Gli Anni 80: da un lato le cotonature e gli scintillii del Glam Rock, dall’altro la polvere e il dirt della Parigi Dakar.

Siamo agli albori del decennio e BMW Motorrad torna a distinguersi nelle competizioni fuoristradistiche. Rolf Witthöft vince il campionato europeo in sella alla nuova R 80 G/S: 183 chili, con motore boxer da 797 cc e 50 cavalli. Un modello che conquista il pubblico in poco tempo, così come il podio del Rally Parigi Dakar. Fra il 1981 e il 1985 sono ben 4 le vittorie portate a casa dal francese Hubert Auriol e dal belga Gaston Rahier. La sigla GS, successivamente scritta senza barra, porta il significato di Gelände/Strasse, ovvero off-road/on-road.

E mentre nei deserti africani piloti iridati si sfidano in uno dei Rally più leggendari al mondo, a Los Angeles le rockstar si cotonano i capelli, indossano maglie a rete, pantaloni di pelle e borchie.

Il panorama musicale si tinge di eccesso: i Mötley Crüe con il loro sound martellante e l’immagine provocatoria, i Guns and Roses con quei memorabili inni di follia urbana e il loro hard rock epico. Proprio i Guns saranno la band che meglio rappresenta il delirio generazionale degli Anni 80 in un’America in preda ad una crisi di nervi, unendo la potenza sonora e l’attitudine pornografica dello street/glam metal, l’iconoclastia del punk e il cinismo dei testi. 

Axl Rose è amato o odiato senza mezze misure da milioni di persone, Slash alla chitarra porta i semi zeppeliniani ma aggiunge la sua personalità glam.

Il 1983 segna la rivoluzione sia nel mondo della musica, sia in quello di BMW Motorrad. La Casa di Monaco rompe gli schemi con la serie K: per la prima volta viene montato un motore tre o quattro cilindri in linea e viene introdotta l’alimentazione ad iniezione elettronica. In meno di un anno vengono vendute più di 30.000 unità. Pochi anni dopo, nell’88, la K100 sarà la prima moto al mondo ad adottare il sistema di ABS.

Contemporaneamente, agli antipodi del Glam Rock, nasce il Thrash Metal: due fazioni che si odieranno per tutti gli anni ’80. Se il glam rock è tutto un eccesso, anche e soprattutto a livello estetico, il thrasher rifiuta in toto qualsiasi tipo di look costruito. Vanno bene solo jeans, maglietta metal e capelli lunghi. 

L’approccio è violento e provocatorio e il sound è una potentissima accelerazione della musica più estrema che era stata precedentemente partorita in Europa. 

I BIG FOUR sono i principali rappresentanti: Metallica, Anthrax, Slayer e Megadeth.

Gli Slayer faranno scuola con i loro riff, l’utilizzo delle dissonanze e dei tritoni. 

Ma sono i Metallica i profeti del genere. Esordiscono nell’83 con Kill Em All, album di esemplare durezza, e continueranno con dischi incredibili caratterizzati da chitarra cupe, batteria ossessiva e velocissima, il cantato aspro e gutturale, brani lunghi strutturati, fatti di cambi di tempo che non strizzano l’occhio alla commercializzazione.