Il frinire delle cicale scandisce il tempo meglio di qualunque orologio, mentre all’ombra del portico di casa attendo invano qualche piccolo soffio di vento. Il bicchiere appannato dalla condensa dell’ennesima bibita ghiacciata è l’unico rifugio dove trovare conforto dal caldo. Non importa quanti disagi possano creare queste infinite giornate roventi. Si finisce sempre per amare questi mesi torridi dal fascino immediato e dal magnetismo irresistibile. È l’estate baby, la stagione più pop che ci sia!

Ed è pop anche nelle destinazioni che evoca e richiama. In questi mesi non si “rischia” nulla… niente viaggetti alla cieca o strani esperimenti. Questo break è troppo importante per essere un banco di prova. Serve andare sul sicuro, serve una meta che calzi a pennello. Si va al mare quindi? Eh no signori… fermi tutti.

Mettiamo fine a questa barbara pratica di malinterpretare il concetto di pop, sempre di più accostato a qualcosa di volatile e vagamente banale. Il pop è ben altro. È qualcosa che ammalia al solo contatto, che ha il potere di contagiare. Senza nemmeno dare il tempo di comprenderne i motivi, ne si è già rapiti. 

A pensarci bene è così nella musica, dove il vero pop non è rappresentato dalle hit in heavy rotation, ma da quei brani che sanno imporsi a macchia d’olio con intelligenza e raffinatezza, a volte anticipando mode e tempi. Ed è così nei viaggi, dove al tradizionale grido “stessa spiaggia, stesso mare” risponde forte il richiamo della nuova meta pop per eccellenza: la montagna.

Un tempo sinonimo di località di villeggiatura per anziani, di campi estivi e colonie, oggi il fascino della montagna si è insinuato nell’immaginario popolare. Merito di un rilancio del concetto stesso di vacanza in quota, portato avanti con impegno e dedizione dalle singole destinazioni, capace con il tempo di dar vita ad un’esperienza sempre più completa, dove ciascuno può trovare senza fatica la propria dimensione ideale e ritrovarsi conquistato. 

In questo viaggio nostrano alla scoperta del nuovo pop che avanza, andiamo alla ricerca di valli più o meno conosciute e comprensori, forti di un’offerta ampia e accattivante, ricca di esperienze e attività, tutte capaci di ammaliare l’eterogeneo pubblico di vacanzieri.

Per ogni destinazione trovate anche un disco che ne incarna lo spirito, così da suggerirvi qualche chicca per la vostra colonna sonora pop dell’estate.

 

PIEMONTE | VAL GERMANASCA

Pinerolo è un’affascinante cittadina piemontese dall’elegante profumo sabaudo. La sua lunga storia si racconta lungo le stradine lastricate e i palazzi nobiliari del centro storico, raccolto e suggestivo. Situata ai piedi della Alpi Cozie, è la porta d’accesso a diverse valli dalla forte identità culturale e da un’autenticità rara, tra cui spicca la Val Germanasca.

Seducente e sinuosa, questa valle riesce a farsi amare istantaneamente. Proprio come l’ultimo disco della talentuosa artista londinese Suki Waterhouse, Memoir of a Sparklemuffin uscito nell’autunno 2024 e ora ripubblicato in edizione deluxe. Tra brani dalle sonorità malinconiche come Supersad e il mood catchy di pezzi come My Fun, il disco scorre placido come i verdi scenari solcati dal torrente dà il nome alla valle.

La si percorre tutta fino al grazioso borgo di Prali, soggiornando negli spazi recentemente riqualificati dell’Hotel Salei. Situato nel centro del paese, offre confortevoli camere doppie, triple e quadruple in stile minimal moderno. Poco distante l’omonimo bistrot propone un’esperienza gustosa di cucina casalinga esclusivamente votata al territorio e alla stagionalità. 

Gli impianti conducono in quota, nel cuore del comprensorio Prali Ski Area, che in estate si trasforma in un bike park dedicato agli appassionati di downhill oltre ad offrire trekking meravigliosi nella Conca dei Tredici Laghi e nel territorio del Parco naturale di Conca Cialancia.

