Ogni motociclista ha una storia. Cambiano le strade percorse, il modo di vivere le due ruote e ciò che cerchiamo ogni volta che indossiamo il casco. Metzeler Stories nasce per raccontare proprio questo: le persone dietro alla passione, attraverso esperienze, percorsi e modi diversi di intendere la moto.

Dopo Camillo Incorvaia, il viaggio continua con Andrea Romano, 38 anni, e una passione che per molto tempo è rimasta in attesa del momento giusto per prendersi lo spazio che meritava.

Quel momento è arrivato dopo il primo lockdown, in una fase della vita in cui molte cose stavano cambiando. Un nuovo lavoro, la decisione di iscriversi a scuola guida e, poco dopo, l’acquisto della sua prima moto di grande cilindrata.

Da allora le due ruote hanno smesso di essere soltanto una passione coltivata da lontano e sono diventate qualcosa di molto più grande: strada, pista, amicizie, community. Un mondo vissuto, come dice lui, a 360 gradi.

Una Ténéré, ma in miniatura

Andrea vive a Pioltello, alle porte di Milano, e lavora come impiegato nell’ufficio tecnico di un’azienda specializzata nel taglio e nell’incisione laser dei metalli.

La sua passione per le moto arriva da lontano. Dietro non ci sono un padre motociclista, un fratello maggiore o qualcuno che gliel’abbia trasmessa. Ma un ricordo, il primo, piuttosto particolare: la pubblicità di una Ténéré elettrica per bambini.

È sufficiente quella piccola moto per accendere qualcosa. Negli anni arriva anche il primo vero oggetto del desiderio, la Cagiva Mito, ma una volta presa la patente e acquistata la prima automobile, le due ruote finiscono temporaneamente in secondo piano. Non definitivamente, però.

Il momento di cambiare

È il 2020 a rimettere tutto in movimento. Subito dopo il primo lockdown Andrea cambia lavoro e decide che è arrivato il momento di recuperare quella passione rimasta in sospeso. Si iscrive a scuola guida e compra una Honda Hornet 600 a carburatori, la sua prima moto di grande cilindrata. C’è però un dettaglio: Andrea non ha amici motociclisti.

La soluzione arriva attraverso i gruppi Facebook dedicati alle moto. Inizia a iscriversi, conoscere persone, frequentare ritrovi e raduni, partecipare ai primi motogiri. Quello che inizialmente era semplicemente un modo per trovare qualcuno con cui condividere la strada finisce per aprirgli un mondo completamente nuovo.

Con il passare degli anni Andrea smette persino di essere soltanto uno dei partecipanti. Insieme a un’amica fonda un proprio gruppo Facebook, del quale oggi è amministratore, organizzando giri in moto, ma anche pranzi e cene nei giorni festivi e durante l’inverno, quando le occasioni per stare in sella diminuiscono e la voglia di ritrovarsi rimane. Parallelamente, entra nello staff di un ritrovo del venerdì sera, contribuendo all’organizzazione di feste e raduni. È probabilmente qui che la sua definizione di motociclismo acquista tutto il suo significato.

 

«La moto per me rappresenta libertà e amicizia».

Una passione a 360 gradi

Per Andrea, però, vivere la moto significa anche continuare a esplorarne dimensioni differenti. Dopo tre anni cambia mezzo e, alla strada, affianca la pista. Prima arrivano i corsi, poi le giornate di prove libere. Il motociclismo diventa così contemporaneamente evasione dalla routine, condivisione e ricerca dell’adrenalina.

 

«La moto non è solo un mezzo di trasporto. È stato uno strumento per evadere dalla routine, conoscere persone nuove con la stessa passione e vivere l’adrenalina in pista».

 

Oggi tutto questo prende forma attraverso una Suzuki GSX-R 1000 R 100th Anniversary, una moto che racconta bene anche l’altra anima della sua passione. Andrea è infatti cresciuto con il mito di Valentino Rossi e segue da sempre le corse, ma un incontro casuale su YouTube ha allargato ulteriormente i suoi orizzonti: un video del Tourist Trophy dell’Isola di Man. Da quel momento, alle competizioni tradizionali si è aggiunta la fascinazione per le Road Races, una delle espressioni più estreme e particolari del motociclismo.

Dalle M9 RR alle SPORTEC™ 01 RS

Quando Andrea acquista la Suzuki, la moto monta già pneumatici Metzeler SPORTEC™ M9 RR. Il feeling è positivo fin dall’inizio, ma con l’arrivo della pista cambiano anche le sue esigenze. Al momento della sostituzione sceglie quindi le nuove Metzeler SPORTEC™ 01 RS, la declinazione più sportiva della famiglia SPORTEC™ 01, sviluppata per chi cerca prestazioni elevate nella guida stradale e la possibilità di affrontare anche un track day senza dover cambiare pneumatici.

 

Ed è proprio questa doppia anima a incontrare il modo in cui Andrea utilizza la sua GSX-R.

 

Su strada apprezza soprattutto la rapidità con cui entrano in temperatura e una resa chilometrica che considera adatta anche all’utilizzo quotidiano. In circuito, intervenendo sulle pressioni in funzione dell’impiego, ha trovato invece il comportamento che cercava nelle giornate di prove libere.

La moto come punto d’incontro

La storia di Andrea è cominciata molto prima della sua prima vera moto, ma ha avuto bisogno di tempo per trovare la propria forma. Oggi, quella passione significa partire per un giro, ritrovarsi a cena quando fuori fa troppo freddo per guidare, organizzare un raduno o entrare in circuito. Significa seguire una Road Race dall’altra parte del mondo e, soprattutto, incontrare persone che probabilmente, senza una moto, non avrebbe mai conosciuto.

Strada e pista sono due metà della stessa esperienza. Libertà e amicizia, le due parole che Andrea ha scelto per raccontarla. Perché a volte una moto non serve solo a portarci da qualche parte.

 

È ciò che troviamo lungo il percorso a cambiare davvero la destinazione.

SPORTEC™ 01 RS — Dalla strada alla pista

Nata dall’esperienza Metzeler nelle Road Race, SPORTEC™ 01 RS è la versione più sportiva della famiglia SPORTEC™ 01, pensata per supersportive, naked e hypernaked ad alte prestazioni e per chi cerca una risposta precisa nella guida più dinamica. Omologata per l’utilizzo stradale, è progettata per offrire elevati livelli di grip sull’asciutto e permette di affrontare anche un track day senza dover cambiare pneumatici.

Il disegno battistrada integra la tecnologia brevettata DYNATREAD™, sviluppata per adattare il comportamento degli intagli alle sollecitazioni: nelle fasi di maggiore carico, come accelerazione e frenata, questi tendono a chiudersi aumentando la superficie di contatto, mentre nelle condizioni meno estreme continuano a contribuire al drenaggio dell’acqua.

La configurazione a doppia mescola combina un centro full silica con spalle ad alto contenuto di carbon black derivate dall’esperienza racing, per coniugare versatilità stradale e prestazioni nella guida sportiva. Per Andrea è proprio questa doppia anima a fare la differenza:

 

«Per l’uso che ne faccio, sono le gomme ideali. Si scaldano subito e in strada rendono bene anche a livello di chilometraggio. Mi sono trovato benissimo anche in pista: con il cambio di pressione rendono al meglio».

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