Sto cercando di trovare un punto di equilibrio tra l’irrefrenabile piacere generato dalla stagione estiva e la sopravvivenza fisica e psicologica al caldo travolgente che la sta contraddistinguendo. Cercando il fresco nel seminterrato, provo a recuperare lucidità affidandomi a immagini fresche e confortanti, sognando viaggi che mi concedano una tregua dall’arsura.
Scorro immagini e clip di amici in giacca, persi chissà dove nel profondo nord, chi in Islanda, chi nella “contesa” Groenlandia, chi nelle Newfoundland canadesi… Tutto meraviglioso, ma l’emergenza richiede qualcosa di un po’ più “accessibile”, realizzabile magari anche improvvisando una gita di pochi giorni. Le montagne nostrane non sono così lontane e regalano refrigerio, ma in quest’estate estrema c’è forse bisogno di qualcosa di più scioccante, che offra sì l’opportunità di rinfrescare corpo e mente, senza però spegnere il cervello, lasciando che il viaggio porti con sé anche qualche spunto di riflessione.
Dici freddo e non puoi che pensare ai ghiacciai alpini, che da migliaia di anni modellano le nostre montagne, alimentano fiumi, conservano la memoria del clima terrestre e danno vita a ecosistemi straordinari. Luoghi in cui la natura sembra voler custodire i suoi tesori più preziosi lontano dal rumore del mondo. Maestose quanto effimere, queste distese oggi rappresentano un patrimonio sempre più raro e fragile.

Le Alpi stanno perdendo anno dopo anno una parte importante delle loro riserve glaciali e visitarle significa toccare con mano e comprendere quanto questo equilibrio negli ultimi decenni si sia modificato e in alcuni casi compromesso. Visitando questi luoghi si osserva un paesaggio vivo, in continua evoluzione, cogliendo il valore inestimabile dei ghiacciai. Custodi di una fondamentale riserva d’acqua, svolgono un ruolo importantissimo per la biodiversità alpina e per l’equilibrio degli ecosistemi, influenzando direttamente la vita di milioni di persone.
Questo viaggio nell’oro delle Alpi condurrà a ridosso di sette (come le meraviglie del mondo) ghiacciai tra i più belli e accessibili, distribuiti tra Italia, Svizzera e Austria. Non serve essere alpinisti per raggiungerli: grazie a funivie, sentieri ben segnalati e strade panoramiche, risultano tutti accessibili senza particolari problemi, pur rispettando alcune regole di base.

Quando andare
Di norma il periodo ideale va dalla metà di giugno alla metà di settembre o, più generalmente, quando sentieri e impianti di risalita sono completamente aperti. Alcuni ghiacciai possono essere raggiunti tutto l’anno. In ogni caso la regola tassativa è quella di consultare i rispettivi siti ufficiali delle destinazioni, per conoscere eventuali modifiche last minute a orari e periodi di accesso.
Serve particolare esperienza?
I ghiacciai di cui parliamo sono accessibili e osservabili senza affrontare percorsi alpinistici. In alcuni casi bastano pochi minuti a piedi dopo una funivia, in altri una normale escursione. Serve responsabilità e buon senso: informarsi sulle condizioni meteo e su eventuali limitazioni per il raggiungimento del ghiacciaio, avere il giusto abbigliamento, rispettare la montagna e l’ambiente con la massima riverenza. Il ghiacciaio non è un parco giochi. Non bisogna MAI avventurarsi sulla superficie ghiacciata. Ammirarlo dai percorsi autorizzati è il modo migliore per viverlo in sicurezza e contribuire alla sua conservazione.

