Circondati da un autunno che reclama i suoi spazi, cresce esponenzialmente il tempo trascorso tra le irresistibili fauci del divano. Accompagnato dal suono discreto delle pioggerelle stagionali, do libero sfogo ai pensieri, spalancando il cassetto dei sogni ancora da realizzare. Le dita scorrono veloci sul display dello smartphone, facendo ruotare vorticosamente la mappa in ogni direzione, ingrandendosi spesso e volentieri verso sconosciute lingue costiere, inesplorati entroterra e nomi di paesi dalla pronuncia incomprensibile. Bello lasciar libera l’immaginazione, proiettarsi in avanti, stabilire obiettivi intriganti e darsi nuovi stimoli…

Ma c’è pur sempre un presente da gestire e non lo si può affrontare solo in virtù di un remoto “futuro radioso”. Quindi al diavolo il divano, i primi break pomeridiani a base di tè e al diavolo anche i sogni nel cassetto. Per scacciare i demoni di una vita “in prospettiva” serve qualcosa di immediato, di potente. Un’esperienza non da studiare né da preparare. Solo da vivere.

In poche parole, serve semplicemente un cult.

Ed è così che la mappa improvvisamente smette di scivolare da una parte all’altra del globo e si stringe intorno a quel puntino rosso che indica la mia localizzazione. Stiamo scherzando?! Qualcosa vicino a casa? Non sia mai! E il fascino dell’esotico? E le storie su Instagram che generano invidia? E quella sensazione di lasciarsi i problemi alle spalle? Evito le domande inutili e salgo in sella alla Tenways AGO-X, l’e-bike urban “a tutto tondo” della Casa olandese, compagna fidata di questo viaggio cult.

I chilometri che mi separano dall’inizio del percorso sono meno di una decina, sufficienti a trasportarmi dalla provincia di Como a quella di Varese. Li consumo alla svelta, con pedalate decise ed energiche, supportate dal motore elettrico e da un sano entusiasmo. Scorrono i nomi di paesi familiari, associati solo a quella quotidianità da cui si vorrebbe sempre fuggire. E invece, ciò di cui abbiamo bisogno spesso si cela proprio in questi luoghi.

Rinfrancato da un inedito tepore autunnale mi godo la discesa che porta a lambire la valle solcata da uno dei più noti fiumi della zona: l’Olona. Ai “forestieri” non dirà molto, ma da queste parti è un nome ben conosciuto. Molto più che un semplice elemento del paesaggio, questo corso d’acqua ha saputo plasmare attivamente la storia del territorio.

Nasce sulle Prealpi varesine, nei pressi del Sacro Monte, e scorre per una settantina di chilometri attraversando la provincia di Varese, lambendo l’area metropolitana di Milano e scendendo fino alla pianura lodigiana, dove confluisce nel Lambro Meridionale.

Seguirne il corso ha il sapore di un viaggio nostalgico nel tempo, tra antichi insediamenti, borghi medievali e i resti di un’industria locale che un tempo pulsava incessantemente. Tutt’intorno è verde, silenzio, prati e angoli suggestivi, che in certi casi diventano autentiche oasi a due passi da cittadine troppo cresciute

Un tempo lungo questa valle correvano i treni della ferrovia della Valmorea, nata all’inizio del Novecento per collegare la Lombardia con la Svizzera e dare linfa alle cartiere, ai mulini e ai piccoli paesi che costellavano la valle. I binari erano la spina dorsale di una linea viva, percorsa ogni giorno da pendolari, merci e viaggiatori. Poi, con il declino delle fabbriche e la chiusura definitiva della tratta nel 1977, i binari furono inghiottiti dalla vegetazione e la valle perse una delle sue arterie principali.

Dal 2010 però quel tracciato è tornato a nuova vita grazie alla creazione della ciclabile della Valle Olona. Una ventina di chilometri che seguono fedelmente il corso dei vecchi binari, collegando Castellanza a Castiglione Olona. La memoria si trasforma così in bellezza da vivere (e pedalare).

Intercetto il percorso all’altezza di Fagnano Olona, nel Parco del Medio Olona. Prima di immergermi nel contesto naturale della ciclabile devio verso il centro del paese per osservare il Castello Visconteo, pregevole architettura medievale. Sorto nel XIII secolo e rimaneggiato nei secoli dalla celebre casata, conserva ancora la torre, cortili e mura che raccontano un passato di battaglie e potere nobiliare. Oggi il castello ospita gli uffici comunali, la biblioteca civica, oltre a iniziative che animano il borgo durante l’anno.

