Ho avuto modo di conoscere Yungblud nel 2022. Era di passaggio a Milano per un concerto. Fece anche un salto negli studi della radio. E i due show case live di quel tardo pomeriggio mi fecero pensare “Questo è un fuoriclasse”.

È passato qualche tempo ed effettivamente Dominic Richard Harrison sta dimostrando al mondo quanto sia talentoso e genuino in quello che fa. Capelli corvini scompigliati, eyeliner deciso, un sorriso che è un lampo tra l’irriverenza e la complicità.

 

Yungblud non entra in scena. È la scena che gli corre incontro.

 

Il 20 agosto questo vortice di energia, ribellione e stile arriva sugli schermi con un film documentario dal titolo ARE YOU READY, BOY? che promette di raccontare non solo l’artista, ma l’essere umano dietro le luci. Non un semplice backstage patinato, ma uno sguardo dentro la vita e il viaggio di un ragazzo di Doncaster che in pochi anni è diventato simbolo globale di libertà, autenticità e appartenenza. E noi di Wheelz, che siamo sempre sul pezzo, abbiamo pensato di dedicare questo spazio di agosto proprio a lui.

Classe 1997, Yungblud ha fatto irruzione nella scena musicale come un meteorite rosa shocking. Troppo rock per essere pop, troppo pop per essere punk, troppo punk per essere etichettato. Il suo stile musicale è un collage di influenze: glam rock, britpop, pop-punk, elettronica, con testi che parlano senza filtri di identità, ansia, politica e amore in tutte le sue forme.

Se all’inizio della sua carriera ha voluto strizzare l’occhio alla scena pop emo punk, è nell’ultimo anno che, secondo me, ha veramente imboccato la sua strada, la sua direzione. E il percorso tracciato si preannuncia glorioso. Non so se avete già avuto modo di ascoltare il suo ultimo album: si intitola IDOLS (pubblicato il 20 giugno) e già il titolo è una dichiarazione d’intenti.

“Basta musica usa e getta. Ho fatto un disco vero”.

Questo era l’obiettivo, tornare alle radici. Lui che il rock lo ha sempre amato e ascoltato sin da ragazzino, ha detto: “Volevo fare un album rock classico, un’avventura piena di forza ed emozione, alla maniera di band come Led Zeppelin, Who, Janis Joplin, Fleetwood Mac. La gente ha paura di quel rock “da vecchi”, ma se lo fai con uno sguardo giovane e onesto, è il miglior genere del mondo”. Ecco, anche solo per questa frase, caro Yungblud, TI SI AMA.

Fare musica che possa essere goduta con l’attenzione che merita, non rincorrere il successo tritacarne delle canzonette da TikTok, ma fare un disco con la D maiuscola. Fare musica come i suoi idoli. Questo è IDOLS.

E lo ha fatto! Il primo singolo che ha anticipato l’album, Hello Heaven Hello, è una splendida suite dalla durata di 9 minuti e 6 secondi che ha lasciato tutti senza parole, accompagnata da un videoclip clamoroso, un immaginario da favola gotica. Non entrerò ancora di più nel disco, non voglio farvi una recensione. Però vi suggerisco di mettere l’ascolto nella vostra to do list del mese di Agosto. È un album da ascoltare, perché dentro ci troverete tantissimo del rock che amiamo: riferimenti al brit pop, ma anche a Bowie, momenti strumentali alla Queen, ma anche schitarrate alla Guns. Tanta roba.

Yungblud però non è solo musica. È anche estetica.

È quel tipo di artista che trasforma il palco in un manifesto e ogni canzone in un’alleanza tra chi si sente fuori posto e chi non vuole stare al proprio posto. Potrebbe sembrare la reincarnazione perfetta del cliché rock, ma dietro quell’immagine da bad boy si nasconde un lato insospettabilmente classy. Non è solo questione di abiti (anche se il suo guardaroba mischia couture, vintage e streetwear con un gusto impeccabile), ma di attitudine.

Ci sono in lui un’educazione musicale che si percepisce in ogni scelta, una consapevolezza scenica da veterano e un rispetto profondo per chi lo ha preceduto.

