Experience – /ɪkˈspɪə·ri·əns/ – sostantivo, verbo transitivo. Un termine bellissimo che in italiano sta per provare, scoprire, vivere.
La prima Wheelz Riding Experience nasce letteralmente da qui, dalla volontà di condividere live con i nostri lettori un assaggio dello spirito che muove Wheelz, portandoli a spasso con noi nel nostro mondo. La formula è semplicissima: una moto da provare, nuovi amici da scoprire e un’esperienza insolita da vivere. Non serve altro per rendere memorabile un sabato di ottobre.
Ma andiamo per punti. Come in ogni ricetta che si rispetti, è la qualità degli ingredienti a fare davvero la differenza. Ecco perché la moto protagonista di questa urban ride è la nuova CL500, agilissima scrambler tuttofare di casa Honda. I nuovi amici: Elena, Mauro e Giò sono i tre Wheelerz che hanno trascorso con noi questa giornata milanese. A loro, tra pochissimo, lasciamo la parola. E l’esperienza? Non una, ma tre tappe nel mondo della Street Art, con un salto tra i più grandi, un workshop decisamente underground e un momento chill tutto giapponese.
E allora si parte, signore e signori. Una dritta? Occhi aperti per non perdervi la prossima Experience!
l'experience di giò
Un giorno da rivivere in loop
Spoiler alert: è stata una di quelle giornate che vorresti rivivere più o meno all’infinito, un po’ come nel film “Groundhog Day” (tristemente ribattezzato in Italia “Ricomincio da Capo”), l’iconica pellicola dei primi Anni 90 con Bill Murray. Affascinato dall’idea che, con un pizzico di buona volontà e un po’ di magia, questo scenario possa realizzarsi davvero, metto su I Got You Babe di Sonny & Cher, lo stesso brano con cui il buon vecchio Bill si risveglia per rivivere lo stesso giorno… ancora e ancora. Vediamo se funziona e intanto vi racconto com’è andata.




I migliori ricordi, l’esperienza me l’ha insegnato, sono quelli condivisi. La mia experience in sella alla Honda CL500 l’ho vissuta insieme ad altri due motociclisti: Mauro, meccanico provetto e mago dei bicilindrici che, per i suoi incantesimi, agita una brugola invece della bacchetta di Sambuco (wingardium frizionae!). Ed Elena, toscana timida e gentile che, senza dubbio, tra noi era “il manico”, essendo una vera guerriera dell’off-road. E poi ci sono io, che a malapena so controllare la pressione e passo più tempo a scattarmi selfie in viaggio che a “chiudere le gomme” come i veri Power Rangers delle due ruote.
Il Caravanserraglio ci accoglie per le presentazioni. Ho un attimo di smarrimento rendendomi conto di non avere né una make-up artist dedicata né un camerino tutto per me (😂), ma passato lo shock mi dirigo al backdrop per le foto e le riprese di rito insieme ai miei compagni d’avventura e alle moto. Il logo di Wheelz troneggia alle nostre spalle e noi lì, a fare i VIP davanti agli obiettivi del team del Signor Carlo, che ci dirige con maestria (e pazienza…).

Gilda ci brieffa, Sara ci guida: il programma è esplosivo e noi abbiamo la miccia corta. Pronti, partenza, via. Infilo il casco, un NOS messo a disposizione per l’evento, che calza come un guanto. Comodissimo: pare fatto su misura. Check check, il parasole scende, sale e soprattutto copre perfettamente il campo visivo. Con un gesto studiato e guardando fisso in camera, chiudo la visiera. Clack. Sono pronto. Salgo in sella e dò gas, seguendo la nostra vedetta apripista, che ci condurrà nel giro meneghino.

