Ti è mancata una sola, dannata, stramaledetta, ciliegina.

 

Ma ci hai provato eh, eccome se ci hai provato, vecchio mio… Hai lottato contro gli incidenti, gli infortuni, le fratture. Hai più punti addosso tu della tessera Esselunga della Sciura Elvira.

Ti sei beccato il Vale Nazionale, che all’epoca era peggio del Boss finale dell’ultimo livello di Doom, un Hayden stratosferico con la tua stessa moto, Stoner in versione Beep Beep e poi Lorenzo, Marquez… Un fenomeno dopo l’altro, un anno dopo l’altro. Per 13 lunghissime stagioni.

Una tale congiuntura astrale di sfighe non si vedeva dai tempi delle cavallette di Jake Blues. Ma tu mai una lamentela. Mai una parola fuori posto. Mai un colpo di testa. Cadevi e ti rialzavi, ti spaccavi e ti aggiustavano. Hai rotto caviglie, polsi, dita, clavicole.

Hai guardato la sfiga in faccia e hai sempre risposto facendo la cosa che ti veniva meglio: guidare una moto da 240 cv con la grazia e la precisione di una ballerina classica. Tu, uno scricciolo di 1.58 per 51 kg, praticamente un fantino su un cavallo imbizzarrito. Che, però, sotto le tue mani sembrava proprio danzare.

 

Velocissimo, pulito, maniacale nella messa a punto. Caparbio al limite del masochismo.

 

Sempre corretto e rispettoso, nessuna polemica, nessun battibecco. Un vero gentleman, di quella razza ormai estinta. In un mondo di rockstar e primedonne sei stato il volto educato e gentile del motociclismo. Con quel sorriso da eterno bambino, sei stato il nostro Peter Pan. L’avversario che tutti vorrebbero.

E alla fine quella ciliegina, quella vittoria di un mondiale MotoGP, proprio non è arrivata, è vero. Ma sai cosa? A noi non frega proprio niente.

Perché tu hai vinto, hai vinto tantissimo. Sei nella Hall of Fame del motociclismo assieme ai migliori, hai partecipato a qualcosa come 285 Gran premi (206 solo di Moto GP in 13 anni) e ne hai vinti ben 54. Un numero che ti rende uno degli 8 piloti più vincenti di sempre dietro a mostri sacri come Agostini, Rossi & Co.

Sei stato capace di vincere almeno un Gran Premio a stagione per 16 anni consecutivi, sei salito sul podio 153 volte e per 49 volte sei partito dalla pole position. Sei il pilota Honda con più vittorie assieme ad una leggenda come Mick Doohan.

E comunque, nonostante tutto, tre mondiali li hai portati a casa. Nel 2003, al tuo primo anno in 125 hai sbaragliato la concorrenza. Poi nel 2004 per la prima stagione in 250. E, tanto per far capire chi comandava, pure nel 2005 nella stessa classe.

Poi il passaggio alla Moto GP. E vabbè, la storia la sappiamo. Vittorie esaltanti, sfide entusiasmanti, cadute paurose. Sempre ad un soffio dal trionfo, ci mancava sempre tanto così, quell’ultimo piccolo step che non è mai arrivato. Ma non hai nessun rimpianto, più di così non potevi fare. Il Dio del motociclismo ha un senso dell’umorismo tutto suo, a volte, e con te si è divertito parecchio, al limite del sadismo, te lo concediamo.

Nel 2018 hai salutato mamma Honda, di cui sei stato una vera bandiera, e sei passato in KTM come collaudatore. Sei stato in grado di far diventare competitivo un cancello come la RC16 di Mattighofen. E sei pure riuscito a toglierti ancora qualche soddisfazione in Moto GP come Wild Card, mettendo dietro avversari ben più giovani e motivati.

Nel frattempo, visto che ti avanzava tempo, hai iniziato a gareggiare con le quattro ruote con una Lamborghini Huracan nel Lamborghini Super Trofeo, raggiungendo tra l’altro risultati lusinghieri. Tanto da meritarti il volante della KTM X-Bow per correre alcune gare del campionato GT2 Pro AM nel 2023. Sono convinto che sapresti far andar forte anche un carro trainato da buoi…

E quindi, fanculo la ciliegina. A noi piace la torta e la tua ce la siamo proprio goduta.

 

Buon compleanno, Dani Pedrosa!

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