Nel panorama dell’avventura e dell’esplorazione su due ruote, in tempi moderni, pochi nomi risplendono con la stessa intensità di quello di Benka Pulko. Slovena di nascita, biologa di formazione e artista nel cuore, Benka è diventata un’icona globale grazie a un’impresa che ha sfidato non solo i confini geografici, ma anche le convenzioni sociali e i limiti personali. La sua è una storia unica, una sfida lunga quasi sei anni che l’ha vista attraversare 75 paesi e tutti i continenti, solo lei e la sua moto, segnando per sempre il mondo dei viaggi in solitaria.

Il viaggio: un’impresa epica su due ruote

Il 19 giugno 1997 Benka Pulko partì dalla sua città natale Ptuj, in Slovenia, in sella ad una BMW F650 del 1996. Quella che doveva essere un’avventura di un paio d’anni si trasformò rapidamente in un’impresa leggendaria: in 2.000 giorni consecutivi percorse oltre 180.000 chilometri attraversando ogni tipo di paesaggio, dai luoghi più gelidi fino ai deserti africani, dalle fitte giungle asiatiche alle strade polverose del Sud America. 

È persino approdata in Antartide, grazie a un passaggio su una nave turistica da Ushuaia, in Argentina. Nel gennaio 1999, dopo aver percorso migliaia di chilometri attraverso l’America Latina, Benka si trovò di fronte a una sfida logistica senza precedenti: portare la sua moto fino al continente ghiacciato.

In un’intervista ha raccontato: “Mi sono messa in contatto con il capitano di una nave da crociera e gli ho chiesto se potevo portare la mia moto con me. Lui ha accettato e il 7 gennaio 1999 la mia BMW e io siamo sbarcate sulla Penisola Antartica”.

Durante il suo viaggio attraverso l’Africa, mentre percorreva una strada polverosa, un serpente si avventò improvvisamente contro la sua moto. Con una prontezza di riflessi straordinaria, Benka riuscì a evitare l’impatto, ma l’incidente le causò una caduta. Fortunatamente, non riportò ferite gravi, ma l’episodio rimase impresso nella sua memoria come uno dei momenti più critici.

Ha viaggiato tra deserti, giungle, montagne, sfidando climi estremi e burocrazie impossibili. Ed è diventata la prima donna a attraversare da sola l’Arabia Saudita.

Ma ciò che rese il suo viaggio davvero unico fu la sua missione: raccontare il mondo dal punto di vista delle persone che incontrava, catturare volti, culture e storie spesso invisibili al turismo di massa. La sua macchina fotografica e la sua penna divennero strumenti per sensibilizzare e dare voce a chi normalmente non ce l’ha.

Ha scritto diversi libri, tra cui Po Zemlji okoli Sonca (Attorno al mondo), che ha vinto premi per la miglior pubblicazione e riproduzione al Salone del Libro di Lubiana nel 2003. Nel 2007, ha pubblicato Pocestnica, un’autobiografia che è diventata un bestseller e ha ricevuto il premio per il miglior libro autopubblicato. Nel 2009, ha scritto un libro per bambini, Dve ciklami ali Na svetu je dovolj prostora za vse (nella versione inglese “Two Sour Flowers or There is Enough Room for Everyone”), premiato con il riconoscimento internazionale Schwanenstadt. 

Le sue fotografie sono state esposte in oltre 40 mostre personali in Slovenia e all’estero, e sono state raccolte in cataloghi come Obrazi sveta (Volti del mondo) e Biseri sveta v očeh slovenskih popotnikov (Gioielli del mondo negli occhi dei viaggiatori sloveni).

Questa sua impresa le valse due Guinness World Record. Il primo per il viaggio in moto più lungo compiuto in solitaria da una donna: 180.016 km percorsi in 2.000 giorni consecutivi. Il secondo, per la più lunga permanenza in viaggio in moto senza interruzioni.

Benka Pulko non è semplicemente una viaggiatrice o una recordwoman. È un esempio di determinazione, coraggio e impegno. La sua epica traversata in moto ci ricorda che i limiti sono spesso solo ostacoli mentali e che il vero viaggio è quello che trasforma noi stessi, mentre cambiamo il mondo che ci circonda.

Oltre al primato personale, la sua avventura ha un valore simbolico e sociale molto profondo. Ha ispirato una generazione di donne e uomini, spingendoli a viaggiare in modo autentico e rispettoso, sottolineando il potere trasformativo del viaggio. Benka ha usato la sua esperienza per sostenere progetti di educazione femminile, in particolare per le bambine tibetane, dimostrando come il viaggio possa essere anche un mezzo di solidarietà e cambiamento.

In un’epoca in cui spesso il viaggio è visto come fuga o mero consumo, la storia di Benka lo riporta alla dimensione della scoperta, della crescita personale e dell’impegno sociale. La sua capacità di coniugare avventura, arte e attivismo rende Benka una figura poliedrica, capace di parlare a un pubblico globale con un messaggio di coraggio, empatia e responsabilità.

“I viaggi rimuovono il velo dell’ignoranza dagli occhi, mi insegnano cosa è veramente importante nella vita e cosa non lo è. Ogni giorno è un esame da superare, una lezione che mi spinge a pensare in modo attivo e a rimanere un’ottimista incallita”.

Queste parole riflettono la filosofia di Benka: il viaggio come strumento di crescita personale, consapevolezza e impegno attivo nel mondo.

Oggi, Benka è una scrittrice, fotografa, relatrice motivazionale e sommelier. Si occupa anche di psicologia comportamentale dei cani e terapia con gli animali. È attivamente coinvolta nella promozione della lettura, con l’iniziativa delle Little Free Libraries in Slovenia e all’estero.

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