La scrambler CL500 di casa Honda si rivela un gioiellino fin dai primi metri: sabato mattina, zona Navigli. Devo dirvi che traffico c’era o riuscite a immaginarlo? Il motore è docile e accompagna senza strappi anche a bassi regimi. Si può quasi partire in terza. Quasi. Non fatelo, comunque.
È leggera e agile. Si sfreccia tra le auto (sempre rispettando il codice della strada) con la grazia e l’eleganza di una libellula… o di una libellulona, nel mio caso. Nonostante Milano ce l’abbia messa tutta per testare la mia pazienza e quella della Honda, ammetto che tra i due quello che si è scaldato di più sono io. La CL500, nonostante gli stop frequenti, le code e i semafori, non si è surriscaldata mai.
Anche il casco ha fatto il suo dovere: ha attutito i rumori del traffico senza farmi perdere il contatto col sound del motore o con le auto, e ha anche egregiamente difeso le orecchie degli automobilisti dalla sequela di improperi che ho ampiamente dedicato loro…
Porfido, lastre, asfalto, rotaie. La Honda resta salda e le sospensioni fanno un lavoro eccellente. Guidare questa scramblerina è un vero piacere. Apriamo il gas, attraversiamo la città e lasciamo per un’oretta la nostra aura da banditi su due ruote per immergerci nell’universo artistico di Frank Shepard Fairey, in arte Obey, alla Fabbrica del Vapore.
Le opere di questo street artist americano (che probabilmente conoscerete se avete un passato – o un presente – da skater) ci accolgono prendendoci letteralmente a schiaffi: i bianchi, neri e rossi delle sue opere accendono i contrasti che spingono i messaggi sociali ed ecologici come se fossero alimentati a cherosene. L’immaginario è tra Metropolis di Lang e Orwell. La riflessione interiore è obbligatoria: non si può non farsi coinvolgere dalla potenza delle immagini e dei significati.
E dall’osservare l’arte a diventare artisti, il passo è breve… si beh, dai… più o meno. Dopo la mostra, ispirati da Obey, ci siamo lanciati a sbombolettare un muro. Ovviamente non da soli, dato che il mio talento artistico equivale a quello di un bambino di due anni.
L’abile mano di Yems, noto street artist che ha firmato diversi muri a Milano, ci ha guidato nell’uso dello spray per completare uno dei suoi ultimi lavori. Lo dico col cuore in mano: scusa, fra’, abbiamo fatto il possibile, ma non siamo tutti artisti e il talento non si inventa su due piedi… o su due ruote.
Cocente la delusione nell’aver capito che la Fabbrica del Vapore non avrebbe esposto le nostre opere tanto presto (e io che speravo nella svolta, taac!) ci ha messo sete, così, riprese le moto, siamo tornati in zona Navigli.
Abbiamo fatto il giro di Milano, eppure ci siamo ritrovati a sgommare fino al Giappone: il cocktail bar Iter diventa per un’ora la nostra Machiya. Il menu cambia ogni sei mesi e trasporta gli avventori in un Paese, di cui sapori e liquori vengono sapientemente dosati e mixati con liquori italiani per creare cocktail che fanno viaggiare, in questo caso fino al Sol Levante. Per lo meno con la fantasia.
La nostra giornata da star del cinema si è conclusa quindi con note (analcoliche, dato che eravamo in moto) nipponiche, e con la testa avvolta in una nuvola di sakura siamo tornati al punto di partenza, il Caravanserraglio.

Arte, Motori e Sapori. La ricetta perfetta per un cocktail che solletica le papille gustative, stimola le sinapsi e ti carica di adrenalina. Uno jaeger bomb con topping di benzina, shakerato accanto a uno zippo acceso. Rendo l’idea? BOOM. Hey, Capo! Servimene un altro che la sete vien bevendo!

L'experience di elena
Viva i fortunati eventi!
Questa bellissima esperienza nasce un po’ per caso. Diciamo che è frutto di una serie di fortunati eventi. Evento uno: grazie ad un caro amico che voleva taggarmi nelle foto delle nostre uscite in moto decido di aprire il profilo Instagram. In 3, 2, 1 iniziano ad arrivare suggerimenti interessanti, tra cui quello di una rivista fighissima: Wheelz-Mag.




