Ci sono almeno un paio di modi per approcciarsi al mercato dei maxiscooter. Il più pragmatico è quello di inondare le strade di plasticoni comodi e pratici, indispensabili ed emozionanti come una lavatrice. L’altro è quello di affrontarlo da una posizione eccentrica rispetto alle istanze dell’immatricolato. È assai più rischioso, ma quando va bene crea un nuovo segmento, pone il Costruttore davanti agli altri e lo consegna alla storia delle due ruote. È il caso di BMW Motorrad e del nuovo maxi elettrico CE 04. Ancora una volta a Monaco di Baviera hanno preferito affrontare la mobilità urbana e suburbana da splendidi outsider. Come dire: noi siamo quelli delle granturismo e delle maxienduro, ma se vogliamo possiamo ridisegnare il paesaggio veicolare metropolitano con qualcosa di mai visto prima. Ci provarono la prima volta al giro di boa del millennio con il C1, una cellula di mobilità intelligente che ruppe il tabù del tetto sopra il pilota. Non contemplava il casco, né lo spazio per il passeggero. Quest’ultimo particolare e le scarse prestazioni ne frenarono il successo, ma la direzione era tracciata. Quando il maxiscooter a emissioni zero era ancora un’alzata di sopracciglia sui volti perplessi dei top manager delle Case giapponesi e italiane, nel 2014 BMW Motorrad presentò il C-Evolution. Che non era il solito prototipo, ma un modello fatto, finito e funzionale.

Nonostante la pandemia e i suoi effetti sul mercato, otto anni sono una distanza siderale in fatto di elettrificazione, specie se si pensa ai cambiamenti che stanno rivolgendo il mondo dell’auto. Per il secondo tentativo ci si poteva  accontentare di migliorare le prestazioni e l’autonomia del C-Evolution, con giusto una rinfrescatina al trucco. Invece a Monaco hanno preferito ripartire dal foglio bianco con un progetto interamente nuovo. CE 04, dunque: C come concept, E come elettrico, 04 perché assimilabile a un 400 cc per dimensioni e prestazioni. La sua missione è l’inserimento stabile del Gruppo nella mobilità ecosostenibile su due ruote. Per compierla, il CE 04 può sfruttare la tecnologia ad alto voltaggio mutuata dalle power unit delle auto – in particolare iX e i4. L’altra differenza, lo scooter alla spina la fa già nel colpo d’occhio: il suo design si smarca con decisione da quello dei prodotti che imperversano sulle strade italiane. Anzi, è assolutamente distintivo anche nei confronti dei C 400 X e GT endotermici di BMW. D’altronde, la mobilità elettrica dà una scossa anche nell’interpretazione visuale di un mezzo utility, nel distaccarsi dalle convenzioni e dai limiti costruttivi precedenti. Nuova mobilità significa nuove possibilità: ecco perché, rispetto al C-Evolution, il passo avanti è significativo.

Il design è stato curato dal Centro stile di Monaco con la supervisione diretta del direttore Edgar Heinrich, imbibito della filosofia progettuale e della visione BMW dal 1986. La nuova e relativa libertà creativa offerta dall’elettrico ha introdotto elementi visti finora solo sulle svedesi Cake e sulle special su base Ruckus, com’è chiamato l’Honda Zoomer negli States. Le linee orizzontali e minimaliste sono strepitose, la carenatura della forcella che protegge i dischi e il mini plexi sanno di futuro. E non so di altri maxiscooter con la sella che imita una tavola da skate e la ruota posteriore piena e a sbalzo. Per abbassare il più possibile il baricentro e bilanciare la distribuzione delle masse, il pacco batteria non è più imbullonato sotto la sella come nel C-Evolution, ma è stato spalmato fra le due ruote restando un elemento strutturale del telaio tubolare.

Dove di solito c’è il motore, ecco un ampio vano portacasco (jet, ma anche integrale; oppure cavo di ricarica più giacca leggera) apribile a pulsante. La capacità di carico può essere aumentata da una bisaccia sul lato destro, lasciato libero dalla sospensione; oppure dal bauletto sul portapacchi in optional. Certo che sarebbe un peccato rovinare una linea così originale: per ben apparire un po’ bisogna soffrire, no?