La bici scalpita e io con essa. Il primo tratto attraversa un’area umida protetta dove non è raro osservare numerose specie di libellule e uccelli come il germano reale e l’airone cenerino. Il vicino poligono di tiro disturba un po’ la quiete ma è curioso notare come queste specie si siano oramai abituate agli spari e restino imperturbabili.

Si incrocia lo stabile della vecchia stazione e le ruote seguono ipnoticamente i binari che corrono parallelamente. Emergono faticosamente da uno strato di erba e vegetazione che pare volerseli inghiottire. Romanticamente nella mia testa scorrono le immagini della celebre scena del film Stand By Me, sempre a proposito di cult… Fortunatamente non ci saranno treni che mi verranno incontro all’improvviso! Ad aggiungere fascino al tratto, il piccolo ponte sul fiume, mantenuto intatto con la sola aggiunta di una pedana pedonale.

Si pedala in assoluto relax mentre intorno fanno la loro comparsa i primi “scheletri” di uno dei distretti industriali più vivaci di tutta la regione. Qui sorsero opifici come la storica Cartiera Vita Mayer di Cairate, cuore produttivo e polo occupazionale fino alla chiusura negli anni Settanta, e stabilimenti che scandivano la vita quotidiana di intere generazioni di operai. Le sirene delle fabbriche segnavano l’inizio e la fine delle giornate, il fiume portava con sé l’eco dei macchinari e, nelle pause, i lavoratori si ritrovavano lungo le rive per respirare un po’ di libertà.

Oggi molti di quegli edifici, tra archeologia industriale e silenzi suggestivi, convivono con il verde che ha riconquistato la valle: resti di capannoni e strutture si affacciano lungo la ciclabile, trasformando la pedalata anche in un momento di riflessione. Al di là del fascino del tempo andato, non si può non pensare a come tutta questa industrializzazione abbia da una parte garantito sviluppo e benessere all’area, dall’altra abbia stravolto gli equilibri naturali del luogo e soprattutto del fiume. L’inquinamento del corso d’acqua, anche se leggermente migliorato negli ultimi anni, è ben lontano dall’essere un problema risolto. La strada è ancora lunga ma le tante iniziative, pubbliche e private, atte anche a monitorare gli odiosi comportamenti incivili di chi scarica abusivamente rifiuti e sostanze chimiche, lasciano intravedere un futuro diverso.

E anche la ciclabile stessa è un chiaro segnale di quale dovrà essere la direzione: restituire dignità a questo territorio e renderlo nuovamente centrale nella quotidianità e nel benessere della popolazione.

Mentre i pedali scorrono agevolmente risuona nella mia testa l’idea che un luogo per diventare un mio cult debba sapermi trafiggere anche con i suoi contrasti e le sue contraddizioni.

Devio velocemente dalla ciclabile per inoltrarmi nel borgo di Cairate ad ammirare l’antico Monastero di Santa Maria Assunta. Un edificio di eccezionale valore, il cui impianto originario si porta sulla spalle oltre un millennio di storia. È visitabile liberamente nel week-end, grazie al supporto di guide volontarie della Pro Loco locale.

Avete mai pensato a quante cose possono esserci nei vostri dintorni? E se ad esempio ci fosse anche un Patrimonio Unesco?

Il motore elettrico della Tenways mi supporta con il minimo sforzo, mentre la ciclabile si snoda tra brevi e innocui sterrati senza smuoversi di quota. Supero la vecchia stazione nel territorio di Castelseprio, preservata con arredi e reperti e gestita dall’Associazione Amici della Ferrovia Valmorea, che si occupa delle aperture e delle iniziative. Poi qualche chilometro di prati e vegetazione. Quel che ci vuole per respirare a pieni polmoni e scacciare il pensiero di un inverno imminente.

Varcati i confini di Castelseprio si aprono le porte di due luoghi straordinari, che insieme formano un Patrimonio Unesco unico in Lombardia: il Parco Archeologico di Castelseprio e il monastero di Torba.

