Il tempo è fermo. Sta lì, in un momento interminabile. Profondo e immacolato silenzio. Tutto è immobile, ovattato. Il panorama è indiscutibilmente bianco. Il cielo incolore si fonde con le vette innevate. Le nuvole sono ancora cariche di neve e promettono altra magia in fiocchi.

Un respiro affannoso ci accompagna negli ultimi metri per raggiungere la cresta. Le gambe si fanno strada nel powder. Si scava per creare un punto di ancoraggio della tavola, fuori la punta o si affonda. Si scansa la neve dai cricchetti, poi una stretta ben salda agli attacchi. Si scrolla il ghiaccio dai guanti. Il grido del gipeto squarcia il tempo. Si parte giù, liberi, nell’onda bianca.

Le linee della tavola si intersecano alle impronte degli animali selvatici. Le carvate improvvise disegnano solchi netti nel manto immacolato. Sembrano nastri che decorano il fianco della montagna.

Un polverone di neve ci accompagna nella discesa. La barba e i capelli sono coperti da stalattiti di ghiaccio. La mascherina stenta a concederci la visuale. Dentro fino alle ginocchia. Si olla. La punta della tavola esplode fuori dai centimetri di fresca. Si fluttua sulla neve. E il tempo non ha ancora ripreso a scorrere.

Gli alberi appiattiti dal peso dell’ultima nevicata lasciano stretti spazi di manovra nel bosco fitto. Un profumo intenso e rasserenante di licheni ci accompagna nella natura. Una sosta per tirare il fiato. Qualcosa sembra muoversi tra i rami secchi. Appoggiata su un tronco tagliato, il colore acido della tavola stride in questo contesto. Tutto è silenzioso, gli abitanti del bosco si sono accorti di noi. Una scrollata alla punta dello snow. Si torna sulla patina bianca.

#SNOWCALLING. Sono 2 Weekend e 2 Shuttle della Neve organizzati per portarci sulle alpi a disegnare le linee che abbiamo sognato per tutta l’estate. Le location? Le trovate tutte QUI.

Una valletta ci accompagna verso le prime luci serali. La neve è ancora tanta, il cambio di altitudine la rende a tratti pesante. Si salta tra le sponde. Si fatica a tenere fuori la punta.

L’odore dei camini segna la via verso la baita. Il vociare delle persone ci accoglie. Il profumo di spezie si fa intenso. La tazza di Vin Brulè è già lì, apparecchiata sul tavolo.

Il tempo non ha ancora ripreso a scorrere.

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