Cullati dall’abbraccio di giornate sempre più lunghe, ci godiamo i meravigliosi equilibri di una stagione pressoché perfetta. È il tempo in cui i sogni guadagnano forma e sostanza, trasformandosi da sfocate visioni in luoghi in cui immergersi. Mare, montagna o qualche città da scoprire o ritrovare: in questi mesi tutto diventa possibile.

Il mondo intero è a portata di mano, in uno sfavillio di immagini e di “luoghi che non puoi assolutamente perdere”. E in parte è così: destinazioni sontuose, vicine e lontane, il cui immaginario si è consolidato nel tempo o è esploso cavalcando gli eccessi del patinato mondo digitale. Eppure, questo continuo sovraccarico di stimoli rischia di trasformarsi in un frastuono che abbaglia, fino a farci perdere la capacità di distinguere ciò che davvero ci appartiene o, più semplicemente, impedirci di vedere cosa c’è oltre… E allora viene naturale chiedersi: siamo sicuri che ciò che brilla di più sia davvero tutto quel che vale la pena vedere?

Per rispondere servono curiosità, intraprendenza e un pizzico di coraggio. Scintille necessarie da innescare per resistere alla tentazione della strada sicura e vedere se dietro accecanti bagliori trova spazio qualcosa di altrettanto luminoso e sorprendente.

Il setting conduce nel soleggiato sud della Francia, idilliaca patria dell’art de vivre d’oltralpe, con l’obiettivo di resistere ai richiami di un territorio splendente come quello della Provenza, provando a spingersi poco oltre i suoi confini istituzionali. La meta è la cittadina di Nîmes, che traccia i suoi contorni ai margini di una piana chiusa a nord dalla catena delle Cévennes e distante, a sud, poche decine di chilometri dal litorale e dalle atmosfere irreali della Camargue.

LE MILLE FACCE DI NÎMES 

 

Una posizione altamente strategica che, non a caso, ingolosì i Romani, che nel I secolo a.C. ne gettarono le fondamenta dando vita ad uno dei più importanti insediamenti lungo le vie dell’impero.

Oggi è un centro dalle molteplici sfumature, solenne nel suo straordinario patrimonio storico, ma anche sorprendentemente vibrante nella sua anima contemporanea, che si esprime tra arte, artigianato e una vitalità diffusa. Una città dinamica, dal carattere frizzante, dove l’onnipresente stemma con il coccodrillo incatenato a una palma, memoria della conquista dell’Egitto da parte delle legioni di Ottaviano, appare un perfetto simbolo della sua eccentricità creativa. Lo si ritrova dappertutto, dalle pietre d’inciampo fino alla celebre fontana in Place du Marche, mentre si muovono i primi passi nel nucleo storico. Un intreccio di strette vie lastricate su cui si affacciano edifici dalla sobria eleganza, piccole corti che si aprono sugli affascinanti hôtel particulier e un susseguirsi di botteghe dalle vetrine sempre curate, con quell’appeal irresistibile tipicamente provenzale.

Un dedalo che trova respiro confluendo in piazze più o meno ampie, decisamente effervescenti, brulicanti di persone sedute ai tavolini di bar e brasserie, intente a godersi il bel sole che bacia spesso e volentieri la città.

Ed è subito good vibes.

DALL’IMPERO A OGGI

 

La Nîmes “imperiale” si impone in tutta la sua magnificenza, a partire dalla piazza che incornicia l’Arena. Si tratta dell’anfiteatro meglio conservato del mondo romano. Non un primato da poco. Di forma ellittica, fu edificata in breve tempo nella seconda metà del I secolo d.C., segno evidente dell’importanza che aveva già assunto la colonia. E importanti sono anche le sue dimensioni: le gradinate offrivano due livelli, da occupare secondo una rigorosa scala sociale, capaci di ospitare quasi 25 mila spettatori, molti dei quali provenivano persino da fuori città.

Nella penombra dei corridoi interni, sovrastati dalle arcate in pietra, ogni passo contribuisce ad accrescere un forte senso di suggestione che raggiunge il suo climax nel momento in cui si sbuca nel cuore dell’arena. Al di là degli inevitabili lavori di preservazione, alcuni dei quali per porre rimedio alle trasformazioni e al degrado dei secoli successivi, si ha l’immediata sensazione di trovarsi in un luogo estremamente autentico, artefice di uno dei più intensi salti nel tempo che si possano sperimentare. La visita può essere fatta in autonomia con il supporto dell’audioguida, lasciando spazio a indimenticabili momenti di contemplazione seduti sulle gradinate.

