Per fortuna al mondo ci sono ancora persone in grado di sognare in grande. Persone armate di determinazione, velocità di pensiero ed empatia, che portano con sé un’infinita capacità di problem solving, condita dalla giusta dose di creatività e senso pratico. Persone tanto ancorate alla realtà da potersi permettere di perseguire una visione che, per quasi tutti, è semplicemente irrealizzabile, impossibile. Ma lo sapete cosa si dice, no?
“People who say it cannot be done should not interrupt those who are doing it”

Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi lo sta facendo. Ecco, sotto le insegne di Dazero Officina e Racing dovrebbero scriverlo a caratteri cubitali. Piccolo passo indietro, giusto per contestualizzarvi il tutto. È ottobre e siamo in mezzo a un Mar Tirreno bello incazzato su un traghetto che ha visto giorni migliori e i migliori giorni di tanti turisti diretti in Sardegna. Mattia Scirè lo conosciamo qui. Abbiamo tanti amici in comune, stiamo andando allo stesso evento. Basta questo per far scattare la curiosità.
Mattia ha 33 anni e, come dice lui, è meccanico da una vita. Alessio Alberini, il suo socio, di anni ne ha 32. È il 2018. Mattia lavora in un’officina a uno sputo da dove vive e si occupa di prototipi. Alessio, che in quella stessa officina ci finisce letteralmente per un caso del destino, è specializzato in elaborazioni stradali. Loro non lo dicono, ma sono bravi. Tutti e due. Anzi, hanno proprio qualcosa in più. Succede tutto in poco tempo e in cinque chilometri di strada, quella che unisce le loro case, l’officina di cui sopra e il loro futuro.

Perché certo, di giorno si lavora di fino sulle auto dei clienti, acquisendo un know how sempre più approfondito e specialistico, ognuno nel proprio ambito. Ma quando cala il buio c’è il garage, la dark side dei sogni. Il luogo che protegge, vede crescere e, se va bene, dà vita ai desideri di sempre: creare qualcosa di molto veloce e molto unico. E poi correre.
A questo punto dovete sapere cosa c’è, dal 2013, dietro la claire del garage di Mattia: una Honda Civic EG6 del 1992 da 160 cavalli acquistata per uso stradale e per andare a qualche raduno nel tempo libero. E si, lo so cosa state pensando: “eh va bè, sai che roba…”. E so anche perché lo state pensando: perché vi aspettavate subito i fuochi d’artificio, la scena all’americana, il box che si apre e i fari di un bombardone rasoterra che si accendono nel fumo… Perché volete tutto e subito. E invece no. Questa volta vi tocca aspettare e ascoltare tutta la storia. Per ingolosirvi, però, vi spoilero subito una notizia. Anzi, due. 160 cavalli possono diventare 514. E di una Civic EG6 del 1992 di originale può restare solo una pinza freno…

