E se per una volta ribaltassimo tutto senza prendere in considerazione alcun compromesso? Al termine di una primavera che si è cambiata d’abito più spesso di una celeb fingendosi autunno, poi agosto e a tratti quasi febbraio, è lecito che il desiderio d’estate diventi piuttosto impellente e incontrollabile. Così come quello di prendere e partire. Ed ecco il punto. Se questa volta non si trattasse solo di fare un viaggio in moto, quanto di usare la moto per viaggiare? Potrebbe sembrare un dettaglio marzulliano, quando in realtà significa capovolgere tutto. La moto (e di riflesso la strada) non sta al centro, ma è riportata al suo ruolo originale di “mezzo”, di “tramite” entusiasmante con il quale vivere il vero fulcro, che è l’esperienza di viaggio.

Cambiarsi i panni, un po’ come la primavera, e deragliare dai binari sui quali si corre abitualmente, quasi come pendolari, è il twist che può trasformare “il giro in moto” in un’esperienza epica. E arriviamo al secondo punto. Dove si va? La stagione dei piccoli e grandi sogni motociclistici, che ne dica questo meteo bizzarro, è ormai arrivata e sono sicuro che nel cassetto ne siano depositati tanti. Ma a volte si può anche decidere di tenerlo chiuso questo cassetto, di abbandonare il sentiero tracciato delle mete programmate da mesi, sognate attraverso i reel o studiate sulle guide.

Staccare per un attimo lo sguardo dall’eccesso di stimoli che inonda la quotidianità, in cerca di segnali che provengano solo ed esclusivamente dall’interno. Un lampo, qualcosa di nuovo, che abbia il sapore di emozioni in mutamento. L’inclinazione umana a porsi delle domande torna utile: dove mi sono sentito veramente a mio agio e perché? Cosa mi interessa realmente visitare? Perché sembra che ci siano dei luoghi e/o percorsi che DEVO necessariamente scoprire? Questa storia dei “cittadini del mondo”, del dover viaggiare ovunque per aprire la propria mente è un’altra catastrofe dei tempi moderni che travisa un incipit dai buoni propositi facendolo divenire ennesimo motivo di ansia sociale e sfrenato mordi e fuggi.

Se invece ci si guarda dentro con i giusti strumenti, una rarefatta radiazione di fondo potrebbe indicare la via verso galassie lontane, possibili custodi di scoperte illuminanti. Io l’ho fatto. E quelle che vi propongo sono le mete che vedo all’orizzonte e che vi suggerisco. A ciascuno, poi, il compito di scandagliare il proprio io, con sana obiettività e rinnovata sensibilità… magari ci si troverà lungo le stesse strade.

Irlanda del nord: fuori dai cliché

L’Irlanda è certamente uno dei Paesi europei più affascinanti da visitare, ancor di più se vissuti in sella. La visiera è la porta d’accesso verso un mondo dominato da colori inediti, dove filtra un’aria unica, inebriante e rassicurante, e la convivenza tra straordinaria ospitalità e sovrastante isolamento dà vita ad un blend che ricorda i magici whiskey (con le “e”, a differenza dello spelling americano) prodotti sull’isola. Nel decimo anniversario della “creazione” dell'itinerario turistico costiero più lungo del mondo - la Wild Atlantic Way - che segue il litorale occidentale per 2.500 chilometri, l’Irlanda è e sarà sempre una meta ambita. Ma per quest’estate sento il bisogno di una bellezza più “ricercata”, la cui spettacolarità non appaia così palesemente roboante. E allora si twista.

Si sale a nord e si varca un confine invisibile capace di cambiare ogni cosa. Da un villaggio all’altro cambia la moneta, la religione, il codice della strada… si è dentro o fuori dall’Europa.

