L’ENDURO, LA MOTARD, LA “TUTTO TERRENO”, FIORI ALL’OCCHIELLO DELLA FACTORY LECCHESE, OGGI COME IERI. CAMBIA IL BRAND MA LE RADICI SONO LE STESSE CHE HANNO SCRITTO LA STORIA DELL’OFF ROAD.

“PERFETTA IN AMBITO URBANO E SE LA CAVA ANCHE FUORI CITTÀ”, LO STEREOTIPO DESTINATO ALLE PICCOLE 4 TEMPI. BEH, SARÀ, MA A NOI GLI STEREOTIPI PROPRIO NON PIACCIONO…

Se quella Valle che corre nascosta alle spalle del Lago potesse parlare, beh, ciò che sentiremmo sarebbero chiacchere da motociclisti veri; vittorie e allori, grandi sfide, cavalli fumosi e aneddoti da bar; storie di una passione autentica alimentano la Valsassina, uno scenario che sa più di montagna che di spiagge assolate. Terra di motori alle spalle di Lecco, con le sue sagre, le tradizioni, i caseifici; “sacro suolo” del Trial, da quello classico a quello contemporaneo, fu proprio in Valsassina che nel 1983 un manipolo di industriali locali (tutti motociclisti sfegatati) intraprese quella che oggi possiamo definire una grande storia che cominciò con l’importazione e la distribuzione delle iconiche motociclette Montesa. All’anagrafe fiscale la società si chiamava Moto Spa ma per tutti rimarrà sempre HM, sigla che ci riporta agli allori mondiali nelle discipline off road, al connubio che si creò tra l’azienda della Valsassina e Honda Italia Industriale Spa, ai modelli sviluppati “in casa” che hanno segnato la storia più recente dell’enduro e del supermotard.

E come non citare i “cinquantini” a ruote alte, ambitissimi dai quattordicenni degli Anni ‘90 e argomento di connessione per un’azienda che si rinnova ma che allo stesso tempo rimane fedele al proprio patrimonio tecnico come al territorio. Siamo a Introbio (Lc) quando, nel 2017, Vent Srl subentra a Moto Spa. E per questo secondo capitolo le protagoniste sono proprio loro, le 50 e 125, ereditiere dell’epopea HM e declinate in versioni differenti, dall’enduro al motard passando per i modelli Scrambler e Trail (queste ultime disponibili sono nella cilindrata 125 cc). Nomignoli come Baja e Derapage sono ancora lì, stampigliati sulle plastiche colorate; suggestiva la “doppia R” che compare sulle versioni più raffinate. Insomma, se è vero che Vent Srl punta il proprio sguardo verso i settori più innovativi delle due ruote, allo stesso modo la Casa di Introbio ripercorre la via delle piccole cilindrate, moto vere a ruote alte, e mica solo per i quattordicenni.

A CASA DEI "PRO"

Suggestione, curiosità, sfida: un insieme delle tre cose… ma poco importa cosa ci ha spinto a mettere a dura prova le tre 125 firmate Vent. Lo abbiamo fatto senza mezze misure e con la Baja RR, la Derapage RR e la Scrambler ci siamo spinti ben oltre ciò che viene considerato ‘consono’ parlando di 125 4 tempi. “Perfetta in ambito urbano e se la cava anche fuori città… “, sì, ok, questo lo sanno fare tutte. Ciò che non ci si aspetta, o meglio, che non si prende in considerazione è che, con una 125 che dà il suo meglio con appena una manciata di cavalli, ci si può divertire e anche parecchio. Dipende tutto dall’approccio. Ad esempio, immaginatele alle prese con una vera pista da Moto Cross, tra rampe interminabili, salti da vertigini e curvoni in appoggio; o su vecchie strade militari di confine, totalmente sterrate, a sfiorare quota 3.000 metri. Perché no?

Detto fatto, con le tre 125 non siamo stati propriamente delicati ma in tutta risposta le 4 tempi di Introbio si sono rivelate essere “tipe toste” e adatte al compito più di quanto ci aspettassimo. Certo, magari a qualche salto potevamo anche rinunciare perché in pista, là dove la Baja ha primeggiato (tranquilli, alla Derapage non abbiamo chiesto tanto) la Scrambler ha sofferto più di qualche contraccolpo. Ed è normale che sia così per questa “tutto terreno” che sfoggia un classico telaio perimetrale in acciaio e sospensioni tradizionali (la forcella con steli da 41 mm ha un’escursione nominale di 180 mm), queste ultime azzeccate sia su asfalto che sullo sconnesso leggero ma poco inclini ai terreni più impegnativi. Il “fondo corsa” non si lascia attendere; la Scrambler si rifarà in seguito.

