Fondere, mescolare, contaminare. Rendere più interessante la contemporaneità voltandosi indietro, per non scordarsi delle radici, ma con lo sguardo sempre rivolto avanti, per anticipare ciò che verrà.
Succede nell’arte e nella musica quando stili diversi si mixano per creare qualcosa di inedito. Succede in ambito tecnologico e digitale. E ovviamente nella moda, che diventa così un multisfaccettato specchio in grado di riflettere il lato più anticonformista della società. Si chiama “ibridazione”. E quando arriva a rompere le regole, superando barriere e convenzioni, sa dare vita a proposte coraggiose e originali. Il nuovo, oggi, si fa proprio così.
E infatti, proprio l’ibridazione stilistica ha generato alcuni dei trend più impattanti degli ultimi decenni. È stata la scintilla che ha dato origine al Gender Neutral, alla fluidità tra abbigliamento maschile e femminile, creando, appunto, un genere tutto nuovo. È stata protagonista del mood Athleisure, quello sporty-chic che riuscì a far convivere sneakers e abiti da sera perfino sui red carpet più prestigiosi. Ed è stata la molla di ogni esperimento di mix and match e layering, che fosse street style metropolitano o collection da passerella.
A tal proposito, l’abbiamo vista scritta a caratteri cubitali anche negli outfit dell’ultima, attesissima sfilata-evento di Demna da Gucci. La sua prima uscita ufficiale come direttore creativo della maison ha spiazzato mescolando pezzi da cinema (vi ricorda nulla quel minidress bianco spregiudicato e sexy? Qualcosa di… Basic, ad esempio?), pelle nera e polo seconda pelle su muscoli maschili dall’aria quasi anabolizzata, più sparkling & silver ben dosati, il tutto ondeggiante tra lo stereotipo e il suo ribaltamento.
Insomma, se dovessimo riassumerne il significato in una frase, l’ibridazione stilistica è un linguaggio che unisce mondi, creando l’inaspettato. Compreso quello che ancora non sapevi di volere.
E proprio dell’unione di mondi diversi parlano Rev’it e Shark, che ancora una volta intercettano i trend, portandoli nella quotidianità di chi ama la moto. Rev’it, come sempre attento tanto alla sicurezza quanto ai trend, si riconferma uno dei brand di abbigliamento per le due ruote maggiormente capaci di proteggere, senza rinunciare all’ibridazione stilistica, richiamando vibrazioni nineties su proposte ad alto tasso di tecnologia.
La Rev’it Jacket Shade 2 H2O Ladies, ad esempio, è un mix azzeccatissimo di stile dichiarato e performance visibile. Silhouette sagomata, ma senza perdere grinta e appeal. Tessuti che garantiscono leggerezza e impermeabilità. Linee pulite che la rendono versatile e everyday-proof. Il tutto, condito dal meglio dei 30 anni di esperienza del marchio in termini di ricerca su materiali e finiture.
Realizzata in tessuto polyester 600D, è foderata con la membrana Hydratex G-liner per il massimo della protezione da aria e acqua. È dotata di protezioni SEESMART livello 1 su spalle e gomiti, leggere, confortevoli e praticamente invisibili. E nella versione Dark Blue, ricorda le tele denim di qualità, come quelle giapponesi.
La stessa attenzione ai dettagli e allo stile è chiara sugli Shelby 3 Skinny Ladies, anch’essi targati Rev’it: sono jeans skinny realizzati in denim Cordura® stretch, scelta che garantisce massima flessibilità, comfort e resistenza paragonabile a quella delle fibre tecniche.
Ma a fare davvero la differenza è la proposta di un lavaggio “da palcoscenico”, medium grey con effetto used diffuso e non relegato alle zone di maggior attrito. Proprio come nella prima metà degli Anni 2000, insomma. Un’estetica ricercata e versatile, adatta a chi vive la città (e non solo) affermando il proprio stile.
Quanto a Shark, basta un’occhiata al nuovo Skwal Jet Cup (qui nella versione Fancy Black White Orange) per rendersi conto che un’aerodinamica da MotoGP può atterrare (e conquistare) anche nel mondo dei jet, facilitando la vita a chi si sposta dentro e fuori dalla città e dichiarando ancora una volta che innovare è possibile, anche quando si parla di caschi.

Lo spoiler posteriore, raro se non unico in questa categoria, offre un effettivo controllo del flusso d’aria lungo linee di corsa nette e distintive. È la città che incontra i cordoli, insomma. Stabile alle alte velocità, comodo e ventilato tra i semafori e realizzato in Lexan, dunque leggero.
Valori aggiunti? È dotato di visiera antigraffio, smontabile senza attrezzi per sostituirla in due click, e visierino parasole. L’interno è stato disegnato per poter accogliere comodamente qualunque occhiale, anche quelli più bombati o a mascherina. Ed è compatibile con intercom SENA.





