L’Arena non testimonia solo un lontano passato ma è ancora oggi un luogo dedito ad intrattenere la popolazione, ospitando spettacoli, concerti e straordinarie rievocazioni storiche.

A pochi passi dalle architetture classiche dell’anfiteatro si contrappone la sede del Musée de la Romanité, dalle linee spiccatamente moderne. Un dialogo stilistico ardito ma assolutamente riuscito. Avvolto nella sua facciata ondulata di vetro traslucido, narra l’affascinante storia romana di Nîmes attraverso migliaia di reperti, in un percorso che si affida a imponenti proiezioni multimediali e alla realtà aumentata. Un passaggio indispensabile per comprendere il legame profondo che questa città ha con la romanità.

LA FUSIONE PERFETTA

 

Le antiche vestigia qui non sono solo da ammirare, ma rappresentano una parte attiva del tessuto urbano e sociale di Nîmes. Basti pensare alla Maison Carrée, uno tra i templi romani meglio conservati al mondo, che domina indisturbata l’omonima piazza. Edificata in età augustea, era il cuore del foro e della vita pubblica cittadina e impressiona vederla oggi ancora così centrale, circondata non solo da visitatori, ma da local che si rilassano all’ombra delle sue imponenti colonne che sorreggono eccentrici capitelli corinzi. Il suo eccellente stato di conservazione è dovuto al fortunato iter che ne ha trasformato ruolo e funzione attraverso i secoli, mantenendola sempre operativa. Visitarne gli interni permette di apprezzare gli splendidi ambienti decorati, approfondendone la storia con l’ausilio di tecnologie moderne e immersive.

Nella grande piazza adiacente si ripropone l’armonioso contrasto stilistico già visto precedentemente all’Arena, dove la modernità è qui raccontata dalle linee leggere del Carré d’Art, parallelepipedo di vetro e acciaio che ospita una pregevole collezione di arte contemporanea.

I TESORI NASCOSTI

 

I canali progettati a metà del Settecento dall’ingegnere reale Jacques-Philippe Mareschal rivelano un altro motivo essenziale che spinse i romani a creare qui il proprio insediamento: la presenza di una fonte naturale d’acqua. Il confortante fluire accompagna una breve camminata lungo viali alberati, sopraffatti piacevolmente da un’atmosfera confortante e tutta francese. Seguirne il corso porta nel cuore di un’altra delle meraviglie romane custodite da Nîmes.

Varcati i cancelli dei Jardins de la Fontaine ci si ritrova in un idillio urbano che va ben oltre la definizione di parco. La loro creazione settecentesca, nata dalla volontà di donare alla città dei giardini secondo il gusto del tempo, diede nuova vita ai resti dell’Augusteum, vasto santuario celebrativo costruito attorno alla fonte considerata sacra all’epoca. Il risultato è uno spazio estremamente godibile, amato dagli abitanti tutti intenti a passeggiare, fare jogging o semplicemente contemplarne bellezza ed equilibrio. Il vicino tempio di Diana, parte anch’esso del complesso, dimostra ancora una volta quanto il patrimonio sia parte viva degli spazi urbani di Nîmes: liberamente accessibile, offre una dimensione unica dove vivere l’emozione di potersi sedere silenziosamente sovrastati dalla storia.

I giardini si sviluppano su più livelli verticali, da risalire a passo lento per raggiungere la Tour Magne, l’unica ancora esistente tra le numerose torri che si ergevano a intervalli sulla potente cinta muraria romana. Dai suoi trenta metri di altezza si domina il profilo della città e lo sguardo riesce a spingersi quasi sino alla costa.

DOVE NACQUE IL DENIM

 

Parallelamente la scoperta inizia ad andare oltre l’eredità storica, catapultandosi rapidamente nella dimensione più dinamica e creativa della città. Se vi dicessi che il denim è nato proprio qui? In effetti basta soffermarsi sull’etimologia stessa della parola per cogliere la contrazione “de-nim” ovvero “di Nîmes”! Tutto risale al XVI secolo, quando tessitori locali misero a punto il serge de Nîmes, robusto tessuto realizzato originariamente in lana e seta e successivamente in solo cotone, caratterizzato da un particolare intreccio che garantiva straordinaria resistenza. L’utilizzo nella trama di filati bianchi e blu (tinti con l’indaco estratto dal guado) donava al tessuto il caratteristico colore che tutti abbiamo imparato a conoscere.