L’Irlanda del Nord inizia dalla densa cittadina di Derry, forte di una storia antica, fatta di cultura e tradizione, ma anche di forti contrasti e drammatici trascorsi. Un centro vivo, slanciato verso un futuro tutto da scrivere, che lascia il segno. Si deve visitare Bogside, quartiere simbolo del conflitto tra protestanti e cattolici, dove la lotta per i diritti civili trova spazio nei grandi murales presenti nei dintorni.

Il Bogside History Tour, permette di entrare in contatto diretto con il drammatico passato della città e la vera storia dietro queste opere d’arte. Da lì prende vita la Causeway Coastal Route, un gioiello d’asfalto che conduce fino a Belfast lungo la costa frastagliata e sontuosa. Parte da Portrush, ameno centro balneare famoso per la Northwest 200, una delle gare su strada più avvincenti insieme al Tourist Trophy. I panorami emozionano, ma bisogna anche scendere dalla moto per capirci di più. Passeggiare nelle spettrali rovine del Dunluce Castle, attraversare il ponte sospeso Carrick-a-Rede, o camminare lungo i sentieri a strapiombo sopra la Giant’s Causeway, meraviglia geologica formata da migliaia di colonne di basalto che s’innalzano lungo il litorale.

Prima di arrivare nella capitale, l’ultimo sussulto lo regala il sentiero dei Gobbins: una passeggiata di circa tre chilometri sospesa sulle scogliere di basalto, lungo tratti naturali e piattaforme in acciaio. Profondamente diversa da Derry, Belfast è l’altra faccia della medaglia di questa Irlanda del Nord. Anche qui la storia della città la raccontano i muri e un tour guidato è la via giusta per immergersi nel complesso contesto sociale e politico di questo Paese.

Un paio di dritte:

Se i giorni a disposizione non sono molti, non c’è bisogno di soddisfare il proprio ego da bar e partire con la propria moto. Noleggiatene una da Lemonrock e per regalarvi l’Irlanda del Nord vi basterà anche solo una settimana.

I siti di riferimento per tutte le informazioni sono i seguenti: www.visitbritain.com e www.ireland.com.

Non solo il classico Portogallo

Pensi al Portogallo in moto e dici subito Algarve, la regione situata all’estremità meridionale del Paese, famosa per il suo clima soleggiato e meravigliosamente mite. Un paradiso fatto di incantevoli strade costiere, alte scogliere e spiagge dalla sabbia bianchissima. Da Faro fino all’estremità di Cabo de São Vicente, passando per Portimão e Sagres, si attraversano località dal carattere unico, figlie del mix culturale dovuto alla lunga dominazione araba.

Lo spirito di quest’anno però mi porta più lontano dai classici scenari marittimi dell’Europa meridionale. Ecco perché piuttosto che le alte onde del Mediterraneo, seguo le placide acque del fiume Douro, nella zona centro settentrionale del Portogallo. Si parte dalla fine (così da ribaltare ancora una volta il tutto), dall’estuario situato nella meravigliosa Porto. Da non perdere il suo antico centro, il quartiere di Ribeira, il Ponte Dom Luis I e un’inevitabile degustazione di vino Porto in una delle cantine sulla riva sud del fiume.

Un inizio decisamente incoraggiante che si fa poesia quando la moto entra nel cuore della valle scavata dal grande corso d’acqua. Le sue rive ospitano piccoli paesi dalle radicate tradizioni mentre il paesaggio si modella di ordinati filari che contrastano la brulla vegetazione. Da Paso da Régua a Pinhão, fino alla Valle del Côa la strada non è mai doma, fatta di continui saliscendi e il gioco si fa ancor più divertente passando da una sponda all’altra del Douro a caccia del più spettacolare dei miradouros.

Vila Nova de Foz Côa è l’ultima tappa prima di lasciar andare il fiume oltre il confine spagnolo. Ospita un parco archeologico sorprendente con migliaia di incisioni rupestri immerse in un contesto naturale affascinante. Una suggestione unica è quella di visitarlo in notturna con una guida, perdendo per un attimo ogni riferimento temporale.

