Per chi è cresciuto tra gli Anni 2000 e il decennio successivo, la sigla DR-Z non ha bisogno di molte presentazioni. L’abbiamo conosciuta nella versione DRZ 400, per gli “amanti della pedivella”, DRZ 400 E più votata al fuoristrada e in configurazione DRZ 400 S e 400 SM, per un uso dual sport. Proprio quest’ultima è stata, per anni, una delle porte d’ingresso più autentiche al mondo delle motard: leggera, semplice, robusta e capace di trasformare qualsiasi strada in un buon motivo per allungare il giro di qualche chilometro.
Oggi Suzuki riporta quella filosofia su strada, con la nuova DR-Z4SM: una moto completamente riprogettata che mantiene intatto il concetto originale, con l’aggiunta della tecnologia necessaria per affrontare le richieste del mercato di oggi.
L’abbiamo provata al Cremona Circuit, in una giornata costruita attorno alla sua vera natura: slalom, cambi di direzione, derapate e qualche turno tra i cordoli. Perché prima ancora di parlare di numeri, la nuova DR-Z4SM è una moto che va capita guidandola.

Una motard per il presente
La nuova DR-Z4SM nasce attorno a un monocilindrico raffreddato a liquido da 398 cc, aggiornato per rispettare la normativa Euro 5+ e capace di sviluppare 38 CV. Numeri che potrebbero sembrare contenuti nell’epoca delle maxi naked da oltre 150 cavalli, ma che trovano un significato completamente diverso una volta in sella.
Suzuki ha scelto di mantenere il cambio a cinque marce, privilegiando la prontezza di risposta e la vicinanza dei rapporti piuttosto che la ricerca della velocità massima. Una scelta che racconta chiaramente quale sia la destinazione d’uso della moto.
L’elettronica è presente, ma senza eccessi. Tre modalità di erogazione, traction control e ABS con possibilità di disattivazione al posteriore permettono di adattare il carattere della moto alle diverse situazioni senza snaturarne la semplicità.
Anche la ciclistica segue la stessa filosofia: le sospensioni completamente regolabili offrono un buon margine di personalizzazione, ma già con il setup standard trasmettono una sensazione di comfort e accessibilità che sorprende fin dai primi metri.
Tra i birilli emerge il vero carattere
Prima di entrare in pista, un po’ di riscaldamento tra slalom stretti, cambi di direzione e ripartenze. La motard di Hamamatsu ha mostrato immediatamente il suo punto di forza: la facilità.
La leggerezza generale e la posizione di guida permettono di sentirsi subito a proprio agio. La moto cambia direzione con rapidità, risponde in modo immediato agli input del pilota e restituisce una sensazione di controllo che mette in confidenza fin dalle prime curve.
È proprio in questi esercizi che emerge una verità spesso dimenticata: per divertirsi davvero non servono necessariamente potenze esagerate. La DR-Z4SM dimostra quanto possa essere efficace una moto agile, intuitiva e sempre pronta a reagire. Qualità che, se pensiamo ad un uso giornaliero, si traducono in una capacità quasi naturale di districarsi fra traffico e cambi di ritmo continui. Le sospensioni assorbono bene le asperità e contribuiscono a rendere la guida fluida e poco affaticante, mentre il monocilindrico offre sempre la spinta necessaria per ripartire con decisione.
Derapate, impennate e spirito motard
Disattivando l’ABS posteriore emerge il lato più giocoso della DR-Z4SM. Le frenate in ingresso curva diventano un invito a cercare la derapata controllata, mentre la risposta del telaio e delle sospensioni restituisce sempre una sensazione di prevedibilità e controllo. La moto comunica bene quello che accade sotto le ruote e questo permette di acquisire fiducia molto rapidamente.
Anche le impennate in uscita dalle curve e nelle ripartenze fanno parte del pacchetto. Non perché la DR-Z4SM sia una moto estrema, ma perché conserva quel DNA che ha reso celebre la famiglia DR-Z fin dalle sue origini. È una moto che invita a giocare, senza mai diventare impegnativa.
Mi raccomando però: derapate e impennate sì, ma sempre in luoghi sicuri! 😉
Tra i cordoli del Cremona Circuit
Una volta entrati in pista, la DR-Z4SM conferma gran parte delle sensazioni emerse durante gli esercizi. I 38 CV vengono sfruttati praticamente per intero e il cambio ravvicinato consente di mantenere sempre il motore nel regime ideale. Nei rettilinei più lunghi si percepisce l’assenza della sesta marcia, ma è un compromesso che appare coerente con il progetto.
Dove la DR-Z4SM convince maggiormente è nella percorrenza di curva. L’assenza di potenze esagerate permette di mantenere il gas aperto molto prima rispetto a moto più performanti, sfruttando tutta la velocità disponibile e mantenendo sempre una bella impronta a terra del posteriore.
L’inserimento è rapido, intuitivo e rassicurante. Le gomme di primo equipaggiamento offrono un ottimo grip e consentono di interpretare la guida in modi diversi: più motard, con la moto scomposta in ingresso, oppure più tradizionale, arrivando persino a sfiorare l’asfalto con il ginocchio.
Anche il cambio convince per precisione e fluidità, mentre nelle scalate più aggressive la moto rimane composta e pronta a chiudere la traiettoria senza reazioni impreviste.
Le nostre impressioni
La nuova Suzuki DR-Z4SM non cerca di stupire con i numeri, e probabilmente è proprio questo uno dei suoi maggiori punti di forza. È una moto che punta tutto sulla leggerezza, sulla maneggevolezza e sul piacere di guida. Che riesce a essere accessibile per chi si avvicina al mondo delle due ruote con patente A2 e allo stesso tempo divertente per chi ha già esperienza e cerca qualcosa di essenziale e genuino.
In un mercato sempre più orientato verso prestazioni elevate e dotazioni sofisticate, la DR-Z4SM ricorda che esiste ancora un altro modo di divertirsi in moto. Più semplice, più leggero e forse, proprio per questo, tremendamente efficace.















