L’attività di famiglia abbastanza ordinaria, un’azienda di stampa su tessuto, le aree in disuso una volta occupate dagli uffici, un grande giardino. L’idea di trasformare uno spazio dormiente in un contenitore di idee in fermento può sembrare visionaria, addirittura azzardata. E lo è. Per questo funziona.

È la storia della Famiglia Milini, da imprenditori del tessile a imprenditori della creatività, di tutto ciò che smuove qualcosa nella pancia e che comunemente chiamiamo passione. Cibo, arte, motori, natura. Almeno una di queste cose di certo l’amate, altrimenti non sareste qui, altrimenti non sareste vivi.

The Box è questo, un enorme twist di cose fighe nato dalla forza del cambiamento, una delle spinte più potenti che abbiamo. Poteva saltar fuori qualcosa di pericolosamente kitsch, invece l’armonia la fa da padrona, i dettagli sono curati all’estremo, leggerezza ed eleganza sono le chiavi che aprono tutte le porte di questa innovativa location che, oltre a utilizzare materiali naturali e prediligere le aree verdi al cemento, si alimenta con l’energia ricavata dal proprio sistema fotovoltaico.

Alle pareti, quadri a tema automobilistico di Francesco Salvi, sì l’attore e comico, proprio lui, e dipinti di Enrico Ghinato; all’interno e nel giardino le creazioni dedicate agli amanti e alla Luna dell’artista Giacinto Bosco, la scultura dell’artista contemporaneo polacco Igor Mitoraj, quella monumentale in marmo dell’artista uruguaiano Pablo Atchugarry, le opere dell’illustratore e designer Ale Giorgini. Praticamente una galleria d’arte a tutti gli effetti. Di recente acquisizione anche un nuovo oggetto da collezione: il simulatore di guida pensato per le auto d’epoca, firmato Zagato.

Il primo passo nel nostro contenitore dei sogni ci porta dritti dritti al Ristorante Olio: dalla cucina dello Chef Andrea Marinelli arrivano profumi di mare e di primizie dell’orto. Sì, c’è anche questo nella magic box, ma mica un orto qualsiasi: un labirinto medievale di vasche di pietra rialzate permette di coltivare ortaggi e frutti di stagione. E poi serre, uliveti, agrumeti. Ogni piatto segue la disponibilità del giorno per quanto riguarda il pescato e delle stagioni per tutto quel che c’è intorno.

Un particolare davvero singolare? L’impianto di aerazione a raggi UV purifica l’aria della sala e il soffitto è progettato con nanotecnologie che mantengono un microclima che rende l’ambiente equilibrato e silenzioso. La cura del cliente, da Olio, è una regola imprescindibile: non solo tutte le pietanze sono offerte anche in versione gluten free, ma il ristorante è dotato di una cucina separata, una delle poche in Italia, dedicata alle preparazioni per chi soffre di celiachia, così da scongiurare qualsiasi rischio di contaminazione.

Anche lo Chef è a chilometro zero, perché nasce nel 1985 a Saronno, proprio a pochi passi dal ristorante, e si diploma all’Istituto alberghiero Gianni Brera di Milano per proseguire la sua carriera all’Armani Caffè, al Maio Restaurant in Rinascente, fino a Innocenti Evasioni, una stella Michelin.  Il Maio Restaurant danese di Copenaghen è stato aperto proprio sotto la sua guida. Andrea ama i gusti netti, essenziali, i piatti eleganti capaci di esaltare il gusto del mare grazie all’utilizzo di erbe aromatiche, dell’olio extravergine di oliva, utilizzando le più avanzate tecniche di realizzazione.

E a proposito di realizzazione, veniamo al dunque. Olio dispone di un bel menù alla carta ma, come sempre in caso di fine dining, preferisco farmi guidare dalla creatività dello Chef e scelgo la degustazione “filo d’olio”: cinque portate dal crudo al dolce, contro le otto della degustazione “esperienza da Olio”.

Dunque, la mia experience prevede Sogliola di Dover con cavolfiore, salsa pil-pil, vaniglia e caviale, Sgombro fiammato con carota, mela Granny Smith e foglie di nasturzio, SpaghettOro Verrigni con zafferano, ricci di mare, spuma di ricotta e finocchietto, Pescato del giorno cernia, e come dessert Yogurt, rabarbaro, lamponi e rapa rossa. Tutto rigorosamente dal mare, ma prometto di tornare per provare l’unico piatto di carne alla carta: rib-eye di agnello… da abruzzese ti sfido, Chef Marinelli!

La wine list conta oltre 500 etichette, mentre per l’olio si è fatta una sola e prestigiosa scelta, che ricade sull’Olearia Caldera di Manerba del Garda.

Non solo pranzi e cene, sapete che all’interno di The Box c’è anche un cocktail bar? La lista di cocktail signature si ispira ai modelli delle auto più iconiche e ci tende la mano per passare direttamente al piano superiore dove la parola Olio prende tutt’altro significato e ci catapulta indietro di qualche decennio tra gioielli a quattro ruote prestigiosi, tra cui la Lancia Aurelia B52 carrozzata Vignale appartenuta a Gina Lollobrigida, la bellissima Siata 1100 GT Vignale del 1954, la Jaguar E-Type resa celebre da Diabolik, fino alle sportive Alfa Romeo, le SL Mercedes e le Ferrari degli anni ’80 e 2000.

L’esposizione permanente è visitabile dai clienti previa richiesta e le auto della The Box Car Collection cambiano continuamente e fanno tutte parte di una rassegna di oltre cento vetture rare, restaurate e curate dall’officina interna, Valvole in Testa. Ah sì non ve l’ho detto, c’è anche l’officina, ma sono infinite le ispirazioni di The Box e non posso mica svelarle tutte qui, lasciatevi travolgere di persona da tutto quel che un piccolo grande cambiamento è stato in grado di creare.

“Il potere è la capacità di effettuare dei cambiamenti”.

Martin Luther King

Indirizzo: Varesina ingresso pedonale e carraio, SP233, 1, 21040 Origgio VA
Ristorante: pranzo 12:00 / 14:30 – cena 19:30 / 22:30. Chiuso sabato a pranzo, domenica a cena e lunedì tutto il giorno.
Cocktail bar: aperto da martedì a sabato 18:30 / 24:00. Chiuso domenica e lunedì.

Lo staff del Ristorante Olio:
Andrea Marinelli – Executive Chef
Alessandro Rigamonti e Nicolò Sironi – Sous Chef
Patrick Gariboldi – Dolci
Giovanni di Luggo – Direttore di sala
Aldo Fiore – Responsabile Cantina
Nicola Viganò – Beverage Manager

Tutte le info:

spaziothebox.it
ristoranteolio.it