Ma torniamo a noi. Nel 2013 Mattia non sapeva granché di elaborazioni. E quell’auto la compra per giocarci, per iniziare a metterci mano e imparare, per sperimentare, concedendosi anche di sbagliare. Per cinque anni l’auto è in evoluzione continua, una sorta di laboratorio artigianale su quattro ruote che cambia di mese in mese, di modifica in modifica, dopo ogni pistata.
Nel frattempo, entrambi iniziano a fare esperienza nel Motorsport. Negli anni, forniscono assistenza specializzata in gare nazionali e internazionali nei campionati VdeV Championship, Jk Tyre India, Campionato Italiano Gran Turismo, European Le Mans series, Gt Open, Ferrari Challenge, European Fanatec Gt2 e 12h series a team come Jas Motorsport, AF Corse, LP Racing, Pagani Automobili.
Finché un giorno, che oggi definiremmo provvidenziale, durante un track day a Monza, in Ascari in terza a limitatore pieno con la gente in tribuna gasata a mille, scoppia il motore. Fumata bianca. Ciao ciao. Un buco grosso così nel vano motore sembra mettere la parola fine ai giochi.
Certo, essere addetti ai lavori aiuta. Ma rifare un motore costa e il problema di base per tutti è sempre il tempo. Per fortuna, siamo nel 2018. E il 2018, l’abbiamo detto, per Mattia e Alessio è un anno speciale. I due uniscono le forze e per i tre anni successivi danno voce a un istinto, una sorta di vocazione al miglioramento continuo.
Mattia impara a saldare dal papà di Alessio, che ha lavorato tanti anni in Formula 1, e gli si apre un mondo di possibilità nuove, fino ad allora impensabili.
“Sai quando arrivi a un punto in cui il tuo lavoro bene o male senti di averlo in mano, di aver raggiunto un livello abbastanza difficile da superare”, racconta Mattia, “Ecco, lì arriva qualcuno che ti dice: Guarda, prova a fare questa roba qua, che è un altro mestiere: è saldare, costruire, ingegnarti, creare componenti”. Ed è anche la svolta.
“Quella rottura del motore, pensandoci, è stata lo spunto per un salto di qualità”, dice Alessio. “Abbiamo preso la palla al balzo per passare ad uno stage di preparazione superiore. In quel momento la potenza della macchina era poco superiore ai 200 cavalli, quindi abbiamo aggiunto un turbocompressore e già con la prima configurazione siamo arrivati a più di 400. Era il 2021”.
Insomma, se fino a quel momento quel Brutto Anatroccolo che era la Civic cresceva passo dopo passo un po’ per gioco, da qui il sogno inizia ad assumere contorni ben più definiti. Perché un conto è scendere in pista e spolpare qualcosa che altri hanno costruito per te e che tu hai migliorato a livello prestazionale. Un altro è correre con qualcosa che inizia a non assomigliare più per nulla alla vettura di serie.

“Io me la ricordo la prima volta in pista dopo il Grande Salto. A Castelletto. C’era nell’aria una gran paura che saltasse tutto per aria. Comunque sai, vai a toccare pistoni, bielle, rasamento, albero a camme, la calibrazione di tutti i componenti, la parte elettronica… Insomma, in garage e sul banco funzionava tutto, ma quando la vai a provare è tutta un’altra cosa”.
A far correre quello che diventerà di lì a breve il Cigno Nero, nome conquistato sul campo per merito della favolosa carrozzeria completamente in carbonio realizzata a Venezia da Giacomo Orioli, è proprio Mattia.
Il terreno di gara è il Time Attack Italia, campionato categoria PRO3000 nato in Giappone, che rappresenta una vera e propria sfida contro il (proprio) tempo. Non c’è bagarre, la gara è con sé stessi. Il cuore della competizione è battere l’avversario nel tempo sul giro, ma la verità è che si corre solo per migliorarsi. E per farlo ci sono solo 4 turni da 25 minuti l’uno. O la va, o la spacca. In più, si corre contro il tempo anche in un altro senso: nella preparazione della macchina.
“Dopo ogni gara il lavoro sull’auto si moltiplica esponenzialmente, ogni modifica porta con sé altre modifiche. Un nostro amico dice sempre: una modifica, tre problemi. Un radiatore in più perché magari l’auto va su di temperatura o anche di peggio e sempre coi minuti contati”. E qui interviene Alessio per mettere i puntini sulle i: “Però l’aspetto positivo c’è: con tutti i problemi che abbiamo avuto nella prima e nella seconda stagione del campionato, comunque siamo sempre riusciti, in un modo o nell’altro, a trovare una soluzione e vincere. Magari per mezzo secondo, ma nell’hot lap siamo sempre riusciti a spuntarla”.