Un paio di dritte:

Free Ride Spirit organizza tour all inclusive (con o senza guida) in tutto il Portogallo, compreso uno splendido itinerario lungo il corso del fiume Douro. In alternativa potete noleggiare anche solo la moto, risparmiandovi migliaia di inutili chilometri via terra per arrivare in loco. Pensateci.

Il sito di riferimento per le informazioni è questo: www.visitportugal.com.

Chechia, lontana da ogni stereotipo

Dall’estremo ovest all’est dell’Europa, in un balzo. La Cechia, a dispetto del suo nuovo nome un po’ stridulo, appare nell’immaginario come una terra dal sapore classico, con quell’alone di romanticismo un po’ velato da belle epoque. Pittoresche cittadine ancorate alla storia e una natura piuttosto incontaminata, anche se piuttosto omogenea. Eh… bella cosa gli stereotipi… Vado oltre la meraviglia di Praga e supero il fascino di quel primo amore mai dimenticato (quello per la birra) che spesso è motore turistico verso questa meta. C’è un mondo da scoprire assolutamente sconosciuto ai più, da vivere anche improvvisando, decidendo le tappe day-by-day e appoggiandosi ai tanti campeggi presenti. Mi stupisco e vado a sentimento verso la zona dei Monti Metalliferi, al confine settentrionale con la Germania. All’ombra di itinerari più conosciuti, si nascondono natura indomita e borghi pittoreschi. Si parte seguendo il corso del fiume Svetava, lambendo le acque del lago Medard, ricavato da un ex bacino carbonifero e raggiungendo la rilassante Karlovy Vary, famosa città termale.

Loket nad Ohří, invece, è l’emblema del centro medievale, con lo splendido castello che svetta sulla collina circondato da case colorate. Jáchymov, un tempo storico centro di estrazione mineraria, è la porta d’accesso a esperienze nel “cuore” della terra, come ad esempio a Štola Johannes.

Boží Dar segna l’ingresso nel cuore del territorio dei Monti Metalliferi. La cittadina è un vero paradiso per le attività outdoor: trail park, chilometri di piste ciclabili per tutte le gambe, aree attrezzate per sport adrenalinici e itinerari escursionistici di vario livello. Il Boží Dar Peat Bog, ad esempio, è una passerella sopraelevata che permette di esplorare la torbiera senza danneggiare l’ambiente. Per soddisfare la voglia di panorami grandiosi si può infine prendere la cabinovia sino a Klinovec, la cima più alta della catena (1.244 metri), sovrastata da una storica e panoramica torre per le radiotelecomunicazioni.

Procedendo verso est, poco prima di Liberec si prende un’altra funivia fino alla cima del monte Ještěd, per ammirare un’altra iconica torre futuristica posta al vertice. Si entra così nel territorio soprannominato “svizzera boema” dove è la natura a far da padrone, prima con il più grande arco di arenaria d’Europa, situato a Pravčická Brána, e poi con le straordinarie gole di Kamenice. Vuoi non provare il rafting dormendo nell’omonimo camping?

Il viaggio si chiude all’estremità orientale del Paese, esplorando le straordinarie formazioni rocciose del parco Adršpašské skály. Una passeggiata tra torri di pietra, gole e laghi turchesi, che ridefinisce il concetto di bellezza della natura. Li abbiamo ribaltati o no questi luoghi comuni?!

Un paio di dritte:

Il nord della Cechia si può raggiungere in moto piuttosto comodamente, passando da Monaco e Norimberga ed entrando nel Paese da Cheb. In alternativa un volo su Praga e il noleggio moto vi permettono di essere in sella a destinazione in mezza giornata. Motozastávka fornisce un’ampia gamma di mezzi multibrand con ritiro a Praga. In alternativa c’è il servizio di noleggio in concessionaria Rent a Ride di BMW Motorrad con prenotazione diretta dal sito.

Per le info turistiche si parte da qui: www.visitczechia.com.