Felix, Dare to Dream non è solo un documentario: è un viaggio, una meditazione visiva, un omaggio autentico alla figura rivoluzionaria di Felix Leu, artista e tatuatore svizzero che ha trasformato l’arte del tatuaggio in qualcosa di profondo, spirituale e universale.

Per molti, Felix Leu non ha bisogno di presentazioni. Pioniere del tatuaggio moderno in Europa e fondatore della celebre Leu Family Iron, è stato un artista poliedrico, un visionario e l’emblema di chi può realmente definirsi uno spirito libero.
Nato in una famiglia di artisti, Felix ha vissuto una vita profondamente anticonformista. Insieme alla moglie Loretta e ai figli ha viaggiato tra continenti e culture, immergendosi in simboli tribali, spiritualità orientali e motivi etnici che avrebbe poi trasposto nella sua arte.

Il suo incontro con il tatuaggio avviene per caso, nel 1978, mentre viaggiava in Kosovo.
Visse quella scoperta come un dono divino, meritato grazie alla dedizione nell’inseguire il suo desiderio esistenziale. Per quanto fosse una tecnica che non aveva mai considerato fino a quel momento, intuì che sarebbe stato il mezzo perfetto per poter sostentare la famiglia seguendo la sua vocazione artistica e, al contempo, continuare a viaggiare. Decise di imparare a tatuare, e lo fece dopo l’apprendistato presso il piccolo studio del mitico Jock’s Tattoo di Londra. Felix e Loretta si trasferirono con i figli a Goa, in India, dove avviarono la loro carriera di tatuatori.
Il boom, del tutto inaspettato, arriva con il loro ritorno in Svizzera. Nel 1981 si stabiliscono a Losanna e fondano The Leu Family Iron. Non un semplice studio di tatuaggi, ma un centro creativo dove l’arte e la vita si intrecciavano. Felix mise in pratica tutto ciò che aveva appreso ma, a differenza dei tatuati dell’epoca, fu il primo a rendere il tatuaggio qualcosa di estremamente personale e customizzabile.
Niente flash appesi al muro, niente design canonici da copiare ancora e ancora. Solo la liberazione della sua creatività, studiata insieme alla richiesta del cliente. E fu proprio questa sua intuizione a renderlo noto non solo in Europa, ma in tutto il mondo, diventando fonte di ispirazione per altri tantissimi tatuatori. La sua visione cosmopolita, spirituale e profondamente umana del tatuaggio diventò un modello per tutta la scena contemporanea.
La sua storia è ormai leggendaria, così come lo è quella della Leu Family, una delle più influenti nella storia del tatuaggio mondiale.
E Felix, Dare to Dream è la rappresentazione più vera, intima e dettagliata di un uomo che ha deciso di rimanere fedele ai propri sogni. Un omaggio a chi ha osato vivere secondo le proprie regole, trasformando il tatuaggio in un’espressione artistica e spirituale.
Diretto da Morgan Bertacca e Valerio Bariletti, è un’opera indipendente nata da un lungo lavoro di ricerca e collaborazione con la famiglia Leu, che combina materiali d’archivio, testimonianze dirette e una colonna sonora ipnotica firmata dal figlio Ajja Leu, capace di restituire al pubblico un ritratto profondo e spirituale dell’artista.
Tutto nasce da una domanda: come è riuscito questo eclettico artista bohémien, icona del tatuaggio moderno, a restare fedele a uno stile di vita alternativo ma allo stesso tempo mettere su una solida famiglia e un’ attività riconosciuta a livello internazionale?
La risposta risiede in una lunga storia d’amore, quella tra un uomo e una donna, un padre e una madre, e nel legame quasi ancestrale costruito con i figli. In una scelta profonda che li ha portati a vivere fuori dalle convenzioni sociali, per la quale han pagato, a volte, il prezzo, ma che li ha portati a trovare la via per vivere fedeli al loro stile in autosufficienza. Abbracciando nel bene e nel male, e senza aspettative, il proprio destino.

“Per ottenere uno stile narrativo intimo e riflessivo abbiamo deciso di girare senza troupe e con attrezzatura tecnica ridotte all’essenziale. Volevamo condizionare il meno possibile il contesto lasciando i protagonisti liberi di muoversi spontaneamente nel loro ambiente abituale e preservare la naturalezza dei dialoghi.
Questo ha comportato una realizzazione lunga 6 anni, sviluppata in diverse sessioni di ripresa tra Svizzera, Francia e Inghilterra.
Il montaggio è stato realizzato a fasi, lungo tutto l’arco del progetto. Come spesso accade per i documentari, la scrittura vera e propria è avvenuta in itinere a partire dal lavoro di preparazione e approfondimento della storia di Felix Leu.
Il racconto si è gradualmente affinato nell’alternanza tra sessioni di montaggio, di ripresa e di ricerca nell’abbondante e significativo archivio messo a disposizione dalla famiglia Leu, nella cui gestione Loretta ha avuto un ruolo prezioso e determinante”.
Valerio Bariletti e Morgan Bertacca
Una storia, un documentario che non dovete perdervi per nulla al mondo.
La prossima proiezione di Felix: Dare to Dream sarà a Milano, al cinema Anteo, l’11 giugno.
Gli aggiornamenti sulle prossime proiezioni verranno comunicate sul canale instagram @felix_daretodream.














