Ormai lo sapete: noi di Wheelz siamo accesi sostenitori dei finesettimana inattesi. Quelli che nascono con un’intenzione, ad esempio fuggire dalla città, e poi evolvono seguendo strade impreviste. Ma siamo altrettanto pronti a lasciarci coinvolgere da un programma, purché prelibato ed esclusivo come quello proposto questa volta da CUPRA.

 

La destinazione? Spoiler alert: è di quelle in grado di far saltare un battito a qualunque appassionato di due ruote. Un luogo unico al mondo. Un circuito offroad mitologico incastonato tra colli e vigneti, nato dalla passione per crescere e plasmare i campioni di domani. Si va a Tavullia al MotoRanch VR46 per assistere a uno degli eventi più attesi del circus, La 100KM dei Campioni, gara che, a tutti gli effetti, chiude la stagione. Ma andiamo con ordine, per quanto l’emozione ci conceda.

Raggiungere Tavullia a bordo di CUPRA Terramar ci offre l’opportunità di viaggiare esattamente come piace a noi: comode, ma con brio. Il propulsore 1.5 e-HYBRID DSG da 204 CV spinge le linee grintose del SUV con prontezza, permettendoci di muoverci tra costa ed entroterra con il sorriso sempre stampato sulle labbra. Non a caso, deve il suo nome allo storico circuito catalano Autòdrom de Sitges-Terramar di Sant Pere de Ribes, in Spagna. Agile, disinvolta, stilosa: CUPRA Terramar si trova nel punto d’equilibrio perfetto tra il comfort di un SUV elettrificato e il carattere piccante&sfidante di una sportiva.

Il design di CUPRA Terramar è un esercizio particolarmente riuscito. Nato dalle matite del team creativo di CUPRA Design House, capitanato dal Design Director Jorge Diez e dalla Creative Director Francesca Sangalli, è in grado di esprimere emozione e dinamismo persino a ruote ferme. Scolpita nell’argilla e rifinita tra Barcellona e Györ, dalla silhouette decisa alle linee ad alto contrasto che la caratterizzano, CUPRA Terramar evoca movimento. La “Rocker Wave” ascendente sulla fiancata è come un’onda che la spinge avanti, mentre il frontale a V sembra puntare l’asfalto. Insomma, il suo design è sintesi del nome che porta.

Gli interni indossano l’abito techno-cool delle serate imperdibili: i materiali ad alto tasso di sensorialità sanno alternarsi agli accenti d’atmosfera, come le luci d’ambiente customizzabili che avvolgono l’abitacolo e il grande display da 12,9”, che accoglie le informazioni utili in modo chiaro e facilmente navigabile. Ogni dettaglio è ricerca, attenzione e cura. Come i sedili, avvolgenti e dal taglio sportivo, realizzati con una particolare fibra polimerica studiata con Seaqual, frutto di materiali riciclati provenienti dalle acque del Mediterraneo.

Bastano una manciata di chilometri al volante per accorgersi che CUPRA Terramar sa trasmette vibes sportive ed esclusività in ugual misura, riassumendo alla perfezione le emozioni che ci attendono nel corso del weekend. Perché viaggiare con lei invita a cercare il meglio anche fuori dall’abitacolo e il nostro itinerario tra Romagna e Marche offre una serie di delight opportunity da non perdere.

Guidiamo lungo la costa sferzata da un vento di Bora da nord-est, che colora di bianco le onde dell’Adriatico e il cielo all’orizzonte, muovendoci tra gli scorci più autentici della Riviera, quelli che parlano ancora la lingua dei pescatori, ben lontana dall’affollato e rumoroso turismo estivo. Rotoliamo verso sud godendoci l’anima più soft di CUPRA Terramar, quella fluida, silenziosa e premium che rende ogni spostamento un’esperienza di coziness.

Ci sono tipicità del territorio che si fanno sentire anche d’inverno, quando quest’incredibile tratto di costa ad effetto parco giochi sembra assopito: il food, da queste parti non dorme mai e le proposte d’eccellenza, dall’indimenticabile piadina ai piatti di ricerca degli stellati, non vanno certo in letargo. La fascia che abbraccia il tratto di costa da Rimini a Pesaro, spingendosi nella zona dei castelli dell’entroterra, in questa stagione ha davvero qualcosa di magico.

E allora vale la pena di trovare il tempo per seguire la linea del mare dall’alto, godendosi ogni curva della famosissima strada Panoramica che lega Gabicce a Pesaro, attraversando piccole perle come Castel di Mezzo e Fiorenzuola di Focara, incantevoli borghi in pietra, tutti da scoprire. Per poi perdersi sui colli in direzione di Morciano, fino a Gradara, uno dei Borghi più Belli d’Italia, dove una doppia linea di mura medievali protegge l’abitato, dominato dalla Rocca. Un luogo talmente autentico da far innamorare persino Dante, che lo cita nel quinto canto dell’Inferno della Divina Commedia. Ettari coltivati a ulivi e vigneti accompagnano un viaggio morbido, ma sempre dinamico. La quiete controllata e piacevole, prima dell’azione.

La prossima meta si chiama Tavullia e qui i motori sanno ruggire anche quando si spengono le luci dei circuiti internazionali.