1- GHIACCIAIO DEL MIAGE (VALLE D’AOSTA)
Se esistesse un premio per il ghiacciaio più sorprendente d’Italia, probabilmente lo vincerebbe il Miage. Adagiato sul versante italiano del Monte Bianco, nell’alta Val Veny, questo immenso fiume di ghiaccio colpisce per il suo aspetto insolito: la superficie è ricoperta da una spessa coltre di detriti che gli conferisce una colorazione scura, tanto da essere conosciuto come uno dei più celebri “ghiacciai neri” delle Alpi.
È proprio questa copertura rocciosa a renderlo diverso da qualsiasi altra distesa glaciale. Da lontano sembra quasi una frana, ma basta avvicinarsi per comprendere la sua imponenza e osservare il ghiaccio affiorare tra rocce, crepacci e piccoli laghi glaciali.
Da Courmayeur si prende la navetta per La Visaille, da dove parte una passeggiata adatta a tutti che conduce fino ai punti panoramici sulla fronte glaciale. Si possono raggiunge il Lago Combal e il Lago del Miage e proseguire lungo alcuni dei sentieri che si inoltrano nella splendida Val Veny, una delle vallate più affascinanti del massiccio del Monte Bianco.
Gold Tip
Prenotate una notte alla Cabane du Combal, tra l’omonimo lago e il ghiacciaio. Nel tardo pomeriggio potrete godere della luce del sole che colpisce le pareti del Monte Bianco mentre il ghiacciaio mantiene le sue tonalità scure: il contrasto crea uno degli scenari più suggestivi delle Alpi.
Da non perdere nei dintorni
- Skyway Monte Bianco: la spettacolare funivia panoramica che collega Courmayeur a Punta Helbronner (3.466 m), offrendo un’esperienza di ascesa nel cuore del massiccio del Monte Bianco fino al punto più vicino alla vetta raggiungibile senza alpinismo.
- Panoramic Mont Blanc : la cabinovia panoramica estiva che attraversa i ghiacciai del Monte Bianco collegando Punta Helbronner, sul versante italiano, all’Aiguille du Midi e a Chamonix, sul versante francese.

2 – GHIACCIAIO DEL BELVEDERE (PIEMONTE)
Ai piedi dell’imponente parete est del Monte Rosa, nel cuore della Valle Anzasca, il Ghiacciaio del Belvedere accompagna da oltre un secolo la storia turistica di Macugnaga. È uno dei luoghi simbolo dell’alpinismo italiano, ma allo stesso tempo uno dei più facili da raggiungere per chi desidera semplicemente ammirare un grande ghiacciaio. L’ambiente d’alta quota è dominato dalle pareti granitiche del Monte Rosa, che superano i 4.600 metri. È uno scenario che trasmette tutta la forza della montagna senza richiedere particolari capacità tecniche.
Ci si arriva con un’escursione di media difficoltà partendo dalla frazione di Pecetto, ultimo borgo della valle. Si sale prima all’Alpe Burki per poi seguire il percorso fino al Belvedere. Le prime ore del mattino regalano un’illuminazione perfetta della parete est, mentre al tramonto le cime assumono sfumature rosate e dorate che rendono il panorama ancora più spettacolare.
Gold Tip
Per un’immersione totale nel contesto affascinante del Monte Rosa, una volta raggiunto il Belvedere, seguire il percorso che segue la cresta morenica orientale e raggiunge la bella conca dell’Alpe Pedriola e il Rifugio Zamboni Zappa. Da qui un breve sentiero permette di raggiungere l’incantevole Lago delle Locce, un piccolo specchio d’acqua cristallina circondato da un paesaggio alpino incontaminato.
Da non perdere nei dintorni
- Casa Museo Walser di Macugnaga : nella frazione di Borca, una tipica casa walser del Seicento che permette di scoprire, attraverso ambienti e oggetti originali, la cultura, l’architettura e la vita quotidiana dell’antica comunità walser del Monte Rosa.

3 – GHIACCIAIO PRESENA (LOMBARDIA-TRENTINO)
Il Presena è uno dei ghiacciai più conosciuti d’Italia e probabilmente anche uno dei più semplici da raggiungere. Pochi minuti di cabinovia e si arriva a oltre 3.000 metri di quota, dove il panorama cambia completamente: rocce, neve e ghiaccio diventano i protagonisti assoluti. Negli ultimi anni il Presena è diventato famoso anche per un altro motivo. Durante l’estate parte della sua superficie viene coperta con grandi teli geotessili che riflettono la luce solare e rallentano la fusione del ghiaccio. Una soluzione che racconta meglio di qualunque statistica quanto sia delicato oggi l’equilibrio dei ghiacciai alpini.
Per ammirarlo in tutta la sua bellezza, si raggiunge il Passo del Tonale da dove parte la Cabinovia Presena, inaugurata nel 2016. Il primo troncone termina a quota 2.730 metri, nei pressi della famosa Capanna Presena, raffinato mountain lodge dotato di camere, ristorante e SPA, da cui si gode una vista eccezionale sull’Adamello. Continuando l’ascesa si arriva alla sommità del ghiacciaio, a ben 3.000 metri di quota.
Gold Tip
Partendo dalla Capanna Presena (2.753 m), questa breve escursione in discesa conduce al Lago del Monticello, un bacino glaciale incastonato tra le vette del Presena e del Tonale. Il sentiero, semplice e panoramico, attraversa ambienti di alta montagna recentemente liberati dai ghiacciai in arretramento, offrendo uno spaccato unico (una sorta di viaggio nel tempo) sulla natura di questi luoghi.
Da non perdere nei dintorni
- Galleria Paradiso: All’arrivo della cabinovia Paradiso, un’ex galleria militare della Prima guerra mondiale è stata trasformata in un percorso multimediale che, tra reperti, suoni e installazioni, fa rivivere la storia della Guerra Bianca sul ghiacciaio Presena.

