La BMW R 18 è stata presentata ad EICMA 2019 e in questi mesi sta arrivando nei concessionari. Ora BMW ha ripreso il suo progetto “Soulfuel” presentando al mondo le special su base R 18 realizzate dai migliori customizer del mondo. Il primo è Roland Sands.

La BMW R 18 celebra il mito delle cruiser in chiave moderna e più sportiva. È un omaggio alla storia del marchio bavarese e all’iconico motore boxer bicilindrico raffreddato ad aria/olio, questa volta però vanta la cilindrata più grande mai realizzata da BMW, ben 1.802 cc, e caratterizzato dal design senza tempo che trova le sue radici nel lontano 1923. Una vera cruiser, pensata e pronta per essere personalizzata.

Proprio per sottolineare questa propensione alla personalizzazione e alla customizzazione BMW ha affidato ai migliori customizer della scena il compito di dare sfogo alla propria creatività, costruendo special mai viste prime sfruttando le caratteristiche della nuova R18.

SOUL IS ALL THAT MATTERS

Agosto 2020.
Long Beach, California.
Dall’officina Roland Sands Design esce quella che è stata battezzata R 18 Dragster, la prima special realizzata su base BMW R 18. È blu ed è bellissima: è un blu familiare, un classico colore BMW che, insieme alle forcelle anteriori anodizzate oro, fa pensare a un mare che brilla sotto i raggi del sole.

Roland Sands non dovrebbe avere bisogno di grandi presentazioni, da anni ormai è un’istituzione del mondo custom: nato e cresciuto tra motori e chiavi inglesi, da ragazzino ha cominciato a guidare, smontare e rimontare moto da cross ed enduro. Ha intrapreso una carriera nelle corse durata ben 10 anni. Oggi Roland è un designer di fama mondiale conosciuto per i suoi progetti rivoluzionari, per le sue collaborazioni con grandi marchi e per il suo marchio RSD con il quale produce pezzi custom e abbigliamento.

“Unire diverse tipologie di moto… combinare diversi stili e creare nuovi generi, sposare prestazioni da supersportive con elementi e linee del mondo custom. Questo è probabilmente ciò per cui siamo conosciuti nel settore. Guidare una moto per me è diventare tutt’uno con essa. Le mie moto sono la mia vita, sono davvero tutto, sono tutto quello che faccio"

— Roland Sands

Con la R18 Dragster, Roland Sands e il suo team hanno superato ancora una volta loro stessi: non si tratta di una special “normale”, siamo di fronte a una moto da sparo con tanto di impianto al protossido di azoto e telaio rigido.

L’intera customizzazione ruota attorno al poderoso e scultoreo motore boxer, che ha ispirato Roland sin dal primo momento, come lui stesso ci racconta.

“Il motore così grande al centro della moto, mi ha fatto immediatamente pensare alle muscle cars. La mia famiglia è sempre stata appassionata di velocità e mio padre era un pilota di drag racing. Allora ho pensato di ridurre la moto all’essenziale per farla andare il più veloce possibile sul quarto di miglio”

Avendo avuto carta bianca da BMW Roland ha potuto dare libero sfogo alla propria creatività: partendo dall’idea di dare vita a una moto da drag racing, Roland ha disegnato diverse bozze per farsi un’idea delle forme, delle proporzioni e delle geometrie che la moto finale avrebbe potuto avere.

La R 18 è una moto relativamente facile da customizzare. Uscita dalla fabbrica offre già un design altamente personalizzabile grazie alle parti e alle cover semplici da smontare e al telaio posteriore facilmente rimovibile. Il team RSD ha approfittato di queste predisposizioni alla personalizzazione smontando completamente la moto.

Il design finale della R18 Dragster si allontana dai concetti che hanno ispirato la R18 standard: la somiglianza con la BMW R5 non è più facilmente visibile ma lo spirito della motocicletta incentrato sulla purezza, sull’essenza e sul piacere dell’andare in moto viene esaltato ancora di più… solo che si parla di un’altra tipologia di guida, e qui quello che conta è avere la massima accelerazione e la massima velocità possibile su un rettilineo asfaltato.

