Questo mese la richiesta della redazione era tanto semplice quanto potenzialmente senza confini. Perché se ci pensate bene non è mica facile andare a cercare il flow, “il fluire dei pensieri e degli impulsi, che ci porteranno a percorrere nuove strade per trovare scorci incredibili”. Ancor di più in questo caso, perché chi scrive occupa abusivamente lo spazio di questa rubrica soltanto per qualche giorno, mentre l’“insalataro” titolare è fermo a bordo strada con qualcuno dei suoi ferri vecchi che non ne vuol sapere di ripartire.

Partiamo dunque dal fondo, andando a cercare strade che magari tanto nuove non sono, ma di certo hanno degli scorci incredibili. Magari in quel pezzettino della California One che gli americani spesso snobbano a favore di qualche autostrada a 6 corsie, mentre i turisti con Mustang, Camaro e Challenger a noleggio affollano i punti panoramici lungo il percorso che portano a viste mozzafiato come quella del ponte Bixby nei pressi di Big Sur. Proprio a un tiro di schioppo da dove, nel mese di agosto, il flusso di pazzi per i motori si fa molto, molto intenso.

 

È la Monterey Car Week baby, che sta per tornare (e Wheelz ci sarà, di nuovo).

Un turbinio ininterrotto di eventi, automobili da sogno e un’atmosfera vibrante che ogni agosto cattura l’attenzione degli appassionati di tutto il mondo. Un fiume di eleganza e cavalli-vapore che scorre attraverso la pittoresca penisola di Monterey unendo passato, presente e futuro dell’automobilismo in una sinfonia di motori e stile.

La Monterey Car Week non è solo una kermesse automobilistica; è una costellazione di appuntamenti frenetica, caotica, iper-affollata, ma allo stesso tempo inarrivabile per la sua capacità di mettere in scena uno strabiliante mix di auto da sogno di ogni epoca e stile. E se c’è un’unica costante della settimana motoristica californiana è proprio il vortice delle cose da vedere, dove ritmo, cultura dei motori, convivialità e bellezza si incanalano armoniosamente.

Non stiamo infatti parlando soltanto di una serie di eventi dedicati ai motori che si svolgono nello stesso periodo. È un ecosistema sofisticato, una celebrazione sensoriale in cui l’automobile diventa pretesto per un racconto più ampio: quello del lifestyle, della cultura, del gusto. È il ritmo stesso della California che si manifesta attraverso una settimana dal respiro internazionale e fatta di sfilate, aste, incontri spontanei e appuntamenti ricorrenti. Avvincente in ogni istante, in ogni curva della costa, in ogni calice levato al cielo.

Pebble Beach, da sempre e per sempre

Un circo frenetico, come quelli che arrivano in città per pochi giorni e poi ripartono come se nulla fosse accaduto, che affonda le sue radici in un evento elegante che ha saputo resistere al passare del tempo e alle mode.

L’epicentro di questo vortice di appuntamenti è infatti da sempre il Concorso di Eleganza di Pebble Beach, che paradossalmente è la manifestazione che fa calare il sipario la domenica e dà appuntamento all’anno successivo. Un evento che, sebbene non sia il più antico al mondo – Villa d’Este lo precede di oltre vent’anni –  è riuscito a guadagnarsi la fama di vetta inarrivabile per i collezionisti di auto d’epoca.

Nato come un piccolo raduno di auto sportive e da corsa tenuto sul lungomare del campo da golf di Pebble Beach, ha progressivamente acquisito prestigio e risonanza, attirando l’attenzione di un pubblico sempre più vasto e di collezionisti da ogni angolo del globo.

È proprio da questa “funzione religiosa” dedicata all’eccellenza automobilistica che sono nati una miriade di appuntamenti satellite, ognuno con la propria identità ma tutti legati da quel filo conduttore di passione e celebrazione dell’automobile come forma d’arte e di libertà.

 

Quando la settimana entra nella sua fase finale, il ritmo rallenta, si fa più solenne.

 

Ed è il Pebble Beach Concours d’Elegance a incarnare l’apoteosi formale di questo flusso. Lì, sull’erba perfetta che affaccia sull’oceano, le auto più rare e preziose al mondo sfilano come regine. Non è solo un concorso, è una liturgia estetica. Ogni dettaglio è curato, ogni restauro è un atto d’amore; persino le auto della classe delle conservate, con tutte le loro cicatrici e imperfezioni, sembrano essere consapevoli del privilegio di trovarsi lì.

Ma prima di arrivare al gran finale ci sono altri rituali del Concorso, come il Tour d’Elegance del giovedì dove la colonna di auto in gara percorre proprio la California One lungo la costa, accolta con applausi nei villaggi, immortalata tra le scogliere. È bellezza classica in movimento che, anno dopo anno, ha sempre qualcosa di nuovo da dire.

Motorlux, il new luxury che avanza

Con Pebble Beach siamo già in fondo al racconto, ma non abbiamo ancora visto niente. Eh già, il flusso ha bisogno di un punto d’origine. E anche se già dall’inizio della settimana c’è qualche parata e qualche evento minore (anzi, ogni anno iniziano sempre prima) per chi scrive la settimana californiana dei motori parte il mercoledì con Motorlux.

