Una moto non può restare ferma, il movimento è nella sua natura.

Questo è il credo di Vagabund Moto, bottega motociclistica di Graz, nel sud-est dell’Austria, un luogo magico dove alcune delle migliori motociclette custom prendono forma e iniziano una nuova vita.

“Una moto non può restare ferma, il movimento è nella sua natura. Noi di Vagabund Moto abbiamo dedicato la nostra vita alla reinterpretazione di questo mezzo di trasporto senza tempo, espressione di un’estetica e di prestazioni senza eguali. Non stiamo reinventando la “ruota”, bensì la stiamo re-immaginando. I nostri progetti non sono mai catalogati come café racer, scrambler, tracker, brat, chopper o bobber. Queste categorie per noi sono solamente delle linee guida, pronte  per essere infrante”.

Queste poche righe riassumono la filosofia di Paul Brauchart e Philipp Rabl, le due giovani menti dietro al progetto Vagabund Moto.
Oggi vogliamo parlarvi dell’ultimissima special dell’officina austriaca, la V13.

Dopo aver visto sulla loro pagina Instagram i primi concept designs negli ultimi mesi del 2019, abbiamo seguito con gran curiosità lo sviluppo del progetto. Ogni tanto spuntavano fuori nuovi indizi e nuovi aggiornamenti sull’andamento dei lavori: dall’anteprima in 3D alle foto dei “lavori in corso”.

Sapevamo già come sarebbe stata la moto finale a Novembre 2019, quando abbiamo visto un concept 3D ritraente l’intera moto con tanto di accessori…

Poche settimane fa la V13 in “carne ed ossa” è stata presentata al mondo intero: il design era una fedele replica del concept 3D, niente grandi sorprese o grandi modifiche in corso d’opera. Eppure siamo rimasti colpiti e affascinati dal risultato finale: il design in sé era avveniristico, accattivante e pulito, una moto con delle forme che hanno diviso l’opinione del popolo social, la classica situazione “o la odi o la ami”, beh… per noi di Wheelz è stato amore a prima vista.

Dunque appena visti gli scatti di Stefan Leitner, abbiamo contattato via mail l’ufficio di Vagabund Moto. Da lì abbiamo intrattenuto una piacevole “conversazione digitale” con Paul, facendoci raccontare tutto dell’ultima nata in casa Vagabund.

Più che un nome ha un identificativo di serie: Vagabund V13. La moto di partenza è una Honda NX650 Dominator del 1991.

Vagabund V13

Che moto!
Graffiante, filante, aggressiva, accattivante… Dal design spigoloso, “poligonale”. Una moto vintage ma moderna al tempo stesso, minimalista ma completa di tutto, contemporaneamente elegante e grezza, che fa del design industriale il suo punto di forze nonostante si tratti di una one-off. Gusti permettendo, la V13 ha tutte le carte in regola per essere la moto “perfetta”: leggera e con una buona potenza, sportiva ma con una sella comoda, ottima per muoversi in città ma pronta per affrontare un’apocalisse zombie; una moto che non teme nessuna situazione e nessun terreno, asfalto, fango, rocce, neve… con le gomme montate e un po’ di manico si può affrontare qualsiasi percorso. Una moto davvero pronta a tutto, soprattutto grazie al suo cuore pulsante, il monocilindrico infinito e immortale di Casa Honda.

Abbiamo cercato di realizzare una vera moto da fuoristrada, completamente funzionale, caratterizzata da un design minimalista. La moto ha tutto quello che serve ed è street legal. Il fatto di voler rispettare le norme e le caratteristiche tecniche previste dal codice della strada ha senza dubbio portato ad accettare alcuni compromessi, ma nessuno ha impattato significativamente sul design della moto finale” ci racconta Paul.

Siamo degli appassionati di moto da offroad, adoriamo praticare enduro, ma amiamo anche disegnare e costruire moto raffinate e rifinite nei minimi dettagli. Con questa Dominator abbiamo cercato di combinare questi due aspetti”.

