Ci sono auto che assecondano il tuo ritmo, e altre che lo dettano. L’elettrico ha cambiato la colonna sonora dei nostri viaggi, azzerando i decibel e amplificando il battito: non c’è più il crescendo meccanico e progressivo dei pistoni, ma una frequenza diversa, un impulso istantaneo, un flusso di energia che si traduce in una spinta immediata e silenziosa appena sfiori l’acceleratore. Che piaccia o meno, è innegabile che l’elettrico crei una bella connessione diretta tra il piede destro e l’asfalto che fa venir voglia di guidare, di muoversi, di uscire dalla solita traiettoria casa-ufficio.
E mentre sfrutto questa coppia generosa per fiondarmi su per un vicolo angusto, schivando un motorino in bilico sui sampietrini, sorrido. Guidare tra i sette colli regala sempre scorci da togliere il fiato, incastrati tra tetti color mattone e scorci carichi di storia. Questa città non delude davvero mai. Poi scollino, la vista si apre sull’immensità dell’acqua, scorgo la mole d’acciaio rosso del Ponte 25 de Abril e un tram giallo mi taglia la strada sferragliando in discesa. Eh sì, cosa pensavate? Non siamo a Roma, ma nella splendida Lisbona.

Ed è proprio tra i dislivelli verticali e il traffico nervoso della capitale portoghese che abbiamo messo le mani sul volante della nuova Kia EV2, il cui biglietto da visita parla di un “B-SUV elettrico entry-level“, la porta d’accesso al mondo a zero emissioni del brand coreano. Ma bastano pochi chilometri tra l’Alfama e Belém per capire che questa etichetta le va clamorosamente stretta.
Progettata, sviluppata e costruita in Europa, la EV2 non è nata per fare la seconda auto da maltrattare in centro: ha l’obiettivo sfacciato di diventare la prima e unica auto di famiglia. E, scheda tecnica alla mano, ha tutte le carte in regola per farlo.
Non c’è palcoscenico migliore dei saliscendi lusitani per mettere alla prova un’auto che promette di essere la nuova queen della mobilità urbana (e non solo)!
Quando ti avvicini alla EV2 la prima cosa che noti è la sua presenza: nonostante le dimensioni compatte tipiche del segmento B, ha una statura che la fa sembrare un SUV di categoria superiore che segue la filosofia Opposites United di Kia, ma la declina in un linguaggio più compatto e muscoloso.

Le proporzioni sono verticali, sicure, quasi sfrontate. La linea di cintura è alta, pronunciata e poggia su passaruota robusti che le donano grande solidità visiva. Ma il vero colpo d’occhio è il frontale: la firma luminosa Star-map Signature, immancabile per la famiglia EV di Kia, qui evolve con luci diurne a sviluppo verticale che tagliano il muso come lame di luce. Non c’è la classica calandra, ovviamente, ma una pulizia delle linee che maschera un’aerodinamica studiata al millimetro con un design che non resta immobile nemmeno quando l’auto è parcheggiata lungo le banchine del Tago.
Sotto la pelle la EV2 nasconde una tecnica che fa impallidire molte presunte ammiraglie di qualche anno fa. Il PULSE è garantito da due tagli di batteria: la Standard Range da 42.2 kWh che è l’anima urbana, agile, leggera, capace di garantire un’autonomia fino a 317 chilometri nel ciclo WLTP e perfetta per il commuting quotidiano e le fughe del weekend. E la Long Range da 61.0 kWh, più globetrotter con 453 chilometri promessi.

