Non possiamo sapere cosa ci riserva il futuro. Frase scontata, al netto delle derive più esoteriche o agnostiche, finché non ci si sofferma almeno un attimo a pensare. Perché se è vero che le sfere di cristallo non sono più quelle di una volta e che persino chi ha l’abitudine di giocare a dadi col mondo ultimamente sembra quantomeno distratto, è altrettanto vero che, qua e là, qualche spoilerata sul prossimo presente in arrivo è ancora possibile coglierla.

Diciamo che la sensazione che si prova quando ti viene mostrato il futuro in una teca non è meno esaltante di quando quel futuro lo vedi accadere. Almeno in certi casi… Mi perdonerete per il preambolo, ora mi spiego meglio.

Succede che in un (raro, di questi tempi) soleggiato tardo pomeriggio di qualche giorno fa, più precisamente durante l’ultima Design Week milanese, la nostra attenzione venga catturata da una silhouette tutt’altro che “diurna”. Si chiama, CUPRA DarkRebel, ed è così ribelle ed enigmatica nelle forme e nei contenuti da finire sottovetro al CUPRA Garage.

La situazione è un po’ un mix tra un museo che apre le porte nottetempo per svelare l’anima dark delle opere che protegge e un film di fantascienza dove, si sa, le più terrificanti creature notturne vengono puntualmente assemblate in qualche oscuro laboratorio. Ma insomma, lei è lì, in tutto il suo metafisico fascino, una cascata di carbonio e adrenalina. E ve lo garantisco: non c’è “bestia” migliore per aprire la Speed Issue di Wheelz.

La DarkRebel è una show car, va detto. Ma è anche la concretizzazione di quel concetto di velocità che abbiamo scelto di celebrare questo mese. E quindi pazienza se, almeno per ora, il suo tachimetro virtuale resta fermo sullo zero. Parlando di lei, è la velocità di pensiero che conta.

La DarkRebel, prima di essere un’auto sportiva, è un esercizio di stile futuristico e vanguardista proiettato come una freccia psichedelica verso il domani. Una provocazione, ma neanche poi troppo, che ti schiaffa dritto sul naso il modo (o almeno uno dei modi) in cui verranno create le auto per le generazioni che saranno. Perché lo sappiamo tutti no che il design non ha confini, se non quelli fisici. Ma abbiamo visto altrettanto spesso come persino quelli, in certi casi, siano stati agilmente superati.

Un’auto sportiva, dicevamo. E fin qui… le sue linee, i due posti secchi e l’anima 100% elettrica con architettura Shooting Brake riflettono rispettosamente la passione corsaiola e il DNA del marchio CUPRA.

Ribelle, invece, il modo in cui luci e colori sono stati sfruttati per creare un design rivoluzionario. Esternamente, la DarkRebel sembra fatta di mercurio e fasci luminosi: la tonalità viola scuro si evolve e cambia a seconda di come la luce ambientale tocca la carrozzeria. Sembrerebbe un’immagine realizzata con l’AI, se non l’avessimo sotto gli occhi in tutta la sua tangibilità.

La luce è stata utilizzata come se fosse materia plasmante. È un elemento chiave della DarkRebel a partire dal logo e “supporta” colori e strutture, trasformandoli in sculture colorate digitalmente. Il frontale è radicale e deciso con la classica firma luminosa triangolare di CUPRA che emerge dalla carrozzeria e la scomposizione del logo CUPRA in tre triangoli, che dà vita alle Daytime Running Lights.

Il dorso, la colonna vertebrale dell’auto, richiama lo stesso “gioco” che ha reso iconiche alcune delle più brillanti sportive del passato. A disegnarla sono linee nette, ma quasi sensuali, che parlano di aerodinamicità ed efficienza.

Gli interni proiettano direttamente in un’altra dimensione. Caratterizzato da uno “scheletro” centrale dalle forme asimmetriche, l’abitacolo sembra un guscio che emerge dalla base dei sedili e si estende in avanti fino ad abbracciare il conducente. È realizzato utilizzando la più recente tecnologia di stampa 3D, dettaglio che offre prestazioni strutturali garantendo la massima leggerezza.

I sedili avvolgenti Supersport con poggiatesta rivestiti in tessuto a maglia 3D sono sostenuti da una struttura realizzata in materiale trasparente con inserti in rame. Ma uno degli elementi più catalizzanti della DarkRebel è il volante, che unisce geometrie provenienti dalle corse con l’interattività del mondo dei videogiochi.

Per gli interni c’è ampio uso di materiali sostenibili realizzati con bambù biodegradabile al 90% e, ancora una volta, l’elemento luce a farla da padrone: la si vede scorrere attraverso la parte anteriore dell’abitacolo, sotto il parabrezza, poi emerge dai lati dei sedili per avvolgere gli schienali in una variazione di tonalità che va dal blu scuro a uno scintillante magenta riflettente e viola.

A proposito di gaming, anche l’esperienza di guida è pensata come una sessione di gioco in connessione con gli altri players, grazie a tre livelli di immersione: Exponential Square mette in campo un abitacolo digitale con grafica futuristica e un avatar 3D personalizzabile. Exponential Cube si ispira ai videogames sulle auto da corsa con posizionamento in pista in tempo reale, tempi sul giro e dati sulle prestazioni. Exponential Infinite, poi, si avventura nel territorio inesplorato della mobilità connessa. Mentre l’auto è parcheggiata e si ricarica, gli utenti possono entrare in Metahype, il metaverso di CUPRA, e l’auto offre l’opportunità di interagire con la CUPRA tribe.

Insomma, nella teca il futuro c'è già. Ed è più ribelle del previsto...