Il 2025 inizia con un colpo duro per gli appassionati di tatuaggi in tutto il mondo. Tattoo City, lo storico negozio di Don Ed Hardy a San Francisco, ha definitivamente chiuso i battenti. 

Una delle Mecca del Tatuaggio internazionale, ormai simbolo della città al pari del Golden Bridge e delle curve tortuose di Lombard Street, negli ultimi giorni dello scorso dicembre si è trasformato in una vera e propria meta di pellegrinaggio per tutti coloro che hanno voluto rendere omaggio non solo al negozio, ma soprattutto alla storia e al Padrino del tatuaggio moderno.

Una notizia che spezza i cuori, ma che fa anche riflettere su come le cose siano cambiate negli ultimi decenni. Per Freddy Corbin, tatuatore e proprietario dei Tattoo Shop di Oakland Temple Tattoo e Tattoo 13, la chiusura di Tattoo City riflette lo stato attuale dell’industria dei tatuaggi: “Penso che stiamo attraversando un flusso nel mondo del tatuaggio, un dolore crescente in cui ci sono tanti tatuatori quanti sono i clienti”, dice. “Non ho problemi con questo. È semplicemente quello che è. Quindi quando dico simbolico, intendo che l’intera fottuta industria sta cambiando”.

L’annuncio è stato diffuso sui social di Tattoo City Ink: “il negozio chiuderà le porte definitivamente a fine 2024. Con il suo fondatore Don Ed Hardy alle prese con l’Alzheimer e la sua stupenda moglie e partner di lunga data Francesca Passalacqua che si è presa cura di ogni cosa, siamo giunti alla decisione che è tempo per questo capitolo della storia del tatuaggio di San Francisco di chiudersi”. 

Probabilmente ce lo siamo chiesti tutti. “Perché nessuno è subentrato? Perché nessuno lo ha portato avanti?”. Non lo sapremo mai, o forse lo sappiamo già. Fatto sta che anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo rendergli omaggio. Oggi, 5 gennaio 2025, giorno in cui il suo fondatore Don Ed Hardy compie 80 anni.

IL TATUAGGIO E LA RIVOLUZIONE CULTURALE

Il Tattoo City è stato importante in quanto riflesso della rivoluzione culturale e artistica che Don ha portato nel mondo del tattoo. È stato uno dei primi studi a promuovere l’idea che il tatuaggio fosse una forma d’arte legittima, degna di essere apprezzata al pari della pittura o della scultura, e divenne un modello per molti altri tattoo shop, dimostrando che uno studio poteva essere non solo un luogo commerciale, ma anche uno spazio artistico e culturale, ispirando molti altri tatuatori in tutto il mondo.

Prima di Tattoo City, nel 1974, Hardy aveva aperto Realistic Tattoo su Van Ness Avenue. Aveva trascorso la seconda metà del 1973 in Giappone imparando l’arte dei tatuaggi giapponesi e ne portò gli stilemi negli Stati Uniti, pensando che avrebbero potuto avere successo. Da qui, sappiamo tutti come è andata la storia e con Tatto City tutta l’avantgarde di Hardy ha preso forma, facendosi bandiera. Combinava stili di tatuaggio tradizionali (come quello giapponese e americano, appunto) con elementi moderni, facendo diventare il proprio studio un laboratorio creativo per sperimentare nuove tecniche, ospitando molti tatuatori di talento e offrendo loro un ambiente in cui apprendere e crescere sotto la sua influenza. 

Questo ha contribuito a diffondere un approccio più raffinato e artistico al tatuaggio e, probabilmente, fu il primo studio del paese a realizzare esclusivamente tatuaggi personalizzati su larga scala, unici per ogni cliente… cosa che ora è abbastanza data per scontata nel settore. Prima di allora, i clienti sceglievano tra motivi pre-disegnati appesi al muro, quelli che chiamiamo “flash tattoo”.

Il primo Tattoo City aprì nel 1977 al 2906 di Mission Street (San Francisco) e fu il primo studio di tatuaggi ad aprire nel Mission District, presentando lavori in bianco e nero con linee sottili, una novità nel mondo dei tatuaggi a quel tempo. Lo studio fu distrutto da un incendio nel 1978, ma lasciò un segno indelebile nella scena dei walk-in tattoo shop della Bay Area. Alcuni dei tatuaggi realizzati lì sono presenti del documentario “Tattoo City” del regista di San Francisco Emiko Omori, uscito nel 1980.

Nel 1991 l’idea di Tattoo City venne resuscitata da Freddy Corbin, quando il contratto di locazione di Realistic Tattoo stava per scadere. Corbin voleva aprire un negozio con una migliore presenza sulla strada, ma anche continuare a lavorare per Hardy. Il giorno dopo, Hardy trovò il posto perfetto: il 722 Columbus Ave., a solo un isolato e mezzo dalla sede attuale. I primi artisti del negozio sono stati giganti della portata di Corbin, Eddy Deutsche, Alex Herman, Dan Higgs, nativo di Baltimora, e Hardy stesso.

Da quella porta sono passati, negli anni, i nomi più importanti della storia del tatuaggio mondiale.

Attraverso il lavoro di Hardy e dei suoi collaboratori, Tattoo City ha giocato un ruolo fondamentale nel portare i tatuaggi da una sottocultura a una forma d’espressione universalmente accettata nella cultura pop e nella moda.

Hardy non è stato solo un artista prolifico, ma anche il più importante documentarista del tatuaggio. Tra il 1981 e il 2019, lui e sua moglie hanno pubblicato decine di libri che documentavano la storia, lo sviluppo e la diversità di questa forma d’arte. Tra questo e le sue mostre in tutto il mondo, come il suo famoso rotolo “2.000 draghi”, Ed ha reso il tatuaggio molto più accessibile a tutti gli artisti e gli appassionati che lo hanno seguito.

Grazie, Ed.

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