L’affascinante storia di questo iconico tessuto è narrata nelle sale del Musée du Vieux Nîmes, tra know-how locale, innovazioni tessili e patrimonio industriale. Un’antica maestranza locale tutt’altro che relegata al passato, ma vivace e brillante nella Nîmes del XXI secolo, grazie a progetti come quello dell’Ateliers de Nîmes. Fondata nel 2014, l’azienda si è data l’obiettivo di tornare a produrre localmente il denim, privilegiando l’uso di fili di cotone biologico di produzione francese e adottando processi di tessitura a basso consumo d’acqua, evitando l’incollaggio tradizionale. La piccola boutique dell’Ateliers, poco distante dall’Arena, permette di toccare con mano l’approccio virtuoso di questa realtà, che perpetua un’eredità tessile profondamente radicata nella storia della città e partecipa attivamente al rinnovamento dell’industria locale, offrendo allo stesso tempo prodotti di alta qualità.

Qualità che da queste parti fa rima indiscutibilmente anche con “bontà”. 

I SAPORI DI NÎMES

 

Qui tutto ha il profumo del sole e dei venti che alimentano la terra generosa e fertile. Con un piede rivolto al mare e l’altro verso i monti, la città offre una moltitudine di sapori sapientemente miscelati e caratterizzati dalle tante influenze culturali tipiche dei centri attraversati da importanti vie commerciali. Les Halles de Nîmes è il principale mercato coperto della città, “un’esposizione” del meglio della tradizione gastronomica locale. Bancarelle colorate da frutta e verdura, prodotti di terra, pesci e crostacei e preparati della tradizione.

Guidati dai profumi, lo sguardo si sofferma sulle gustose fragole AOP coltivate a sud della città, così come le pregiate olive, provenienti invece dal territorio collinare a nord, da cui si ricava un eccellente olio. Dalle Cévennes arrivano anche formaggi di capra dai sapori decisi, come il celebre Pélardon. Difficile resistere agli assaggi che gentilmente vengono offerti durante questa autentica passeggiata gastronomica.

Nonostante l’abbondanza, l’appetito non si esaurisce certo tra i corridoi del mercato, proseguendo tra le tante botteghe che costellano il centro storico. È qui che facciamo la conoscenza dei petit pâtés nîmois, piccoli saccottini di pasta brisè farciti in mille combinazioni differenti, oltre che del preparato simbolo di Nîmes: la brandade. Ne diventiamo dipendenti nell’elegante Maison De La Brandade “La Nîmoise”, piccolo negozio alimentare a conduzione familiare, dove da quattro generazioni si tramanda il sapere artigianale dietro a questo prodotto dal gusto sopraffino. Lungo la rotta commerciale che portava i pescatori del nord Europa a dialogare con i produttori di sale della vicina Aigues-Mortes, nasce l’idea di una pietanza a base di merluzzo salato, lavorato principalmente con l’aggiunta di olio, ed emulsionato fino ad ottenere una consistenza cremosa.

Un crostino tira l’altro e per l’aperitivo perfetto serve solo abbinarci un calice di Costières de Nîmes, AOC relativamente recente che affonda le sue radici in una tradizione viticola molto più antica, già presente in epoca romana, la cui zona produzione si estende nella pianura delle Costières a sud della città.

Clima soleggiato, venti mediterranei e terreni porosi composti di ghiaia e ciottoli, favoriscono la produzione di vini (principalmente rossi e rosati) intensi, aromatici, di buona struttura e decisamente affabili.

GALLERIE A CIELO APERTO

 

Arrivati a questo punto, il desiderio di “andare oltre” spinge ad allontanarsi gradualmente dal centro storico così da muoversi verso quartieri più periferici, dove certe fragilità e contrasti urbani non possono essere celati. È qui però che Nîmes trova nuovi linguaggi creativi e vitali per affermarsi e sorprendere nuovamente. 

Nelle aree di Gambetta e Richelieu, la scena street art racconta le sue origini legate a un progetto sociale e urbano nato nel 2013 da un’esperienza quasi “fondativa”: un’occupazione temporanea di un grande edificio dismesso per una mostra collettiva di street art, che coinvolse decine di artisti e trasformò lo spazio in un laboratorio creativo aperto al pubblico. Il successo dell’evento portò alla nascita ufficiale del collettivo, alla creazione dello spazio comunitario Le Spot  e alla nascita dell’Expo de Ouf!, festival annuale giunto oggi alla 14ª edizione, che portò il progetto fuori dagli spazi “chiusi”, nel cuore dei due quartieri. Il collettivo, infatti, iniziò a lavorare insieme a proprietari e istituzioni per mettere a disposizione muri e facciate, trasformando le strade in vere gallerie a cielo aperto.