Vagabund Moto si è fatto un nome a livello internazionale per la precisione infinitesimale, per i dettagli ricercati e in generale per i suoi design minimalisti dalle forme sinuose e senza tempo.
Paul e Philipp non sono “customizzatori della domenica” e non rientrano in quella categorie di builder che si lasciano trasportare dal progetto decidendo le modifiche in divenire, compiendo una decisione alla volta, una dopo l’altra come se si trattasse di un cammino alla scoperta del risultato finale. No… nell’officina di Graz le parole chiave sono design e pianificazione. Vagabund Moto è un garage meticoloso, dove prima si lavora all’idea, si studia il progetto nei minimi dettagli, si stabilisce una tabella di marcia e si segue meticolosamente, cercando di realizzare esattamente il design iniziale senza errori e senza una rondella fuori posto.
La terza parola chiave è tecnologia.

La V13 è il frutto di un estensivo utilizzo della stampa 3D. Una quantità esagerata di ore sono state spese per costruire “in-house” il serbatoio del carburante, il codino e altri elementi della moto sfruttando la tecnologia della stampa in 3D. Il serbatoio è stato stampato in materiale PA12 (Poliammide 12 o Nylon 12), estremamente resistente a temperature, prodotti chimici, urti e agenti atmosferici. Su di esso è integrata la strumentazione di bordo Motogadget.
Il PA12 è stato utilizzato anche per fabbricare: codino della moto, coperchio del filtro dell’aria e altre parti minori della moto.

Stampa 3D a parte l’intera moto è stata modernizzata e migliorata sotto ogni punto di vista. Il motore è stato completamente restaurato ed equipaggiato con dei collettori di scarico 2-in-1 completamente custom-made in acciaio inossidabile e un terminale Akrapovič. Il radiatore dell’olio originale è stato sostituito con uno più resistente e moderno prodotta da Off The Road. Le ruote sono state verniciate di nero e dotate di nuovi raggi in acciaio inossidabile. Per quanto riguarda gli pneumatici sono stati montati dei Bridgestone Battlax AX41 Adventurecross. Inoltre il disco del freno anteriore è stato sostituito con uno maggiorato da ben 320mm.
La forcella è rimasta originale, mentre al posteriore il sistema Pro-Link è stato equipaggiato con un nuovo ammortizzatore Wilbers, che ha migliorato nettamente l’esperienza di guida.

La nuova sella in Alcantara è comoda, resistente e come le migliori moderne selle da fuoristrada offre una gran tenuta (è antiscivolo) senza limitare i movimenti del pilota.

Anche il manubrio e la sezione “cockpit” sono completamente nuove: nuove manopole, nuove leve, nuovi comandi collegati al rinnovato e ri-cablato impianto elettrico.

Il parafango anteriore nero opaco è derivato da una Husqvarna TC85 di ultima generazione. Sopra di esso è stato montato un portapacchi fabbricato su misura pensato per svolgere più funzioni. Questo “cargo rack”, infatti, incorpora i minuscoli indicatori di direzione Kellermann Atto, due diversi gruppi ottici Highsider che comprendono luce di posizione, luce anabbagliante e abbagliante, e, per concludere, un ingegnoso sistema di montaggio a sgancio rapido per una borsa/zaino a rullo completamente impermeabile Black Ember.

Al posteriore la Honda Dominator è completamente irriconoscibile: sopra il nuovo telaietto è montato il codino stampato in 3D che sostiene il nuovo porta-targa realizzato su misura che incorpora gli indicatori di direzione, sempre Kellermann Atto, che fungono anche da luce di stop.

Al telaietto sono fissate anche un paio di taniche GKA tramite un rack completamente custom, montate per poter affrontare percorsi nei luoghi più remoti.

È tutto…
Purtroppo la V13 è già stata venduta e non saranno prodotte copie in serie. Non trattandosi di un lavoro su commissione Paul e Philipp hanno potuto trasformare in realtà tutte le loro fantasie: “Non avevamo assolutamente alcun parametro di riferimento per questo progetto”, ci spiega Paul, “Abbiamo semplicemente cercato di tenere d’occhio il budget”.

Aspettando la prossima special di Vagabund Moto, noi ci limiteremo a sognare che la Honda torni a proporre una monocilindrica adventure di cilindrata media, iconica quanto la Dominator degli anni ’90…

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