Noto che pubblicano articoli che spaziano dalla moto alle auto, dalla musica ai tatuaggi, passando per viaggi e moda, condendo il tutto con nozioni e curiosità riguardanti cultura pop e temi di attualità dal mondo dell’arte. Il mio pane.
Evento due: passa qualche settimana e Wheelz lancia un’experience insieme a Honda (esattamente il mio brand di moto preferito). Basta un commento con l’hashtag #thepowerofthedreams per partecipare alla selezione per una riding experience in sella alla nuova Honda CL500, la scrambler ispirata alla prima CL, quella del ‘62.
Evento tre: a qualche giorno dal termine del contest noto un messaggino su Instagram. Apro e… non ci posso credere: è di Wheelz. Sono stata scelta! Non mi era mai capitata una cosa del genere e sono veramente euforica.
E insomma, eccoci qui a raccontare di sabato scorso, una giornata intensa, nel senso migliore del termine. Partiamo dagli altri due protagonisti selezionati insieme a me: semplicemente favolosi! @ilpuntogio è il mago dei weekend in moto, selezionatore seriale di percorsi tra curve favolose e panorami mozzafiato, con un occhio al buon cibo. Il tutto condito da una simpatia disarmante e contagiosa. Mauro, in arte @ilmagodei2tempi ha una passione sfrenata per le moto classiche e i 50ini più particolari del secolo scorso, che recupera e restaura con passione. E le ragazze di Wheelz? Gilda e a Sara sono indescrivibili! Gentilissime, super carine e tostissime (praticamente delle Wonder Woman in incognito).

La giornata parte con un super benvenuto in House of Wheelz al Caravanserraglio, una location fantastica che unisce stile industriale, moto ed elementi legati al viaggio (con annessa officina meccanica). Dopo un breve briefing e una bella colazione saltiamo in sella alle “nostre” CL500 verso la prima delle tre esperienze: la mostra Obey (the art of Shepard Fairey).

Obey è un artista contemporaneo veramente interessante. I suoi lavori più celebri, come il ritratto di Obama ad esempio, smuovono pensiero e anima. Una produzione di 35 anni fatta di immagini potenti che viene qui raccontata in un percorso sviluppato in cinque aree tematiche. Il tutto, immersi nell’atmosfera “steampunk” della Fabbrica del Vapore.
Riprendiamo le CL e puntiamo dritti verso la seconda tappa. E qui… si lavora! L’appuntamento è con @yemsi_yems, street artist apprezzatissimo che ci metterà alla prova, insegnandoci a writare. Ragazzi, nonostante qualche volta in garage mi diletti nella verniciatura, mi sono resa conto che fare una riga dritta con la bomboletta è molto più complicato di quanto si possa pensare…

E ora, lo step tre. Siamo a Milano e quindi è d’obbligo l’aperitivo! Le nostre CL500 ci portano da Iter concept bar per un drink analcolico. Ogni sei mesi un membro dello staff viene spedito 10 giorni in un paese diverso (questa volta, guarda caso, era il Giappone…) e, in base all’esperienza vissuta, ripensa la lista cocktail e il menu food mixando ingredienti italiani e prodotti originali di quel luogo.
Dopo questa giornata in sella, ecco cosa spenso. La nuova CL500 è una moto leggera e molto maneggevole. Il motore bicilindrico da 470 cc con i suoi 46cv è elastico e subito pronto, dettaglio che, nella giungla cittadina, lo rende godibilissimo ed equilibrato. Io ho avuto il piacere di guidare la CL più ammiccante all’offroad, gommata con le Karoo 4, perfetta sia su asfalto che sul pavè smosso. Un ottimo mix tra maneggevolezza, stile e semplicità, il tutto condito da consumi pressoché inesistenti (che ammettiamolo, è un bel vantaggio).
Una piacevole scoperta anche il casco Nos che ci è stato fornito per l’experience. Non conoscevo il brand, ma mi ha stupita piacevolmente per comfort, silenziosità e leggerezza: un bel mix di qualità ad un prezzo abbastanza imbattibile. Troppo comodo il visierino parasole (io ne ho un po’ abusato perché mi piace l’effetto “Robocop” che regala) e nota di merito all’ampia visiera principale, che permette un’eccellente visione periferica, utilissima nel traffico cittadino.
Che dire ragazzi, la giornata è stata perfetta. Ho incontrato persone fantastiche, scoperto le qualità della CL e vissuto una giornata grandiosa insieme a nuovi amici. Grazie a Wheelz e a Honda Moto Italia per questa esperienza meravigliosa!
L'experience di mauro
Qualcosa è cambiato
Ci sono giorni che iniziano in sordina, senza grandi aspettative, e poi esplodono di vita, colori e scoperte. Questa giornata comincia così, alle 10:30, davanti al portone del Caravanserraglio di Milano. Appena varco la soglia, mi ritrovo catapultato in un mondo che profuma di avventura: il team di Wheelz è lì ad accogliermi tra sorrisi, abbracci, scatti rubati dalle macchine fotografiche e… brioches, tante brioches!