Risalendo la valle ci si immerge nel suo passato minerario attraverso l’esperienza esclusiva Bike&Mine: condotti da una guida autorizzata si percorrono in bici circa due chilometri all’interno di una vecchia miniera di talco, visitandone gli ambienti e scoprendone i segreti. Un’attività di grande suggestione che si unisce alle tante altre proposte dall’Ecomuseo delle Miniere e della Val Germanasca.

Nel piccolo centro di Pomaretto, all’imbocco della valle, ad emozionare è il racconto del Ramìe, vino raro e prezioso ottenuto da vitigni autoctoni coltivati con passione su pendii impervi. Si sale al Glamping Ramìe, letteralmente dentro le vigne, dove si può dormire in piccole starbox in legno con tetto panoramico o concedersi un aperitivo con degustazione sulla terrazza affacciata scenograficamente sulla valle. Per un finale decisamente adrenalinico, poco distante parte il Volo del Dahu, zipline lunga 800 metri che corre ad oltre 100 Km/h a 150 metri dal suolo. Tutte le info sul sito del Consorzio Turistico Pinerolese e Valli.

VENETO | LESSINIA

A nord della bella Verona, all’ombra del luccichio glamour del Lago di Garda, si apre il territorio della Lessinia. Un altopiano dominato dalla natura e abitato con rispetto dall’uomo fin dalla preistoria. Qui è l’antico popolo dei Cimbri ad aver impresso tradizioni e cultura su un’area geografica che come poche altre è rimasta fedele a se stessa. 

Coerente e autentico, un po’ come l’ultimo lavoro dell’artista neozelandese Lorde, Virgin. Nella sua evoluzione creativa non ha mai perso di vista la sua anima intima ed eclettica, come dimostrato da brani come What Was That e Man of the Year.

Il suggerimento è di attraversare la Lessinia da est a ovest, in un itinerario che parte da Bolca, piccolo borgo collinare conosciuto a livello internazionale per i suoi straordinari giacimenti fossiliferi. La Pesciara di Bolca, una delle più importanti testimonianze della vita marina dell’Eocene, epoca geologica risalente a circa 50 milioni di anni fa, è oggi una galleria visitabile insieme ad una guida, capace di regalare un’esperienza indimenticabile non solo agli appassionati di paleontologia. Il vicino museo conserva inoltre più di cinquecento esemplari fossili ritrovati nella zona  per un vero e proprio viaggio in un mondo perduto.

Velo Veronese, poco distante, è uno dei centri maggiormente legati alla tradizione cimbra. Il borgo, dalle caratteristiche costruzioni in pietra, è un autentico balcone sulla pianura veneta che domina dai suoi mille metri di quota. Tutt’intorno boschi e pascoli colorano di verde il paesaggio. Raggiunta la vicina frazione di Camposilvano, due passi conducono nella Valle delle Sfingi. Popolata oggi da una pacifica mandria di mucche, la piana ospita delle straordinarie formazioni rocciose che ricordano per conformazione proprio la celebre creature leggendaria. È un luogo dal sapore misterioso, dove poter passeggiare sentendosi realmente fuori dal tempo. L’anima unica di questa terra è raccontata dal bellissimo Museo Etnografico Luxino, recentemente rinnovato e situato nel vicino borgo di Bosco Chiesanuova. 

E se la cultura mette appetito, il laboratorio-osteria Terra Cimbra è il luogo ideale dove soddisfare ogni curiosità sulle specialità locali, mentre l’Agribirrificio Laorno è ciò che serve per reidratarsi dopo una calda giornata di scoperta (e ci si può anche soggiornare).

Ma è salendo in Alta Lessinia che si entra in una dimensione ancor più mistica. Sentieri per trekking e bici si aprono attraverso pascoli infiniti. Sono diverse le passeggiate organizzate da Visit Lessinia il più delle quali al tramonto e al chiaro di luna, quasi a sottolineare la splendida aura ancestrale di questi luoghi. Alcuni tratti sterrati si possono persino attraversare in moto, come quello che dal Rifugio Bocca di Selva raggiunge il Passo Fittanze. Un numero imprecisato di malghe si trovano sparse qua e là mentre si passeggia (e non si corre) sui facili sterrati. Ancor più libertà la fornisce la mountain bike, che permette di percorrere ancora più varianti lungo chilometri e chilometri di sentieri. Se ve ne serve una la potete noleggiare a Bosco Chiesanuova, presso il Centro Sportivo Monti Lessinia.

