Siamo nel mese di Giugno, l’estate è ufficialmente scoppiata, la vita ci sorride e davanti a noi c’è il flow rilassato delle vacanze più o meno lunghe che (forse) ci godremo. Proviamo a chiudere gli occhi, salto nel tempo. Vi porto nel 1963. Con un bel costumino addosso, magari a righe, andiamo verso il juke box del lido e scegliamo la canzone del momento: Twist and Shout. Questi ragazzi spaccano, si chiamano The Beatles.

Shake it up, baby, now
Twist and shout
Come on, come on, come, come on, baby, now
Come on and work it on out

A onor del vero la canzone non è loro. È di un gruppo americano, i The Isley Brothers. Ma sono McCartney, Lennon e soci a portarla dritta in classifica proprio nel mese che Wheelz dedica al twist, all’intreccio, allo stravolgimento e allo slancio. E insomma signori, Sir Paul McCartney è il personaggio perfetto per la nostra occasione…

Anche perché Paul a Giugno (il 18 – ndr) ha compiuto 82 anni. 82 candeline appena spente e una vita ancora in pieno fermento. Paul McCartney non si dà tregua da mai, non si è mai fermato da quando la vita gli ha offerto il suo… twist.

Ma torniamo a noi, vi racconto questa. Sono le quattro del pomeriggio, fa caldo: è il 6 luglio 1957.

 

Alla St.Peters Church di Woolton si sta svolgendo una festa. C’è chi balla, sfila una parata e hanno organizzato persino due concerti, uno nel campo dietro la chiesa e uno sul palco nellatrio. Alcuni gruppi della zona sono pronti a esibirsi e tra loro anche la band di un ragazzetto di 17 anni, un certo John. John Lennon, con i suoi Quarrymen.

Paul si prepara per andare alla festa insieme al suo amico Ivan Vaughan e, quando arrivano, stanno suonando proprio i Quarrymen, alle prese con un pezzo doo-wop che si intitola Go with me. Il live viene interrotto per una breve pausa e Ivan fa da intermediario, presenta il suo amico Paul al suo amico d’infanzia John. E SBEREBEM (scusate, ma ci stava!).

I due iniziano parlare e Paul mostra a John come di solito accorda la sua chitarra. Gli canta persino qualcosa, una certa cover di Eddie Cochran, Twenty flight rock (tenete a mente questo dettaglio).

E così, in un twist, scoppia la scintilla tra due persone che da lì a breve sconvolgeranno la musica e cambieranno il mondo. E può sembrare unesagerazione,ma ragazzi… i Beatles hanno davvero cambiato il mondo, lasciatemelo dire.

Le canzoni dei FabFour hanno eliminato barriere geografiche, milioni di ragazzi si sono rivisti in Paul, in John, chi in Ringo e chi in George. È comparsa tutta d’un tratto una nuova generazione con la voglia di urlare i propri gusti, i propri diritti, di fare la rivoluzione. Quando arrivano in Italia nel 1965, a Roma e Milano, migliaia di giovani forzano i cordoni della polizia, con manganellate e primi arresti annessi. È furore, è follia, è Beatlesmania!

Facendo due calcoli sono passati 67 anni da quel momento e di tutto è successo. Ma lui, il protagonista del nostro twist, Paul McCartney è ancora a pieno titolo sulla scena musicale attuale.

Hanno provato in ogni modo a detronizzarlo, lo hanno dato anche per morto e sostituito, ha perso amici fraterni, la sua vita è stata una rollercoaster, ma sir. Paul, impeccabile nella sua eleganza e con il suo carisma genuino, non molla un colpo. E allora vi do un paio di dritte per questo 2024.

La prima riguarda l’appena annunciato tour Europeo di Paul McCartney. Per adesso non c’è l’Italia e magari non passerà da noi, ma fatevi lo stesso un regalo: provate aorganizzare un viaggio a Parigi o Madrid, Londra o Manchester (queste sono le città confermate ad ora), perché un suo concerto è qualcosa che non si dimentica. Personalmente, lo vidi al Forum di Milano nel 2011 e ancora ricordo il coro senza fine tutti all’unisono con lui su Hey Jude (naaa na na nananaaaana na naaaaHey Jude). Momento epico.

Secondo consiglio: pochi giorni fa, il 14 Giugno, è uscito uno dei bootleg live più ambiti di sempre. Si intitola One Hand Clapping e contiene delle sessioni live del 1974 che fino ad oggi erano rimaste nel piccolo cassetto del comodino di Paul.

All’epoca lui e gli Wings, il suo progetto postBeatles, stavano registrano agli Abbey Road Studios un video documentario ed un ipotetico album live, ma alla fine non se ne fece nulla. Il materiale c’era eccome, in quattro giorni il registra Litchfield aveva raccolto un bel pò di roba. Qualcosina trapelò in maniera non ufficiale, ma oggi possiamo dire che One Hand Clapping (2024) è l’uscita ufficiale.

Ci sono cose pazzesche al suo interno e c’è anche una canzone suonata nei cortili degli studi di Abbey Road che ci fa capire come certi momenti della vita, certi twist rimangono con noi per sempre. Paul da solo con la chitarra, seduto in cortile, a suonare Twenty Flight Rock di Eddie Cochran (ricordate?) la prima canzone che suonò a John Lennon quando si incontrarono in quel magico momento twist nel 1957.

Nella vita reale, chi non rinuncia è coraggioso” (Paul McCartney)