E intanto a Nova Milanese nel 2023, da zero, nasce Dazero Officina e Racing. Mattia e Alessio si mettono in proprio, dando vita a un’officina ad alto tasso di specializzazione (e stile, aggiungiamo noi). E ancora una volta ci sono la bright side, quella diurna, dedicata a un meticoloso lavoro sulle auto dei clienti, e la dark side, quella notturna, che li vede impegnati con la loro irrinunciabile Squad di amici-colleghi-praticamente fratelli al lavoro sul Cigno Nero.
L’officina è un’idea che Mattia e Alessio avevano da tempo, un progetto che, complice la pandemia, ha richiesto tempo, anni di sacrifici, doppi lavori e zero tempo libero, ma che oggi è una realtà d’eccellenza, oltre che un punto d’incontro per chi subisce il fascino delle auto sportive.
Dazero Officina e Racing è il posto giusto per chi deve effettuare riparazioni meccaniche complesse. Ma è anche uno Stargate in cui entrano auto ed escono oggetti del desiderio, customizzati in base alle esigenze e alle richieste tecniche ed estetiche dei clienti.
Non si è mai fermato, inoltre, il servizio di assistenza in pista a 360° per chi corre campionati GT e Turismo. “Da noi viene chi cerca delle competenze in più che non trova in un’autofficina classica, chi necessita di trovare una soluzione creativa a un problema”, dice Alessio.
“Ti ricordi prima del Mugello? In quella gara ci giocavamo il campionato. Ma nella gara precedente, due settimane prima, avevamo rotto tutto. Avevamo 14 giorni. 14 giorni per rimettere insieme l’auto… da zero. Ragazzi, due settimane sembrano tante, ma vi garantisco che non lo sono se hai un’officina da gestire, un’altra gara nel weekend da giovedi a domenica (a Monza con AF Corse Ferrari – ndr) e, soprattutto, non hai un altro motore”. Com’è andata? Santi siano gli amici e la Svizzera.
Gli amici, perché sono quelli che, nottetempo, sono partiti con il furgone per andare a recuperare un blocco miracolosamente trovato in tempi record. La Svizzera perché è lì che il motore si trovava. E così, mentre in officina si lavorava dalle 20 alle 8 per smontare tutto, salvando solo la testa, il team è riuscito a switchare tutti i componenti, chiudere e arrivare al Mugello giusto in tempo per vincere e segnare anche un nono assoluto sul bagnato, lasciando dietro Ferrari e Lamborghini, oltre agli avversari più diretti.
Del resto, come dice Alessio, non esiste problema, se sai come risolverlo…

C’è una parola che ricorre spesso mentre parliamo, godendoci i riflessi nero cangiante dell’abito di carbonio che veste il Cigno, che ad oggi ha raggiunto 516 cavalli di potenza, alle nostre spalle. Ed è Creatività. Strano, se si pensa alle componenti meccaniche di un’auto che dovrebbero funzionare e dare il meglio grazie a numeri e precisione.
Eppure… Eppure, chi ama il Motorsport sa bene come per decenni lo sviluppo delle auto da corsa sia stato fortemente influenzato da ciò che non ti aspetti: la creatività degli ingegneri. Un ossimoro? Forse, ma non quando si parla di artigianalità.
È Mattia che parla. “Secondo me le parole chiave per chi vuole fare la differenza nel Motorsport sono tre: Velocità, Esperienza e, appunto, Creatività. Tu in una frazione di secondo devi capire quale sia la soluzione migliore per far ripartire la macchina. Devi essere intuitivo e veloce nel capire il problema. Avere esperienza per essere competente, sapere quello che fai e poter contare su tutti i riferimenti possibili. Ed essere creativo per poter pensare a soluzioni a cui gli altri non pensano”.
E poi c’è la Fiducia. Che è un aspetto, nel lavoro dei meccanici che operano in ambito racing, a cui non si pensa quasi mai. “Tu dai in mano il tuo lavoro a piloti professionisti che di certo non risparmiano l’auto, buttano giù tutto e fanno ciò che sono bravi a fare. E tu hai un’enorme responsabilità nei loro confronti, tanto quanto loro hanno fiducia in te”, continua. “Io sono un meccanico e corro. Forse è anche per questo che in Dazero abbiamo una sensibilità particolare in questo senso. Sensibilizziamo tantissimo il nostro team di meccanici. Lavoriamo ed elaboriamo auto che possono essere spinte oltre i 300 all’ora. E devono essere assolutamente perfette quando escono da qui e vanno in mano al cliente. Perché è oltre i 300 all’ora che il cliente probabilmente le spingerà. Questo fa la differenza”.

C’è il Cigno Nero, certo, ma non è l’unica chicca “in evoluzione” di casa Dazero. In arrivo c’è un altro pezzo da collezione che sarà presentato prossimamente a Goodwood. Spoiler alert: sarà un M4 Competition con la scocca, completamente in carbonio, di una Jaguar XJS Type (e questo è solo l’inizio). Noi l’abbiamo sbirciata ed è già amore. Voi, se volete saperne di più, tenete d’occhio le pagine virtuali di Wheelz…

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