Si scende fino ad Erbezzo prima di raggiungere il Ponte di Veja, monumentale arco naturale in roccia alto circa cinquanta metri, percorribile a piedi. A Sant’Anna d’Alfaedo, si conclude visitando l’imponente Forte Monte Tesoro, recentemente rinnovato, o raggiungendo il vicino Parco delle Cascate di Molina.

VENETO | ARABBA

Arabba vuol dire Dolomiti. E parlando di montagna, cosa c’è di più pop delle Dolomiti? Questo territorio è un concentrato di energia alpina da vivere soprattutto quando le nevi si sciolgono e il paesaggio cambia ritmo: le piste da sci lasciano spazio a sentieri panoramici, bike trail adrenalinici e percorsi con viste clamorose.

Il sound dalle venature rock, ma dall’irresistibile carica pop della band inglese Wet Leg rappresenta la perfetta colonna sonora. Il loro ultimo disco, Moisturizer, sfrontato ed energico, conquista al primo ascolto, un po’ come Arabba rapisce al primo sguardo.

Qui l’outdoor regna sovrano, a partire dal soggiorno! Funivie Arabba, che gestisce impianti e rifugi, aggiunge alla sua offerta il Camping Marmolada Malga Ciapela, una soluzione in connessione totale con la natura dotato di servizi essenziali. Tenda, roulotte o camper… C’è spazio per tutti. E non manca l’esperienza glamping, dalle tende sull’albero alle barrels, le botti in legno con vasca personale dove vivere un’esperienza capace di abbinare relax e avventura. Da qui nascono e partono meravigliose esperienze e attività, capaci di ridisegnare l’immaginario della montagna nel cuore di chiunque.

A due passi da Malga Ciapela, si sale sulla Marmolada in pochi minuti grazie alla funivia “Move to the Top” che porta dritti a quota 3.265 metri. Da lassù, la terrazza panoramica regala una vista  d’insieme sulle Dolomiti: Sella, Sassolungo, Civetta, Pelmo, Tofane… uno spettacolo senza prezzo. E non c’è solo natura: in cima si trovano il Museo della Grande Guerra, il più alto d’Europa, e il Fortilizio di Punta Serauta, con trincee e rifugi scavati nella roccia dai soldati italiani durante la Prima Guerra Mondiale.

Una volta rientrati, a pochi minuti di strada merita una tappa anche Sottoguda, uno dei Borghi più Belli d’Italia, con i fienili tradizionali (i tabièi) e gli artigiani del ferro. Se si vuole aggiungere anche un po’ di isolamento, dal centro parte “La via della Meditazione”, perfetta per chi vuole rallentare e respirare nel silenzio della faggeta.

Se invece si cerca un altro po’ di wilderness i Serrai di Sottoguda sono da poco riaperti: la prima parte del celebre canyon naturale, scavato dal torrente Pettorina, torna a stupire ad ogni passo, tra cascate e pareti altissime.

Per i più avventurosi, la Val Ombretta è il sentiero giusto: da Malga Ciapela si cammina fino alla Malga Ombretta e poi si sale al Rifugio Falier, sempre sotto l’imponente parete sud della Marmolada. Un’escursione tosta ma piena di soddisfazioni paesaggistiche.

E poi c’è la bici, che qui vive una dimensione ideale qualunque sia la vostra “specialità”: strada, mountain bike o e-bike, qui ogni pedalata è un mix di sfida, scoperta e bellezza pura. I grandi classici ci sono tutti e sono a portata di gamba: Passo Pordoi, Campolongo, Giau, Gardena, Sella…

La vacanza pop non è però solo movimento. Cultura e tradizioni ladine permeano l’intera Valle di Fodom di cui Arabba è il centro turistico principale. Una storia antica che vede nel castello di Andraz costruito nell’anno Mille, e nel Museo Ladino di Livinallongo le più preziose testimonianze. È c’è spazio anche per suggestivi eventi notturni dedicati all’osservazione del cielo: durante il mese di agosto sono tanti gli appuntamenti previsti, tra passeggiate astronomiche e una meravigliosa notte in tenda al rifugio Burz, per contemplare in estasi la volta celeste. Tutte le info sul portale ufficiale di Arabba.