Totalmente a suo agio la Baja RR, una piccola “pronto gara” che vanta un pregevole telaio in alluminio; la forcella up side down è regolabile nel precarico e in estensione e assicura 260 mm di escursione; di livello anche il monoammortizzatore, totalmente regolabile, con serbatoio del gas separato. Alta, snella, leggerissima (102,5 kg a secco), la Baja nella sua versione più “figa” risponde ai canoni dell’enduro moderno: è svelta quando la si imposta ed è precisa e stabile in percorrenza. Certo, con una manciata di cavalli appena, il piccolo monocilindrico va fatto frullare piuttosto in alto; di coppia ce n’è poca perciò il cambio a 6 rapporti si utilizza con frequenza. Va detto però che il “mono” raffreddato a liquido, in accoppiata al doppio scarico dal sound racing, si è rivelato essere tutt’altro che pigro, complice una corretta rapportatura. Non a caso, l’esemplare in prova, a pochi giorni dalle nostre scorribande, avrebbe corso nel Campionato Italiano Enduro. Noi l’abbiamo messa nella mani dell’amico e freestyler Rosco Felcher di We All Ride. Che dire… Le immagini non hanno bisogno di essere commentate.

SUL TETTO D’EUROPA

Dalle piste di Max Land MX Raceway Park (struttura che sorge in provincia di Pavia) alle sterrate carrabili più alte d’Europa, quelle che corrono sul confine tra il nostro Piemonte e la Francia. Con le 125 di Vent ci siamo spinti in alta quota, sugli storici tracciati militari, tra forti diroccati, passaggi suggestivi e panorami mozzafiato. Per mettere alla prova le piccole Vent abbiamo scelto di percorrere uno dei tracciati più noti e frequentati, quello che porta all’Assietta (ma ce ne sono molti altri), un ride di circa 60 km nel corso del quale cambiano e si susseguono i paesaggi, la vegetazione, la tipologia di terreno. Dal bosco alle rocce, dal fondo sabbioso e soffice alle pietraie.

Da Sestriere si comincia a fare sul serio perché sono i primi chilometri quelli che ti “sparano” in alta quota: salite ripide, avvallamenti in successione, tornanti stretti e sdrucciolevoli da superare giocando con il gas. Inappuntabile la Baja (la più tecnica del gruppo, leggera ed efficace, nello stretto può sostenere ritmi da enduro “grande”) e perfettamente a proprio agio la Scrambler: questo sì che è il suo terreno e lo dimostra inerpicandosi in grande stile.

Non solo: la Scrambler è la più facile del lotto, la seduta è ribassata e la sella è comodissima. A prova di neofita. Già, ma la Derapage che fine ha fatto? Beh, è stata al passo con le più agguerrite “tassellate” e senza mai mostrare il fianco. È vero, la motardina adotta cerchi da 17 pollici e pneumatici pensati per mordere l’asfalto, ma il percorso nel suo complesso mai troppo impegnativo (sul tracciato abbiamo incrociato grosse enduro, adventure touring ma anche moto per così dire “inappropriate”) ha giocato a suo favore. Scarsa l’aderenza, maggiore il divertimento, soprattutto quando ci si ritrova a giocare con 100 kg di moto o poco di più. E poi, dopo aver raggiunto Susa, guadagnando nuovamente l’asfalto, la Derapage ha rimesso in riga le “sorelline tassellate”: gran frenata, maneggevolezza estrema e una pronunciata vocazione a scendere in piega per la motard di Introbio (con l’anteriore che traccia e con il posteriore che spazzola sull’asfalto umido). Peccato per il sistema di frenata integrale, imposto in luogo dell’abs, adottato su queste tre 125: in pratica, azionando il freno posteriore entra in funzione anche il disco anteriore. Gioco forza, a moto piegata la forcella tende a chiudere. Accade su asfalto ma ci si prende confidenza; accade in fuoristrada, quando si forza un cambio di direzione pigiando sul freno posteriore, e ci si ritrova gambe all’aria. Meglio fare un po’ di pratica.

Perfetta in ambito urbano e se la cava anche fuori città….“. Beh, forse ci siamo spinti un po’ troppo fuori città e magari abbiamo calcato un po’ la mano. O forse no. Dalle piste al tetto d’Europa, come dicevamo è solo una questione di approccio.

LO SAPEVATE CHE…

In Valsassina, al cospetto della “bandiera” HM, hanno bazzicato piloti del calibro di Alex Puzar, Trampas Parker, Tullio Pellegrini, Mika Ahola e Alex Salvini. 

 

BAJA RR 125: 5.390 EURO

DERAPAGE RR 125: 5.390 EURO

SCRAMBLER 125: 3.990 EURO

www.ventmoto.it

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