The icon is back in casa Aprilia, la nuova Tuareg 660 è stata presentata, l’abbiamo provata e abbiamo deciso di tornare trentadue anni in dietro, nell’ anno 1989, ai modelli che hanno fatto la storia, alla prima partecipazione ufficiale della casa di Noale al rally più famoso del mondo: la Dakar.

L’ Aprilia Tuareg venne lanciata nel 1985 su ispirazione delle moto “del deserto”, riprendendo le linee tipiche delle moto utilizzate nelle competizioni motociclistiche africane, come la Paris Dakar. Nelle cilindrate 50, 125 e 250 era commercializzata con un motore a 2 tempi (con propulsore monocilindrico Minarelli per la 50 e propulsore Rotax per le cilindrate superiori), mentre nelle cilindrate 350 e 600 era dotata di un motore a 4 tempi.

Nel 1989 Aprilia partecipa per la prima volta in via ufficiale alla Dakar: allo start in sella a due Tuareg Wind 600, i due piloti esperti del deserto e dei rally africani Alessandro Zanichelli e Andrea Balestrieri, primo italiano a concludere una Dakar nel 1983 e vincitore, proprio con Tuareg, del Rally di Sardegna nel 1984.

La Tuareg della Dakar montava il classico motore Rotax monocilindrico quattro valvole, rivisto dai tecnici Aprilia per migliorarne l’affidabilità, con raffreddamento ad aria e l’aggiunta di un radiatore per l’olio, oltre a quello già presente, per un migliore raffreddamento del lubrificante. La potenza rimane invariata a 46 cavalli ma con un rapporto di compressione ridotto per l’utilizzo di benzine povere di ottani, monta un carburatore Dell’Orto, un serbatoio grande che offre anche un’ottima carenatura oltre al piccolo da cinque litri (scorta obbligatoria prevista da regolamento) che si trovava nella parte bassa davanti al motore.

Posto sempre nella parte bassa anteriore era presente anche un altro piccolo serbatoio con una  pompa all’interno che, azionata da un tasto al manubrio, aveva funzione di idratare e dissetare il pilota. Strumentazione base e lontana dalla nostra elettronica sfrenata con un semplice contagiri, termometro olio, trip master e una bussola per orientarsi.

A livello di sospensioni troviamo un’escursione allungata notevolmente sull’ anteriore e un forcellone posteriore interamente in alluminio, collegato ad un telaio di acciaio monotrave con tubi a sezione quadra. Impianto frenante Brembo con doppio disco flottante all’anteriore e un singolo da 220 mm al posteriore.

Testi: Iacopo T.

Foto: Archivio

APRILIA TUAREG 660: THE ICON IS BACK

È stata una delle moto più chiacchierate del 2021 e qualche settimana fa siamo stati in Sardegna per provarla. Leggera, agile e godibile: la nuova Aprilia Tuareg 660 è una moto che stupisce, per carattere e dimensioni, capace di mettere tutti a proprio agio per “godersi il viaggio”.


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