Ha il cappuccio, che fa un po’ outdoor e un po’ mistero. È un capo quattro stagioni: lo puoi usare come unico protagonista del look oppure sovrapposto ad altri strati quando (e se?) le temperature caleranno. Sa essere informale o sofisticato, cambia in base al tuo mood. E in tutta la sua versatilità, è in grado di proteggerti dall’acqua, dal vento e… sì, anche dalla noia.

 

Si chiama parka ed è indubbiamente il capospalla più desiderato del momento.

Intelligente, funzionale e con stile da vendere, il parka è uno dei trend provenienti dal mondo dell’utilitywear più longevi, costanti e duraturi. Viene dal Grande Nord, ha attraversato epoche, conflitti mondiali, culture e subculture senza perdere un briciolo della propria identità, ma anzi, ampliando progressivamente i suoi orizzonti. Non paga, quest’anno la parka-mania ha conquistato anche le passerelle: Marni, Prada, Dolce&Gabbana, Moncler… L’elenco dei nomi che l’hanno reinterpretato, rivisto e attualizzato, è lungo e prestigioso. Ebbene, oggi arriva anche negli armadi dei bikers grazie a Tucano Urbano, in due versioni appositamente concepite per l’urban commuting.

 

Ma riavvolgiamo un attimo il nastro, perché quella del parka è una storia che vale la pena raccontare dall’inizio. 

Il Grande Nord

Anche se l’inizio vero e proprio, non è poi così certo. Diciamo che il primo indizio sulle sue origini viene dal nome, che nella lingua Nenets delle popolazioni siberiane significa “pelle di animale”. Per rintracciare gli avi dei nostri parka, infatti, occorre dirigersi a Nord e seguire le orme lasciate sulla neve dalle civiltà Inuit dell’Artico che, fin dalla preistoria, cucivano insieme pelli di animali, principalmente caribù, foca e orso polare, usandone la pelliccia come imbottitura e trattandole esternamente con olio di pesce e grasso di foca per renderle resistenti ad acqua e gelo. Volumi ampi, cappuccio ad avvolgere il viso, protezione massima dalle intemperie e dai climi estremi dell’Artico. Non esattamente vegan-friendly, ma eccolo qui l’antenato del parka.

L’utilizzo bellico

Ed è sempre il freddo il drive grazie al quale ritroviamo il parka negli Anni 40 in ambito militare, come giaccone impermeabile e tecnico. Durante la seconda Guerra Mondiale, diventa la giacca simbolo dell’aviazione americana. Si chiamava B-9 Flight Parka, veniva utilizzato dai piloti dell’Air Force e aveva la particolarità del cappuccio completamente richiudibile con una zip per proteggere il capo dal gelo in quota.

Un decennio dopo lo ritroviamo, sempre in ambito bellico, durante la Guerra di Corea: l’M-51 Fishtail in dotazione alla US Army era caratterizzato dalla particolare “coda a pesce” che permetteva ai soldati di allacciarlo attorno alle gambe per una maggiore protezione dal freddo. Era impermeabile grazie a uno speciale tessuto con fibra di vetro, ed è in questo contesto che appaiono anche le prime imbottiture in pile.

I dandy urbani

 Il salto definitivo che porta il parka lontano dai campi di battaglia, rendendolo un’icona culturale, avviene tra la fine degli Anni 50 e i ’60 grazie ai Mods londinesi, che lo eleggono a proprio simbolo distintivo e di ribellione. Seguaci del Modern Jazz (da qui deriva il nome Mods) incarnano l’istinto al cambiamento, venerano il nuovo, la modernità e sono attentissimi a uno stile pulito e ricercato. Si muovono in sella alle loro Vespa modificate, sovraccariche di fanali e specchietti aggiuntivi.

E il parka verde, spesso proveniente da svendite di materiale militare e decorato poi con scritte e patch tra cui il simbolo della Royal Air Force, è la giacca perfetta per proteggere i loro completi eleganti dalla pioggia londinese. Sono dandy urbani, magistralmente raccontati in Quadrophenia (1979), film ispirato all’omonimo album degli Who, che consacrò il parka nell’immaginario collettivo. E nel cinema: Roger Moore ne indossa uno in 007 – Bersaglio Mobile e Rock Hudson lo sfoggia in Base Artica Zebra.

Gli Oasis e i Nineties

A cavallo tra gli Anni 80 e ’90 la subcultura Mods vive una seconda ondata di revival. È in questo periodo che il mondo della musica, in particolare, riscopre il fascino del parka. Date un’occhiata alle immagini dei fratelli Gallagher di quegli anni…  Liam e Noel indossano il parka sul palco e durante le interviste, riportandolo alla luce degli occhi di chi ama gli Oasis, cioè di quasi tutto il popolo brit-pop. È un marchio di fabbrica, il capo urban-cool che tutti vogliono. Tanto da conquistare anche popstar ben più glittering del calibro di Jennifer Lopez, Gwen Stefani e Christina Aguilera, vere icone di stile dell’epoca.

Dalle star all’urban commuting

E oggi? La sua evoluzione in termini di stile e prestazioni lo rende un must have per chiunque abbia la città come parco giochi, in qualunque condizione meteo. Ed è proprio per questo che Tucano Urbano ha messo a punto Cooldry e Feeldry, due rivisitazioni del parka pensate per semplificare la vita di chi si muove su due ruote in città, senza sacrificare lo stile. In pieno stile Mods…

Cooldry è il modello al ginocchio e ricalca la linea classica dei parka fishtail. Il che lo rende estremamente pratico e comodissimo in scooter, ma anche perfetto quando non si è il sella. Feeldry invece è la versione corta, dedicata a chi cerca uno stile ancora più urban, easy e contemporaneo. Laminati, totalmente impermeabili e antivento, entrambi sono dotati di cappuccio con visiera, regolazioni con coulisse elastiche sul fondo, regolazioni a velcro sui polsi e comode tasche esterne e interne portatutto.

Cooldry e Feeldry sono realizzati con il sistema HYDROSCUD® a tre strati: al poliestere soft touch si aggiungono una membrana antivento, impermeabile e traspirante a elevata colonna d’acqua e una retina 30D di poliestere. Con, in più, uno speciale trattamento Water Resistant che li rende un vero e proprio guscio contro ogni tipo di pioggia. Le stampe rifrangenti a contrasto su maniche, petto e schiena aumentano poi la sicurezza di notte e in condizioni meteo proibitive.

Confortevoli da indossare, piacevoli al tatto e alla vista, Cooldry e Feeldry superano i limiti delle consuete giacche antipioggia da moto, portando una ventata di stile in città. Il che, non guasta mai…

tucano urbano

Parka COOLDRY HYDROSCUD®

Parka fishtail laminato, antipioggia e antivento - DPI CE 1ª categoria, dotato di cappuccio regolabile con visiera. Il perfetto connubio tra tecnicità e moda lo rende perfetto con e senza due ruote.

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Giacca FEELDRY HYDROSCUD®

Feeldry è la versione corta di Cooldry: laminata, antipioggia e antivento - DPI CE 1ª categoria, anch'essa con cappuccio e visiera. Perfetta per muoversi con agilità.

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