4 – GHIACCIAIO DEI FORNI (LOMBARDIA)
Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio si trova uno dei ghiacciai più celebri e studiati delle Alpi italiane. Il Ghiacciaio dei Forni, ai piedi del gruppo Ortles-Cevedale, è una meta che unisce paesaggi spettacolari e itinerari escursionistici adatti anche a chi desidera avvicinarsi per la prima volta a un ambiente glaciale. L’esperienza inizia a Santa Caterina Valfurva, da cui si raggiunge in pochi minuti d’auto la località Forni, percorrendo una strada panoramica di circa quattro chilometri (a pagamento per i mezzi motorizzati nella stagione di apertura). Da qui il ghiacciaio domina la valle, circondato da tredici cime che superano i tremila metri.
Per ammirarlo da vicino, l’itinerario più suggestivo è il Sentiero Glaciologico (nella sua variante bassa), un percorso ben segnalato che parte dal Rifugio Forni e conduce verso la fronte del ghiacciaio attraversando morene, rocce levigate e il fragoroso torrente Frodolfo, alimentato direttamente dalle acque di fusione. La variante Alta permette di avvicinarsi ancor di più al ghiacciaio ma richiede sicuramente più esperienza e miglior preparazione.
Gold Tip
Per gli escursionisti più preparati, il consiglio è di compiere l’escursione verso la fine settembre, quando le giornate regalano colori straordinari e i larici iniziano a tingersi d’oro creando un magnifico contrasto con il bianco del ghiacciaio.
Da non perdere nei dintorni
- Santa Caterina Valfurva: elegante località alpina immersa nel Parco Nazionale dello Stelvio. Passeggiando tra le sue vie si possono scoprire la storica Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, le tradizionali case di montagna e il vivace centro del paese, ideale per assaporare la cucina tipica valtellinese in rifugi e ristoranti di montagna.

5 – GHIACCIAIO DELL’ALETSCH (SVIZZERA)
Con una lunghezza di circa venti chilometri e una superficie che supera gli ottanta chilometri quadrati, il ghiacciaio Jungfrau-Aletsch è il più grande ghiacciaio delle Alpi, primo patrimonio naturale svizzero a ricevere il riconoscimento dall’UNESCO. Nonostante le sue dimensioni, anche questo gigante sta arretrando progressivamente a causa dell’aumento delle temperature. La sua imponenza continua comunque ad impressionare. Da uno dei numerosi punti panoramici si osserva un immenso fiume di ghiaccio che serpeggia tra le montagne, circondato da cime che superano i quattromila metri. È un paesaggio che cambia continuamente con la luce: al mattino il ghiaccio assume sfumature azzurre, mentre nel tardo pomeriggio le superfici si tingono d’oro, regalando uno spettacolo difficile da dimenticare.
La grande forza dell’Aletsch è la sua accessibilità. Non occorre affrontare lunghe escursioni per godere di panorami eccezionali. Le cabinovie dell’Aletsch Arena permettono di raggiungere facilmente tre spettacolari balconi naturali. Il più celebre è l’Eggishorn (2.869 m), probabilmente il punto panoramico più famoso dell’intero comprensorio. Da qui lo sguardo abbraccia quasi tutta la lunghezza del ghiacciaio, con un colpo d’occhio che nelle giornate limpide arriva fino ai giganti del Vallese.
Molto suggestivo anche il Moosfluh, facilmente raggiungibile con la cabinovia da Riederalp, ideale per osservare da vicino la morena glaciale e comprendere l’enorme scala del paesaggio. Il terzo belvedere, il Bettmerhorn, offre invece una prospettiva più ravvicinata sulla parte centrale del ghiacciaio ed è il punto di partenza di numerosi sentieri panoramici.
Gold Tip
Se il meteo è favorevole, scegli l’ultima cabinovia del pomeriggio verso l’Eggishorn. La luce della golden hour trasforma il ghiacciaio in un lungo nastro dorato, mentre le cime del Vallese si colorano di arancio e rosa. È uno dei panorami più fotografati dell’intero arco alpino.
Da non perdere nei dintorni
- Foresta dell’Aletsch: un’escursione in una delle riserve naturali più affascinanti della Svizzera. Ospita alcuni dei pini cembri più antichi del Paese, con esemplari che sfiorano il millennio di vita. Il punto di riferimento è Villa Cassel, l’elegante residenza dei primi del Novecento oggi sede del Centro Pro Natura Aletsch. Qui mostre interattive e un giardino alpino con oltre 200 specie vegetali permettono di approfondire la storia del ghiacciaio.