 

Quelle che restano sempre accese, invece, sono le luci di VR46 con le sue due anime pulsanti: il VR46 Racing Team e la VR46 Riders Academy. Il quartier generale dove tutto prende forma è un edificio che alterna gli specchi al colore di bandiera. Varcarne la soglia è privilegio di pochi e la sensazione è quella di entrare in un autentico tempio della passione. Racing certo, performance, ovviamente. Ma non solo. In VR46 si respira un’atmosfera unica: familiare, creativa, umana. L’operatività passa dalla visione e dal metodo che guida il lavoro di ogni pilota. Il meccanismo dietro le quinte funziona perché alimentato a knowhow e amore per il motorsport. Ci sono le persone e i valori, al di sopra di qualunque altro aspetto.

Passione, non ci stancheremo mai di sottolinearlo. E poi prestazioni, coraggio e un certo spirito anticonvenzionale spiccatamente spontaneo. Lo stesso che da sempre spinge ad aprire vie invece di seguire percorsi già tracciati. E dal quale, se tutto si allinea alla perfezione, nascono le leggende. È da qui che si sviluppa la partnership tra VR46 e CUPRA: ad accomunarli c’è lo stesso sistema valoriale, la stessa passione, tanto potente quanto calibrata. E la voglia di spingersi sempre un passo oltre a ciò che è già stato fatto e pensato. È coolness condivisa, autentica e ispirante.

Esattamente la stessa che respiriamo guidando la nostra Terramar verso il MotoRanch VR46, uno dei tanti capolavori firmati Valentino Rossi con lo zampino di papà Graziano, che da sempre sostiene il progetto. Il Ranch, che si estende su circa cento ettari di colline dolci e filari di viti, ospita infatti un tracciato unico nel suo genere: due chilometri e mezzo di ovali intersecati, curve (sì, anche a destra) e saliscendi che rappresentano, né più né meno, il paradiso in terra (e che terra! Si narra che il fondo sia realizzato con una “ricetta” segreta che cambia di continuo, un po’ come le password dei migliori speakeasy) di chiunque ami il dirt track. Rustico nell’essenza e curatissimo nella sostanza, il Ranch è il luogo d’elezione per gli allenamenti dei piloti dell’Academy, evoluzione perfetta della mitica cava che fece da sfondo ai primi passi della carriera di Valentino.

È qui che ogni anno prende vita La 100KM dei Campioni, due giorni di gare che vedono protagonisti tutti i piloti che decidono di accettare l’invito di Valentino. Siamo all’11^ edizione e nessuno, salvo seri impedimenti, declina mai… Perché? Perché al Ranch di Tavullia prima di tutto ci si DI-VER-TE, dentro e fuori dalla pista. L’atmosfera è calda, accogliente, goliardica al punto giusto. C’è spazio per incontrare amici e scambiare una battuta con i campioni, provenienti da tutte le classi. Bagnaia, Pedro Acosta, Bezzecchi e Marini, ma anche road racer come Guy Martin e Dean Harrison o piloti di Supermoto e flat track come Thomas Chareyre e Sammy Halbert. 

Si sale sugli spalti per vederli correre di traverso (e sportellarsi allegramente col sorriso sotto il casco) e poi si scende di nuovo nell’area di fronte ai box per godersi il dj set, magari proprio accanto a un Davide Brivio qualunque… Un selezionato e azzeccatissimo street food propone non-stop specialità che, se non fosse terribilmente cringe, meriterebbero l’hashtag #foodporn. E, naturalmente, ci sono anche le celeb che orbitano nell’universo VR46, da Cesare Cremonini a Lucio Corsi, che ha “chiuso” la festa con tre pezzi live durante le premiazioni.

A prescindere dai risultati della Sprint (la prima nella storia dell’evento non poteva che aggiudicarsela Vale), della spettacolare Americana in notturna, gara a eliminazione che si tiene tradizionalmente il giorno prima e che ha visto trionfare Enea Bartolini e della 100KM dei Campioni vera e propria – lo sapete no? L’ha spuntata la coppia Pecco Bagnaia + Augusto Fernandez davanti a Moreira e Federico Fuligni, con Luca Marini e Matteo Patacca sul terzo gradino del podio – a vincere davvero al Ranch è l’autenticità: qui il motorsport incontra lo show senza alcuna forzatura: si vive semplicemente il meglio del mix.

L’aspetto più incredibile del vivere da vicino un’esperienza come la 100KM è che, in qualche modo, ti aspetti di “veder scendere sulla terra” i protagonisti dal loro consueto posto nell’Olimpo del talento, per mischiarsi con noi comuni mortali. E invece no. Non sono loro a scendere, sei tu a salire per una full immersion indimenticabile…

Indimenticabile come il nostro weekend. Mentre la Terramar risale i tornanti stretti che ci allontanano dal Ranch per riavvicinarci a casa, penso a quanto possa essere stimolante ed emozionante poter vivere una magia fatta di luoghi unici da scoprire e riscoprire, di persone che col proprio lavoro e talento sanno fare la differenza, il tutto guidando un’auto che accoglie nel suo DNA l’essenza della passione.

Non abbiamo vissuto solo un weekend straordinario: abbiamo gustato uno scorcio di quell’Italia che è ancora eccellenza, vitalità e tradizione che sa rinnovarsi. Che corre, evolve, sorprende. Proprio come CUPRA Terramar.

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