Sapete che sono un nostalgico dei 90’s, vero? Le grandi sfide di Formula 1 tra Senna e Prost, le terrificanti 500 2 tempi di Schwantz&Co, il supercross americano di Bayle, McGrath e Mike Kiedrowski, l’Aprilia RX 125 Control Data, il grunge e il rock di quegli anni… E sì, anche le SUPER TOP MODEL. Sì, tutto maiuscolo. Dite la verità, anche a voi mancano, vero?
Perché non erano solo modelle che sfilavano in passerella per questo o quell’altro stilista, erano vere icone. Sprigionavano una tale carica glam da oscurare quasi la maison che rappresentavano. Non erano solo di una bellezza disarmante: emanavano classe, carisma, sensualità. Onnipresenti a fianco di star del cinema, leader politici, magnati dell’industria, non c’era party esclusivo al quale non fossero invitate. Erano le prede preferite dei paparazzi avidi di scoop, talmente richieste che alcune di loro diventarono protagoniste del video pazzesco di Freedom ’90 di George Michael (diretto da David Fincher), dove oltre ad apparire nella loro statuaria bellezza, cantavano pure. Erano delle vere Rock Star.
Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Linda Evangelista, Christy Turlington, poi la piccola Kate Moss… E, ovviamente, Cindy Crawford. Le Big Six.

Cynthia Ann Crawford, è nata in uno sperduto paesino dell’Illinois e, cito Wikipedia, “è di origini inglesi, scozzesi, irlandesi, francesi, danesi e tedesche” e imparentata con nobili, capitani di vascello inglesi, perfino con Ernerst Hemingway e Carlo Magno.
In pratica il buon Dio ha preso tutti i migliori tratti femminili a sua disposizione, la fisicità delle valchirie del nord Europa, un po’ della celeberrima eleganza inglese, la personalità di un grande condottiero, tutto il coraggio degli avventurieri e li ha shakerati per bene.
Ci ha aggiunto un piccolo neo sopra al labbro per rendere il tutto ancora più sofisticato, e boom, ecco a voi la donna perfetta! Tra l’altro quel neo, soprattutto a inizio carriera, sarà spesso oscurato perché considerato un “difetto”, salvo poi diventare uno dei suoi tratti più caratteristici e amati.
Anyway, la sua storia inizia come quella di tante modelle. Come da tradizione, fu notata appena 16enne da un fotografo che, abbagliato dalla sua bellezza, le propose un lavoro come modella. Un classicone, insomma. Solo che non successe su una spiaggia di Miami o in giro per Malibù. Troppo scontato. Cindy fu scoperta da un fotografo di DeKalb mentre lavorava nei campi cimando pannocchie di mais! Io me l’immagino la faccia di quel fotografo mentre si trova davanti questa Dea e il suo cervello cerca di incastonare quell’immagine in un contesto così bucolico.
Comunque, tempo un paio d’anni e le sue foto fanno il giro degli States, tanto da spingerla ad abbandonare gli studi di ingegneria per dedicarsi alla carriera di modella a tempo pieno. Copertine prestigiose, video musicali, spot pubblicitari, collaborazioni milionarie: tutti la volevano. Una scalata senza freni che tra gli ’80 e i ’90 la lancia nell’olimpo del jet set mondiale.
Cantanti iconici come Prince (ma pure il nostro Gianni Togni eh…) le dedicano canzoni. Gli stilisti se la contendono. Recita pure in qualche film, tipo il thriller d’azione Facile preda (1995) al fianco di William Baldwin, la commedia italiana Guardie del corpo (2000) o Studio 54 (1998), il film sul famoso club di New York. Non esattamente dei cult, è vero, ma basta lei per alzare l’asticella e gli incassi.
Nel frattempo, dal 1989 al 1995 è anche il volto di The House of Style su MTV (per la gioia di noi adolescenti) e registra un programma di fitness in tv che ottiene un successo planetario con milioni di spettatori ad ogni puntata.
Tra le varie copertine di Vogue, Elle, People e chi più ne ha più ne metta, da ricordare anche quella di Playboy, dove sarà la prima top model nella storia del magazine ad apparire come mamma l’ha fatta (grazie Hugh).
Ma tanta bellezza ha anche il suo rovescio della medaglia. Nel 1992, infatti, la Norvegia rimosse tutti i cartelloni con la sua immagine. Il motivo? Le autorità norvegesi registrarono un aumento del 300% degli incidenti stradali, dovuti alla distrazione dei conducenti che ammiravano le sue foto. È vero eh, non è una boutade.
Cindy oltre ad essere vergognosamente bella e di successo, è anche un’anima buona. Pochi sanno della sua attività filantropica, ma ha sempre devoluto parte dei suoi proventi alla lotta alla leucemia infantile, malattia che nel 1974 le ha portato via il fratellino Jeff, che all’epoca aveva solo 4 anni.
E l’amore? Beh, poteva una delle donne più belle del mondo non accompagnarsi con un uomo altrettanto bello e di successo? E chi, se non l’American Gigolò, quel Richard Gere che ancora oggi fa sognare milioni di donne. Sono stati la coppia del secolo anche se il matrimonio è durato solo dal 1991 al 1995. Belli, ricchi, di successo. La storia perfetta, insomma. I ben informati dicono che sia finita per la differenza di età tra i due. Ma le immagini di loro due, bè… Quelle sono la quint’essenza di quel periodo.
Comunque, dopo Richard la nostra non si ritira certo a vita monacale. Tempo 3 anni e sposa Rande Gerber, tipico mascellone Made in USA un passato da fotomodello e un’avviata attività nella gestione di locali, lounge bar, ristoranti e bar su scala mondiale. Sembrava un fuoco di paglia, invece la coppia, tra alti e bassi, resiste ancora oggi e ha due figli, Presley e Kaia, ovviamente modelli di successo come i celebri genitori.
Attualmente, Cindy si occupa di gestire il suo immenso patrimonio, stimato in circa 400 milioni di dollari. Partecipa ancora a qualche progetto musicale (è stata la protagonista del videclip Bad Blood di Taylor Swift) e ci delizia sfilando in passerella, come per il ventennale della morte di Gianni Versace, dove ha incantato la platea assieme a Carla Bruni, Claudia Schiffer, Naomi Campbell ed Helena Christensen. Per non farsi mancare niente, si è pure regalata una bella stella sulla Hollywood Walk of Fame.

Sembra che Dio le abbia anche donato la formula dell’eterna giovinezza, altrimenti non si spiega come oggi, a 60 anni, ci faccia ancora sognare esattamente come 35 anni fa.

