6 – GHIACCIAIO DEL MORTERATSCH (SVIZZERA)
Situato in Engadina, a pochi chilometri da Pontresina e da St. Moritz, è uno dei ghiacciai più accessibili della Svizzera e rappresenta un vero laboratorio a cielo aperto dedicato al cambiamento climatico. L’esperienza inizia già dalla stazione ferroviaria di Morteratsch, servita dalla celebre Ferrovia Retica. Da qui parte un sentiero praticamente pianeggiante che conduce in circa un’ora fino alla fronte glaciale, attraversando boschi, pascoli e paesaggi modellati dall’antico passaggio del ghiaccio.
La passeggiata è molto più di una semplice escursione. Lungo il percorso si incontrano pannelli che indicano dove arrivava il ghiacciaio nei decenni passati, percorrendo simbolicamente oltre cent’anni di storia climatica e rendendo immediatamente percepibile quanto rapidamente il paesaggio sia cambiato. Arrivati alla fronte si viene accolti da un paesaggio fatto di ghiaccio, rocce levigate e torrenti impetuosi.
Gold Tip
Per impreziosire la visita si può proseguire per raggiungere il Rifugio Boval oppure partecipare alle escursioni guidate organizzate durante l’estate. Gli appassionati di fotografia trovano invece uno dei soggetti più spettacolari delle Alpi, soprattutto nelle prime ore del mattino quando la luce illumina il gruppo del Bernina.
Da non perdere nei dintorni
- La salita in funivia al Diavolezza: la stazione di Morteratsch dista un paio di fermate dal punto di accesso alla funivia. Si raggiunge quota 2.978 metri, dove dalla terrazza panoramica dell’omonimo rifugio, si apre una vista straordinaria sul massiccio del Bernina, sul Piz Palü e sul ghiacciaio del Pers (oltre a quello dello stesso Morteratsch).

7 – PASTERZE (AUSTRIA)
Ai piedi del Grossglockner, la montagna più alta dell’Austria con i suoi 3.798 metri, si distende la Pasterze, il più grande (ancora per poco) ghiacciaio del Paese. Un’imponente distesa che per secoli ha dominato questo versante delle Alpi Orientali e che continua a esercitare un fascino straordinario, nonostante il suo volto stia cambiando anno dopo anno. Il primo impatto è quasi teatrale. Dalla terrazza panoramica del Kaiser-Franz-Josefs-Höhe, uno dei belvedere più celebri dell’intero arco alpino, lo sguardo spazia dalle pareti del Grossglockner fino al ghiacciaio, che serpeggia tra rocce levigate e morene. Nelle giornate più limpide sembra un enorme fiume d’argento che scorre lentamente verso la valle.
Questa enorme massa è “viva” ma la sua fronte continua ad arretrare sotto l’effetto dell’aumento delle temperature e il destino del ghiacciaio appare oggi fortemente a rischio. Le fotografie storiche esposte lungo il percorso raccontano una trasformazione impressionante e aiutano a comprendere quanto rapidamente stia cambiando il paesaggio alpino.
Gold Tip
Dal belvedere una breve funicolare conduce verso il fondovalle, riducendo notevolmente il dislivello. Da qui parte un facile sentiero che permette di avvicinarsi alla lingua glaciale camminando tra rocce modellate dal ghiaccio, piccoli torrenti alimentati dall’acqua di fusione e laghetti dalle incredibili sfumature turchesi.
Da non perdere nei dintorni
- Poco distante si trova Heiligenblut am Großglockner, uno dei borghi alpini più iconici dell’Austria. Adagiato ai piedi del Grossglockner, conquista con le sue tradizionali case in legno, l’inconfondibile profilo della chiesa di San Vincenzo, con il campanile slanciato sullo sfondo delle montagne, e l’atmosfera autentica che si respira tra le sue vie. È il luogo ideale per una passeggiata, una sosta in una tipica locanda carinziana o come punto di partenza per esplorare il Parco Nazionale degli Alti Tauri.


