Giò è già all’opera, catturando i primi reel accanto alle Honda CL500 schierate come fossero pronte a raccontare la loro storia. E io, ancora un po’ stropicciato dalla notte precedente, cerco di orientarmi in questo spazio che ha qualcosa di magico.
Poco dopo, arriva Elena, direttamente da Pisa. La nostra star del giorno. Quando ci siamo tutti, il briefing inizia e, come un bambino alla vigilia di Natale, ricevo le chiavi della mia compagna di viaggio: la Honda CL500. Ora, ammetto subito: la scrambler non è mai stata il mio genere. Ma oggi, qualcosa cambia.
La prima sorpresa: la CL500 stessa. Questa moto ha un’anima che, all’apparenza, potrebbe sembrare tranquilla. Eppure, appena salgo in sella, inizio a sentire il suo linguaggio. La seduta è bassa, certo, ma comoda e accogliente, anche per uno come me che sfiora i 190 cm.
Il serbatoio stretto, perfettamente incastrato tra le ginocchia, e il manubrio largo, tipico delle scrambler, regalano subito un senso di controllo e sicurezza. Milano è un campo di battaglia di pavé, binari del tram e marciapiedi sconnessi, ma la CL500 sembra volare, leggera come una piuma, danzando con grazia anche tra le insidie urbane.
E poi c’è il motore. 500cc e 46cv possono sembrare pochi per chi è abituato ad altri numeri, ma qui, la sorpresa è dietro l’angolo. Il bicilindrico della CL è una meraviglia di elasticità e fluidità. Ti consente di affrontare il traffico caotico del sabato milanese con una leggerezza che non ti aspetti.
Non importa se ti trovi nella marcia sbagliata: questa moto ti riporta subito dove vuoi essere, con una dolcezza che ti fa sorridere sotto il casco. Non c’è calore, non c’è stress. La CL500 ti accompagna, quasi a dire: “Goditi il viaggio, del resto me ne occupo io”.
La seconda sorpresa: la riding experience organizzata da Wheelz, che ha disegnato per noi un itinerario che è un’esperienza dentro l’esperienza. Partiamo dal centro di Milano, ma non è solo il classico tour della città. Le nostre moto si fondono con l’arte che ci circonda.
Ci fermiamo tra i murales di Romolo, circondati dalle opere di artisti di strada che, come noi, vivono di espressione e passione. Ogni spray aggiunge una nuova sfumatura al nostro giorno. La CL500 sembra fatta apposta per essere lì in mezzo a quei colori: ribelle, ma elegante. Una moto che si inserisce perfettamente nel contesto senza mai sfigurare.

