Un forte odore chimico di vernice aleggia nell’aria. Lo spot è vicino. Da un ghetto blaster arriva della musica hip hop, dall’altra parte dello spiazzo un tizio con delle bacchette abbozza un giro di batteria punk. La periferia è bulla, richiede rispetto e approvazione. Le scritte sui muri e i disegni di teschi, ossa rotte e coltelli fan capire che non si scherza. L’odore di vernice diventa più forte, un tipo con il cavallo dei pantaloni alle ginocchia sta lasciando la sua tag. Qui lo skateboarding è vietato, se non sei stato invitato.

Il sole cala e si scaldano gli animi. Si sente un forte odore d’erba. Il ghetto blaster continua a girare musica incazzata. Si parla di diritti, si inneggia alla violenza, si accende un’altra canna. Il quartiere è il centro del mondo, lo si legge su tutti i muri e non si sconfina nel territorio degli altri.

Nell’86 esce Trashin’, Corsa al massacro, un curioso spaccato di strada e skateboarding di quegli anni, con un giovanissimo e rampante Josh Brolin e un’improvvisa intrusione di quei giovincelli dei Red Hot Chili Peppers che aizzano il pogo. Subito da vedere e da ascoltare, la colonna sonora è da paura!

L’arte urbana è irruenta e diretta. Ti sbatte in faccia il suo messaggio. La sperimentazione è un’esigenza che crea nuove tecniche e nuovi stili. Gli artisti iniziano a distinguersi e a dare una forte identità ai luoghi. San Francisco è l’ombelico del mondo. A fine Anni 80 le periferie bruciano di rivalsa sociale. I giovani sono incazzati e si vogliono far sentire in strada. Cortei, graffiti e skateboarding parlano di libertà. Ma nessuno ti vuole, se arrivi dal quartiere nemico. Nessuno ti vuole, se non sei all’altezza.

Il mercato evolve, lo skateboard diventa uno sport di massa. Evolve anche la ricerca dei materiali, si fa a gara a chi ha la grafica più figa. Le figure inquietanti sui muri finiscono sulle tavole da skate, i colori sono fluo, bisogna farsi notare. Lo stile è tutto. Lo skateboard è arte e ricerca, nel gesto atletico e nella sua cultura.

L’arte globale si accorge che sta succedendo qualcosa giù nelle strade. Gli artisti più quotati escono dai ghetti e finisco nelle grandi gallerie cool. L’arte urbana inizia il suo percorso di globalizzazione: nelle pubblicità si vedono graffiti, nascono collaborazioni con artisti di strada per lanciare nuovi prodotti. Alcuni creano il proprio brand arrivando all’apice del marketing. Il percorso di OBEY è l’icona per eccellenza. L’arte urbana nasce in strada, ma a volte serve un compromesso per farsi capire.

Quest’arte così diretta impatta e investe il pubblico di massa. Sempre più quartieri nelle città riprendono vita grazie ai murales, diventando gallerie a cielo aperto. Attorno alla street art nascono eventi culturali che ribadiscono il legame tra graffiti e skate. Il Looper Fest tenutosi a fine maggio a Milano ne è un esempio azzeccatissimo: tre giornate full di graffiti, skate, musica e workshop. E artisti da tutto il mondo armati di spray Loop pronti a sparare i loro colpi creativi. Risultato? Uno dei wall dell’Ex Macello ora è una tela di mattoni che ospita metri di opere clamorose.

La cosa è sfuggita? Seconda possibilità per voi. Il 22 e 23 Giugno nella città fantasma di Consonno si terrà l’edizione 2024 di Ghost Town, evento unico in Italia che unisce skate, longbord downhill freeride, musica e street & art culture. Per scendere a bomba lungo le strade del borgo, una ex piccola Las Vegas abbandonata dagli Anni 70, arriveranno skaters da tutto il mondo. Ad affiancarli, 10 live band e artisti da tutt’Italia, che coloreranno gli spazi dedicati. Alla sera contest di skate, food e beverage e la possibilità di piazzare la tenda per campeggiare. 48 ore di immersione nella skate culture in un luogo pazzesco, affascinante e misterioso. E ci sarà anche il corner di Wheelz-Mag. Il programma completo è QUI e sui canali social @Sbanda Brianza. FREE ENTRY!

La cultura skateboard vive in strada e parla di strada. È nell’adrenalina di un trick nelle piazze o sui marciapiedi, in una tag sui vagoni di un treno. Un forte odore chimico di vernice aleggia nell’aria. Dei ragazzini stanno lasciando bruttissime tag nello skatepark.