Il rumore liscio dei cuscinetti che girano. Il TAC gratificante del tail che impatta sull’asfalto. Le ruote che stridono nelle frenate. Si scende da un gap, poi un altro più alto. Dall’asfalto ruvido della strada si passa al cemento dei marciapiedi e il suono delle ruote cambia. Le pushate scandiscono il ritmo. Il cuore batte sempre più forte. Sale il groove nell’aria. Passando davanti ai negozi etnici è un tripudio di musiche tribali.

San Francisco negli Anni 80 stava esplodendo musicalmente. I negozi di dischi sempre imballati. Artisti famosi, sperimentazione, nuovi generi, miscugli e azzardi musicali. I ghetti in rivoluzione. Nuovi stili di vita. Nuove culture di strada. Gli skaters si mischiano ai graffitari e ai tizi con il ghetto blaster nei quartieri malfamati. Le crew controllano le loro strade, si battaglia a colpi di tricks. Una città in fermento. Una città che urla.

Praticare skateboard diventa un’ossessione che va di pari passo con la musica. I nuovi ritmi accompagnano lo skateboarding nelle strade. Nascono nuovi tricks clonati pari pari dal surf, che trovano spazio sulle onde dure dell’asfalto. Un nuovo modo di approcciarsi allo skateboard. Un nuovo stile che contraddistingue chi osa sperimentare.

Solo i migliori possono fare parte della BONES BRIGADE che rappresenta un orizzonte inedito e folgorante nel mondo skate. A cambiare è anche la comunicazione, il modo di raccontare quello che succede. I video street diventano dei documentari sugli spaccati di strada. Ritmo, una tavola che si appropria di muri e marciapiedi. Sembra tutto così semplice, sembra tutto così naturale.

George Powell e Stacy Peralta raccolgono i migliori skaters della California nella loro Brigada. Fratellanza, amicizia e competizione per creare nuove figure, rompere le regole e superare l’immaginazione.

Tony Hawk, Steve Caballero, Tommy Guerrero e un’altra manciata di personaggi mitologici appaiono in video part montate con un approccio e uno stile inedito. Le clip di skate diventano video musicali virali che accompagneranno quella generazione e quelle a venire. Si parte dal groove e ci si skeita sopra. La tavola si fonde col ritmo delle note, dei gesti e dei pensieri.

Tommy Guerrero è padrone di questi fotogrammi. Una disinvoltura mai vista nell’affrontare le strade a ritmo di musica. Un mondo da sperimentare per un adolescente che fa skateboard.

Le pushate, i tricks, i grind, i primi accordi di una chitarra. Free Beer, il primo gruppo skate-rock formato con gli amici. San Francisco è il luogo perfetto, in quegli anni, per contaminare e lasciarsi contaminare.

La musica di Guerrero ha tante anime. Rock, hip hop, funk, soul e jazz. Skater, musicista (suona basso e chitarra), producer. Le sue radici lanciano nuovi rami verso il cielo. Spirito californiano con sonorità jazz e latinoamericane.

L’evoluzione dei videogames porta la musica di Guerrero anche nelle colonne sonore dei giochi. Ve lo ricordate, vero, “Tony Hawk’s American Wasteland”? E chi meglio di lui…

Il suo sound si trasforma e affina, arrivano i concerti. Grazie alla collaborazione tra Jazz:Re:Found e Barley Arts lo scorso 5 aprile è stato protagonista di un live epico al Circolo Magnolia di Milano per la preview dello Skate & Surf Film Festival, dando un assaggio del suo mondo fatto di skate e suggestioni.

Segnate le date dell’SSFF (31 maggio – 2 giugno, Ex Macello, Milano): sarà la più grande celebrazione italiana dell’arte e della cultura contemporanea dello skate e del surf, con le migliori pellicole da tutto il mondo.

Le pushate scandiscono il ritmo. Il cuore batte sempre più forte. Sale il groove nell’aria. E sembra di essere di nuovo là, dove tutto è iniziato.