Ci muoviamo tra il centro “pettinato” e la periferia più “ruvida”, ma ovunque andiamo la CL è una compagna fidata. Il manubrio largo ti dà controllo, la ciclistica ti permette di affrontare qualsiasi superficie con sicurezza. E così, mentre visitiamo la mostra di OBEY alla Fabbrica del Vapore e percorriamo le strade di una Milano vibrante, realizzo che questa moto non è solo un mezzo: è un filo conduttore che unisce paesaggi, arte e avventura.
La terza sorpresa: il casco NOS NS10. Devo ammetterlo: raramente mi sono sentito così bene con un casco. Fin dal primo momento ho percepito la qualità e non parlo solo di estetica – che, intendiamoci, è curata nei minimi dettagli con cuciture a contrasto e rifiniture impeccabili – ma della vera sostanza.
Gli interni removibili e lavabili, i guanciali removibili per sicurezza, il chin guard, lo spazio per gli occhiali, la visiera antisole a scomparsa: sono tutte caratteristiche che fanno la differenza. Quando lo indossi senti subito che è stato progettato con un particolare occhio di riguardo al comfort, oltre che alla sicurezza. Anche dopo ore di guida, il NOS NS10 non ti stanca e ti lascia libero di concentrarti solo su una cosa: goderti il viaggio.

Le moto, in fin dei conti, non sono solo mezzi di trasporto. Sono porte verso il mondo, fatte per vivere esperienze e collezionare storie da raccontare. E questa giornata fatta di arte, motori e amicizia è stata una di quelle che ti resta dentro.
La Honda CL500, con la sua semplicità e il suo spirito libero, mi ha conquistato. Non è una moto che cerca di impressionarti con i numeri o con la velocità, ma una compagna che ti segue senza mai farti sentire fuori posto. È quella moto che ti permette di goderti l’essenza del viaggio, lasciando da parte ogni preoccupazione.
E poi ci sono loro, i miei compagni d’avventura: Giò, con la sua energia contagiosa, ed Elena, che con la sua simpatia ha reso tutto ancora più memorabile.
Dopo la chiusura di Top Gear, il mondo ha bisogno di nuovi volti nel panorama dei motori e noi siamo pronti!
e per il team le cb650r
Tutti dietro alla moto rossa!
Ad accompagnare i protagonisti della Wheelz Riding Experience targata Honda durante la loro full immersion nella Street Art milanese in sella alle CL500, hanno pensato Sara e Gilda in sella a due CB650R Candy Chromosphere Red e Matte Gunpowder Black Metallic, entrambe supportate da tecnologia E-Clutch di serie.
Volete sapere com'è guidare con la frizione a gestione elettronica? Sappiate che bastano esattamente 5 minuti per innamorarsene. l'E-Clutch è un mix altamente funzionale (e decisamente ben riuscito) tra le frizioni manuali tradizionali e le tecnologie del Quickshifter e del Dual Clutch Transmission.
Una volta entrati nell'ordine di idee di non aver a che fare con una frizione classica (ecco spiegati i 5 minuti di cui sopra) il feeling è pazzesco, fluido e a prova di errore.


La gestione elettronica, infatti, sfrutta una combinazione armonizzata di operazioni: aziona la frizione, taglia l’iniezione del carburante e controlla l’accensione, per eliminare strappi e garantire una guida al top, efficace e rapida.
L’unica cosa che devi fare, in sostanza, è tener sveglio il piede sinistro per agire sul pedale del cambio: salire di marcia o scalare diventa così un gesto veloce e immediato. Per non parlare delle partenze al semaforo…
Se poi si è colpiti da un attimo di nostalgia e si vuole utilizzare la frizione manualmente, basta tirare la leva (ma non vi succederà, garantito).
Guidare la CB650R è un’esperienza piacevole persino alle prese con il peggior traffico cittadino. Agile e bilanciatissima, ha un carattere tanto mansueto ed equilibrato nel delirio cittadino, tanto quanto diventa aggressiva e determinata con il suo quattro cilindri in linea appena il traffico concede una tregua.
È il punto di congiunzione tra una sportiva pura, di cui mantiene potenza e precisione appena si apre il gas, e di una retrò-minimal, pura ed essenziale nelle linee spigolose e nello stile, solido ed elegante.


