Una riqualificazione visiva e simbolica di spazi considerati marginali, sui quali si è riuscito a porre attenzione per evitare che diventassero il “lato oscuro” della città. Con oltre 180 murales realizzati, Nîmes offre ora un’affascinante mostra permanente, gratuita e accessibile tutto l’anno, che può essere esplorata liberamente o partecipando a tour guidati capaci di raccontare la genesi e i significati più profondi di queste opere.

IL COLORE DELLA PROVENZA

 

L’esperienza si espande infine oltre i confini urbani, andando a coinvolgere il territorio intorno a Nîmes, così da aggiungere un’immancabile dimensione outdoor a questo eclettico city break. Nel piccolo paese di Bellegarde il rilassante profumo della lavanda accompagna alla scoperta di Un Mas en Provence, una tenuta immersa nella campagna, specializzata nella realizzazione di olii essenziali e prodotti cosmetici. La visita permette di avvicinarsi alla filosofia rigorosa di questa realtà, legata al rispetto dell’ambiente e ad un ciclo produttivo virtuoso che si compie localmente in tutte le sue fasi, dalla coltivazione di piante ed erbe all’estrazione delle essenze, fino alla vendita diretta al consumatore. Tra le tante attività proposte nei suoi spazi, ci si può mettere alla prova nei panni di alchimista, partecipando ad uno dei tanti workshop dedicati alla creazione di essenze e profumi.

DINTORNI ED EXPERIENCE

 

Il cerchio di questo viaggio trova la sua naturale chiusura nell’eredità romana da cui era partito. Un ultimo tassello, un lascito sopravvissuto al tempo capace ancora una volta di stupire. Una mezzoretta di strada da Nîmes conduce ai piedi del Pont du Gard, un acquedotto a tre livelli costruito nel I secolo d.C.. È un capolavoro di ingegneria, edificato con blocchi di pietra perfettamente incastrati e senza l’utilizzo di malta. Riusciva a mantenere una pendenza minima e costante, permettendo all’acqua di scorrere per una cinquantina di chilometri fino alla città. Adattato nel corso dei secoli alla funzione di ponte, oggi è attraversabile a piedi o in bicicletta, offrendo un punto di vista privilegiato e spettacolare.

Il fiume Gardon scorre placido sotto le sue arcate, rinfrescando chi si ferma lungo le rive e offrendo il perfetto contesto per kayak e canoe. Per regalarsi un pizzico di adrenalina, si può scegliere un’esperienza via terra che ne segue il corso fino a dominare il panorama dalla cima delle sue omonime gole. Accompagnati dallo staff di Trott’in Gard si sale così a bordo delle trottinette tout-terrain, una sorta di monopattino elettrico con ruote da bici, adatto ad escursioni su sentieri sterrati. Si sfreccia tra fitti boschi, campi coltivati e lunghi filari di viti. La fortuna ci porta ad incrociare un allevamento di tori della Camargue, che ci osservano perplessi a debita distanza.

L’escursione prende infine quota, inerpicandosi attraverso uno scenario che si fa via via più aspro e selvaggio. L’apice attende proverbialmente dietro l’ultima curva, quando il tracciato finisce aprendo la vista in modo sublime sull’ansa del fiume Gardon. Qualche secondo per riequilibrarsi dall’inevitabile vertigine prima di muovere lo sguardo oltre l’orizzonte. La prossima scintilla potrebbe attenderci proprio là.

TUTTE LE INFO

 

Per scoprire tutti i segreti della destinazione e conoscere l’offerta turistica di Nîmes consultare il sito ufficiale nimes-tourisme.com e dal portale ufficiale Explore France www.france.fr

 

DOVE DORMIRE A NÎMES

Hotel De L’Amphitheatre – www.hoteldelamphitheatre.com

 

IL FOOD A NÎMES

La Table du 2 – latabledu2.com

Le Questel – www.lequestel.fr

L’Accent – Bistrot Chic – www.restaurant-laccent.com

Tempo – www.temponimes.com/

Les Terrasses – www.the-social-club.com/les-terrasses

Bistrot des Arènes – IG @bistrotdes_arenes

Privacy Preference Center