Nel primo riaffiorano le tracce di una città romana e altomedievale, distrutta nel XIII secolo ma ancora capace di raccontare la sua storia attraverso i resti di luoghi di culto, torri e mura difensive. Tra questi spicca la piccola chiesa di Santa Maria Foris Portas, scrigno di affreschi di rara bellezza che richiamano influenze bizantine.

Poco più a valle si incontra il Monastero di Torba, complesso fondato dai Longobardi e trasformato in monastero benedettino femminile. Gli interni custodiscono affreschi medievali e atmosfere cariche di spiritualità, mentre la torre vigila sul paesaggio. Oggi, grazie alla cura del FAI, Torba è aperta al pubblico con visite guidate, eventi e persino un piccolo ristorante, dove farsi preparare un gustoso cestino da pic-nic o sostare dopo la visita.

Arricchito da così tanta grazia, rallento il ritmo in sella e mi godo gli ultimi chilometri di sentiero alberato. L’Olona scorre placido al mio fianco da bravo compagno silenzioso. Lo scenografico borgo di Castiglione Olona annuncia le sue atmosfere rinascimentali dall’antico ponte in pietra che ne segna l’ingresso. Una porta temporale che merita una sosta contemplativa, la cui colonna sonora è rappresentata dallo scrosciare delle acque.

Pedalo tra stradine lastricate fino al castello di Monteruzzo, sede della biblioteca oltre che di eventi e mostre che animano il paese durante il corso dell’anno, prima di raggiungere la splendida collegiata di San Lorenzo, originaria del 1425, dove si ammirano gli straordinari affreschi di Masolino da Panicale, considerati uno dei capolavori assoluti del primo Rinascimento italiano. Accanto, il battistero custodisce un altro ciclo pittorico di grande suggestione, che rende il complesso una tappa imperdibile, visitabile tutti i giorni (escluso il lunedì).

Il borgo ospita anche il Museo Civico Branda Castiglioni, dedicato al cardinale umanista che fondò la collegiata e trasformò Castiglione in un piccolo laboratorio del Rinascimento. E con lo stesso biglietto si accede all’interessante M.A.P. Museo d’Arte Plastica, particolare galleria d’arte contemporanea frutto di un avveniristico progetto promosso dal conte Lodovico Castiglioni e dalla storica fabbrica Mazzucchelli 1849, allora leader nella produzione di materiali plastici in Italia. La collezione comprende oltre cinquanta creazioni di artisti del calibro di Enrico Baj, Carla Accardi, Giacomo Balla e Man Ray.

È tempo di fare dietrofront e ripercorrere il tutto cambiando punto di vista. Si sa mai che ci siano altre sorprese ad attendermi, in questo cult locale che ha reclamato i propri spazi, facendosi largo e sgomitando lungo una mappa che a volte vorrebbe portarci inutilmente lontano…

Tenways AGO-X: non solo un'urban e-bike

Look catchy e anima da “SUV delle biciclette elettriche”, la Tenways AGO-X è la più versatile della gamma AGO del brand olandese. Eccellente nel contesto urbano, la X si rivolge a chi ogni tanto desidera spingersi fuori dalla giungla di cemento e vuole concedersi un’escursione più estesa, senza aver paura di intraprendere qualche sentiero privo di asfalto.

La ciclabile della Valle Olona è stato il banco di prova ideale dove la AGO-X ha potuto dimostrare tutta la sua versatilità. Il motore è il Bafang M410, soluzione affidabile da 250 W e 80 Nm di coppia. Un propulsore versatile dotato di sensore di coppia, capace di un’assistenza fluida e silenziosa, abbinato alla batteria estraibile da 504 Wh che può arrivare a garantire un centinaio di chilometri di autonomia. Il cambio è firmato Shimano a dieci rapporti, mentre i freni a disco idraulici garantiscono la giusta incisività.

La sua natura “ibrida” emerge dalla scelta di montare due pneumatici da 29 pollici antiforatura, ideali per garantire stabilità in varie condizioni e terreni di utilizzo, supportati all’anteriore da una forcella regolabile SR Suntour. Non mancano i dettagli pratici: un portapacchi posteriore per borse o zaini e luci integrate anteriori e posteriori. Il modello spicca inoltre per il design solido e minimale, privo di saldature grossolane.

Tre i colori disponibili: Ocean Blue, Starlight Silver e Midnight Black, tutti sobri ed eleganti. Il prezzo di listino di € 2.399 sorprende per l’eccellente rapporto qualità-prezzo.

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