Sul piazzale del Jet Center tra jet privati, restomod e storiche da capogiro si apre ogni anno il sipario glamour della Car Week. Tra gli hangar trovano posto le automobili più desiderabili, sia quelle di oggi che quelle da collezione, affiancate da altre grandi passioni che accomunano gli happy few: aerei, vini e distillati, sigari, orologi.

 

Un vero e proprio atto introduttivo, il preludio teatrale, il mercoledì da leoni.

 

La luce calda del tramonto tocca le ali argentate dei Gulfstream e dei Learjet mentre accanto, sotto i riflettori, brilla la vernice metallizzata delle auto dell’asta di Broad Arrow Auctions e delle novità esposte mentre gli eredi spirituali di una jet society che non c’è più sorseggiano champagne o fumano un sigaro mentre suonano la musica dal vivo prima e i DJ set quando cala il buio. Un inno all’opulenza.

I motori sono spenti, ma il cuore già pulsa. Le persone si muovono con la disinvoltura di chi è abituato al lusso: uomini in blazer estivi e donne in lungo con gli occhiali da sole oversize, tutti immersi in un’atmosfera di glam contemporaneo. Un appuntamento raffinato, lieve, elegante ma già teso di energia.

The Quail, più esclusivo non si può 

Da una parte il Concorso d’Eleganza serissimo, dall’altra il new luxury che avanza e va oltre l’automobile. E in mezzo? Il meglio delle due cose, nell’evento più inarrivabile della settimana. Benvenuti a The Quail, A Motorsports Gathering. Anche questo ospita un tradizionale concorso di eleganza, che spesso però procede in sordina nonostante la qualità delle vetture partecipanti perché l’evento è molto, molto di più.

Ci sono i lanci di case come Pagani, Lamborghini (ricordatevi il nome “Fenomeno”, ne riparliamo ad agosto) le cosine per sofisticati come le Meyers Manx, Singer o Rimac e le proposte per gli automobilisti più danarosi di Bentley e Maserati.

Il tutto in un’atmosfera esclusiva e al passo con i tempi, ma che tanto ha in comune con la gioia di vivere dei ricchi roaring twenties del secolo scorso.

Mettiamola così, se Motorlux è il primo vero brindisi, The Quail è il banchetto. Nel cuore verde del Quail Lodge & Golf Club di Carmel si celebra un garden party d’élite. L’evento scorre con la stessa naturalezza delle bollicine nei calici: un movimento lento e continuo tra capolavori dell’ingegneria e isole gastronomiche, tra debutti mondiali e riflessioni collezionistiche.

All’insegna dell’armonia le supercar dialogano con i prati, le concept futuristiche si affiancano a icone d’epoca, e il pubblico (mai eccessivo, è tra gli eventi a cui è più difficile accedere pur volendosi accollare un biglietto dal costo di migliaia di dollari) si muove con curiosità gentile.

Entrarvi è un’esperienza mistica, ma una volta varcati i cancelli si accede a un mondo ultraterreno di lusso all’ennesima potenza e macchine da sogno. È qui che si coglie il vero spirito della Car Week: la possibilità di contemplare una Delayahe anteguerra mentre si assaggia sashimi fresco o di discutere del carbonio forgiato di una Maserati MCXTrema davanti ad una tartina al caviale. La cultura del bello, meccanico e non solo, fluisce senza attrito.

Il resto? Altrettanto figo

Bella la Car Week, ma le macchine non si muovono! Errore, c’è anche quella roba lì. Per i collezionisti corsaioli tra i cordoli di Laguna Seca durante la Rolex Monterey Motorsports Reunion, una mecca per i gentlemen driver d’oltreoceano che spingono in maniera sconsiderata al celebre Cavatappi. E poi ci sono gli appassionati tricolore di Concorso Italiano, che in un grande picnic collettivo celebrano il tricolore.

O il Monterey Motorsports Festival, che in un paio d’anni è passato dal non esistere ad essere uno degli eventi da tenere d’occhio dove lo street style e il popolo dei Cars ‘n’ Coffee e degli aspiranti Cannonball racer si mischia con la passione un po’ più tradizionale.

L’unico posto dove in una parata puoi vedere una Dino Ferrari immacolata e una processione di 6 (sei, non è un errore di battitura) Classe G 6×6. Tosto, esagerato, divertentissimo.

E poi, parallelamente ai grandi eventi a cartellone, scorre un altro flusso più sommerso ma non meno affascinante: quello degli appuntamenti minori, degli appassionati normali che magari scendono dall’Oregon con una vecchia BMW M3 per Legends of The Autobahn o che carrellano con un Ford F-150 enorme la vecchia Fiat 500 del nonno oriundo per The Little Car Show.

Perché la Monterey Car Week è un universo a parte, una settimana che si fa coreografia collettiva, in cui auto e persone fanno le vasche in centro a Carmel By The Sea per il gusto di consumar benzina o fanno pop ‘n’ bang tra le colline circostanti. Perché non importa se guidi una Charger del 1969, una Aston Martin Valkyrie ritirata dal concessionario un’ora fa o una vecchia Prius che perde i pezzi.

 

Se sei in quel posti lì, in quella settimana lì, puoi solo farti portare dalla corrente.

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