e di pubblico. “Abbiamo sempre avuto in testa di sfruttare al 100% questo spazio bellissimo e centrale rendendolo non solo uno shop, ma un posto da vivere”, racconta Gianluca.

E la missione è riuscita alla perfezione, aggiungiamo noi. L’anima modern-classic di questo concept store ha un segreto: prendere il classico e twistarlo in una chiave più attuale. Il perché è presto detto: oggi puoi acquistare qualunque cosa in due click senza alcun bisogno di entrare fisicamente nell’ennesimo negozio. Ma THISORDER offre un’esperienza. È un luogo accogliente, che ti fa sentire a casa e incuriosisce grazie alla selezione di pezzi vintage e brand emergenti.

“La selezione è fondamentale” spiega Tamara. “Noi ci occupiamo di second-hand e brand contemporanei ai quali stiamo affiancando profumi e collectables che completino la retail experience”. Ma non solo. C’è un flusso costante di capi selezionati uno a uno, ci sono pezzi customizzati e una proposta di brand nuovi veramente attenta, dai trench sartoriali del brand danese Damson Madder, alle proposte totalmente made in Puglia di MARSĒM, fino al jeans, sempre italiano, di Icon Denim, passando per pezzi di Alpha Industries e lo streetwear punkish di Acupuncture da Londra.

“A partire dall’arredamento, viene tutto dalla nostra creatività” spiega Tamara. “C’è tantissimo di noi qui dentro. La volontà era creare un luogo in cui puoi affidarti a noi al 100%, anche soltanto per un caffè o una chiacchiera. Volevamo che THISORDER fosse un punto di ritrovo traversale, non solo un posto nel quale entri per comprare. Un luogo di connessione tra persone e soprattutto tra progetti. THISORDER è una scatola, un contenitore per brand e iniziative, anche legate alla musica. A tal proposito, abbiamo appena inaugurato le serate del giovedì, Spritz & Vinili, durante le quali ci saranno più di mille dischi selezionati in vendita, oltre a stampe d’archivio e, ovviamente, una selezione musicale a tema”.

Saliamo nuovamente in sella alle nostre GSX 8T e 8TT pienamente soddisfatti e sempre più convinti che modern-classic non sia semplicemente una categoria, ma un vero e proprio stile di vita talmente oltre a qualunque moda da profumare già di futuro. Scommettiamo?

Style guide

A caccia di vintage

In questo servizio:

  • Giacca da moto vintage DMD SOLO RIDER color Olive, in cotone cerato idrorepellente protettiva e omologata.
  • Pantaloni DMD CHINO color Sabbia con protezioni certificate inserite su ginocchia e fianchi.
  • Caschi jet DMD STARS e OCRA.
  • Boots Stylmartin Rocket WP e YU’ROK WP

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