Per riuscirvi, gli ammortizzatori posteriori sono stati rimossi e l’intera parte posteriore della R18 convertita in hard tail. Per andare ancora più veloce e dare una spinta ulteriore al mostruoso boxer da 1.800cc, la moto è stata equipaggiata con un impianto Nitrous Express: è collegato direttamente ai collettori di aspirazione in acciaio su misura, con una pompa del carburante autonoma che inietta sia azoto che carburante aggiuntivo per arricchire la miscela. Questa soluzione consente di guidare la moto con o senza nitro senza dover rimappare la centralina. Come ci spiega Roland, non un’impresa facile:

Andare a modificare l’elettronica è stato sicuramente il lavoro più difficile che abbiamo dovuto affrontare  perché abbiamo montato l’impianto di iniezioni di protossido di azoto, rimosso lo scarico di serie e modificato drasticamente il sistema di aspirazione. È stato un po’ un azzardo, un’esperimento che alla fine è riuscito!”.

La R18 Dragster da vicino

Telaio

Il team di Roland Sands ha rimosso le sospensione posteriori e circa 23 Kg di peso dal telaio e dal forcellone. La moto è stata così ribassata e irrigidita, due requisiti necessari per una vera moto dragster. Tuttavia la lunghezza e l’inclinazione del canotto di sterzo originali sono state mantenute cercando di rispettare la classica linea da cruiser che parte dal muso allungato e arriva fino alla ruota posteriore.


Ciclistica

L’anteriore è il frutto dell’unione di un paio di forcelle di una BMW R NineT e dell’impianto frenante della BMW supersportiva S 1000 RR. Questo binomio conferisce alla moto un aspetto sportivo e aggressivo.
Le pompe freno e frizione idrauliche sono prodotte dalla stessa RSD.
I cerchi fanno parte del catalogo di parti speciali “2-Tone-Black” sviluppate da Roland Sands in collaborazione con BMW Motorrad. All’anteriore troviamo un cerchio da 19×3 con uno speciale pneumatico slick Dunlop. Al retrotreno è stato montato un cerchio da 17×6 equipaggiato con pneumatico slick Dunlop squadrato specifico per moto da accelerazione.


Carrozzeria

Parafango anteriore e posteriore sono stati modificati per poter essere adattati alle nuove modifiche e per mantenere la classica silhouette della R 18. La sella è stata realizzata su misura per RSD dalla Saddlemen.


Scarico

L’originale impianto di scarico è stato sostituito da un sistema fabbricato a mano in acciaio inossidabile con doppio terminale in alluminio fresato BMW X RSD.


Componentistica: Collezione “Machined” e “2-Tone-Black” BMW X RSD

Leve del freno e della frizione, copri valvole, indicatori di direzione, la cornice del faro originale anteriore e la protezione serbatoio/petto, sono tutti elementi che fanno parte delle due collezioni di parti speciali sviluppate da Roland Sands Design in collaborazione con BMW Motorrad. Si tratta di parti di altissima qualità realizzate quasi tutte in alluminio fresato. Inoltre le due collezioni di design comprendono altri elementi quali alloggiamenti per strumentazione, morsetti del manubrio, riser, manopole, specchietti, nonché elementi stilistici come la cover del motore, tappi serbatoio, coperture per il filtro dell’aria e molto altro ancora.


Verniciatura

Si tratta di un blu metallizzato bicolore decorato con le classiche strisce bianche del marchio BMW. Il lavoro è stato eseguito da Chris Wood.


L’intera customizzazione ha richiesto circa quattro mesi di duro lavoro.

Non si è trattato di un progetto facile — dice Roland — ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Il risultato finale è impressionante e caratterizzato da un altissimo livello artigianalità e qualità, come ci si aspetta da tutte le moto BMW. È stata una customizzazione che mi è stata a cuore sin dall’inizio, non vedevo l’ora di mettermi all’opera”.

Ancora una volta una special uscita dal garage RSD si è mostrata differente dalle precedenti. Questa R18 ha una sua storia: partita dall’inconfondibile silhouette da cruiser con flyline bassa e allungata e dal telaio a doppio anello che racchiude il vigoroso boxer bicilindrico, e conclusasi con un telaio rigido e una ciclistica ad hoc per gare di accelerazione.

Ancora una volta Roland Sands ha superato se stesso e i suoi limiti… Il suo segreto? Ce lo spiega lui stesso:

“Ogni moto ha bisogno di un approccio diverso a seconda del tipo di build, dei materiali che si vogliono utilizzare o delle parti che si vogliono modificare. Ciascun progetto di customizzazione in parte è sempre un nuovo processo di apprendimento. Anche dopo aver costruito più di 200 moto uniche c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Vogliamo sempre comprendere a fondo il genere e la tipologia di moto su cui lavoriamo e che vogliamo realizzare; questa è la chiave per riuscire a dare vita a moto sempre autentiche e funzionali”

Se volete approfondire la storia di questa customizzazione, conoscere più da vicino Roland Sands e scoprire tutti i suoi segreti vi consigliamo la visione di questo breve documentario:

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