Per gli appassionati di tatuaggio “farsi un giro” in tattoo convention è come andare al Luna Park: tatuatori, spettacoli, entertainment e aree dedicate allo shopping dove trovare il souvenir perfetto da portare a casa. Ce ne sono di più grandi e di più piccole, di “local” e di “international”, tutte pronte a soddisfare la curiosità e i palati della platea, anche di quella più esigente. In fin dei conti, è come una bolla nella quale trovare tutto ciò che ti piace.
E quest’anno la nostra attenzione è caduta dritta sull’evento che prometteva di essere l’appuntamento immancabile del 2025. Spoiler alert, lo era per davvero.
Dal 28 al 30 marzo 2025, infatti, Francoforte si è trasformata nel centro mondiale del tatuaggio, ospitando la terza edizione della Gods of Ink Tattoo Convention sotto la direzione artistica di Miki Vialetto, figura di spicco nel mondo dei tatuaggi da più di 30 anni e organizzatore di oltre 25 convention di successo.
Nella cornice del polo fieristico della città, fra ampie vetrate e architetture industriali, si sono riuniti 400 tra i migliori tatuatori al mondo, selezionati e invitati personalmente da Vialetto stesso, per offrire al pubblico un evento di alto livello.
E ci è riuscito, dicevamo. L’atmosfera che si respira al Gods of Ink è vibrante, prestigiosa e internazionale, ma al contempo intima e accessibile. Qui la storia passata e presente del mondo Tattoo si incontra, per dare vita a un evento capace di soddisfare tutti i gusti: dal tradizionale al realistico, dal giapponese al chicano, all’ornamentale, passando per tecniche da tutto il mondo, come l’Irezumi giapponese, il Tatau polinesiano, quelle manuali degli antichi vichinghi e delle tribù berbere nordamericane.
Dalle leggende del tatuaggio come Flip Leu, Junii, Mark Mahoney e Tin Tin, volti noti come quello di Ami James, eccellenze nostrane come Marco Wallace, Genziana Cocco, Davide Andreoli e Franco Cecconi, fino ai protagonisti della nuova era come Diamante Murru, Guy Le, Melow Perez, Alvaro Alonso, Marco Marini e Samuele Briganti, solo per citarne alcuni.
Camminare tra i corridoi del padiglione del Frankfurt Messe ti catapulta dritto in angoli di mondo dei quali apprendere stile, cultura e immaginario, in un ambiente super chill, dove non mancano i momenti per interagire e scambiare quattro chiacchiere con i protagonisti della kermesse.
A rendere speciale Gods of Ink, però, non è solo la selezione degli artisti presenti, ma anche la molteplicità di esperienze che qui si possono vivere.
Fin dal suo esordio, l’evento ha voluto offrire ai partecipanti l’opportunità unica di osservare i maestri all’opera e di assistere alla creazione di tatuaggi incredibili, alcuni dei quali hanno fatto mostra di sé nei contest di sabato e domenica, ma anche la possibilità di farsi tatuare, scegliendo tra i numerosi artisti internazionali presenti.
Ed è quello che abbiamo fatto anche noi, portandoci a casa un piccolo souvenir tradizionale del Borneo, eseguito da Jeremy Monkey (@bungaterung). Perché se non lo fai in un’occasione del genere, allora quando pensi di farlo? 😁
Oltre alle live tattoo sessions, Gods of Ink ha offerto un ricco programma di intrattenimento: spettacoli dal vivo a tema circense delle FUEL Girls, concerti serali, esposizioni fotografiche e artistiche, come quella delle chitarre Jackson personalizzate dai migliori tatuatori e andate all’asta a sostegno dell’organizzazione Metal for Nepal. E, ultima ma non per importanza, una sala cinema dedicata alla proiezione di Felix: Dare to Dream, docu-film sulla vita dell’eclettico artista Felix Leu.
E, come in ogni Tattoo Convention, il momento clou dell’evento è arrivato con il Tattoo Contest, tenutosi sabato e domenica. Ecco qui i vincitori:
BEST BLACK AND GREY
1st @abiru_tattoo
2nd @diaochen_tattoo
3rd @rich_hardy



BEST ORNAMENTAL
1° @blancameret_tattoo
2° @raimundo_ramirez
3° @jbecerra_art



BEST OF DAY SATURDAY
1st @quangpham1610
2nd @___p_e_s_t_e___
3rd @gimmelovetattoo



BEST BACKPIECE/BODY SUITS
1st @fibs_
2nd @hanmotattoobin
3rd @horihiro_tebori



BEST COLOUR
1st @ytztattoo
2nd @yingham.tattoo
3rd @pablo_frias.tattoo



BEST REALISM
1st @mihail_kogut
2nd @sziditattoo
3rd @thomas_vincentink



BEST OF SHOW
1st @uncogrim
2nd @shooby_tattoo
3rd @julian.siebert




A tu per tu con
Miki Vialetto
Ciliegina sulla torta di questo weekend di full immersion non poteva essere che un “a tu per tu” con il padrone di casa: Miki Vialetto.
Chiunque mastichi un po’ di tatuaggi, non può non conoscerlo: in Italia è stato il primo in assoluto a divulgare la Tattoo Culture, in tempi non sospetti come la fine degli 80s, quando inchiostro e pelle disegnata erano ammirabili quasi solo ai raduni bikers. La sua mission è sempre stata quella di diffondere la cultura del tatuaggio, parlare del vero tatuaggio, e da 33 anni lo fa nella veste di direttore ed editore di Tattoo Life Magazine, nonché di organizzatore di eventi.
“Parlo di vero tatuaggio perché purtroppo in questi anni è un concetto che si è un po’ perso, a causa anche dell’esplosione social che tutt’ora stiamo vivendo. Il tatuaggio è diventato una grande bugia: nulla di quello che si vede online è reale: le immagini sono modificate, ritoccate, non realistiche. Sono tutti concentrati sull’avere quanti più follower possibile, piuttosto che sul tatuaggio in sé. Quindi, la mia missione è sempre stata, tramite le riviste, le varie esibizioni e anche le Tattoo Convention, di dar modo a chiunque di avere esattamente l’idea di che cosa sia il tatuaggio in tutti i suoi stili e forme artistiche possibili. Le Tattoo Convention sono, soprattutto in Europa, uguali da 30 anni. C’è poca innovazione, si continuano a fare le stesse cose e, quando si apporta un minimo cambiamento, è facile che lo copino”.
Come spesso accade, ci troviamo nel bel mezzo di un discorso che guarda al passato e fatica a trovare continuità con il futuro. Il gap generazionale? C’è, lo sappiamo e se ne parla di continuo. Ma secondo Miki la vera “falla”, se così la vogliamo chiamare, risiede nella mancanza degli apprendistati. I tatuatori di oggi imparano una tecnica, un lavoro, ma non ne colgono l’etica perché non c’è nessuno che gliela tramandi. E quella è sempre stata la chiave, il punto d’accesso, ma anche il punto di svolta nella vita e nel percorso di un nuovo tatuatore.
Il suo augurio per il mondo del tatuaggio? Che diventi più reale. In fin dei conti “basta essere più onesti”.


