E se è vero che viaggiare nasce da un’esigenza, non c’è niente di peggio che doversi fermare per ore attaccati a una colonnina… Bè, in questo caso non si corre il rischio: la ricarica della EV2 passa dal 10% all’80% in 29 minuti per la batteria da 42.2 kWh, e in circa 30 minuti per la 61.0 kWh.
E c’è anche una novità: per la prima volta la EV2 supporta la ricarica in corrente alternata non solo a 11 kW, ma anche a 22 kW. Per chi vive in città e si affida alle colonnine pubbliche, caricare a 22 kW significa dimezzare letteralmente i tempi di sosta. È un upgrade tecnologico enorme, solitamente riservato a vetture premium, che cambia radicalmente il ritmo della gestione quotidiana dell’auto.
Ma passiamo dalla teoria alla pratica. Premi il tasto start e non c’è il rombo di uno scarico, senti solo la vibrazione dell’elettronica che prende vita. La EV2 è pronta e sulle rampe ripidissime dell’Alfama si muove con una disinvoltura disarmante.
L’handling è stato curato in modo maniacale per le strade europee: non ci si è concentrati sull’esasperare un singolo aspetto, ma su un equilibrio globale che ispira fiducia immediata. Le sospensioni sono state accordate per bilanciare la risposta tra l’asse anteriore e quello posteriore. Il risultato? Anche quando provochi l’auto con input di sterzo improvvisi per evitare una buca sul calçada (il tipico pavé portoghese), la dinamica resta controllata, piatta, piacevolmente prevedibile.
Lo sterzo ha un feedback lineare, fluido, non è inutilmente pesante, ma non è mai vuoto. Nei cambi di direzione veloci verso Cabo da Roca l’auto mantiene una stabilità granitica e, per chi guida in condizioni peggiori di questa primavera portoghese, i test invernali in Svezia hanno affinato l’ESC e perfino la modalità Snow, garantendo maneggevolezza e trazione su neve e ghiaccio.
Il battito lo senti anche quando c’è silenzio e, dentro alla EV2, il silenzio è stato ingegnerizzato, nel vero senso della parola. Perché, per un’auto elettrica, i nemici numero uno sono il rotolamento degli pneumatici e il fruscio aerodinamico, privi della copertura del rumore del motore termico.
Il pacchetto NVH Noise, Vibration and Harshness di questa B-SUV è impressionante, gli ingegneri hanno tappezzato il sottoscocca con coperture specifiche e inserito assorbitori di rumore nel cruscotto per fermare le alte frequenze del propulsore elettrico. I passaruota ospitano tappetini fonoassorbenti, lavorando in sinergia con pneumatici sviluppati ad hoc. Salendo di velocità sulla Autoestrada A5, i vetri insonorizzati delle portiere anteriori e il parabrezza acustico sigillano l’abitacolo. Il mondo esterno, caotico, rumoroso, resta fuori.
In questo vuoto acustico, Kia ha inserito la Bold Motion Symphony: una nuova identità sonora per le sue elettriche. Venti nuovi suoni, inclusi quelli di benvenuto e di allerta per i pedoni, calibrati per essere udibili, ma mai fastidiosi, mai invadenti. Una vera e propria colonna sonora che si adatta al ritmo del viaggio.
L’abitacolo parla la lingua del minimalismo hi-tech con lo sguardo che viene subito catturato dal sistema ccNC connected car Navigation Cockpit a triplo schermo, un pannello continuo di vetro che racchiude un quadro strumenti digitale da 12.3 pollici, un touchscreen centrale dell’infotainment sempre da 12.3 pollici e un display dedicato alla climatizzazione da 5.3 pollici incastonato tra i due.
Niente sottomenù labirintici per accendere l’aria condizionata, tutto è logico, rapido, fluido. E l’auto evolve con te grazie agli aggiornamenti OTA Over The Air e ai Kia Upgrades. L’infrastruttura software è supportata da un’app che offre la visualizzazione 3D del veicolo, ereditata dall’ammiraglia EV9. Puoi dunque far ruotare sul telefono la tua EV2, controllare se hai chiuso i finestrini e tante altre specifiche.
Ma l’abitacolo non è solo schermi. L’architettura elettrica nativa ha permesso di liberare spazio prezioso e l’abitabilità per quattro adulti è top per il segmento B. Merito soprattutto dei sedili posteriori scorrevoli e indipendenti. Puoi privilegiare lo spazio per le gambe o ampliare il bagagliaio, che in configurazione standard ha già un’ottima capacità di 400 litri.
Per quanto riguarda gli ADAS, la EV2 porta nel segmento B un arsenale di sistemi di assistenza alla guida degni di una berlina di rappresentanza. C’è tutto: Highway Driving Assist 2 (HDA 2) per viaggi autostradali con gestione di corsia e velocità. Front Collision Avoidance Assist 2.0 che non si limita a frenare, ma agisce sullo sterzo per evitare l’impatto. E poi Smart Cruise Control 2, Remote Smart Parking Assist Entry, Blind-spot View Monitor & Surround View Monitor.
Ma la vera rivoluzione si nasconde nello specchietto retrovisore e si chiama ICMU In-Cabin Monitoring Unit. Questo sistema non ti giudica (forse!) e non memorizza i tuoi dati personali, ma ti salva la vita monitorando l’attenzione del conducente e la posizione dei passeggeri. Modula l’intervento degli airbag in caso di urto per minimizzare i danni e se, malauguratamente, chi guida dovesse avere un malore e non rispondere ai richiami sonori, l’ICMU attiva la Minimum Risk Manoeuvre e l’auto rallenta da sola in modo sicuro, avvisa gli altri veicoli e si arresta, evitando il disastro. Una tutela silenziosa e imprescindibile.
Kia EV2 viene prodotta a Žilina, in Slovacchia (le versioni Standard sono già in linea, mentre le Long-Range e GT-Line arriveranno a giugno 2026). È un’auto pensata per le nostre strade, i nostri spazi, la nostra concezione di mobilità e non è solo un’auto elettrica più piccola, non chiede compromessi. Offre ricarica a 22 kW, 400 litri di baule, oltre 450 chilometri di autonomia e tecnologie che fino a ieri vedevamo solo su auto lunghe cinque metri.
Ripenso alle parole del nostro editoriale di aprile: “PULSE è il numero di chi non si accontenta del va bene così. Di chi sente che può fare un passo in più”. Ecco, la EV2 incarna esattamente questo spirito. Potevano creare una semplice utilitaria a batteria. Invece, hanno concepito un concentrato di tecnologia e design che ti invita a cercare un orizzonte nuovo e a uscire dalla traiettoria abituale.