TOSCANA | GARFAGNANA

Montagna non è solo sinonimo di Alpi e quote elevate. Sarebbe grave non rivolgere le proprie attenzioni verso il centro della nostra penisola, più precisamente nel territorio di confine che unisce Toscana ed Emilia Romagna. Uno spettacolo naturalistico, abbellito dall’incantevole cornice delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco-Emiliano. 

In particolare, l’area della Media Valle del Serchio, situata a nord di Lucca e porta d’accesso alla Garfagnana, è quella che più di altre amplifica stimoli e possibilità di scelta. Relax e attività dalle diverse sfumature ispirano così una vacanza pop dal sound vario e vibrante, come quello delle sorelle Haim, trio della San Fernando Valley, che con il nuovo disco I Quit riaffermano la loro verve creativa, che sa muoversi con stile ed eleganza dal country-pop alla pop dance. 

E a proposito di stile, l’hotel di riferimento qui è il Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa, resort immerso in un parco naturale di seicento ettari, a pochi chilometri dal borgo di Barga.

Camere dal design curato, che fondono modern chic e stile italiano classico. Spazi comuni ampi arredati con gusto e il ristorante La Veranda che reinterpreta i piatti della tradizione per un’esperienza culinaria che conquista. La wellness area chiude il cerchio, tra vasche riscaldate, idromassaggi e percorsi benessere. 

L’esplorazione parte dai dintorni del resort. Letteralmente. All’imbocco della strada che conduce all’ingresso si trova la Casa-museo del poeta Giovanni Pascoli che conserva arredi originali, manoscritti e cimeli del poeta.

Nel cuore di Barga, riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia e premiato con la Bandiera Arancione, si passeggia tra vicoli in pietra, botteghe, caffè e gallerie d’arte, prima di ammirare il Duomo di San Cristoforo. 

Il richiamo dei rilievi porta prima verso nord, tra Appennino e Apuane, dove il must è il Parco dell’Orecchiella, paradiso naturale per gli amanti del trekking. Un’area che racchiude tre riserve naturali, un centro visitatori e diversi recinti faunistici dove incontrare animali in libertà. Splendida anche la salita fino a San Pellegrino in Alpe, tra mulini antichi, casali in pietra e viste top su Garfagnana e Lunigiana. Il borgo più alto dell’Appennino (a quota 1525 metri) ospita un interessante Museo Etnografico, ricavato nelle sale del vecchio ospizio che accoglieva i fedeli in pellegrinaggio. Qualche centinaio di metri bastano poi per conquistare il Passo delle Radici, posto al confine con l’Emilia, che regala un’altra imperdibile dose di panorami. 

Rientrando meglio deviare per San Romano in Garfagnana così da visitare la Fortezza delle Verrucole, uno dei monumenti più rappresentativi del sistema delle fortificazioni militari del ducato estense in Garfagnana. La struttura è un autentico museo vivente, al cui interno viene ricostruita la vita del passato attraverso figuranti e ambienti riallestiti.

Puntando verso le Apuane si può vivere un’avventura al centro della terra nella Grotta del Vento, autentico spettacolo sotterraneo modellato nei secoli dai fenomeni carsici. Deve il suo nome alle forti correnti d’aria che la attraversano, generate in modo naturale dalla presenza di due ingressi situati a quote diverse, come in un vero e proprio camino. Aperta tutto l’anno, la grotta si esplora scegliendo tra tre percorsi guidati di diversa durata e difficoltà.

Si chiude salendo al Monte Forato, vetta dall’inconfondibile profilo alle spalle della Versilia. Il suo arco di pietra sospeso nel vuoto è la destinazione di alcune passeggiate guidate organizzate dall’Associazione Garfagnana Guide, con la possibilità di sperimentare la vertiginosa altalena con vista panoramica. Per scoprire il territorio della Garfagnana si possono consultare i portali ufficiali Visit Tuscany e Turismo in Garfagnana.

DISCLAIMER

La popolarità crescente della montagna sta alimentando inevitabilmente anche qualche conseguenza negativa tra cui un rispetto non sempre encomiabile degli ambienti e degli equilibri di vette, borghi e valli. A questo si aggiungono orde di impreparati e improvvisati che si gettano a capofitto in attività in quota senza la necessaria preparazione. Vivete ed esplorate la montagna con cura e consapevolezza.

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