Il CE 04 è stato presentato ai giornalisti italiani alla House of BMW, lo spazio da poco inaugurato e strategicamente posizionato nel quadrilatero della moda di Milano. La ribalta della metropoli è la quinta ideale, l’autentico ecosistema del maxiscooter elettrico. Partendo dal centro storico, l’itinerario del test ride ha attraversato una città che negli ultimi anni sta imprimendo un forte cambiamento identitario, efficace metafora di quello automotive. Va detto che il CE 04 garantisce un’autonomia di 130 km indipendentemente dalla modalità di guida utilizzata, grazie al forte potere rigenerante in decelerazione e frenata. Con 42 cv di potenza massima e la velocità limitata a 120 orari, l’ottimo spunto e il buonsenso suggeriscono che la Eco e la Rain siano più che sufficienti. Volendo fare gli splendidi da semaforo a semaforo, la Road toglie parecchie soddisfazioni; per umiliare le moto – e intendo qualsiasi moto – con la trazione elettrica bruciante, ci si può sempre dotare della Dynamic, disponibile in optional. Tempi di ricarica: con la batteria completamente scarica occorrono 4 ore e 20 minuti con la tradizionale, che si riducono a 1 ora e 40 in modalità rapida. Dal 20 all’80 per cento di livello, bastano 45 minuti attraverso il caricatore rapido opzionale.

Al manubrio, la prima sensazione è che il CE 04 sia solido come una naked media e maneggevole come gli altri maxiscooter. Anche nelle manovre a bassa velocità, grazie soprattutto alla studiata distribuzione dei pesi e al baricentro basso. Nonostante il diametro di 15″, gli pneumatici 120/70 e 160/60 offrono la sicurezza richiesta dalla varietà dei fondi stradali. Ecco, probabilmente a Monaco dovrebbero studiare una “Italien Edition” per meglio fronteggiare le sconnessioni e il fondo stradale – diciamo così – movimentato e imprevedibile delle nostre città. La forcella Showa da 35 mm fa il suo dovere, ma la sospensione posteriore è troppo secca per mediare le buche, i dissuasori di velocità, i tombini inabissati e le altre delizie che il pendolarismo riserva ogni giorno. Per quanto fighissima, la sella paga dazio al comfort per scarsità dell’imbottitura e l’assenza di svaso nella parte anteriore quando i piedi toccano terra. BMW ne offre cinque varianti, tra dotazione di serie e optional: puntate su quella con lo strapuntino, che meglio contiene in accelerazione. Appena bastante la protettività della carenatura e del plexi: d’inverno è meglio sostituirlo con quello meno decorativo, in optional. Pollice alzato per la frenata incisiva e sicura, il sistema di controllo della trazione ASC (gentile omaggio delle moto dell’Elica), il maxischermo a colori TFT da 10,25 pollici con navigazione e connettività integrate, la retromarcia a passo d’uomo. Per chi la desidera, è disponibile anche la E-call d’emergenza.

La seconda generazione del maxiscooter alla spina BMW si è presentata con i numeri giusti e l’abito giusto, nel momento storico giusto. Al momento è impossibile prevederne i tempi di consegna, date le note difficoltà di approvvigionamento delle componenti che affligge il settore. Gli esemplari già preordinati a partire dal luglio del 2021 sono in consegna a partire dal 16 marzo. In ogni caso, è facile prevedere che il CE 04 sarà una prima scelta per farsi notare in ogni situazione. Persino nel centro di Milano.

Prezzo: 12.550 euro chiavi in mano.

Pacchetti optional: Avant Garde 240 euro, City 800 euro, Pro 1.150 Euro.

Abbigliamento

Casco Milwaukee e mascherina Ghost by DMD Helmet
Giacca Check Brown Leather by DMD
Guanti Icon 1000
Baffi –> suoi

 

STYLE GUIDE

Articolo di Paolo Sormani