C’è un filo invisibile ma per nulla sottile che lega gli spiriti affini. E quando quel filo si svolge per poi unire, ciò che nasce è un legame indissolubile, capace di rappresentare il timbro identificativo di un’epoca, di rafforzare identità. E di dare vita a qualcosa di così speciale da diventare iconico, che lo si voglia oppure no. In queste poche righe riconoscerete tre di questi incontri. Tre casi in cui il filo invisibile ha svolto egregiamente il proprio dovere.
Il primo è quello tra Triumph Motorcycles e il cinema.
Dal 1902 ad oggi, la storia della più importante Casa Costruttrice britannica si è sempre intrecciata a quella delle icone del grande schermo e della musica in un rapporto tanto spontaneo, quanto profondo, dando vita a un’iconografia che ancora oggi detta lo stile. Merito dello spirito anticonformista, del carattere raffinato e inimitabile delle sue moto, quelle della famiglia Bonneville in particolare.
Marlon Brando, James Dean, Elvis, Steve McQueen, Clint Eastwood… Sono solo alcuni dei Grandi Nomi che dagli Anni 50 in avanti hanno amato Triumph, lasciandosi in cambio amare dal mondo. In Ufficiale e Gentiluomo Richard Gere guida con la sua uniforme immacolata una Triumph Bonneville 750 T140E. Ne Il curioso caso di Benjamin Button Brad Pitt porta a spasso una stilosissima Cate Blanchett su una Tiger T110 650 cc del ’54 nata sulla base della Thunderbird T100. C’è la Speed Triple 955 di Matrix. Ci sono la Speed Triple T509 e la Daytona T595 di Mission Impossible. L’elenco, vi garantisco, è molto molto molto più lungo di così.
Poi, però, c’è anche Bruce Springsteen. Che spesso racconta col sorriso di aver scelto una Triumph come compagna di viaggio perché a guidarla era il suo idolo…
Ed eccoci al secondo degli incontri di oggi. Quello tra Triumph, il cinema e Bob Dylan.

Il contesto. Si può dire che la critica musicale per come l’abbiamo conosciuta fino ad ora esista per “colpa” di Like a Rolling Stone. Si può dire anche che quando la canzone uscì il 20 luglio 1965, abbia diviso il pubblico come Mosè le acque del Mar Rosso. Tanti sostenevano che quella voce così cruda e senza bugie, non sapesse proprio cantare. Altri – uno di questi era proprio il giovane Bruce – dissero invece di non averne mai sentita una altrettanto dura, onesta e totalizzante. Monolitica.
È il 1965, dicevamo. E mentre Johnson spediva truppe in Vietnam, la sonda Mariner 4 atterrava su Marte e Warhol usciva al cinema con Vinyl, Robert Allen Zimmerman, alias Bob Dylan, esce con il singolo che cambierà la musica e il modo di farla. A Complete Unknown, il nuovo film sull’ascesa di uno dei cantautori più iconici della storia, arriverà il 23 gennaio nelle sale italiane.

New York, 1961. Sullo sfondo di una vibrante scena musicale e di tumultuosi sconvolgimenti culturali, un enigmatico diciannovenne del Minnesota arriva con la sua chitarra e un talento rivoluzionario, destinato a segnare il corso della musica americana.
Durante l’ascesa verso la fama stringe rapporti profondi con le icone musicali del Greenwich Village, culminando in una performance innovativa e controversa che risuona in tutto il mondo. In A Complete Unknown di James Mangold, l’elettrizzante storia vera del cantautore, è Timothée Chalamet ad interpretare e dare voce a Bob Dylan.

Fuori dall’ordinario, raffinato, anticonformista. Dylan ha sempre e da sempre rifuggito lo scintillio ingombrante della fama, spesso proprio in sella alla sua Triumph Bonneville T100. Un rapporto inscindibile e imprescindibile che è l’essenza dello spirito di libertà e individualità cercato dall’uomo e trovato nella moto.
Ma vi ho promesso tre incontri, oggi.
E allora eccoci all’Auditorium Parco della Musica di Roma alla prima di A Complete Unknown, sempre in sella a Triumph, ma insieme ad un altro spirito anticonformista che avete già conosciuto anche sulle pagine di Wheelz: Francesco Montanari.
Francesco, attore dallo spirito eclettico e motociclista incallito, ci ha accompagnato per una ride sulle strade della Capitale con la sua Triumph Rocket 3, fino al red carpet della premiére, a cui hanno partecipato Timothée Chalamet, Edward Norton e Monica Barbaro, insieme al regista, sceneggiatore e produttore James Mangold.
Durante la serata, oltre alla consueta sfilata di celeb, non poteva che far bella mostra di sé la moderna Triumph Bonneville T100, moto dal carattere splendidamente evoluto, ma in grado di mantenere intatte le sue caratteristiche peculiari. Le stesse che l’hanno resa leggendaria.
Paul Stroud, Chief Commercial Officer di Triumph, ha commentato: “In A complete Unknown, la Bonneville T100 è più di un semplice dettaglio che definisce l’epoca: è un riflesso dell’energia audace e dell’esplorazione creativa del tempo. Il suo design elegante e il significato culturale la rendono un’aggiunta perfetta alla ricostruzione del Greenwich Village degli Anni 60, amplificando l’autenticità del mondo di Dylan”.

Il Film
Searchlight Pictures presenta A Complete Unknown, diretto dal candidato all’Oscar® James Mangold (Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line, Le Mans ’66 – La grande sfida). Il film, basato sul libro “Il giorno che Bob Dylan prese la chitarra elettrica” edito in Italia da Vallardi, è interpretato dal candidato all’Oscar® e al BAFTA Timothée Chalamet insieme al candidato all’Oscar® e al BAFTA Edward Norton (Fight Club, Birdman), Elle Fanning (The Great, Maleficent), Monica Barbaro (Top Gun: Maverick), Boyd Holbrook (Logan – The Wolverine, The Bikeriders), Dan Fogler (Animali fantastici e dove trovarli, The Walking Dead), Norbert Leo Butz (L’amore secondo Dan), e Scoot McNairy (Argo, 12 anni schiavo).





