E chi lo ha preceduto non si è mai risparmiato in complimento nei suoi confronti. Vi faccio qualche esempio? Sua maestà Mick Jagger lo ha definito “il futuro del rock”. Papà Dave Grohl ha detto di lui che è “la prova che il rock and roll non è morto”. E poi arriviamo al pezzo forte, il Principe delle Tenebre, il nostro amato Ozzy Osbourne che in lui aveva visto qualcosa sin dal principio. Ricordate?

Torniamo indietro di qualche anno, mettiamo su YouTube il video The Funeral di Yungblud: ci ritroveremo questa coppia bizzarra e l’inizio di un legame di stima e rispetto che culminerà a Birmingham al Villa Park il 5 luglio 2025, l’evento musicale di quest’anno, il Back to the Beginning, l’ultimo live dei Black Sabbath e il saluto di Ozzy alla sua famiglia del rock. Sul palco a tributarlo tutta la scena musicale e anche Yungblud con una versione di Changes, brano dei Sabbath, davvero spettacolare.

E poi ci sono le immagini di loro due nel backstage, la grande riverenza di Dominic che regala ad Ozzy in segno di profondo amore e rispetto un crocifisso d’oro, diamanti e argento, un gesto simbolico, un dono che ricambia la collana ricevuta nel 2022 dal giovane cantante da parte di Ozzy. Ozzy sorride e scherza: “Hai un album al numero uno in classifica? Ti rimane solo l’America da conquistare ora”. Poi, con le collane incrociate, i due urlano insieme: Rock and Roll, baby! E si abbracciano.

Il 22 luglio Ozzy sorprende il mondo rivelandosi non immortale e Yungblud dirà: “Non pensavo che te ne saresti andato così presto, l’ultima volta che ci siamo incontrati eri così pieno di vita e la tua risata riempiva la stanza – continua – Ma come è scritto nelle leggende, sembra che loro sappiano le cose che noi non sappiamo. Non ti dimenticherò mai – sarai in ogni singola nota che canterò e con me ogni volta che salirò sul palco. La tua croce al collo è la cosa più preziosa che possiedo. Una volta mi hai chiesto se c’era qualcosa che potevi fare per me e, come ho detto allora e come dirò adesso, per tutti noi la musica era sufficiente. Ci hai portato nella tua avventura, un’avventura che ha dato inizio a tutto. Sono davvero affranto. Sei stato il più grande di tutti i tempi”.

E se Ozzy ha detto che Yungblud è “la nuova rockstar in circolazione”, se c’è stata la sua investitura ufficiale, beh… Ozzy non ha mai distribuito titoli e complimenti a cuor leggero. Il rock, soprattutto quello inglese, ha sempre custodito gelosamente i suoi simboli. Eppure, in Yungblud, Ozzy sembra aver riconosciuto quella scintilla che trasforma un musicista in qualcosa di più: un catalizzatore di cultura, un’icona generazionale, un artista capace di far sentire la propria voce anche quando non ha un microfono in mano.

Yungblud sta costruendo un racconto che non si limita a inseguire le classifiche, ma vuole lasciare un segno e con queste premesse sono ancora più curiosa di vedere ARE U READY, BOY?, che racconta la genesi del nuovo album e molto della sua persona e del suo approccio alla musica. Il tutto ambientato a Berlino, in studi storici come gli Hansa Ton dove in passato hanno registrato mostri sacri come Bowie, Iggy Pop e Depeche Mode.

Tra una registrazione l’altra Dom si è messo a nudo. Immagini crude, confessioni dirette, ma anche momenti di pura bellezza visiva.

Si, perché c’è qualcosa di sorprendentemente Dolce Vita in Yungblud. E non parlo solo del suo gusto per i completi sartoriali o per i dettagli ricercati che spuntano tra borchie e pelle.

È quell’arte tutta italiana — pur essendo lui figlio di Doncaster — di saper vivere la vita come un film, dove ogni momento è una scena, ogni gesto un’inquadratura. Nel caos del rock, Yungblud conserva un’attitudine classy: la capacità di mescolare champagne e birra in lattina, abiti di alta moda e anfibi, provocazione e rispetto, con lo sguardo di chi conosce il valore dell’estetica, ma non dimentica mai la sostanza, di chi si sa muovere nel presente senza mai dimenticare il valore del passato.

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