Quando percorri Viale Molise lungo una qualunque delle sue quattro corsie, i muri esterni dell’Ex Macello di Milano li noti subito. Sono inconfondibili, tappezzati di vecchi e nuovi manifesti che conservano la memoria di concerti ed eventi, convivendo pacificamente con nuovi e vecchi graffiti.

Un’immagine “pubblica” intrisa di street art e aspettative, che si conferma in tutta la sua spontaneità underground non appena si varcano i grandi cancelli in ferro. Insomma, l’Ex Macello è un macello bellissimo già di per sé, ma lo diventa ancora di più quando si anima di rampe, musica, street food, workshop, mostre fotografiche e proiezioni come durante lo Skate and Surf Film Festival.

La nostra storia però non inizia esattamente qui. Arriviamo di fronte alla Stazione Centrale di Milano per il Grand Opening del SSFF e Lucrezia non ci sta aspettando. Ha già parcheggiato il suo BMW CE 02, lo scooter elettrico più skate-oriented del globo (tutto sul nuovo CE 02 QUI), in Piazza Duca D’Aosta, ovvero una delle più importanti skate plaza europee, e se la sta sciallando con gli altri skater sui trick approntati dagli organizzatori per attirare l’attenzione dei passanti sul Festival, come se il DJ set a palla e la massa inusuale di gente con le tavole non bastasse. 3.000 partecipanti all’opening e 8.000 persone giunte per caso o per curiosità.

E Lucrezia lì in mezzo, vestita over perché è così che si sta comodi, a provare nuove combinazioni sul fondo liscio della piazza, reso particolarmente scivoloso dalla pioggia, che in questi giorni non vuole proprio mollare il palco al sole. E dire che lo street non è nemmeno la sua specialità d’elezione…

Lucrezia è Lucrezia Zarattini, eccezionale skater della Nazionale e pluricampionessa italiana nella sua categoria, il Park. Non esattamente una a caso, ecco. Che sia una fuoriclasse te ne accorgi subito: nonchalance a parte, conosce tutti e tutti la riconoscono. È perfettamente a proprio agio in un mare di saluti e serenità, almeno finché non la vedi con la tavola sotto le suole delle Vans. Lì l’espressione cambia, diventa decisa e determinata. E, se c’è da fare sul serio, si lega i capelli biondissimi, si concentra sul respiro, sorride e decolla: veloce, efficace, elegante ed elastica.

Se nello Street è tosta, nel Park, nella bowl e sulla rampa, Lucrezia è come a casa sua. La intercettiamo alla fine di una session per scambiare due chiacchiere e ne approfittiamo per farci accompagnare alla serata inaugurale del festival: sul palco l’esibizione di Conway The Machine e Jack The Smoker. Sotto, la stessa massa di gente presente al Grand Opening in centrale che ora, qui all’Ex Macello, abbandona per un attimo le tavole e balla. La sera successiva sarà il turno della Mamud Band e di Queen Omega, e la scena si ripeterà identica, nonostante il diluvio.

Lucrezia appartiene a questo mondo. È una campionessa di skate, ma compatibilmente con allenamenti e gare internazionali, surfa onde & powder appena può. In Nazionale è l’unica ragazza. “Ma lo skate è molto inclusivo”, ci spiega. “È più una questione di occasioni. Non mi sono mai sentita in difetto allo skatepark, sono sempre stata accolta bene. Amiamo tutti indistintamente la stessa cosa e questo basta per creare un bell’ambiente”. Che poi, in fondo, basta fare un giro all’SSFF per accorgersene.

Qui non conta nulla, tranne la passione. Condita, aggiungiamo noi, da una paccata di stile (non è un caso che il SSFF sia una delle tappe europee di House of Vans) e una grande attenzione all’ambiente, testimoniata anche dai numerosi workshop sull’upcycling.

Un mondo vario tanto quanto è variegato il palinsesto dell’evento: il SSFF è fatto di prime visioni e documentari sulla scena skate e surf nazionale e internazionale, contest di skateboarding su strutture custom appositamente progettate, skate school per principianti, laboratori di costruzione di tavole da surf, workshop di serigrafia e un Pop Up Store Vans/SSFF con una selezione esclusiva di merchandising e tavole da skate e surf in collaborazione con brand selezionati. Ed è proprio questo il bello del SSFF: celebrare la cultura del surf e dello skateboarding da ogni prospettiva attraverso l’azione, la musica, la fotografia e l’arte.

Volete averne un assaggio? Innanzitutto, seguite Lucrezia sui suoi canali social QUI. Poi, qui sotto, i titoli premiati. Da salvare per i giorni di calma piatta.

Premio Best Surf Film: “Ugly Duckling”
(di Kelly Foote, con Torren Martyn)
Il free surfer australiano Torren Martyn e lo shaper Simon Jones collaborano alla creazione del loro ultimo modello di tavola da surf, “Calypte”. Il prototipo iniziale segna un nuovo capitolo nel percorso di Torren nel mondo del surf. La loro amicizia decennale li guida nella creazione di questo nuovo modello.

Premio Best Skate Film: “Better, A Moroccan Skateboarding Tale”
(di Kamal Ourahou con Nassim Lachhab)
Il film racconta il viaggio come migrante e l’ascesa sulla scena internazionale dello skateboarder marocchino Nassim Lachhab, primo skater professionista marocchino e africano al mondo. Kamal Ourahou ha montato i primi video di skate di Nassim, filmati tra il 2009 e il 2011.

Premio Grand Jury: “Tether”
(di Laura Basil Duncan con Lois Pendlebury)
Un film sulla skater professionista britannica Lois Pendlebury che racconta la sua transizione dalla carriera nello skateboarding a una nuova vita come pastore dopo che gli infortuni l’hanno costretta a lasciare lo sport.

 

Ci vediamo alla prossima edizione!